TRASCRIZIONE ELETTRONICA, PER I NON VEDENTI, A CURA DI EZIO GALIANO. 

NICOL MACHIAVELLI.
MANDRAGOLA.

ATTO QUINTO - SCENA SECONDA.

Messer Nicia, Callimaco, Ligurio, Siro travestiti.


MESSER NICIA. Piglialo di cost, ed io di qua,  e tu,  Siro,  lo tieni
per il pitocco, di drieto.
CALLIMACO. Non mi fate male!
LIGURIO. Non aver paura, va' pur via.
MESSER NICIA. Non andiam pi l.
LIGURIO.  Voi dite bene. Lasciallo ire qui. Diangli dua volte, che non
sappi donde e' si da venuto. Giralo, Siro!
SIRO. Ecco.
MESSER NICIA. Giralo un'altra volta.
SIRO. Ecco fatto.
CALLIMACO. El mio liuto!
LIGURIO.  Via,  ribaldo,  tira via!  S'i' ti sento  favellare,  io  ti
taglier el collo!
MESSER NICIA. E' s' fuggito. Andianci a sbisacciare: e vuolsi che noi
usciamo fuori tutti a buona ora, acci che non si paia che noi abbiamo
veghiato questa notte.
LIGURIO. Voi dite el vero.
MESSER NICIA.  Andate,  voi e Siro,  a trovar maestro Callimaco, e gli
dite che la cosa  proceduta bene.
LIGURIO. Che li possiamo noi dire? Noi non sappiamo nulla.  Voi sapete
che,  arrivati  in casa,  noi ce n'andamo nella volta a bere: voi e la
suocera rimanesti alle mani seco,  e non vi rivedemo mai se  non  ora,
quando voi ci chiamasti per mandarlo fuora.
MESSER NICIA.  Voi dite el vero.  Oh!  io vi ho da dire le belle cose!
Mogliama era nel letto al buio.  Sostrata  m'aspettava  al  fuoco.  Io
giunsi  su con questo garzonaccio,  e,  perch e' non andassi nulla in
capperuccia,  io lo menai in una dispensa,  che io ho in  sulIa  sala,
dove  era un certo lume annacquato,  che gittava un poco d'albore,  in
modo ch'e' non mi poteva vedere in viso.
LIGURIO. Saviamente.
MESSER NICIA. Io lo feci spogliare: e' nicchiava;  io me li volsi come
un  cane,  di  modo che gli parve mill'anni di avere fuora e panni,  e
rimase ignudo.  Egli  brutto di viso: egli  aveva  un  nasaccio,  una
bocca  torta;  ma  tu  non  vedesti  mai  le  pi belle carne: bianco,
morbido, pastoso! E dell'altre cose non ne domandate.
LIGURIO. E' non  bene ragionarne, che bisognava vederlo tutto.
MESSER NICIA. Tu vuoi el giambo. Poi che io avevo messo mano in pasta,
io ne volsi toccare el fondo: poi volli vedere s'egli era sano: s'egli
avessi auto le bolle, dove mi trovavo io? Tu ci metti parole.
LIGURIO. Avete ragion voi.
MESSER NICIA.  Come io ebbi veduto che gli era sano,  io me  lo  tirai
drieto,  ed al buio lo menai in camera,  messi al letto;  e innanzi mi
partissi, volli toccare con mano come la cosa andava,  ch io non sono
uso ad essermi dato ad intendere lucciole per lanterne.
LIGURIO. Con quanta prudenzia avete voi governata questa cosa!
MESSER  NICIA.  Tocco  e  sentito  che io ebbi ogni cosa,  mi uscii di
camera, e serrai l'uscio, e me n'andai alla suocera, che era al fuoco,
e tutta notte abbiamo atteso a ragionare.
LIGURIO. Che ragionamenti son stati e vostri?
MESSER NICIA. Della sciocchezza di Lucrezia,  e quanto egli era meglio
che  sanza  tanti  andirivieni,  ella  avessi  ceduto al primo.  Dipoi
ragionamo del bambino,  che me lo pare tuttavia avere in  braccio,  el
naccherino!  Tanto che io sentii sonare le tredici ore;  e,  dubitando
che il d non sopragiugnessi,  me n'andai in camera.  Che direte  voi,
che io non potevo fare levare quel rubaldone?
LIGURIO. Credolo!
MESSER  NICIA.  E' gli era piaciuto l'unto!  Pure,  e' si lev,  io vi
chiamai, e l'abbiamo condutto fuora.
LIGURIO. La cosa  ita bene.
MESSER NICIA. Che dira' tu, che me ne 'ncresce?
LIGURIO. Di che?
MESSER NICIA.  Di quel povero  giovane,  ch'egli  abbia  a  morire  s
presto, e che questa notte gli abbia a costar s cara.
LIGURIO. Oh, voi avete e pochi pensieri! Lasciatene la cura a lui.
MESSER  NICIA.  Tu  di' el vero.  Ma mi par bene mille anni di trovare
maestro Callimaco, e rallegrarmi seco.
LIGURIO.  E' sar fra una ora fuora.  Ma egli  gi chiaro el  giorno:
noi ci andreno a spogliare; voi, che farete?
MESSER NICIA. Andronne anch'io in casa, a mettermi e panni buoni. Far
levare  e lavare la donna,  farolla venire alla chiesa,  ad entrare in
santo. Io vorrei che voi e Callimaco fussi l, e che noi parlassimo al
frate, per ringraziarlo e ristorallo del bene che ci ha fatto.
LIGURIO. Voi dite bene: cos si far.
