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autori A : Abba, Giuseppe Cesare (cenni biografici).
Da Quarto al Volturno.
Storia dei Mille.
Cenni biografici.
Giuseppe Cesare Abba nacque a Cairo Montenotte (Savona) nel 1838.
Dopo una prima formazione presso gli Scolopi, si iscrisse all'Accademia
di Belle Arti di Genova, dove studi per qualche tempo. Nel 1860 si
arruol con Garibaldi partecipando alla spedizione dei Mille,
esperienza fondamentale nella sua biografia, rievocata in molte delle
opere. Nel 1862 si stabil a Pisa; qui compose i due poemi In morte
di Francesco Nullo (1863) e Arrigo. Da Quarto al Volturno
(1866). Come garibaldino partecip anche alla terza guerra di
indipendenza (1866).
Nel  1867 si stabil a Cairo Montenotte ricoprendo incarichi
nell'amministrazione
del comune. In questi anni scrisse il romanzo storico Le rive della
Bormida nel 1794 (1875) e la prima stesura della sua opera pi nota
Noterelle d'uno dei Mille edite dopo vent'anni (1880).
Redatto in forma di diario, il testo rievoca la vicenda garibaldina in
toni celebrativi; la distanza di tempo tra i fatti e la stesura dell'opera
contribuisce a dare un tono idealizzato alla storia.
L'opera di Abba fu apprezzata da Carducci, con cui lo scrittore
strinse un rapporto d'amicizia; Carducci lo aiut in seguito ad
impiegarsi come professore di lettere nel liceo di Faenza dal 1881 al
1884. In questi anni Abba scrisse i racconti raccolti in Montenotte,
Dego e Casseria (1884) e Cose vedute (1887), oltre alla
raccolta di versi Romagna (1887).
Nel 1884 si trasfer a Brescia; nell'ultimo periodo della sua vita
si dedic alla stesura di opere divulgative sulla storia garibaldina (Storia
dei Mille narrata ai giovinetti, 1904; Cose garibaldine 1907)
e manuali per la scuola e per l'esercito. Le ultime raccolte di versi
hanno il titolo di Dogali (1887) e Vecchi versi (1906).
Mor a Brescia nel 1910.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori A : Accetto, Torquato
(cenni biografici)
Della dissimulazione onesta
Cenni biografici.
Della vita di Torquato Accetto si hanno pochissime notizie: si sa che
visse a Napoli nella prima met del XVII secolo e pare fosse nato a
Trani intorno al 1598; fu rimatore di buon livello, ma  oggi noto
soprattutto per il trattato Della dissimulazione onesta, stampato
a Napoli nel 1641, opera rimasta pressoch sconosciuta fino alla
riscoperta
Nel contesto della dominazione spagnola, Accetto si interroga su
quale comportamento possa tenere un intellettuale-cortigiano come lui ed
individua nella dissimulazione l'unica possibilit di difesa
dei valori che contraddistinguono un animo nobile, valori che, in un
epoca di conformismo e di servilismo, non resta che coltivare
interiormente; diversamente da quanto in genere affermato dai
trattatisti rinascimentali, non si consiglia, quindi, di simulare,
bens, appunto, di dissimulare, di industriarsi cio a
non far veder le cose come sono
Note biografiche a cura di
Giuseppe D'Emilio, g.demilio,fastnet.it
autori A : Alberti, Leon Battista
(cenni
biografici)
Apologhi ed elogi
consentito l'uso della traduzione italiana di Rosario Contarino.
Cena Familiaris
De Amore
De equo animante (Il cavallo vivo)
Il testo  disponibile in versione latina e nella
traduzione italiana ed  arricchito da numerose immagini.
Si ringraziano la Ce.S.M.E.T. Editrice e il prof. Antonio Videtta per
aver consentito l'uso della traduzione e dell'apparato critico.
De Iciarchia
Deifira
De lunularum quadratura
De Pictura
L'opera, scritta probabilmente tra il 1435 e il 1436 in
due redazioni, latina e volgare, tratta delle leggi matematiche della
prospettiva che Leon Battista Alberti apprese dall'amico Brunelleschi.
Il De pictura  stato un punto di riferimento per i pittori dell'epoca,
divenendo la base per tutti gli sviluppi successivi della teoria
prospettica (come quelli che dobbiamo a Piero della Francesca e a
Leonardo da Vinci). Il testo  disponibile in versione latina e
volgare.
Ecatonfilea
Elementi di Pittura
Il testo  disponibile in versione latina e volgare.
Epistola consolatoria
Grammatica della lingua toscana
Istorietta amorosa fra Leonora de'Bardi
e Ippolito Bondelmonti
Lettere
libri della famiglia (I)
Ludi matematici
Le versioni RTF e HTML sono arricchite da numerose
immagini.
Momo o del principe
consentito l'uso della traduzione italiana di Rino Consolo.
Naufragus
Il testo  disponibile in versione latina e volgare.
