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. Volapuk

Nozioni compendiose di Volapuk. 


di Angelo Ferretti e Carlo Mattei



La prima volta che questa eteroclita parola mi colp l'orecchio, n'ebbi, direi quasi, la stessa impressione che si prova da una puntura di spillo. - Volapuk! che vuol dire? - Lingua universale. - Oh! Ma dove e da quando  nata questa lingua? - A Costanza, da pochi anni, e ne fu inventore un dotto tedesco, il professore Giovanni Martino Schleyer, il quale ... -  uno scherzo, un'utopia, una chimera! Una lingua non si crea, n da un uomo, n durante la vita di un uomo, una lingua  opera di tutto un popolo e di lunga serie di secoli! - E come tutti quelli che, avendo innanzi un fatto nuovo e meraviglioso, trovano pi comodo il non credervi, piuttosto che studiarlo ed approfondirlo, diedi un'alzata di spalle, e non pensai pi n al Volapuk, n al suo inventore. Ma poi, la strana parola mi giunse di nuovo importuna sui giornali, specialmente stranieri, e in lettere di lontani amici, i quali mi additavano nel Volapuk un mezzo facile di corrispondenza, indipendente dalle lingue nostre rispettive e di quella che, di comune accordo, avevamo scelta come intermediaria. Ed allora volli conoscere a fondo quanto di vero, di serio, di pratico, di attuabile in una parola, vi fosse nella nuova lingua. L'esperienza fattane mi ha convinto che l'invenzione dello Schleyer ha un'utilit reale e pratica, e ch'egli ha compiuto un lavoro non solo ammirabile dal lato filologico, ma commendevole come opera morale ed umanitaria, parendomi veramente atta a raggiungere il nobilissimo scopo di porgere a tutti i popoli della terra un mezzo pronto e facile d'intendersi, e quindi di agevolare ed accrescere le loro relazioni commerciali industriali e scientifiche, stringendone sempre pi, in pari tempo, i vincoli di concordia e di fratellanza.

Il pensiero di creare una lingua universale non  n nuovo, n recente. Parecchi dotti di Europa si occuparono dell'arduo problema fin dal secolo XVII, e primo fra essi Guglielmo Leibnitz public nel 1666 uno scritto in lingua latina, intitolato: " Dissertatio de arte combinatoria" , lavoro che gli cost lunghi studi, ma che non pu riguardarsi che come un tentativo; lo stesso Leibnitz, in una lettera scritta a Tommaso Burnet, riconosce la insufficienza del suo trovato, e dichiara di ritirarsi, innanzi alla somma difficolt dell'impresa. Questo primo lavoro del Leibnitz fu seguito, nei vari paesi d'Europa, da ben altri cinquanta, tra i quali  da menzionarsi, per ordine di tempo e d'importanza, l'opera dottissima lasciata dal vescovo inglese J. Wilkins, avente per titolo: " An essay towards a real character and philosophical language" , publicata nel 1688. Ma anche il lavoro del prelato inglese non ebbe, nella pratica, quegli effetti che il suo autore ne aveva sperato. Tra le opere poi date in luce, col medesimo intendimento, nel XVIII e nel XIX secolo, citeremo la " Pasigraphie"  del celebre abate Sicard, comparsa nel 1798, e l'altra publicata nel 1852 da Antonio Bachmaier il quale pone i segni numerici come base del suo sistema. Il lavoro di Bachmaier il quale pone i segni numerici come base del suo sistema. Il lavoro di Bachmaier parve, in sulle prime, promettere ottimi risultati, giacch attir l'attenzione di alcuni governi d'Europa, e pervenne a far accettare il disegno di un congresso universale che doveva tenersi a Parigi. Ma questi lavori e gli altri consimili tendenti al medesimo fine, quantunque mostrino quali tesori di scienza e di pazienza vi avessero profuso i loro autori, sono lontani dal presentare quei caratteri di pratica utilit che sono la prima condizione di un linguaggio destinato a divenire universale.

E il bisogno di un tale linguaggio sempre pi facevasi sentire, quando il telegrafo, le strade ferrate ed i battelli a vapore, sopprimendo, per cos dire, le distanze, e ravvicinando i popoli, questi si trovarono pur sempre innanzi ad un potente ostacolo d'intendersi e di conoscersi: la diversit, la moltiplicit delle lingue. Da tutti gli stati introducevasi bens nelle scuole, e rendevasi obligatorio, lo studio delle lingue straniere; ma il numero di esse era pur sempre limitato ad una, a due, raramente a tre, delle pi importanti fra quelle che parlansi in Europa, mentre il fatto addimostra essere insufficiente lo studio di parecchi anni ad imparare perfettamente una sola . Ma intanto un poliglotta tedesco dedicava il suo sapere, la sua operosit, il suo tempo alla risoluzione, pi volte invano tentata, dell'arduo problema.

Giovanni Martino Schleyer nacque ad Oberlanda, nel ducato di Baden, alli 18 luglio del 1831. Studi dapprima nei ginnasi di Tauberbischofsheim e di Karlsruhe, e comp gli studi all'universit di Friburgo. Ordinato prete nel 1856, fu preposto alla cura delle anime in pi luoghi, tra i quali, ultimamente a Litzelstetten, nell'isola di Mainau, sul lago di Costanza. La sua malferma salute lo costrinse a rinunciare, or non  molto, alla sua parrocchia, e presentemente vive modestissimo a Costanza, dove riceve quotidianamente lettere ed omaggi da tutte le parti del globo. Fin da giovinetto mostr amore grandissimo ed una singolare attitudine allo studio delle lingue, alle quali dedicossi con tanta perseveranza ch'egli riusc ad impararne oltre a cinquanta, tra cui l'ebraico, il latino, il greco, quasi tutte le lingue europee viventi, le pi importanti dell'Asia e parecchie di quelle dei Negri. Niuno, meglio di lui, trovossi in grado di conoscere le varie forme che pu assumere l'espressione del pensiero presso i vari popoli della terra , e niuno, meglio di lui, poteva pervenire alla creazione della lingua universale. Togliendo dalla lingua latina e dai linguaggi nordici d'Europa i radicali fondamentali e certe forme caratteristiche, lo Schleyer pervenne a combinare un tutto assai logico e coordinato, e diede al suo sistema il nome di " Volapuk" , da " Vol"  - universo (inglese " world"  - mondo) e " puk"  - lingua (inglese " speak"  - parlare). La parola quindi significa letteralmente " universi lingua o lingua universale" .

