TRASCRIZIONE ELETTRONICA, PER I NON VEDENTI, A CURA DI EZIO GALIANO. 

NICOL MACHIAVELLI.
MANDRAGOLA.

ATTO QUARTO - SCENA SECONDA.

Ligurio, Callimaco.


LIGURIO.  Io  non desiderai mai pi tanto di trovare Callimaco,  e non
penai mai pi tanto a trovarlo.  Se io li portassi  triste  nuove,  io
l'arei  riscontro  al  primo.  Io  sono  stato a casa,  in Piazza,  in
Mercato,  al Pancone delli Spini,  alla Loggia de' Tornaquinci,  e non
l'ho trovato.  Questi innamorati hanno l'ariento vivo sotto e pieti, e
non si possono fermare.
CALLIMACO. Che sto io ch'io non lo chiamo?  E mi par pure allegro: Oh,
Ligurio! Ligurio!
LIGURIO. Oh, Callimaco! dove sei tu stato?
CALLIMACO. Che novelle?
LIGURIO. Buone.
CALLIMACO. Buone in verit?
LIGURIO. Ottime.
CALLIMACO. E' Lucrezia contenta?
LIGURIO. S.
CALLIMACO. El frate fece el bisogno?
LIGURIO. Fece
CALLIMACO. Oh, benedetto frate! Io pregherr sempre Dio per lui. .
LIGURIO.  Oh,  buono! Come se Dio facessi le grazie del male, come del
bene! El frate vorr altro che prieghi!
CALLIMACO. Che vorr?
LIGURIO. Danari.
CALLIMACO. Dargliene. Quanti ne gli hai tu promessi?
LIGURIO. Trecento ducati.
CALLIMACO. Hai fatto bene.
LIGURIO. El dottore ne ha sborsati venticinque.
CALLIMACO. Come?
LIGURIO. Bastiti che gli ha sborsati.
CALLIMACO. La madre di Lucrezia, che ha fatto?
LIGURIO.  Quasi el tutto.  Come la 'ntese  che  la  sua  figliuola  la
avev'avere  questa  buona  notte  sanza  peccato,  la non rest mai di
pregare, comandare, confortare la Lucrezia, tanto che ella la condusse
al frate, e quivi oper in modo, che la l'acconsent.
CALLIMACO. Oh, Dio! Per quali mia meriti debbo io avere tanti beni? Io
ho a morire per l'allegrezza!
LIGURIO.  Che gente  questa?  Ora per l'allegrezza,  ora pel  dolore,
costui vuole morire in ogni modo. Hai tu ad ordine la pozione?
CALLIMACO. S, ho.
LIGURIO. Che li manderai?
CALLIMACO. Un bicchiere d'hypocras, che  a proposito a racconciare lo
stomaco,
rallegra el cervello... Ohim, ohim, ohim, io sono spacciato!
LIGURIO. Che ? Che sar?
CALLIMACO. E' non ci  remedio.
LIGURIO. Che diavol fia?
CALLIMACO. E' non si  fatto nulla, io mi son murato un forno.
LIGURIO. Perch? Ch non lo di? Lvati le man' dal viso.
CALLIMACO.  O  non sai tu che io ho detto a messer Nicia che tu,  lui,
Siro ed io piglieremo uno per metterlo a lato a la moglie?
LIGURIO. Che importa?
CALLIMACO.  Come,  che importa?  Se io sono con voi,  non potr essere
quel che sia preso; s'io non sono, e' s'avvedr dello inganno.
LIGURIO. Tu di' el vero. Ma non ci  egli rimedio?
CALLIMACO. Non, credo io.
LIGURIO. S, sar bene.
CALLIMACO. Quale?
LIGURIO. Io voglio un poco pensallo.
CALLIMACO. Tu mi hai chiaro: io sto fresco, se tu l'hai a pensare ora!
LIGURIO. Io l'ho trovato.
CALLIMACO. Che cosa?
LIGuRIo Far che 'l frate, che ci ha aiutato infino a qui, far questo
resto.
CALLIMACO. In Che modo?
LIGURIO. Noi abbiamo tutti a travestirci. Io far travestire el frate:
contrafar  la voce,  el viso,  l'abito;  e dir al dottore che tu sia
quello; e' sel creder.
CALLIMACO. Piacemi; ma io che far?
LIGURIO.  Fo conto che tu ti metta un pitocchino  indosso,  e  con  un
liuto in mano te ne venga cost, dal canto della sua casa, cantando un
canzoncino.
CALLIMACO. A viso scoperto?
LIGURIO.  S,  ch  se tu portassi una maschera,  e' gli enterrebbe 'n
sospetto.
CALLIMACO. E' mi conoscer.
LIGURIO.  Non far: perch io voglio che tu ti storca el viso,  che tu
apra, aguzzi o digrigni la bocca, chiugga un occhio. Pruova un poco.
CALLIMACO. Fo io cos?
LIGURIO. No.
CALLIMACO. Cos?
LIGURIO. Non basta.
CALLIMACO. A questo modo?
LIGURIO.  S, s, tieni a mente cotesto. Io ho un naso in casa: io vo'
che tu te l'appicchi.
CALLIMACO. Orb, che sar poi?
LIGURIO.  Come tu sarai  comparso  in  sul  canto,  noi  saren  quivi,
torrnti  el  liuto,  piglierenti,  aggirerenti  condurrenti  in casa,
metterenti a letto. E 'l resto doverrai tu fare da te!
CALLIMACO. Fatto sta condursi!
LIGURIo Qui ti condurrai tu. Ma a fare che tu vi possa ritornare sta a
te e non a noi.
CALLIMACO. Come?
LIGURIo Che tu te la guadagni in questa notte,  e che,  innanzi che tu
ti  parta,  te  le  dia  a conoscere,  scuoprale lo inganno,  mostrile
l'amore le porti, dicale el bene le vuoi,  e come sanza sua infamia la
pu  esser  tua  amica,  e  con  sua  grande  infamia  tua  nimica.  
impossibile che la non convenghi teco,  e che  la  voglia  che  questa
notte sia sola.
CALLIMACO. Credi tu cotesto?
LIGURIO.  Io  ne  son certo.  Ma non perdiam pi tempo: e' son gi dua
ore.  Chiama Siro,  manda la pozione a messer Nicia,  e me aspetta  in
casa.  Io andr per el frate: farollo travestire, e condurrenlo qui, e
troverreno el dottore e fareno quello manca.
CALLIMACO. Tu di' ben! Va' via.
