TRASCRIZIONE ELETTRONICA, PER I NON VEDENTI, A CURA DI EZIO GALIANO. 

NICOL MACHIAVELLI.
MANDRAGOLA.

ATTO TERZO - SCENA SESTA.

Ligurio, fra' Timoteo, messer Nicia.


LIGURIO. State cheto, messere. Oh! io ho la gran nuova, padre.
FRATE TIMOTEO. Quale?
LIGURIO.  Quella  donna con chi io ho parlato,  mi ha detto che quella
fanciulla si  sconcia per se stessa.
FRATE TIMOTEO. Bene! questa limosina andr alla Grascia.
LIGURIO. Che dite voi?
FRATE TIMOTEO. Dico che voi tanto pi doverrete fare questa limosina.
LIGURIO.  La limosina si far,  quando voi vogliate: ma e' bisogna che
voi facciate un'altra cosa in benefizio qui del dottore.
FRATE TIMOTEO. Che cosa ?
LIGURIO. Cosa di minor carico, di minor scandolo, pi accetta a noi, e
pi utile a voi.
FRATE  TIMOTEO.  Che  ?  Io  sono  in termine con voi,  e parmi avere
contratta tale dimestichezza, che non  cosa che io non facessi.
LIGURIO. Io ve lo vo' dire in chiesa,  da me e voi,  ed el dottore fia
contento di aspettare qui. Noi torniamo ora.
MESSER NICIA. Come disse la botta a l'erpice! .
FRATE TIMOTEO. Andiamo.