Una domanda qui presentasi spontanea. Invece di una lingua artificiale non varrebbe meglio adottare, come lingua internazionale, uno degl'idiomi europei pi diffusi.  ovvio il rispondere che a ci si oppongono due grandi ostacoli: il primo risiede nelle grandi difficolt di pronuncia, di ortografia, di grammatica, che presenta ciascuna delle lingue viventi a chi vive lontano dal paese in cui viene parlata; nel tempo lungo e nel dispendio grave, richiesto prima di giungere a possederla. Ed ammesso pure che, nelle migliori e pi favorevoli condizioni, l'Europeo possa far suo l'uno o l'altro degl'idiomi europei che gli sono stranieri, sar sempre fatica ardua e lunghissima per l'abitante del Soudan, dell'India, della China, dell'Australia, lo apprendere il francese, il tedesco, l'inglese o qualsiasi altra delle lingue parlate in Europa. L'altro ostacolo deriva dalla rivalit stessa delle varie nazioni, ciascuna delle quali, pur cercando di diffondere e propagare la propria lingua, non vorr accettare, come universale, una lingua gi esistente. Il Volapuk, come le cifre, che sono ovunque comprese, non ha nazionalit propria, e presenta tutti i caratteri per essere facilmente e brevemente appreso da qualsiasi popolo, non pure europeo, ma nato e vissuto nelle pi lontani regioni del globo.

Il vocabolario della nuova lingua contiene, al presente, presso a 13000 vocaboli: ma di questi, appena 1200 sono vocaboli primitivi o radicali, essendo gli altri derivati o composti. Dei 1200 vocaboli primitivi, un buon quarto fu tolto (modificandone all'uopo l'ortografia) dalla lingua latina, o dalle lingue neolatine: un quinto fu tolto dalla lingua tedesca, un terzo circa dalla lingua inglese, ed il resto da altre lingue viventi. Dal nome si formano regolarmente, con desinenze costanti e fisse, l'aggettivo, il verbo e l'avverbio; e quindi basta, in certo qual modo, imparare i nomi, per conoscere tutte le parole del vocabolario.

Ogni difficolt di pronuncia e di ortografia  affatto eliminata dalla lingua dello Schleyer, contenendo soltanto suoni ed articolazioni accessibili a tutti i popoli indistintamente, avendo sempre ogni vocale ed ogni consonante un solo, identico valore, e pronunciandosi tutte le lettere della parola. Ogni parola poi si scrive sempre come si pronuncia, e viceversa si pronuncia come si scrive. L'accento tonico  invariabilmente sull'ultima sillaba.

L'insieme della grammatica presenta unit e semplicit ammirabili. Nessun articolo n definito, n indefinito, n partitivo; nessun genere artificiale; una sola declinazione (valevole cos pel nome come per ogni altra parola declinabile) e tanto semplice, da poter essere appresa in un minuto; una sola coniugazione, la quale  una delle parti pi ingegnose del sistema dello Schleyer; nessun verbo irregolare, pochissime regole, assolutamente generali, nessuna astruseria, nessuna eccezione. Con tutto ci, un numero sufficiente di forme da potersi contrapporre, per le gradazioni di senso che ne derivano, alle innumerevoli, complicatissime flessioni della maggior parte delle altre lingue. Cos il Volapuk si presta alla pi completa e varia manifestazione dell'umano pensiero. Si hanno infatti, nella nuova lingua, non solo raccolte di lettere commerciali e familiari, ma narrazioni, e descrizioni, e dialoghi, e squarci di storia e di eloquenza, e persino lavori esclusivamente letterari originali o tradotti. Citeremo, fra questi ultimi, la traduzione della "Mina di Barnhelm" di Lessing, quella di alcuni canti popolari serbi, e della celebre Marsigliese. Pi numerosi assai sono i componimenti poetici originali, i cui autori per non sapremmo n lodare, n incoraggiare, ch il Volaputik  lingua essenzialmente prosastica; e il chiamarla a vestire le pi sublimi creazioni della fantasia, sarebbe deviarla dal fine pi modesto, ma pi utile, che si propone, quello di fornire un mezzo d'intendersi ai popoli delle varie nazioni.

Fu asserito e provato che tutta la grammatica del Volapuk pu essere imparata in " otto lezioni" , tanto da poter tradurre,"  coll'aiuto del vocabolario" , una lettera dal Volapuk nella propria lingua, oppure da questa tradurla in Volapuk. Ci  vero, ma ad evitare illusioni ed equivoci,  d'uopo il por ben mente alle parole che ho sottolineato: " coll'aiuto del vocabolario" . Per quanto sia limitato il numero dei vocaboli radicali,  pur sempre d'uopo di non breve tempo, di studio e di pazienza, prima di esserseli, dir cos, assimilati, e di poterne formare, con prontezza e con sicurezza, i derivati e i composti. Non  men vero per che in pochi giorni, due uomini appartenenti a nazioni diverse, ignorando affatto l'uno la lingua dell'altro, possono mettersi col Volapuk in corrispondenza epistolare e comprendersi perfettamente. Quanti anni occorrono, ad un italiano, per esempio, o ad un francese, per corrispondere, col mezzo di lettere, con un tedesco, con un inglese, con un russo ... con un chinese?

Il sistema dello Schleyer venne in luce nel 1879; ma quali ostacoli e quanti avversari non trov esso, avanti che fosse accolto, apprezzato e diffuso, prima ne'principali stati d'Europa, poi nelle due Americhe, poi nelle pi lontane regioni d'Oriente!  la storia delle pi grandi, delle pi utili, delle pi meravigliose invenzioni. Lo Schleyer trov dapprima, sovratutto nella sua patria, l'indifferenza, l'incredulit e lo scherno. Ma intanto il numero de'volapukisti supera oggid i 200.000, sparsi in 450 delle citt principali d'Europa, in 26 dell'America, in parecchie dell'Africa, dell'Asia e dell'Australia; 120 sono le societ od associazioni costituitesi per la propagazione della nuova lingua, e nove i giornali publicati in Volapuk, o per la sua diffusione, a Costanza, a Vienna, a Monaco, a Breslavia, a Parigi, a Madrid, a Milano, ad Aalborg, a Portoricco. Ma questi non rappresentano forse la centesima parte di quelli che si fecero banditori e sostenitori della nuova lingua. Oltre a duecento sessanta se ne contano soltanto in Francia, tra i quali alcuni autorevolissimi; fra i giornali tedeschi ci basti citare la"  Wiener Allgemeine Zeitung" , che, dopo avere in parecchi numeri, esposti i pregi, i vantaggi e l'opportunit della lingua universale, apriva recentemente (N. 2570 del 25 aprile) un corso completo di Volapuk nelle sue colonne.

Fra i pi valenti e strenui campioni del Volapuk  da menzionarsi, come primo, l'illustre professore Aug. Kerckhoffs, il quale, da Parigi, colla parola e cogli scritti, incominci e prosegu l'opera della propaganda. Al corso di Volapuk da lui istituito, nel febbraio dello scorso anno, colla cooperazione di parecchi egregi professori e publicisti, furono inscritti 2250 frequentatori, tra i quali notavansi moltissime signore ed alcuni uomini gi chiari nelle lettere, nelle scienze, nella politica, nelle armi. Grandi case di commercio organizzarono corsi per i loro impiegati, e tra gli altri il noto signor Jaluzot, proprietario dei " Grands Magasins du Printemps" , volle aperto un corso speciale, al quale assistette egli stesso alla testa di 121 de'suoi subalterni; ed ora la parola " Volapukon"  (Si parla Volapuk) trovasi a grandi caratteri all'ingresso del suo vasto stabilimento, come pure di altri di parecchie citt della Francia e della Germania. Corsi di Volapuk, come quello iniziato dal Kerckhoffs a Parigi, furono aperti a Madrid, a Berlino, a Londra, a Vienna; al corso tenutosi in quest'ultima citt, nel passato inverno, intervennero pi di 2000 uditori. Un corso completo di Volapuk comprende, al massimo, dalle otto alle dodici lezioni.

