TRASCRIZIONE ELETTRONICA, PER I NON VEDENTI, A CURA DI EZIO GALIANO. 

NICOL MACHIAVELLI.
MANDRAGOLA.

ATTO TERZO - SCENA DUODECIMA.

Fra' Timoteo, Ligurio, messer Nicia.


FRATE TIMOTEO. O Ligurio, uscite qua!
LIGURIO. Come va?
FRATE TIMOTEO.  Bene. Le ne sono ite a casa disposte a fare ogni cosa,
e non ci fia difficult,  perch la madre si andr  a  stare  seco,  e
vuolla mettere al letto lei.
MESSER NICIA. Dite voi el vero?
FRATE TIMOTEO. Bemb, voi sete guarito del sordo?
LIGURIO. San Chimenti gli ha fatto grazia.
FRATE TIMOTEO.  E' si vuol porvi una immagine, per rizzarci un poco di
baccanella, acci che io abbia fatto quest'altro guadagno con voi.
MESSER NICIA. Non entriano in cetere. Far la donna difficult di fare
quel ch'io voglio?
FRATE TIMOTEO. Non, vi dico.
MESSER NICIA. Io sono el pi contento uomo del mondo.
FRATE TIMOTEO.  Credolo.  Voi vi beccherete un fanciul maschio,- e chi
non ha non abbia.
LIGURIO.  Andate,  frate, a le vostre orazioni, e, se bisogner altro,
vi verreno a trovare. Voi, messere, andate a lei, per tenerla ferma in
questa opinione, ed io andr a trovare maestro Callimaco, che vi mandi
la pozione; ed all'un'ora fate che io vi rivegga,  per ordinare quello
che si de' fare alle quattro.
MESSER NICIA. Tu di' bene. Addio!
FRATE TIMOTEO. Andate sani.