Rime
Sentenze pitagoriche
Sofrona
Theogenius
Uxoria
Il testo  disponibile in versione latina e volgare.
Versione volgare della "Dissuasio
Valerii" di Walter Map
L'opera  stata ritenuta un originale
dell'Alberti fino
al 1955. Il critico Cecil Grayson ha quindi sostenuto che si tratta
invece di un libero rifacimento del "Dissuasio Valerii", un
testo in latino di Walter Map (incluso in questa edizione elettronica).
Villa
Cenni
biografici
Leon
Battista Alberti nacque a Genova nel 1404, figlio illegittimo di Lorenzo
Alberti, esponente di una ricca famiglia di commercianti fiorentini
bandita da Firenze dal 1382 per motivi politici.
Scrittore in lingua latina e volgare, letterato, famoso architetto
(tra le altre cose, autore del progetto del cosiddetto Tempio
Malatestiano a Rimini, del Palazzo Rucellai a Firenze e responsabile del
compimento di S. Maria Novella sempre nella citt medicea, della chiesa
di Sant'Andrea a Mantova, del campanile del duomo di Ferrara) tanto da
essere considerato assieme al Brunelleschi il pi grande del secolo;
archeologo (compose una Descriptio urbis Romae, dove tentava una
accurata ricostruzione della topografia di Roma antica, e cerc di
recuperare le navi romane del lago di Nemi); teorico delle arti
figurative, matematico, scienziato, musicista: insomma, in s egli
raccolse le doti dell'uomo nuovo del Rinascimento, l'"uomo
universale", il cui ingegno e versatilit gli consentivano di
primeggiare negli ambiti culturali pi svariati. Per questo la sua
figura  stata associata anche a quella di Leonardo da Vinci, altro
genio capace di misurarsi nei campi pi diversi.
Leon Battista Alberti si dedic, prima a Venezia e poi a Padova,
allo studio delle lettere; poi si trasfer a Bologna dove intraprese lo
studio del diritto canonico e del greco, non escludendo per dai suoi
interessi la musica, la pittura, la scultura, l'architettura nonch le
scienze fisico-matematiche. In seguito alla morte del padre, avvenuta
nel 1421, l'Alberti ebbe gravi contrasti con la famiglia a cui si
aggiunsero difficolt economiche che probabilmente lo portarono alla
decisione di prendere gli ordini religiosi ed iniziare la carriera
ecclesiastica. Nel 1431 divent segretario del patriarca di Grado e nel
1432, ormai trasferitosi a Roma, fu nominato abbreviatore apostolico
(una carica che consisteva nel controfirmare i "brevi"
apostolici, cio le disposizioni che il Papa inviava ai vescovi),
incarico che egli mantenne per ben 34 anni duranti i quali visse tra
Roma, Ferrara, Bologna e Firenze.
All'attivit letteraria l'Alberti si dedic sin dalla giovane et,
quando ancora era impegnato nei suoi studi: a Bologna scrisse una
commedia autobiografica in latino, Philodoxus (Amante della
gloria), che per lungo tempo venne creduta un'originale opera latina
antica, visto che l'Alberti la firm col nome di Lepido. Poi compose
dei dialoghi, sempre in latino, di influenza lucianesca, le Intercoenales,
mentre  del 1428 l'opera intitolata Deifira, dove,
probabilmente a seguito di una delusione amorosa personale, spiegava
come fuggire da un amore iniziato male.
Malgrado i numerosi esperimenti in diversi generi, resta per la
trattatistica l'ambito letterario nel quale maggiore  il contributo
dell'Alberti: naturalmente, vista l'importanza della sua attivit come
architetto e artista, una parte importante della sua produzione
letteraria consiste di trattati di architettura (il De re
aedificatoria, 1452, opera monumentale in dieci volumi che gli diede
fama di Vitruvio della nuova architettura), di pittura (il De pictura,
1435, poi tradotto da lui stesso in volgare col titolo Della pittura),
di scultura (Della statua). Eppure aldil del capitale
contributo alle arti figurative e urbanistiche del suo tempo, sono
preziosa testimonianza della sua ampia cultura e del suo impegno nel
plasmare la societ civile a lui contemporanea anche gli altri suoi
scritti, di carattere letterario e pedagogico.
A partire dal 1433 si dedic alla composizione in volgare dei
quattro Libri della Famiglia, forse il suo capolavoro, terminati
nel 1441. Il trattato riproduce un dialogo che si svolse a Padova nel
1421 al quale parteciparono quattro componenti della famiglia Alberti,
perci personaggi realmente esistiti a cui l'autore ne aggiunse un
quinto, Battista, un personaggio immaginario che impersona l'Alberti da
giovane. In questo dialogo si scontrano due visioni contrapposte: da una
parte la nuova mentalit, borghese e moderna, dall'altra il passato, la
tradizione. Nei quattro libri Leon Battista Alberti esplora pressoch
tutti i cardini del vivere sociale: il matrimonio, la vita famigliare,
l'educazione dei figli, la gestione economica della famiglia, i rapporti
tra le varie famiglie e quindi in generale la vita di relazione.  un
testo importante sia per i contenuti, espressione dell'umanesimo civile,
sia per la storia letteraria italiana grazie all'uso della lingua
volgare.