Che fu fatto fin qu per la propagazione del Volapuk in Italia? Nel primo numero (15 gennaio di quest'anno) del " Volapukagased" , che si stampa a Vienna, trovo che vi sono volapukisti in otto citt italiane, cio a Torino, a Milano, a Genova, a Firenze, a Roma, a Napoli, a Ferrara ed a Vercelli. A Torino si costitu, or non  molto, l'" Associazione per la propagazione del Volapuk in Italia" , della quale  segretario generale l'egregio prof. Vincenzo Amoretti, valente volapukista, che publicher tra pochi giorni una " Grammatica completa di Volapuk ad uso degl'Italiani" , non potendosi considerare come tale la monca traduzione del " Cours complet de Volapuk"  del Kerckhoffs, publicata coi tipi di L. Roux e C. a Torino. Corsi di Volapuk vennero gi compiuti, con ottimi risultati, presso il Circolo filologico torinese, ai quali intervenne, come gi altrove, una eletta e numerosa schiera di signore e di signorine.

Alle conferenze, agli opuscoli, ai giornali, ai corsi publici e privati, ad ogni altro mezzo tendente alla propagazione del Volapuk, sono da aggiungersi i congressi, uno de'quali, il primo, fu tenuto a Friederichshafen, sul lago di Costanza, nel 1885: v'intervennero trecento membri, col accorsi da tutte le parti d'Europa; un secondo congresso sar tenuto a Monaco, nell'agosto di quest'anno, ed un grande congresso dei delegati di tutte le societ d'Europa e d'oltremare verr inaugurato a Parigi, in occasione della grande esposizione universale dell'89. Cos il Volapuk prosegue lentamente, ma incessantemente, il suo cammino. Tuttavia, per quanto siano splendidi i risultati ottenuti ed i progressi constatati, non  possibile il presagire ci che sar della nuova lingua fra venti ... fra cinquant'anni: n io sar profeta. Solamente osservo che i pi arcigni oppositori del Volapuk sono quelli che, non conoscendone pur anco i principii, ne parlano come parlerebbe un cieco nato, il quale volesse discutere di colori e di luce. Parecchi ancora domandano: - Che faremo delle altre lingue esistenti? -  quasi inutile il rispondere che il Volapuk non si propone di sopprimere alcuna lingua, n di scemarne lo studio, n d'impedirne la diffusione; e ci appare tanto pi manifesto se, come propone il Kerckhoffs, assegnando alla nuova lingua, un ufficio, una missione pi modesta di quella vagheggiata per lei dal suo inventore, essa  vlta specialmente a mantenere ed estendere le relazioni commerciali tra i vari popoli della terra.

Anche imparando il Volapuk, ognuno continuer a studiare la propria lingua, e, avendone la possibilit, l'opportunit ed i mezzi, continuer pure lo studio delle altre lingue viventi: ch sar sempre una cara e nobile soddisfazione il poter leggere, nel testo originale, le opere immortali di Dante, di Vittor Hugo, di Schiller, di Shakespeare, ed il poter seguire, senza il soccorso di una lingua intermediaria, il progressivo movimento intellettuale delle pi colte nazioni.


NOZIONI COMPENDIOSE DI ;

VOLAP_K



DEL PROF. CARLO MATTEI



PARTE PRIMA



. Della prosodia e dell'ortografia
.

In volapuk l'ortografia e la prosodia si compendia nei seguenti principii fondamentali: I caratteri sono quelli della lingua latina e neo latine.

In ogni parte la stessa ortografia. Evitata la riunione di pi di due consonanti,1 e di pi di due vocali. Sono banditi i dittonghi; per ciascun suono un solo segno, e per ciascun segno la medesima pronuncia; e la posa della voce si fa sull'ultima sillaba di tutte le parole.

Nessuna eccezione nelle regole.

Le lettere dell'alfabeto sono ventisette: Otto vocali e 19 consonanti.

Le vocali naturali sono: " a, e, i, o, u" ; le vocali raddolcite sono: " , , u" .

Le prime 5 suonano suonano come in italiano; le 3 ultime suonano: "  =  " aperta come viene pronunciata dai Toscani nella terza persona del presente dell'indicativo del verbo essere; "  ="  " eu"  come vien pronunciata dai Francesi in " Feu, Fleur"  ecc.;"  u = u " stretto, alla francese, e come lo pronunciano i Lombardi e i Piemontesi.

Le consonanti sono: " b, c, d, f, g, h, j, k, l, m, n, p," 2"  r, s, t, v, x, y, z" . Tutte le consonanti si pronunciano come in italiano, eccetto le seguenti: " c, g, k, j, z" .

" C = gi" ,"  " es. " Cd" , (giustizia), pron. " gieud" .

" G = gh" , es."  Gepuk, " (risposta), pron."  ghepuk" .

" K " = " ch" , es."  Kinin" , (chinino, medicina), pron. "  chinin" .

" J = sci" , es. " Jan" , (canapa), pron. " scian."

" Z = ts" , es. " Zun" , (collera), pron. " tsun" .

La lettera " x " si pronuncia " cs" ; l'" h "  sempre aspirata con forza.

Finalmente " y "  suona " j " italiano come"  yof" , (gioja, godimento ecc.) = " jof" .

Dicemmo che il vp. non ha dittonghi propriamente detti; nelle parole di due vocali accoppiate, ciascuna si pronunzia col proprio suono; e l'accento tonico, come si disse, cade sempre sull'ultima sillaba.



PARTE SECONDA



. Del nome
.

Il nome sostantivo, come l'indica il vocabolo, costituisce la sostanza propria della lingua, ossia ne  base fondamentale: per derivazione, e seguendo regole fissate, si forma il " verbo, l'aggettivo, l'avverbio,"  ecc.

Il volapuk  una lingua di flessione: dal sostantivo " Log"  = occhio, si forma " Logn " = vedere, " Logik"  = visibile, " Logiko"  = visibilmente.

Il genere del nome  di 3 sorta veramente: maschile, femminile e neutro. Ma in generale in vp. il nome  maschile; prescindendo da quelli che debbono far distinzione del sesso, negli uomini e negli animali. Neutro  il nome che non ha sesso.

Il nome femminile si forma dal maschile mediante il prefisso " of"  o " ji" , (essa). Es. " Dog"  = cane, formasi"  of-dog ="  cagna.

" Cil"  = fanciullo, formasi " jicil = " fanciulla.

