ALESSANDRO MANZONI.
I PROMESSI SPOSI.
INTRODUZIONE



  L'Historia si pu veramente deffinire una guerra illustre
contro il Tempo, perch togliendoli di mano gli anni suoi
prigionieri, anzi gi fatti cadaueri, li richiama in vita, li
passa in rassegna, e li schiera di nuovo in battaglia. Ma
gli illustri Campioni che in tal Arringo fanno messe di Palme e
d'Allori, rapiscono solo che le sole spoglie pi sfarzose e
brillanti, imbalsamando co' loro inchiostri le Imprese de Prencipi
e Potentati, e qualificati Personaggj, e trapontando coll'ago
finissimo dell'ingegno i fili d'oro e di seta, che formano un
perpetuo ricamo di Attioni gloriose. Per alla mia debolezza non 
lecito solleuarsi a tal'argomenti, e sublimit pericolose, con
aggirarsi tra Labirinti de' Politici maneggj, et il rimbombo de'
bellici Oricalchi: solo che hauendo hauuto notitia di fatti
memorabili, se ben capitorno a gente meccaniche, e di piccol
affare, mi accingo di lasciarne memoria a Posteri, con far di
tutto schietta e genuinamente il Racconto, ouuero sia Relatione.
Nella quale si vedr in angusto Teatro luttuose Traggedie
d'horrori, e Scene di malvaggit grandiosa, con intermezi
d'Imprese virtuose e buont angeliche, opposte alle operationi
diaboliche. E veramente, considerando che questi nostri climi
sijno sotto l'amparo del Re Cattolico nostro Signore, che  quel
Sole che mai tramonta, e che sopra di essi, con riflesso Lume,
qual Luna giamai calante, risplenda l'Heroe di nobil Prosapia
che  pro tempore  ne tiene le sue parti, e gli Amplissimi
Senatori quali Stelle fisse, e gli altri Spettabili Magistrati
qual'erranti Pianeti spandino la luce per ogni doue, venendo cos
a formare un nobilissimo Cielo, altra causale trouar non si pu
del vederlo tramutato in inferno d'atti tenebrosi, malvaggit e
sevitie che dagli huomini temerarij si vanno moltiplicando, se non
se arte e fattura diabolica, attesoch l'humana malitia per s
sola bastar non dourebbe a resistere a tanti Heroi, che con occhij
d'Argo e braccj di Briareo, si vanno trafficando per li pubblici
emolumenti. Per locch descriuendo questo Racconto auuenuto ne'
tempi di mia verde staggione, abbench la pi parte delle persone
che vi rappresentano le loro parti, sijno sparite dalla Scena del
Mondo, con rendersi tributarij delle Parche, pure per degni
rispetti, si tacer li loro nomi, cio la parentela, et il medesmo
si far de' luochi, solo indicando li Territorij generaliter. N
alcuno dir questa sij imperfettione del Racconto, e defformit di
questo mio rozzo Parto, a meno questo tale Critico non sij persona
affatto diggiuna della Filosofia: che quanto agli huomini in essa
versati, ben vederanno nulla mancare alla sostanza di detta
Narratione. Imperciocch, essendo cosa evidente, e da verun negata
non essere i nomi se non puri purissimi accidenti...  
 Ma, quando io avr durata l'eroica fatica di trascriver questa
storia da questo dilavato e graffiato autografo, e l'avr data,
come si suol dire, alla luce, si trover poi chi duri la fatica di
leggerla? 
Questa riflessione dubitativa, nata nel travaglio del decifrare
uno scarabocchio che veniva dopo  accidenti , mi fece
sospender la copia, e pensar pi seriamente a quello che
convenisse di fare.  Ben  vero, dicevo tra me, scartabellando il
manoscritto, ben  vero che quella grandine di concettini e di
figure non continua cos alla distesa per tutta l'opera. Il buon
secentista ha voluto sul principio mettere in mostra la sua virtu;
ma poi, nel corso della narrazione, e talvolta per lunghi tratti,
lo stile cammina ben pi naturale e pi piano. S; ma com'
dozzinale! com' sguaiato! com' scorretto! Idiotismi lombardi a
iosa, frasi della lingua adoperate a sproposito, grammatica
arbitraria, periodi sgangherati. E poi, qualche eleganza spagnola
seminata qua e l; e poi, che  peggio, ne' luoghi pi terribili o
pi pietosi della storia, a ogni occasione d'eccitar maraviglia, o
di far pensare, a tutti que' passi insomma che richiedono bens un
po' di rettorica, ma rettorica discreta, fine, di buon gusto,
costui non manca mai di metterci di quella sua cos fatta del
proemio. E allora, accozzando, con un'abilit mirabile, le qualit
pi opposte, trova la maniera di riuscir rozzo insieme e
affettato, nella stessa pagina, nello stesso periodo, nello stesso
vocabolo. Ecco qui: declamazioni ampollose, composte a forza di
solecismi pedestri, e da per tutto quella goffaggine ambiziosa,
che  il proprio carattere degli scritti di quel secolo, in questo
paese. In vero, non  cosa da presentare a lettori d'oggigiorno:
son troppo ammaliziati, troppo disgustati di questo genere di
stravaganze. Meno male, che il buon pensiero m' venuto sul
principio di questo sciagurato lavoro: e me ne lavo le mani .