L'Alberti, infatti, pur scrivendo numerosi testi in latino e quindi
riconoscendone il valore culturale oltre alle specifiche qualit
espressive, fu sempre un deciso sostenitore dell'uso della lingua
volgare che considerava pi rispondente alle esigenze della nuova
societ che stava nascendo. Collegata proprio a questa
battaglia
del "Certame coronario", una pubblica gara di poesia sul tema
dell'amicizia indetta a Firenze nel 1441. Questa manifestazione doveva
servire ad affermare l'importanza e il valore del volgare, e all'idea di
questo concorso va associata la stesura di diverse liriche da parte
dell'Alberti che saranno poi pubblicate col titolo di Rime. Quasi
tutte di argomento amoroso, sono composizioni originali nello stile e
nella metrica, uno dei primi esempi in Italia di metrica
barbara
Da ricordare ancora la composizione nel 1450 del Momus (Momo),
romanzo satirico in latino, dove tratta, con una certa amarezza, dei
rapporti tra letteratura e potere politico; oltre agli Apologi in
latino del 1437, sorta di breviario della sua filosofia di vita.
L'Alberti rimase a servizio della curia fino al 1464, anno in cui il
collegio degli abbreviatori fu soppresso, ma rest comunque a Roma dove
mor nel 1472.
Note biografiche a cura di Laura Barberi
autori A : Alfa (alias Alfredo Al)
Preludio alla Societ dell'Utopia
Per gentile concessione dell'Autore e
autori A : Alfieri,
Vittorio (cenni biografici)
Bruto primo
Bruto secondo
Della tirannide
Saggio scritto a Siena nel 1777 all'et
di 28 anni; stampato per la prima volta nel 1790 presso Baumarchais a
Kehl (Strasburgo) con la falsa data 1809, ma non reso pubblico;
pubblicato in realt nel 1800 all'insaputa e con dispetto dell'autore,
per iniziativa di un libraio parigino.
Nota: il testo di riferimento (BUR, 1996) riporta
soltanto accenti gravi, all'uso antico; sono state normalizzate le
e
riferimento riporta inoltre "s" accentato anche se seguito
da "stesso" o "medesimo"; in quei casi si 
trascritto "se" non accentato.
virt sconosciuta (La)
Dialogo scritto a Martinsbourg in Alsazia
nel gennaio del 1786 per commemorare la morte dell'amico senese
Francesco Gori Gandellini, avvenuta il 3 settembre 1784. Largamente
rielaborato e corretto negli anni successivi, fu stampato per la prima
volta nel 1789 a Kehl (ma con la falsa data 1786, cio l'anno di
composizione). L'autore, Vittorio, dialoga con l'amico
scomparso, Francesco, sul tema della memoria e della gloria:
Gori, buon conversatore e uomo esemplare,  morto senza lasciar nulla
di scritto;  Gloria la sua? Esiste virt che possa essere sconosciuta?
Nota: il testo di riferimento (BUR, 1996) riporta
soltanto accenti gravi, all'uso antico; sono state normalizzate le
e
riferimento riporta inoltre "s" accentato anche se seguito
da "stesso"; in quei casi si  trascritto "s".
Cenni
biografici
Vittorio
Alfieri nacque il 16 gennaio 1749 ad Asti e mor a Firenze l'8 ottobre
1803.
Considerato il maggiore poeta tragico del Settecento italiano, ebbe
una vita piuttosto avventurosa, diretta conseguenza del suo carattere
tormentato che lo rese, in qualche modo, precursore delle inquietidudini
romantiche. Egli ripercorse il suo cammino formativo in un'autobiografia
intitolata Vita che cominci a scrivere intorno al 1790
(l'autobiografia era un genere di moda nel diciassettesimo secolo,
valgano gli esempi delle Mmoires di Goldoni o delle Memorie
del Casanova).
La Vita va per considerata come un racconto retrospettivo,
una "riscrittura" a posteriori delle propria esperienza
esistenziale, dove quindi la realt viene a volte forzata per
conformarsi al pensiero dell'Alfieri ormai poeta maturo. Non mancano
infatti le componenti agiografiche, visto che il proposito latente dello
scrittore  quello di rapportare la propria vita alle vicende tragiche
dei protagonisti delle sue opere: fornire di s un ritratto eroico,
quello di un uomo che ha lottato contro il destino e contro la societ
per poter affermare il proprio talento.
Tutti questi elementi debbono indurre a valutare criticamente la
narrazione della Vita, e a rianalizzare le esperienze di Vittorio
Alfieri in base ai dati biografici certi, in modo da non far sovrapporre
le vicende reali dell'uomo alle "gesta" dell'eroe tragico.