Per vi sono dei nomi che esprimono benissimo il genere femminile senza il soccorso del prefisso " ji"  o " of" ; e questi sono: " Ld"  = signora, " Vomul"  = signorina,"  Mot"  = madre,"  Vom"  = donna, ecc.

Il plurale dei nomi si forma coll'aggiunta di un'" s"  alla desinenza singolare. Es. " man"  = uomo,"  mans"  = gli uomini,"  gad"  = giardino, " gads"  = giardini.

. Casi del nome
.

I casi della declinazione dei nomi sono quattro.

Nominativo, Genitivo, Dativo e Accusativo.

I segni dei casi sono tre: " a"  pel genitivo, " e " pel dativo, e"  i " pell'accusativo. La declinazione  una sola tanto nei nomi di genere maschile che femminile.


Declinazione del nome maschile


Singolare

Nom.	il fanciullo	" Cil		Cil"

Genit	del fanciullo	" Cila"  ovvero	" de Cil"

Dat.	al fanciullo	" Cile	"	al Cil"

Accus.	il fanciullo	" Cili	"	Cili
"

Plurale

Nom.	i fanciulli	" Cils"

Genit.	de'fanciulli	" Cilas"

Dat.	ai fanciulli	" Ciles"

Accus.	fanciulli	" Cilis
"

La stessa declinazione al femminile. Nom. la madre = " Mot" ; Genit. della madre = " Mota" ; Dat. alla madre = " Mote" ; Acc. madre = " Moti" .

I sostantivi derivati formansi dai sostantivi semplici mediante i suffissi " il, l,"  e coi prefissi "  le, lu, "  e"  sma" .

Col suffisso"  il,"  si ottiene il nome al diminutivo: " Cilil"  = fanciullino; col suffisso " l "  si ottiene il nome astratto: " Kap"  = testa, " kapl " = intelligenza. " Fat"  = padre, " fatl"  = paternit.

Col prefisso "  le "  si ottiene l'ingrandimento dei nomi:"  Dom"  = casa,"  ledom"  = palazzo, e col prefisso " lu "  si formano i nomi peggiorativi:"  Blod"  = fratello,"  lublod"  = fratellastro,"  Loted"  = albergo, " luloted"  = bettola.

. Dell'aggettivo
.

In volapuk l'aggettivo  parola invariabile che segue il nome. Esso si forma dal nome mediante il suffisso " ik " aggiunto al nome: " Kop"  = corpo, " Kopik"  = corporale.

Qualunque aggettivo pu alla sua volta diventare un nome astratto neutro, mediante l'addizione del suffisso"  os"  alla terminazione dell'aggettivo: " Gudik"  = buono, " gudikos"  = il bene.

I gradi di comparazione dell'aggettivo si formano mediante le parolette " so"  e"  ka" .  buono come te, (" binom gudik ka oli" ).

Il grado superlativo dell'aggettivo si forma coll'addizione del suffisso " un"  all'aggettivo positivo; oppure mediante " vemo"  premesso al positivo.

Es. " Gad gletikun " = giardino grandissimo, o " gad vemo gletik" .

L'aggettivo di maggioranza si forma coll'addizione del suffisso " um"  alla desinenza del positivo:"  Binol jnikum ka oba"  = Tu sei pi bello di me.

Per gli aggettivi esprimenti comparazione di minoranza si premette " luumo"  al positivo.

Il giardino di mio nipote  meno piccolo che il mio campo = g" ad nefa obik, binom luumo smalik ka feila obik" . L'aggettivo possessivo si forma dai pronomi personali mediante il suffisso " ik " aggiunto ai pronomi"  ob"  = io; " ol = " tu; " om"  = esso;"  of " = essa.

" Obs"  = noi;"  ols" = voi; " oms"  = eglino;"  ofs " = esse.

" Obik " = mio; " olik"  = tuo;"  omik"  = suo; " ofik"  = suo (di lei).

" Obsik"  = nostro; " olsik"  = vostro;"  omsik"  = loro (m.); " ofsik " = loro (f.).


Gli aggettivi numerali cardinali semplici sono 9.


Semplici

1. " bal		" 4."  fol		" 7."  vel"

2."  tel		" 5."  lul		" 8."  jl"

3."  kil		" 6."  ml		" 9."  zul"

Composti

10.	" bals	" 80.	" jls"

11.	" balsebal	" 90.	" zuls"

12.	" balsetel	" 100.	" tum"

13.	" balsekil	" 200.	" teltum"

14.	" balsefol	" 300.	" kiltum"

15.	" balselul	" 400.	" foltum"

16.	" balseml	" 504.	" lultum fol"

17.	" balsevel	" 605.	" mltum lul"

18.	" balsejl	" 702.	" veltum tel"

19.	" balsezul	" 808.	" jltum jl"

20.	" tels	" 905.	" zultum lul"

30.	" kils	" 1000.	" mil"

40.	" fols	" 10000.	" bals mil"

50.	" luls	" 10500.	" balsmil lultum"

60.	" mls	" 100000.	" tummil"

70.	" vels	" 1000000.	" balion
"

" Avvertenza" .

I cardinali sono indeclinabili e seguono sempre il nome.


Le diecine si formano dalle unit semplici coll'aggiunta di un " s" ; e le diecine e l'unit si formano interponendo l'" e"  fra le decine e le unit.



. Degli aggettivi ordinativi
.

Gli aggettivi ordinativi si formano dai cardinali mediante il suffisso " id" .

Essi si impiegano per esprimere i giorni del mese.


1.	" balid	" 10.	" balsid	" 	30.	" kilsid"

2.	" telid	" 11.	" balsebalid	" 40.	" folsid"

3.	" kilid	" 12.	" balsetelid	" 50.	" lulsid"

4.	" folid	" 13.	" balsekilid	" 60.	" mlsid"

5.	" lulid	" 14.	" balsefolid	" 70.	" velsid"

6.	" mlid	" 15.	" balselulid	" 80.	" jlsid"

7.	" velid	" 16.	" balsemlid	" 90.	" zulsid"

8.	" jlid	" 17.	" balsevelid	" 100.	" tumid"

9.	" zulid" 	20.	" telsid	" 	110.	" tumbalsid"

" Avvertenza" .

Anche gli aggettivi ordinativi sono invariabili e seguono il nome.


Gli aggettivi moltiplici si formano mediante il suffisso " ik"  unito all'aggettivo numerale cardinale.

Essi sono invariabili e seguono il nome.


" Balik, " Semplice

" Telik" ,"  " Duplo

" Kilik" , Triplo

" Folik" , Quadruplo

" Velik" , Settimuplo

" Lulik" , Quintuplo

" Jlik" , Ottuplo

" Balsik" , Decuplo

" Tumik" , Centuplo

" Milik" , Milluplo.


Gli aggettivi moltiplicativi si formano sul suffisso"  na " (volta) aggiunto ai cardinali.