Nell'atto per di chiudere lo scartafaccio, per riporlo, mi sapeva
male che una storia cos bella dovesse rimanersi tuttavia
sconosciuta; perch, in quanto storia, pu essere che al lettore
ne paia altrimenti, ma a me era parsa bella, come dico; molto
bella.  Perch non si potrebbe, pensai, prender la serie de'
fatti da questo manoscritto, e rifarne la dicitura?  Non
essendosi presentato alcuna obiezion ragionevole, il partito fu
subito abbracciato. Ed ecco l'origine del presente libro, esposta
con un'ingenuit pari all'importanza del libro medesimo.
Taluni per di que' fatti, certi costumi descritti dal nostro
autore, c'eran sembrati cos nuovi, cos strani, per non dir
peggio, che, prima di prestargli fede, abbiam voluto interrogare
altri testimoni; e ci siam messi a frugar nelle memorie di quel
tempo, per chiarirci se veramente il mondo camminasse allora a
quel modo. Una tale indagine dissip tutti i nostri dubbi: a ogni
passo ci abbattevamo in cose consimili, e in cose pi forti: e,
quello che ci parve pi decisivo, abbiam perfino ritrovati alcuni
personaggi, de' quali non avendo mai avuto notizia fuor che dal
nostro manoscritto, eravamo in dubbio se fossero realmente
esistiti. E, all'occorrenza, citeremo alcuna di quelle
testimonianze, per procacciar fede alle cose, alle quali, per la
loro stranezza, il lettore sarebbe pi tentato di negarla.
Ma, rifiutando come intollerabile la dicitura del nostro autore,
che dicitura vi abbiam noi sostituita? Qui sta il punto.
Chiunque, senza esser pregato, s'intromette a rifar l'opera
altrui, s'espone a rendere uno stretto conto della sua, e ne
contrae in certo modo l'obbligazione:  questa una regola di fatto
e di diritto, alla quale non pretendiam punto di sottrarci. Anzi,
per conformarci ad essa di buon grado, avevam proposto di dar qui
minutamente ragione del modo di scrivere da noi tenuto; e, a
questo fine, siamo andati, per tutto il tempo del lavoro, cercando
d'indovinare le critiche possibili e contingenti, con intenzione
di ribatterle tutte anticipatamente. N in questo sarebbe stata la
difficolt; giacch (dobbiam dirlo a onor del vero) non ci si
present alla mente una critica, che non le venisse insieme una
risposta trionfante, di quelle risposte che, non dico risolvon le
questioni, ma le mutano. Spesso anche, mettendo due critiche alle
mani tra loro, le facevam battere l'una dall'altra; o,
esaminandole ben a fondo, riscontrandole attentamente, riuscivamo
a scoprire e a mostrare che, cos opposte in apparenza, eran per
d'uno stesso genere, nascevan tutt'e due dal non badare ai fatti e
ai principi su cui il giudizio doveva esser fondato; e, messele,
con loro gran sorpresa, insieme, le mandavamo insieme a spasso.
Non ci sarebbe mai stato autore che provasse cos ad evidenza
d'aver fatto bene. Ma che? quando siamo stati al punto di
raccapezzar tutte le dette obiezioni e risposte, per disporle con
qualche ordine, misericordia! venivano a fare un libro. Veduta la
qual cosa, abbiam messo da parte il pensiero, per due ragioni che
il lettore trover certamente buone: la prima, che un libro
impiegato a giustificarne un altro, anzi lo stile d'un altro,
potrebbe parer cosa ridicola: la seconda, che di libri basta uno
per volta, quando non  d'avanzo.