Nato ad Asti, dunque, da famiglia nobile, dal 1758 al 1766 frequenta
l'Accademia militare di Torino, considerata uno dei migliori collegi
d'Europa, con risultati mediocri (nell'autobiografia di questi anni
l'Alfieri parler come di anni di "ingabbiamento" e di
ineducazione
alfiere dell'esercito regio ed  assegnato al reggimento provinciale di
Asti. Da questo momento comincia una lunga serie di viaggi: Alfieri
passa da un paese all'altro (e da un amore all'altro) senza requie,
visita prima l'Italia e poi l'Inghilterra, la Francia, la Prussia,
l'Olanda, la Scandinavia.
Questo continuo vagabondare termina nel 1775, l'anno della
conversione
precedenti di "viaggi e di dissolutezze" l'Alfieri torna a
Torino, completa una prima tragedia, Cleopatra, e si dedica
furiosamente allo studio. Il successo della rappresentazione di Cleopatra
lo sprona a dedicarsi alla carriera di scrittore tragico; negli anni
successivi scriver le sue maggiori tragedie: Antigone, Filippo,
Oreste, Saul, Maria Stuarda, Mirra, tra le
altre.
La tragedia  la forma artistica da lui prescelta perch la pi
adatta a rappresentare la sua concezione della vita basata sullo scontro
tra oppressi ed oppressori, tra uomini eroici e tiranni, i quali non
vanno intesi come simboli del potere assolutistico o di qualsiasi altro
regime realmente esistente, ma rappresentano invece tutti quei limiti
che impediscono la piena realizzazione dell'individualit umana. La
libert, che  il motivo trainante delle tragedie dell'Alfieri, non 
una libert politica, ma una libert esistenziale. Risulta perci
chiaro come mai l'Alfieri scelga sempre personaggi gi famosi, mitici,
(Antigone, Saul, Bruto) per le sue opere e appare anche evidente la sua
lontananza da quel "dramma borghese" che grazie a Diderot e
Lessing trionfava in tutta Europa.
Nel 1777 avviene un incontro fondamentale per la vita dell'Alfieri,
conosce infatti Luisa Stolberg, contessa d'Albany, praticamente separata
dal marito Carlo Edoardo Stuart, pretendente al trono d'Inghilterra.
Nasce un rapporto che Alfieri manterr sino alla morte e che mette fine
alle sue irrequietezze amorose. L'anno successivo fa dono alla sorella
di tutti i suoi beni, mantenendo per s solo una rendita annua e dopo
vari soggiorni si trasferisce a Firenze e poi a Siena, per apprendere
l'uso del toscano che, per lui piemontese e perci familiare all'uso
del suo dialetto e del francese, era stata una lingua morta imparata sui
libri.
Gli anni che vanno dal 1775 al 1790 sono i pi operosi della sua
vita: oltre alle tragedie compone trattati (Della tirannide e Del
principe e delle lettere) e la gran parte delle Rime. Nel
1786 si stabilisce con la fedele contessa a Parigi, dove assiste alla
rivoluzione e la celebra in un'ode alla caduta della Bastiglia, Parigi
sbastigliato. Gli sviluppi della rivoluzione per, probabilmente
orientati verso forme troppo democratiche per l'Alfieri, lo deludono,
come lo spaventano le manifestazioni della plebee, che non corrisponde
certo al popolo da lui sognato nelle tragedie e nei trattati. Cos
fugge da Parigi nel 1792 e comincia, dopo la venuta dei francesi in
Italia nel 1796, un'opera dai toni decisamente antifrancesi, il Misogallo.
Tornato a Firenze, dedica gli ultimi anni della sua vita alla
composizione delle Satire, di sei commedie, della seconda parte
della Vita e di traduzioni dal latino e dal greco. Nel 1803, a
soli cinquantaquattro anni, muore assistito dalla Stolberg. La salma si
trova nella chiesa di Santa Croce a Firenze.
Note biografiche a cura di Laura Barberi
autori A : Algarotti, Francesco
Dialoghi sopra l'ottica neutoniana
Saggio sopra la lingua francese
Saggio sopra la necessit di scrivere nella
propria lingua
autori A : Alighieri, Dante
(cenni biografici)
Convivio
(edizione critica di G. Busnelli e G. Vandelli)
Convivio
(edizione critica di C. Vasoli e D. De Robertis)
Il testo  stato gentilmente messo a
disposizione dalla Biblioteca comunale di Monte San Vito (AN).
De Vulgari Eloquentia
Il trattato in lingua latina De Vulgari
Eloquentia fu scritto probabilmente tra il 1303 ed il 1305. Il titolo
dell'opera  ricavato da una citazione del Convivio e da due
definizioni interne al testo. Fu il primo scritto nel quale venne
affrontata la questione di una lingua italiana unitaria (pur sempre
nelle modalit medievali) e, nonostante il progetto originario
dell'autore, non arriv a coprire i quattro libri, ma rimase incompiuto
al quattordicesimo capitolo del II.