" Balna" ,	una	volta		" Kilsna" ,	trenta		volte

" Telna" , due	volte		" Folsna" , quaranta	"

" Kilna" , tre	"		" Lulsna,"  cinquanta	"

" Balsna" , dieci	"		" Mlsna, " sessanta	"

" Telsna, " venti	"		" Tumna, " cento		"


" Milna, " mille

" Tum milna" , 100 mila	volte

" Balionna" , un milione di	"


" Avvertenza" .

Questi per sono considerati come modi avverbiali.



. Aggettivi frazionarii
.

Per formar questi aggettivi si aggiunge alla desinenza dell'aggettivo cardinale il suffisso " dil " (parte).


Una met			1/2		" teldil bal"

Un terzo			1/3		" kildil bal"

Un quarto			1/4		" foldil bal"

Un decimo			1/10	" 	balsedil bal"

Un ventesimo		1/20	" 	telsedil bal"

Due terzi			2/3		" kildils tel"

Tre Quinti			3/5		" luldils kil"

Cinque ottavi		5/8		" jldils lul"

Quattro ventesimi		4/20	" 	telsedils fol"

Due centesimi		2/100	" 	tumdils tel
"

" Avvertenza" .

Questi aggettivi frazionarii sono considerati come sostantivi.


. Del Pronome
.

I principali pronomi personali sono:

Io	" ob	" Noi	" obs"

Tu	" ol	" Voi	" ols"

Esso	" om	" Coloro	" oms"

Essa	" of	" Coloro, (esse)	" ofs
"

Gli altri pronomi adoperati di sovente in sostituzione di alcuno de'suddetti sono:


" os" , pronome neutro o indefinito = " esso, lo" .

" on,"  pronome impersonale o indefinito = " si" , (si dice, si vocifera).

" ok, oki,"  pronomi riflessi = " s, si.
"

I pronomi si declinano come i sostantivi.


Declinazione dei pronomi personali

Singolare

Nom.	Io	" 	ob"

Gen.	di me	" 	oba"

Dat.	a me o mi	" obe"

Acc.	me o mi	" obi
"

Plurale

Nom.	Noi	" 	obs"

Gen.	di noi	" 	obas"

Dat.	a noi, o ne	" obes"

Acc.	noi, o ne	" obis"

. Pronomi possessivi
.

I pronomi possessivi si formano col suffisso " ik"  aggiunto al pron. personale, e si declinano come i personali.



Declinazione de'possessivi


Singolare

Nom.	Mio	" 	obik"

Gen.	del mio	" obika"

Dat.	al mio	" 	obike"

Acc.	mio	" 	obiki
"

Plurale

Nom.	Miei	" 	obiks"

Gen.	de'miei	" obikas"

Dat.	a'miei	" obikes"

Acc.	miei	" 	obikis
"

" Avvertenza" .

Tutti i pronomi possessivi sono anche adoperati come aggettivi possessivi. Allora seguono il nome e sono indeclinabili.


I pronomi dimostrativi: Questo, questa = " at" : questi, queste = " ats" ; ed " atof"  (femminile); questo e quello (in significato di ci) = " atos, etos; " quello, quella = " et " ed al plurale " ets" ; quello, quella (seguiti da complemento di specificazione), si traducono " ut, utof" .

Questi pronomi si usano eziandio come aggettivi indicativi; in tal caso sono indeclinabili e seguono il nome.

I pronomi interrogativi sono: Chi? (ind. persona di genere maschile) = " kim?;"  (per persona femm.) = " kif? "

Indicante cosa si traduce per " kis? "

Quale? = a " kiom? kiof? kios?"  (maschile, femminile, neutro).

Pronomi relativi.

Che, il quale = " kel"  (m.) e " kelof"  (fem.)

Ci, che si traduce per " kelos" .

I pronomi chiunque e qualunque (cosa) si traduce per " aikel"  e"  aikelos" .

Adoperati come aggettivi i pronomi interrogativi, sono indeclinabili come abbiamo detto sempre.

I pronomi indefiniti sono: Ognuno = " alim" ; nessuno = " nek" ; qualcheduno = " ek" ; varii, alcuni = " ans" ; niente, nulla = " nos" ; qualchecosa = " bos" ; medesimo, stesso " (it)" ;3 tale, simile = " som" , ecc.



. Del verbo
.

Il verbo  di 4 specie: attivo, passivo, riflesso ed impersonale.

In volapuk non vi  che una sola coniugazione; ed il suffisso che distingue l'infinito  " n" ; suffisso che converte il sostantivo in verbo.

Es.: " Vob"  = lavoro; " vobn"  = lavorare.

I modi in generale sono due: Modo finito ed infinito.

I modi (al m. finito) sono: indicativo, soggiuntivo, condizionale, imperativo, ottativo, ecc. (.)

I tempi principali sono tre: presente, passato e futuro (tanto al modo finito che all'infinito).

Per formare la distinzione personale del presente dell'indicativo, si sostituisce alla terminazione " n"  dell'infinito i pronomi personali.


(.) " Avvertenza" .

Nel Corso completo si  ammesso anche il modo aoristo.

INDICATIVO PRESENTE. " Lifn"  = vivere


Singolare

Io	vivo	" Lifob"

Tu	vivi	" Lifol"

Egli	vive	" Lifom"

Essa" 	" vive" 	Lifof
"

Plurale

Noi	viviamo	" Lifobs"

Voi	vivete	" 	Lifols"

Eglino	vivono	" Lifoms"

Esse	vivono	" Lifofs"

Uno (si) vive " 		Lifon.
"

Per formare gli altri tempi dell'indicativo si aggiunge il prefisso al presente; per l'imperfetto il prefisso " " , che serve anche pel passato rimoto; pel passato prossimo il prefisso"  e" ; pel trapassato prossimo e trapassato rimoto, il prefisso " i" ; pel futuro semplice " o" , e pel futuro anteriore"  u" . Esempio:


INDICATIVO

1.a persona singolare

Presente		" 	Lifob" 	io vivo

Imperfetto e pass. rimoto	" -lifob" 	io viveva e vissi

Passato prossimo		" Elifob	" io ho vivuto o vissuto

Trapassato pros. e rimoto	" Ilifob	" io aveva ed ebbi vivuto vissuto

Futuro semplice		" Olifob	" io vivr

Futuro anteriore		" Ulifob	" io avr vivuto o vissuto


Per formare il soggiuntivo si aggiunge la particella " la "  a tutte le voci verbali dell'indicativo, in tutti i tempi voluti dal soggiuntivo.

SOGGIUNTIVO (.)

1.a persona singolare

Presente	" Lifob-la" 	che	io viva

Imperfetto	" -lifob-la	" "	io vivessi

Passato	" Elifob-la	" "	io abbia vissuto o vivuto

Trapassato	" Ilifob-la	" "	io fossi vivuto o vissuto.


(.) " Avvertenza" .

Questo modo  poco usato in volapuk a motivo che le congiunzioni non reggono questo modo.


Per formare il condizionale si aggiunge la particella " v"  a tutte le voci verbali nei tempi imperfetto (e pass. rimoto) e trapassato prossimo (o rimoto) dell'indicativo.


