Pietro Metastasio.
DIDONE ABBANDONATA.
TRASCRIZIONE ELETTRONICA - PER I NON VEDENTI - CURATA DA: EZIO GALIANO.
 
//Primo dramma dell'autore, rappresentato la prima volta con musica del Sarro in
Napoli, nel carnevale dell'anno 1724. .


Argomento

     Didone vedova di Sicheo, uccisole il marito da Pigmalione, re di Tiro, di
lei fratello, fugg con ampie ricchezze in Africa, dove edific Cartagine. Fu
ivi richiesta in moglie da molti, e soprattutto da Iarba, re de' Mori, e ricus
sempre per serbar fede alle ceneri dell'estinto consorte. Intanto portato Enea
da una tempesta alle sponde dell'Africa, fu ricevuto e ristorato da Didone, la
quale ardentemente se ne invagh. Mentr'egli, compiacendosi di tale affetto, si
trattenea presso lei, gli fu dagli dei comandato che proseguisse il suo cammino
verso Italia, dove gli promettevano una nuova Troia. Part Enea, e Didone
disperatamente si uccise. Tutto ci si ha da Virgilio, il quale con un felice
anacronismo unisce il tempo della fondazion di Cartagine agli errori di Enea.
Ovidio, lib. III de' //Fasti., dice che Iarba s'impadronisse di Cartagine dopo
la morte di Didone; e che Anna di lei sorella (che sar da noi chiamata Selene)
fosse anche essa occultamente invaghita d'Enea. Per comodo della scena si finge
che Iarba, curioso di veder Didone, s'introduca in Cartagine come ambasciadore
di se stesso, sotto nome d'Arbace.


INTERLOCUTORI

DIDONE, regina di Cartagine, amante di
ENEA
IARBA, re de' Mori, sotto nome d'Arbace.
SELENE, sorella di Didone ed amante occulta di Enea.
ARASPE, confidente di Iarba ed amante di Selene.
OSMIDA, confidente di Didone.

La scena si finge in Cartagine.


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