Divina Commedia (La)
Poema in terza rima, iniziato nel 1307,
composto di tre Cantiche (Inferno, Purgatorio, Paradiso) che comprendono
100 canti complessivi: 34 l'"Inferno", 33 ciascuno il
Purgatorio
 il viaggio compiuto da Dante nell'Oltretomba. Tre guide conducono il
poeta: Virgilio nell'Inferno, e parte del Purgatorio, fino all'Eden;
Beatrice, la donna amata da Dante in giovent e il cui ricordo lo ha
distolto dal traviamento, conduce il poeta fino all'Empireo, alla Rosa
celeste; e San Bernardo che mostra a Dante la gloria di Dio. Il viaggio
dura circa una settimana e ha inizio nella notte del Venerd Santo, l'8
aprile 1300.
Egloghe
Il testo qui riportato contiene anche le
due egloghe di Giovanni del Virgilio, alle quali Dante rispose con
altrettante egloghe.
Epistole
Monarchia
Quaestio de aqua et de terra
Vita nuova
(tratto dall'edizione G. Barbera del 1965)
Viene considerata la prima opera certa di
Dante (1292-93),  composta di rime (25 sonetti, 4 canzoni, 1 ballata,
1 stanza di canzone) e di capitoli in prosa poetica, cui  affidata la
duplice funzione di svolgere l'itinerario autobiografico da cui nascono
i versi e di commentarli retoricamente. Al centro della vicenda 
l'esperienza d'amore idealizzata del poeta per Beatrice, dai primi
incontri con lei si snoda l'intimo memoriale, dapprima profano e
cortese
Beatrice non trasforma l'amore del poeta in mito cristiano, in Amore
assoluto e mezzo di elevazione a Cristo.
Vita nuova
(tratto dall'edizione Bemporad del 1932)
Vedi sinossi dell'edizione Barbera.
Cenni
biografici
Nasce
nel 1265 da una famiglia guelfa di Firenze, di piccola nobilt. Amico
di Guido Cavalcanti, di cui inizialmente sub l'egemonia culturale,
partecip con lui e con altri poeti al movimento del Dolce Stil Nuovo.
Gran parte delle sue rime giovanili sono dedicate ad una
Beatrice
l'omonima figlia di Folco Portinari, sposata a Simone de'Bardi, e morta
di parto l'8 giugno 1290. Il poeta tra il 1293 e il 1294 rielabora la
storia spirituale del suo amore nella "Vita Nuova", un
libriccino mescolato di versi e di prosa.
Dopo questa data Dante comincia a partecipare alla vita politica di
Firenze, del cui esercito ha fatto parte in diverse occasioni (nel
giugno 1289 lo troviamo tra i "feditori" a cavallo nella
battaglia di Campaldino contro i ghibellini di Arezzo, nell'agosto dello
stesso anno  nell'esercito fiorentino che tolse ai pisani la fortezza
di Caprona). Dante, che aveva trascorso un periodo di studi a Bologna,
si iscrisse alla corporazione dei medici e degli speziali per iniziare
la carriera politica (gli Ordinamenti di Giustizia di Giano della Bella
riservavano il governo del comune solo ai cittadini iscritti a una delle
corporazioni d'arti e mestieri).
Nel 1300 le sue responsabilit politiche aumentarono, e Dante
divenne uno dei Priori, dedicando la maggior parte delle sue energie a
contrastare i piani del papa Bonifacio VIII. Questi infatti ,
approfittando del conflitto presente in Firenze fra i Bianchi,
capeggiati dalla consorteria dei Cerchi, e i Neri guidati da quella dei
Donati, cercava di di estendere la sua autorit su tutta la Toscana.
Nell'ottobre del 1301 il papa invi a Firenze Carlo di Valois,
fratello del re di Francia, apparentemente come paciere: ma in realt
Carlo aveva l'incarico di debellare i Bianchi. Mentre Dante si trovava a
Roma come ambasciatore del comune di Firenze presso il Pontefice, Corso
Donati e i neri conquistarono, con uccisioni e violenze, il potere.
Dante fu condannato all'interdizione perpetua dai pubblici uffici, a
una multa e all'esilio per due anni, per furto del denaro pubblico,
azioni ostili verso il papa e la citt (non essendosi presentato a
discolparsi fu condannato ad essere bruciato vivo se fosse caduto in
mano al Comune). Dal 1302 comincia il periodo dell'esilio, che durer
fino alla morte del poeta. Inizi un pellegrinaggio per l'Italia. Prese
contatto con Bartolomeo della Scala a Verona e con i conti Malaspina in
Lunigiana, e tra il 1304 e il 1307 compose il Convivio (poi rimasto
interrotto) per acquisire meriti di fronte all'opinione pubblica (per
lungo tempo coltiv l'illusione di poter essere richiamato nella sua
citt come riconoscimento della sua grandezza culturale). Appartiene
allo stesso periodo il De Vulgari Eloquentia.