1.a persona singolare

Presente	" -lifob-v		" Io vivrei

Passato	" Ilafob-v		" Io avrei vivuto

1.a persona plurale

Presente	" -lifobs-v	" 	Noi vivremmo

Passato	" Ilifobs-v		" Noi avremmo vivuto


L'imperativo si forma coll'aggiunta della particella " d"  a tutte le voci verbali del presente e futuro dell'indicativo.


2a persona singolare

Presente	" Lifol-d		" Vivi tu

Futuro		" Olifol-d		" Vivrai tu

3a persona plurale

Presente	" Lifoms-d	" 	Vivano coloro

Futuro		" Olifoms-d	" 	Vivranno coloro


Il modo ottativo, che esprime preghiera, ecc. si forma colla particella " s,"  esso si ottiene dall'imperativo (V. Corso completo).

Il modo infinito, come abbiamo detto, si riconosce dalla terminazione in " n" , ed i participi e gerundi, dalla terminazione in " l" .


INFINITO

Presente	" Lifn	" vivere

Passato	" Elifn	" aver da vivere

Futuro		" Olifn	" esser per vivere


PARTICIPIO E GERUNDIO (infinito)

" Lifl	" vivente (part.o) vivendo (ger.o)

" Elifl	" vivuto (part.o) avendo vissuto (ger.o)

" Olifl" 	essendo per vivere



. Forma passiva
.

Per formare i verbi passivi si premette a tutti i modi e tempi dei verbi la lettera " p" ; restando inalterate tutte le regole fin qui esposte nella formazione dei tempi e modi dei verbi attivi; coll'avvertenza che al presente la lettera " p"   accompagnata dalla vocale"  a" .

Cosicch: presente " pa" ; imperfetto e passato rimoto " p" ; passato prossimo"  pe" ; trap. prossimo e trap. rimoto"  pi" ; futuro semplice"  po" ; futuro ant. " pu" .

. Modi		Tempi				Essere Vissuto
.

		Presente			" palifob"

" 		" Imperfet.o e pass.o rimoto	" plifob"

INDICAT." 	" Passato prossimo		" pelifob"

" 		" Trapas.o pros.o e rimoto	" pilifob"

" 		" Futuro semplice		" polifob"

" 		" Futuro anteriore		" pulifob
"

		Presente			" palifob-la"

SOGGIUNT.	Imperfetto			" plifob-la"

" 		" Passato			" pelifob-la"

" 		" Trapassato			" pilifob-la		"

								CONDIZ.	Presente			" plifob-v"

" 		" Passato			" pilifob-v
"

IMPERAT.	Presente			" palifob-d"

" 		" Futuro				" polifob-d
"

		Presente			" palifn"

INFINITO	Passato			" pelifn"

" 		" Futuro				" polifn
"

PARTICIP.	Presente			" palifl"

e		Passato		" 	pelifl"

GERUNDIO	Futuro				" polifl
"

. Del verbo riflesso
.

I verbi riflessi si coniugano come in italiano, vale a dire coll'aiuto del pronome personale in caso accusativo.


Amarsi = " Lfn oki
"

1a persona

Presente		Io mi amo	" 	Lfob-obi"

Imp.o e pas.o rim.o	Io mi amava-amai	" -lofob-obi"

Passato prossimo	Io mi sono amato	" Elofob-obi"

Trap.o pros.o, rim.o	Io mi fui amato ecc.	" Ilofob-obi"

Futuro semplice	Io mi amer	" 	Olofob-obi"

Futuro anteriore	Io mi sar amato	" Ulofob-obi

"

. Verbi reciproci
.

Questi verbi si formano mediante l'accompagnamento dell'aggettivo indefinito " Balvotik" ; ed ancora coll'avverbio " balvoto " (reciprocamente, scambievolmente).


Amarsi (scambievolmente) = " Lfn balvoto
"

Noi ci odiamo (scambievolmente)	" Hetobs balvoto"

Voi vi odiavate (l'uno e l'altro)	" -hetols balvotik"

Si sono amati (l'uno e l'altro)	" 	-lofoms balvotik"

Esse si odieranno (reciprocamente)	" Ohetofs balvoto" 			


I verbi impersonali si formano mediante il suffisso " os" .

Tuonare = " Tonn		
"

Presente		Tuona		" Tonos"

Imperfetto		Tuonava	" -tonos"

Passato prossimo	Ha tuonato	" Etonos"

Trapassato prossimo	Aveva tuonato	" Itonos
"

Succedere = " Zidn
"

Presente		Succede		" Zidos"

Futuro			Succeder		" Ozidos " ecc.


" Avvertenza" .

Quando il soggetto della proposizione  un verbo, si adopera la forma impersonale.


Esempio:

Il mangiare, insegna bere = " Tidos dlinn, fidn" .

Amare  stimare = " Lfn binos stimn" . Anche se il soggetto  un neutro qualsiasi, espresso o sottinteso.

Es.:  falso, non pu essere! " Binos nevelatik, no kanos binn!

"

. Forma interrogativa e negativa dei verbi.

Per formare i verbi sotto forma interrogativa si prepone ai medesimi la particella " li"  ogni volta che il discorso incominci senza avverbio o pronome interrogativo; in caso contrario  superflua la particella " li" .

L'avverbio di negazione " no, " si colloca sempre prima o avanti al verbo ancorch si debba segnare la detta particella " li" . Ecco gli esempi:

Mi ami?	Non ti amava?	Perch non ti ama?

" Li-Lfol obi?	No li-lfom oli?	Kikod no lfom oli?
"

Quando studierete il volapuk?	Domani o posdomani?

" Kiup ostudols volapuki?	Li-odelo u udelo?

"

. Dell'avverbio
.

Gli avverbi sono di due specie: semplici e derivati. Gli avverbi semplici sono i primitivi " mdo"  = molto; poco = " nemdo" ; qui = " is" ; l, col = " us" ; molto = " vemo" , ecc.

I derivati sono formati dai nomi, aggettivi e da quasi tutte le parti del discorso mediante il suffisso " o" .

Come: " Lif"  = vita; " Lifn"  = (verbo); " Liflo"  = col vivere; " Stud"  = studio;"  Studn"  = (verbo); " Studlo"  = Con lo studiare; " Bal "  = uno; " Balo"  = Unitamente;"  Telid"  = secondo;"  Telido"  = secondariamente;"  Dis"  = sotto; " Diso"  = disotto;"  Dunik"  = attivo;"  Duniko"  = attivamente; " Yofik"  = allegro;"  Yofiko"  = allegramente.

Gli avverbi sono di tempo: "  Adelo"  = oggi; " -delo"  = ieri;"  Egelo"  = sempre;"  Evelo"  = mai, ecc.

Di luogo: " Ino"  = dentro;"  Seo"  = fuora;"  Nilo"  = vicino;"  Diso"  = abbasso, ecc.

Di numero ed ordine: " Balna, telna, kilidna, balido, " ecc. = una volta, due volte, la terza volta e primieramente, ecc.

