/:/ Lucia in Fermo e Lucia.

   Lucia non  tutti i Promessi Sposi, Lucia non  tutto Manzo-
ni. La stessa formula cos elegante di uno dei critici che con pi caldo
affetto e con pi penetrante attenzione ha guardato nell'arte manzo-
niana, Attilio Momigliano, suona incompleta:  la visione di un umi-
le cuore ignaro [di Lucia] fatta cosciente dalla meditazione d'un
intelletto instancabile .
   La visione del mondo di Lucia, quella stessa della pagina finale
del romanzo non  n il quadro n il motivo esclusivo di un'opera
cos complessa, complessa nell'una e nell'altra stesura, anche se nel-
la prima la complessit  pi evidente e sembra aspettare una solu-
zione meno armonizzante. Lucia  un tono fondamentale, una pre-
senza, un richiamo e quasi l'avvertimento di una provvidenziale per-
fezione, il segno della possibilit dell'idillio su un piano che supera
eppure conserva la realt quotidiana. In questo suo procedere inco-
lume e immacolato Lucia, nei Promessi Sposi,  un personaggio
lirico talvolta pi evocato che non raccontato; in Fermo e Lucia,
invece,  un personaggio narrativo pi legato con il fitto degli avve-
nimenti, pi reale e certe volte pi realistico. L'incertezza fra una
rappresentazione tutta ideale e una rappresentazione realistica non
 soltanto il segno di un difetto, ma anche la traccia di un diverso
personaggio.
   La Lucia della prima stesura  un personaggio che s; presta al-
l'analisi continua, i suoi sentimenti sono meno univoci, la sua ani-
ma talvolta pi inquieta e i rapporti con gli altri personaggi e con
il suo ambiente pi stretti e pi continui: Lucia vive nel suo borgo.
Quattro aggettivi ne riprendono i temi e la caratterizzano nel rifles-
so dell'opinione paesana:  pei parrocchiani di don Abbondio, l'in-
teresse era ancor pi grande che per gli altri; per essi la povera gio-
vane era Lucia, quella Lucia che avevano veduta fra loro modesta,
bella, irreprensibile, allegra... . L'aggettivo allegro rispecchia una
tranquilla immagine di vita paesana e i due aggettivi bella e modesta
riprendono in questa corale integrazione le parole del primo ritrat-
to di lei, quella  modesta bellezza . Lucia ha esperimentato in tutto
il suo peso non solo nel dolore ma anche in quello che ha di per-
verso e di torbido, la persecuzione di don Rodrigo. Di questa perse-
cuzione ha in un quadro di ambienti e di tempo una immagine mol-
to pi reale e motivata, e questa immagine ritorna due volte dopo
la fuga dal paese e dopo il ratto. Nel racconto pi particolareggiato
Lucia  meno isolata, pi inserita in una situazione generale:

    ... Quel senza timore di Dio di don Rodrigo veniva spesso alla filanda a ve-
derci trarre la seta. Andava da un fornello all'altro facendo a questa e a quella
mille vezzi l'uno peggio dell'altro: a chi ne diceva una trista a chi una peggio: e
si pigliava tante libert: chi fuggiva, chi gridava; e purtroppo v'era chi lasciava
fare! Se si lamentavano al padrone, egli diceva:  badate a fare il atto vostro,
nongli date ansa, sono scherzi , e borbottava poi:  gli  un cavaliere; gli 
un uomo che pu fare del male;  un uomo che sa mostrare il viso .

    Nei suoi colloqui con Gertrude porta il clima di una vita di vil-
laggio e quasi da noveUa campagnola con il racconto di Bettina se-
dotta da don Rodrigo. Il senso ben preciso della differenza di si-
tuazioni sociali fa dire a Lucia, come a Fermo: noi poverelli: a " Le
ingiurie dei signori" rispose Lucia con quella sicurezza che non
manca mai a chi comincia un discorso con una persuasione viva ed
intima, " le ingiurie dei signori, sono tremende pei poverelli... " .
Dinnanzi a Gertrude la sua riconoscenza non  quella cristiana, ma
  quell'aria di fiducia affettuosa,... quella gioia riconoscente, che
il debole sente alla presenza del forte che  per lui.. 
    Solo l'immaginazione sbrigliata e passionale di Gertrude pu
giungere all'idea di un matrimonio fra don Rodrigo e Lucia:  " Spo-
sarmi! sposarlo! " esclam Lucia, maravigliata di questo pensiero
che supponeva l'accordo di due volont, d'una delle quali ella sen-
tiva, e dell'altra sapeva che ne erano le mille miglia lontane .
    Lucia  vista talvolta con volgarit: cos per esempio i bravi che
la rapiscono le dicono:  ... voi ci volete far malinconia, e noi vi
conduciamo a stare allegra . Il Conte del Sagrato le dice con pro-
tezione signorile e con facile scetticismo:  E che male voglio io
fare a voi, scioccherella?... Credete forse d'essere condotta al ma-
cello? Verr un giorno che riderete di tutto questo vostro spavento
e riderete forse anche di me che vi rispondo ora cos sul serio ... S
s, tutte voi altre fate cos... .
    Vi  dunque in questo personaggio una maggiore variet di sen-
timenti e di reazioni. I suoi rapporti con la realt che la circonda
sono pi stretti e lo stesso legame con padre Cristoforo trova una
definizione pi esplicita e definita:  L'assenza del padre Cristoforo
accresceva ed esacerbava tutti questi cordogli; le mancava l'aiuto,
e il consiglio; quegli a cui ella confidava anche i mezzi pensieri, que-
gli le cui parole la rendevano sempre pi tranquilla, e pi conscia di
se stessa.
    Quando Lucia vien liberata e torna al paese, l'inquietudine del
voto diventa in lei angoscia ed incertezza e i suoi sentimenti sono
pi complicati e pi sottilmente analizzati:  Ma i sentimenti di Lu-
cia erano misti, intralciati, ripugnanti: erano di quelli sui quali la
mente s'appoggia con una insistenza dolorosa, per distinguerli e per
dominarli: di quei sentimenti che non cercano di essere comunicati,
n trovano ancora la parola che li rappresenti . Questa chiusa in-
quietudine si manifesta anche nel lungo silenzio intorno al voto che
ella serba fino all'incontro con Fermo al lazzaretto. La rivelazione
ritardata si giustifica nella struttura pi lineare di tutta la trama
e degli stessi personaggi che sono costruiti in successione progres-
siva, senza quelle rientranze e quei movimenti che sono invece nei
Promessi Sposi dove lo scrittore pi agilmente, pi efficacemente
e pi continuamente si muove, personaggio fra i personaggi, e agisce
con loro e su di loro.
     Il pianto segreto dell'addio ai monti nei Promessi Sposi scorre
commosso, doloroso, con qualche brivido e sgomento alla vista del
castellaccio ma nello specchio di una mente serena e di un dolore
in qualche modo torbido:

     L'uomo sa tormentar l'uomo nel cuore; e amareggiargli il pensiero di modo
che anche la memoria dei momenti passati lietamente affacciandosi ad esso perde
ogni bellezza, e porta un rancore non temperato da alcuna compiacenza;  tutta
dolorosa: reca all'afflitto una certa maraviglia che abbia potuto altre volte go-
dere, e non desidera pi quelle contentezze delle quali non gli par pi capace
la sua mente trasformata. Dolore speciale: la contemplazione della perversit
d'una mente simile alla nostra: idea predominante in chi  afflitto dal suo simile.

     Questo stesso pensiero angoscioso ritorna al momento della
liberazione dal castello del conte, un turbamento amaro e, come
sentimento, senza conforto:

     Ma v'ha un'altra specie di mali e di pericoli, i quali dopo avere orribilmente
tormentato con la presenza, restano nojosi anche nella memoria: quei mali e
quei pericoli nei quali vi si  rivelato un grado ignorato di perversit umana,
aumento di scienza molto tristo: nei quali si  conosciuta in s una suscettibilit
di profondo ed amaro patire, che diventa esperienza, che porta ad osservare, a
distinguere in tutti gli oggetti, in tutti i casi ci che potrebbero avere di penoso,
e si associa cosa tutte le idee: quei mali e quei pericoli, nei quali non v'
stato nessuno splendido esercizio di attivit morale, che destano una piet senza
maraviglia, che non si possono sentire a rammemorare senza ribrezzo, e senza
vergogna, persino da chi vi si  trovato e n' uscito innocente; e i mali di Lucia
erano di questa seconda specie.

     Il Manzoni scrisse in uno dei cosiddetti Materiali estetici che
ogni rappresentazione dell'uomo in riposo morale  falsa: Lucia nei
Promessi Sposi, nella sua linea di lirica perfezione, sembra contrad-
dire a questa considerazione; la Lucia della prima stesura ha inquieto
ancora l'animo dopo che la sventura  cessata:

    L'animo che  liberato da una grande sventura,  come la terra daddove 
sterpato un grand'albero: per qualche tempo ella appare sgombra, e vuota: ma
a poco a poco comineia ad esser segnata qua e l di piccoli germogli, quindi a
coprirsi di erbacce, e mostra chiaramente che quello che si chiama riposo della
terra  una metafora, o un errore.

    Dinnanzi al Conte del Sagrato o alla memoria di don Rodrigo,
Lucia ha una ripugnanza viva e esplicita: la rimembranza di don
Rodrigo  per lei  trista e schifosa : forse per questo don Rodrigo,
quasi a confermare questa immagine appare a Lucia nei sussulti della
sua fine farneticante per essere buttato come ripugnante ingombro
su un mucchio di cadaveri proprio dinanzi a lei.
    La venerazione pi ancora che ammirazione che il Manzoni mo-
stra per la Lucia dei Promessi Sposi si esprime in un contemporaneo
processo di idealizzazione e di stilizzazione. Nella prima redazione, in-
vece, i movimenti della sua persona come quelli del suo animo sono
pi a lungo e in un certo senso pi realisticamente guardati. Lucia
segue Fermo che l'avvia verso la parrocchia di don Abbondio nel ma-
trimonio clandestino e corre  come un leprotto inseguito . La
purit dell'animo  uno, non l'unico dei tre motivi della grazia dei
movimenti di Lucia che s'inchina a Gertrude:  Lucia s'inchin pure,
da inesperta, ma con una certa grazia che la bellezza, la giovinezza,
e la purit dell'animo danno a tutti i movimenti .
    Il Nencioni ha avvertito la differenza di linguaggio tra le due
redazioni, nell'episodio di Lucia trovata da Renzo al lazzaretto, e ha
confrontato questa legatissima sequenza, l'ampia struttura parabolica
tutta incastri e riprese col ritmo staccato della seconda stesura. L'am-
piezza di linguaggio  il segno di un personaggio pi mosso, pi in-
quieto che riflette pi da vicino la sua origine popolana, di un per-
sonaggio che il Manzoni invece ha costruito, nei Promessi Sposi,
come un centro lirico e ideale.
                                
CLAUDIO VARESE:
Da Fermo Lucia, Firenze, La Nuova Italia, 1964, pp. 50-55.