Col passare degli anni Dante inizi a vedere il suo esilio come
simbolo del distacco dalla corruzione, dagli odi e dagli egoismi di
parte, e si consider guida per gli uomini alla riconquista di essa,
della verit e della pace. Tale vocazione ispira la Divina Commedia,
cominciata probabilmente dopo il 1307. Nel 1310 il nuovo imperatore
Arrigo VII scese in Italia e Dante, scrisse delle lettere per esortare
tutti ad accogliere colui che poteva riportare alla pace; scrisse
inoltre il suo trattato politico pi importante, la
Monarchia
Buonconvento presso Siena, e Dante abbandon ogni speranza di tornare a
Firenze. Negli ultimi anni, fu ospite di Can Grande della Scala a Verona
e di Guido Novello da Polenta a Ravenna. Qui port a termine l'ultima
parte della Commedia, di cui era gi stata pubblicata prima del 1315 la
prima cantica, l'Inferno.
Lo scrittore muore a Ravenna nel 1321.
Note biografiche a cura di Mirko
Locatelli (kaneda,computech.it)
e
Roberto Gagliardi (jaufre,mbox.vol.it)
autori A : Angiolieri, Cecco (cenni biografici)
Rime
Cenni biograficiSulla
vita di "Francesco di messer Angioliero" i dati sono scarsi e lacunosi.
Nacque a Siena, probabilmente verso il 1260, da famiglia eminente: la madre era
monna
Lisa della nobile casa dei Salimbeni, il padre fu banchiere di papa Gregorio IX
e
ricoperse  varie  cariche  nel  Comune  senese (da un certo momento in poi fece
parte
dell'ordine dei frati di Maria, detti "frati gaudenti", e in questa veste viene
spesso ricordato nei sonetti del figlio).
Di Cecco sappiamo che partecip nell'esercito senese a vari  fatti  d'arme  del
tempo
(assedio  di  Turri  in Maremma nel 1281, guerra d'Arezzo nel 1288);  che venne
multato per
almeno tre volte nel 1282  per  non  aver  rispettato  il  coprifuoco;  che  fu
implicato nel 1291
in  un'oscura  vicenda  di  ferimenti.  E che doveva essere gi morto nel 1312,
perch in
quell'anno i suoi figli rinunciarono all'eredit perch gravata di  debiti  (ma
dovettero
comunque pagare l'anno successivo una somma che il padre doveva al Comune).
Da riferimenti interni sappiamo che fu bandito da Siena (cfr. sonetto LXXXIV) e
che
soggiorn  a  Roma (sonetto CII).  Fu certamente in contatto con i poeti, anche
fiorentini,
del tempo: diversi passi della sua opera ce lo mostrano nella veste di  critico
corrosivo
dello  Stil Nuovo.  A documentare il rapporto con Dante restano tre sonetti (C,
CI, CII). Su
questi scarni dati, e sulla lettura letterale della sua opera (tutti sonetti di
carattere
giocoso
leggenda di un Cecco scapestrato, violento,  cinico  e  disperato:  un  vero  e
proprio
poeta maledetto
Un articolo di Alessandro d'Ancona del 1874 dette il via a questa voga, non
contraddetta  in  un  famoso  saggio  di  Luigi  Pirandello (che ne fa un poeta
umorista, in
qualche modo annettendolo tra i suoi antenati letterari). Gli studi successivi
(soprattutto quelli del Marti)  sottolineano  la  letterariet  di  gran  parte
dell'opera di
Cecco, che non  certo un poeta "popolare" di nascita, e che deve molto per i
suoi  testi alle convenzioni dei poeti giocosi e ad una tradizione secolare che
rimanda
spesso ai Carmina Burana.
Alla "leggenda" di Cecco ha contribuito anche una novella del Decameron (g.
IX,  nov.   IV)  che  lo  mette  in  scena  insieme  con  un  suo  compagno  di
scioperataggini, Cecco
di Fortarrigo (vedi il sonetto XCVI).
Note biografiche a cura di Roberto Gagliardi
prospettivo milanese dipintore
autori A : Antiquarie
Prospettiche Romane composte per prospettivo milanese dipintore
Antiquarie Prospettiche Romane composte per
prospettivo milanese dipintore
Un brevissimo quanto raro opuscolo a
stampa del XV secolo attualmente esistente solo in due esemplari; uno
conservato presso la Biblioteca Casanatense di Roma, l'altro a Monaco.
autori A : Aretino, Pietro
(cenni biografici)
Angelica
Astolfeida
Dubbi Amorosi
Orlandino
Sonetti lussuriosi
Cenni
biografici
Nato
ad Arezzo nel 1492, Pietro Aretino non si denomin mai col suo
patronimico (del padre Luca, un calzolaio, sappiamo ben poco) ma sempre
col nome della sua citt. Della sua infanzia quasi nulla  noto, ma si
sa che nell'adolescenza visse e a Perugia sia per frequentare
l'universit sia per studiare pittura, e come pittore si firm per
qualche tempo.