Di modo: Bene = " gudiko" ; Male = " badiko" ; A pie = " futo,"  ecc.

Di quantit: Molto = " vemo" ; Poco = " nemdo" ; Bastante = " sto" , ecc.

Di negazione: No = " no" ; in nessun modo = " novego" , ecc.

Di affermazione: S = " si" ; Certamente = " zelado" ; Indubbiamente = " nedotik" .



. Della preposizione
.

Le principali preposizioni sono:


A	davanti	con	per		in	fra	accanto

" al	bifu		ko	plo		in	bevu" 	" nebu"

vicino	su		di su	disotto	sotto, disotto

" nilu	su		sus	dis		disu"

avanti	appresso	di	secondo

" bufu	pos		de	segun

"

. Della congiunzione
.

Le principali sono:

" Ab"  = ma; come = "  as" ; come (paragone) = " s" ; perch, poich = " bi" ; che = " das" ; affinch = " dat" ; quantunque = "  do" ; mentrech = "  du" ; e = " e" , " ed" ; in caso che = " falo" ; anche = " i" ; se = " if" , ecc.



. Della interiezione
.

Le principali sono:

Ah! = " o!"

Ehi = " !"

Addio! = " ady!"

Bravo! = " baf!"

Evviva! = " y!"

Allego = " yo! "

Ahim! = " ag! "

Soccorso! = " yuf!"

Per amor del cielo! = " sul!"

Oibo! = " fi!"

PARTE TERZA



. Sintassi
.

Si potrebbe dire che il volapuk manca di sintassi, oppure difetta di costruzione subordinata; dappoich essendo la costruzione sempre diretta, si accomoda all'ordine che la nostra ragione ci suggerisce come il pi adatto alla precisione ed alla chiarezza del discorso. Cosicch si pu in ogni proposizione collocare le parole secondo l'importanza che ciascuna ha. Adunque il soggetto preceder il verbo, questo l'attributo ed i complementi rispettivi; od in altri termini, prima si collocher il soggetto, indi il verbo ed in seguito l'attributo coi complementi, oggetti ed indiretti; e questi ultimi si collocheranno secondo l'importanza che hanno nella proposizione. Avanti il verbo star sempre l'avverbio di negazione, i pronomi, gli aggettivi e gli avverbi di interrogazione; gli altri avverbi si porranno sempre immediatamente dopo il verbo.4

L'aggettivo, come fu gi avvertito, seguir sempre il nome.


" . FORMAZIONE DELLE PAROLE. 
"

. Affissi dei nomi .

. prefissi e suffissi
.

SUFFISSI


Formazione dei nomi di cose animate.

" El" , indica gli abitanti di qualsiasi paese e citt:

da	America	" Melop	" formiamo	" Melopel	" Americano

"	Africa	" Fikop		"" 	" Fikopel	" Africano

"	Italia	" Tl(n)		"" 	" Tlel (tlnel)	" Italiano

"	Francia	" Flent(n)	"" 	" Flentel"  (Id.)	Francese

"	Germania	" Deut		"" 	" Deutel	" Germanico

"	Russia	" Rusn		"" 	" Rusnel" 	Russo

"	Spagna	" Spn		"" 	" Spnel	" Spagnuolo.


" El" , indica ancora la persona che esercita un'arte od un mestiere; od infine della cosa espressa nel nome, che serve di radicale:


da	Tavola	" Tab	" 	" "	Tabel	" Falegname

"	Barba	" Balib		"	Balibel	" Barbiere

"	Baronia	" Baon		"	Baonel	" Barone-nobile

"	Paniere	" Baset		"	Basetel	" Panierajo

"	Pasticcio	" Basset		"	Bassetel	" Pasticciere

"	Monte" 	Bel		"	Belel	" Montanaro

"	Giojelleria	" Bijut		"	Bijutel	" Giojel. - orefice

"	Birra	" Bil		"	Bilel	" Birrajo

"	Soffietto	" Blad		"	Bladel	" Soffiettajo.



" Al,"  esprime parimenti questa idea, ma pi elevatamene:


da	Invenzione	" Datuv		"	Datuval	" Inventore (gr.)

"	Deputazione	" Deput		"	Deputal	" Deputato

"	Creazione	" Jaf		"	Jafal	" Creatore.


" Am,"  indica un'azione:


da	Invenzione	" Datuvam	"	Datuvamel	" Inventore

"	Destinazione	" Destinam	"	Destinamel	" Destinatario

"	Realizzazione	" Volekam	"	Volekamel	" Realizzatore.

" An" , desinenza dei nomi di persone, ecc.:


da	Vecchiaia	" Baled		"	Baledan	" Vegliardo

"	Fatto, azione	" Dun		"	Dunan	" Agente (o facit.)


" -n" , suffisso indicante paese:


da	Olanda	" Nedn		"	Nedn, Tl-n, Flent-n"

" 					" (paesi d'Italia, Francia, ecc.)


" At" , desinenza degli oggetti (spesso astratti):


da	Bene	" Ben"  (grazia) " "" 	" Benat	" Benessere

"	Lingua (parlare) " Puk" 		" "	Pukat	" Discorso (oraz.).


" At,"  Idem:


da	Nazione	" Net		"	Netat	" Nazionalit

"	Mano	" Nam		"	Namat	" Manifattura." 	"

" Av" , desinenza dei nomi di scienze:


da	Lingua	" Puk		"" 	" Pukav	" Filologia

"	Sapienza	" Sap		"	Sapav	" Filosofia

"	Diritto	" Git		"	Gitav	" Giurisprudenza

"	Dio	" God		"	Godav	" Teologia

"	Natura	" Nat		"	Natav	" Fisica.


" Del" , desinenza dei nomi de'giorni:


da	Sole	" Sol		"	Soldel	" Domenica

"	Luna	" Mun		"	Mundel	" Luned.


" Digik" , desinenza indicante merito della cosa espressa nel radicale:


da	Amore	" Lf-ladl	"	Lfadigik	" Amabile

"	Stima	" Stim		"	Stimadigik	" Stimabile.


" Dil,"  desinenza de'nomi indicanti parte di


da	Tre	" Kil		"	Kildil	" Tre		parti

"	Cinque	" Lul		"	Luldil	" Cinque	"  ""

"	Otto	" Jl" 	" 	"	Jldil	" Otto	" "
"

" Dilnik" , desinenza delle cose divisibili:


da	Dieci	" Bals		"	Balsdilnik	" Decimale

					(che pu dividersi in 10 parti)." 	"

" Ed" , desinenza indicante un'azione od il prodotto di un'azione:


da	Penna	" Pen		"	Pened	" Lettera

"	Conto	" Kal		"	Kaled	" Calendario.


" Ef,"  desinenza de'nomi esprimenti una qualit od uno stato:


da	Accompa-	" Kopan		"	Kopanef	" Qualit

	gnamento					di Membro


"	Servizio	" Dun		"	Dunef	" Qualit di paggio.


