TRASCRIZIONE ELETTRONICA, PER I NON VEDENTI, A CURA DI EZIO GALIANO. 

NICOL MACHIAVELLI.
MANDRAGOLA.

ATTO QUARTO - SCENA QUINTA.

Siro, Ligurio, Callimaco, fra' Timoteo travestito


SIRO. Chi  teco, Ligurio?
LIGURIO. Uno uom da bene.
SIRO. E' egli zoppo, o fa le vista?
LIGURIO. Bada ad altro.
SIRO. Oh! gli ha el viso del gran ribaldo!
LIGURIO. Deh! sta' cheto, ch ci hai fracido! Ove  Callimaco?
CALLIMACO. Io son qui. Voi siete e ben venuti!
LIGURIO.  O Callimaco,  avvertisci questo pazzerello di Siro: egli  ha
detto gi mille pazzie.
CALLIMACO.  Siro,  odi qua: tu hai questa sera a fare tutto quello che
ti dir Ligurio; e fa' conto, quando e' ti comanda, che sia io;  e ci
che  tu vedi,  senti o odi,  hai a tenere secretissimo,  per quanto tu
stimi la roba, l'onore, la vita mia e il bene tuo.
SIRO. Cos si far.
CALLIMACO. Desti tu el bicchiere al dottore?
SIRO. Messer, sl.
CALLIMACO. Che disse?
SIRO. Che sar ora ad ordine di tutto.
FRATE TIMOTEO. E' questo Callimaco?
CALLIMACO.  Sono,  a' comandi vostri.  Le proferte tra noi sien fatte:
voi avete a disporre di me e di tutte le fortune mia, come di voi.
FRATE  TIMOTEO.  Io  l'ho inteso e credolo e sommi messo a fare quello
per te, che io non arei fatto per uomo del mondo.
CALLIMACO. Voi non perderete la fatica.
FRATE TIMOTEO. E' basta che tu mi voglia bene.
LIGURIO. Lasciamo stare le cerimonie. Noi andreno a travestirci,  Siro
ed io.  Tu,  Callimaco,  vien' con noi,  per potere ire a fare e fatti
tua.  El frate ci aspetter qui: noi  torneren  subito,  e  andreno  a
trovare messere Nicia.
CALLIMACO. Tu di' bene: andiano.
FRATE TIMOTEO. Vi aspetto.