Nel 1517 fu a Roma, alla corte di Leone X; qui assistette al conclave
del 1522, in occasione del quale compose delle pasquinate, ovvero dei
poemetti satirici. Con l'ascesa al soglio pontificio del fiammingo
Adriano VI (o, come lo chiam l'Aretino, "la tedesca tigna")
prese a viaggiare per la penisola e lavor a Mantova, al servizio di
Giovanni delle Bande Nere. Torn a Roma nel '23 e, sotto papa Clemente
VII, riacquist notoriet e benevolenza popolare.
In questo periodo compone i Sonetti Lussuriosi, ispiratigli dalle
tavole pornografiche di M. A. Raimondi sui disegni di Giulio Romano, e
scrisse la Cortigiana. Ma l'invidia e la malevolenza del datario
pontificio, mons. Giberti, interruppero questo periodo felice: alla fine
del luglio 1525 viene accoltellato da un sicario del monsignore.
L'Aretino lasci cos Roma e, dal 25 marzo 1527, si trasfer a
Venezia, la citt anticortigiana per eccellenza, l'unica, a detta di
lui, totalmente opposta a Roma, sede di tutti i vizi. Qui scrisse e
diede alle stampe la maggior parte delle sue opere e qui mor,
probabilmente di apoplessia, il 21 ottobre 1556.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori A : Ariosto, Ludovico (cenni biografici)
Orlando furioso
L'edizione dell'opera presentata all'interno della nostra biblioteca 
la  terza,  quella  definitiva  in 46 canti del 1532, ed  tratta dall'edizione
cartacea
Garzanti, Milano, 1992 (XIII edizione).  L'opera prende le  mosse  dall'Orlando
innamorato
del Boiardo; "le donne, i cavalieri l'arme, gli amori, le cortesie, l'audaci
imprese" sono descritti magistralmente dal poeta con toni sfumati e ironici.
Satire
Cenni biograficiLudovico Ariosto nacque a Reggio Emilia nel 1474.
Dopo  avervi  studiato legge, entr fra gli stipendiati della Corte di Ferrara,
presso
la quale conobbe Pietro Bembo.  Nel 1500  gli  mor  il  padre  e  la  numerosa
famiglia pass
sotto  la  sua  responsabilit,  tre  anni dopo gli nacque un figlio da una non
meglio nota
Maria.
Negli anni successivi fu al servizio del cardinale Ippolito II  D'Este  per  il
quale
comp  varie  ambascerie  e con il quale ebbe un rapporto alquanto contrastato;
nel
frattempo uscirono le sue prime commedie  e  gli  nacque  un  altro  figlio  da
Orsolina
Sassomarino.  Dopo  aver inutilmente tentato di ottenere benefici dall'elezione
di papa
Leone X e dopo la prima stesura del  Furioso,  lasci  il  servizio  presso  il
cardinale
Ippolito e divenne uno stipendiato del duca Alfonso D'Este.
Proprio al servizio del duca, fu commissario ducale in Garfagnana dove, dopo un
periodo
di  forte  scoramento,  riusc  a  ben  districarsi all'interno della difficile
situazione di
quella regione. Rientrato a Ferrara, assolse incarichi a lui pi graditi come
organizzatore di spettacoli di Corte.  Nel 1527 spos  segretamente  Alessandra
Benucci.
Mor nel 1533 a Ferrara.
Molto  si    discusso  sul carattere di Ludovico Ariosto, un autore fin troppo
soffocato
da una  fuorviante  tradizione  della  critica:  Ariosto  sornione,  appartato,
contemplativo,
concentrato  esclusivamente  sui suoi universi fantastici.  Oggi questa visione
pu dirsi
abbandonata a favore di un'analisi della saggezza  dell'autore  in  termini  di
conquista
sofferta e ottenuta tramite una continua pratica: un'analisi che pone sotto una
diversa
luce la sua stessa opera.
Note biografiche a cura di Maria Agostinelli
autori A : Artusi, Pellegrino (cenni biografici)
scienza in cucina e l'arte di mangiar bene (La)
Cenni
biografici
Nato a Forlimpopoli (Forl) nel 1820 da un ricco commerciante,
Pellegrino Artusi studi in seminario a Bertinoro. Nel 1852 si
trasfer con tutta la famiglia a Firenze dove fond un Banco di Sconto
che diresse fino ai cinquanta anni.
Abbandonata ogni attivit economica si dedic completamente alla
letteratura, passione sempre coltivata negli anni. Tra le sue opere
ricordiamo Vita di Ugo Foscolo (1878) e Osservazioni in
appendice a trenta lettere di Giuseppe Giusti (1881).