" Eg" , desinenza dei nomi di prodotti:


da	Zappa	" Cop		"	Copeg	" Paglia tritata.


" Em" , desinenza dei nomi collettivi:


da	Foglio	" Bled		"	Bledem	" Fogliame

"	Fiore	" Flod		"	Flolem" 	Mazzo

"	Serraglio	" Nim		"	Nimem	" Serraglio

	(animale)

"	Commissione	" Komit		"	Komitem	" Commissione

	(incarico)					(le persone della).


" En" , desinenza dei nomi di mestieri ed industrie:" 	
"

da	Pesce	" Fit		"	Fiten	" Pescheria

"	Birra	" Bil		"	Bilen	" Birreria

"	Pane	" Bod		"	Boden	" Panetteria.


" Fulik" , desinenza de'nomi che esprimono pienezza:


da	Amare	" Lf		"	Lfafulik	" Pieno d'amore.


" Gik" , desinenza de'nomi che esprimono abbondanza ricca:


da	Albero	" Bim		"	Bimagik	" Abbondante							d'alberi.

" Id" , desinenza degli aggettivi numerali ordinativi:


da	Tre	" Kil		"	Kilid	" Terzo

"	Quattro	" Fol		"	Folid	" Quarto

"	Dieci	" Bals		"	Balsid	" Decimo

"	Venti	" Tels		"	Telsid" 	Ventesimo.


" Ido" , desinenza delle locuzioni avverbiali:


da	Sei	" Md		"	Mlido	" In sesto luogo

"	Dieci	" Bals		"	Balsido" 	Decimo " "
"

" If" , desinenza dei nomi tecnici:


da	Macchina	" Cin		"	Cinif	" Macchinismo.


" Ik" , desinenza degli aggettivi primitivi:


da	Bont	" Gud		"	Gudik	" Buono

"	Ricchezza	" Lieg		"	Liegik	" Ricco

"	Male	" Bad		"	Badik	" Cattivo.


" Il" , desinenza dei nomi diminutivi:


da	Camera	" Cem	" 	" "" 	" Cemil	" Cameretta

"	Casa	" Dom		"	Domil	" Casetta.


" In" , desinenza degli elementi e materie:


da	Acido	" Zud		"	Zudin	" Ossigeno.


" Ip" , desinenza dei nomi di malattie:


Kolera = " Kolerip" ; Rosolia = " Rujips" ; Polmonite = " Luegip
"

da	Acqua	" Vat" 		"	" Vatip" 	Idropisia.


" It-lit" , desinenza degli uccelli:


Rosignuolo = " galit" ; Uccello da preda = " Lapinit"  (da " lapin" , furto, rapina).

" Na" , desinenza che cambia gli aggettivi numerali cardinali in locuzioni avverbiali:


" Kil, Lul, Ml"  - " Kilna, Lulna, Mlna = 3" , 5 e 6 volte.


" Od" , desinenza dei nomi esprimenti un'azione:

da Annunzio = " Not" 	formiamo	"  Notod"  = Menzione.


" m" , desinenza degli utensili di casa - " Domm.
"

" Tim" , desinenza dei nomi delle stagioni:


da	Fiore	" Flol	" formiamo	" Flolatim	" Primavera

"	Frutto	" Fluk		"	Flukatim	" Autunno.


" Ub" , desinenza dei nomi di costituzione, Stato, ecc.:


da	Santo	" San		"	Sanub	" Santuario

"	Duca	" Duk		"	Dukub	" Ducato.


" Avvertenza" .

Segue la formazione delle parole coi suffissi. Il seguito per sar nel Corso completo. Per queste pagine basta cos.


Prefissi proprii e derivati

I PREFISSI " LE " E " LU
"

Il prefisso"  Le"  d al sostantivo una significazione pi elevata; e al tempo stesso pi nobile:


da	Bont	" Lab	" formiamo	" Lelab	" Beatitudine

"	Casa	" Dom		"	Ledom	" Palazzo

"	Scuola	" Jul		"	Lejul	" Universit.

Il Prefisso " Lu"  esprime l'idea di bassezza, peggioramento, ecc.:


da	Medico	" Sanel	"	Lusanel	" Ciarlatano

"	Cane	" Dog	"	Ludog	" 	Lupo

"	Casa	" Dom	"	Ludom		" Tugurio, capanna,							catapecchia

"	Cantare	" Kanitn	"	Lukanitn	" Urlare

"	Chiamare	" Vokn	"	Luvokn	" Gridare

"	Capo (non testa) " Cif	"	Lucif		" Capo Subalterno							(capo squadra)

"	Camera	" Cem	"	Lucem	" 	Gabinetto

						(piccola stanza)

"	Pregante	" Begel	"	Lubegel	" Mendicante.




" Avvertenza" .

Seguono i prefissi; per nel Corso completo


Dialoghi = Puknabids


Buon giorno, Signore!	" 	Deli gudik, o Sl!"

Buon giorno, signora Madre.	" Deli gudik, o ld Mot!"

Come state Signora?	" 	Liko stadol, o Ld?"

Sto bene. - E tu come stai?	" Stanob beno. - E ol liko stadol?"

Benissimo; vi ringrazio.	" 	Lebeno; danob oli."

Obbligatissimo, Signore.	" 	Binob debel olik, o Sl."

Accomodatevi, se vi piace.	" Siedol-d, plidikuno."

Grazie! Signora; non ho tempo.	" Dan! o Ld, no labob timi."

Andate Voi a Milano?	" 	Li-golol al Milano?"

No, Signorina; vado a Torino.	" No, o Vomul; golob al Torino."

Io viaggio per il Piemonte.	" Tvob al Piemotn."

Avete preso (comperato)	" 	Ya-li elemol bilieti?"

gi il biglietto?

S, o Signorina; adesso parto." 	S, o Vomul; e motavob anu."

Che tempo abbiamo?	" 	Stomi kimik labobs?"

Fa () bel tempo.	" 	Binos stomi jnik."

Non avremo la pioggia?	" 	No olabob lmibi?"

No, avremo il sole.	" 	No olabobs soli" .

Comincia a piovere.	" 	Beginos lmibn."

Allora andiamo a casa.	" 	Golobs tano al dom."

Avete ragione.	" 		No binol in polub."

Il mio orologio anticipa (avanza).	" Pokaglok oba bisespidom."

Intorno a che parlate? (voi plurale).	" D kios pukols?"

Ci mi  impossibile.	" 	Atos binos obe nemgik."

Ci non  vero, o Signore.	" Atos no binos velatik, o Sl!"

Permettetemi di bere alla	" 	Dalonsd obe dlinn bovile olik" .

vostra tazza (di voi sing.)

Non  permesso	" 		No binos pedall.





"

Note


1	Pochissime parole hanno tre consonanti non eguali; e si			riscontrano negli aggettivi moltiplicativi.

2	Il " q"   bandito dal vp.

3	Vedi Corso completo.

4	Rispetto ad altre definizioni, consultare il Corso completo.
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