L'opera pi famosa di Artusi resta La scienza in cucina e l'arte
di mangiar bene (1891), un trattato di gastronomia in cui sono
raccolte ricette della cucina tradizionale italiana, ad uso della
famiglia media borghese del tempo, redatto in tono brioso e bonario. L'opera
 stata ristampata molte volte fino ad oggi.
Mor a Firenze nel 1911.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori B : Banchieri,
Adriano (cenni biografici)
Vedi Bertoldo e
Bertoldino (col Cacasenno di Adriano Banchieri) (di
Croce Giulio Cesare, Banchieri Adriano)
Cenni
biografici
Il compositore teorico e letterato Adriano Banchieri nacque a Bologna
nel 1568.
Fattosi monaco olivetano, si dedic assiduamente allo studio della
teoria musicale e delle liriche, introducendo l'uso delle stanghette
divisorie delle battute musicali nelle partiture di composizioni vocali
e inventando, insieme con Orazio Vecchi, il cosiddetto 'madrigale
drammatico', su soggetti comici. Fu organista a Lucca e fondatore
dell'Accademia dei Floridi. Fra i suoi trattati teorici vanno ricordate
le Conclusioni, un'analisi degli strumenti, del tipo di musica e del
ruolo dei musici nel suo tempo, e l'Organo suonarino, del 1605.
Tra i 'madrigali drammatici'risaltano invece Il festino della sera
del gioved grasso (1609), La pazzia senile (1598) e La saviezza
giovanile (1607). Per quanto riguarda la musica sacra da lui composta,
sono giunti fino a noi i Concerti Ecclesiastici (1595) e una Messa
solenne (1599) a 8 voci. Da un punto di vista strettamente letterario di
Banchieri  famoso il Cacasenno, in seguito aggiunto al Bertoldo e
Bertoldino di Giulio Cesare Croce.
Mor a Bologna nel 1634.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
Anton Giulio (cenni biografici)
Semiramide
tesoro di Golconda (Il)
Cenni
biografici
Anton Giulio Barrili nacque a Savona nel 1836.
Dopo la laurea in lettere a Genova, inizi la carriera giornalistica
collaborando con i quotidiani San Giorgio e Movimento. Si
arruol con Garibaldi e partecip alle guerre risorgimentali,
raccogliendo in seguito le sue esperienze in un libro di memorie Con
Garibaldi alle porte di Roma (1895).
Nel 1876 fu eletto deputato della sinistra e nel 1884 si trasfer a
Roma per dirigere la Domenica letteraria. Tornato a Genova si
dedic all'insegnamento, prima nei licei e poi all'Universit,
ricoprendo la cattedra di letteratura italiana; fu inoltre direttore del
quotidiano Caffaro e cur la collana Piccola biblioteca del
popolo italiano per l'editore Barbera.
La vasta produzione narrativa di Barrili comprende diversi romanzi,
che riscossero notevole successo grazie alla scorrevolezza dello stile e
all'abilit dell'intreccio: Capitan Dodro (1865), L'olmo
e l'edera (1869), I misteri di Genova (1867-70), I rossi
e i neri (1871), L'anello di Salomone (1883). Completano l'opera
raccolte di novelle (tra cui Uomini e bestie, 1886) e alcuni
testi teatrali come La legge Oppia (1873) e Zio Cesare (1888).
Mor a Carcare, vicino Savona, nel 1908.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori B : Beccaria,
Cesare (cenni biografici)
Dei delitti e delle pene
Partendo dal "contratto sociale"
di J.J.Rousseau, Beccaria afferma la necessit che le leggi si
conformino al minimo di severit necessaria ad ottenere lo scopo. Non
punizione, ma autodifesa della societ: di qui la condanna della
tortura e della pena di morte. L'opera ebbe uno strepitoso successo di
pubblico e fu immediatamente tradotta in molte lingue, ma fu anche messa
nell'Indice dei libri proibiti dalla Chiesa nel 1766. All'opera si
ispir la riforma penale del Granducato di Toscana promulgata nel 1786
da Pietro Leopoldo.
Cenni
biografici
Cesare
Beccaria nacque a Milano da una famiglia nobile nel 1738.
Dopo aver studiato a Parma presso i gesuiti ed essersi laureato in
legge all'Universit di Pavia, nel 1760 interruppe qualsiasi rapporto
con i genitori e con il suo ceto, in parte perch nauseato
dall'ambiente della nobilt, in parte perch innamorato di Teresa
Blasco, malvista dai genitori.
Si convert all'Illuminismo e si avvicin ai fratelli Verri.
Nel 1764, in seguito all'uscita del suo "Dei delitti e delle
pene", si ritrov al centro dell'interesse degli illuministi
e delle polemiche reazionarie, sia di tipo religioso, sia di tipo
morale. Per quell'epoca, "Dei delitti e delle pene"
fu un opera di capitale importanza tanto da un punto di vista
contenutistico quanto da un punto di vista formale, un'opera che al
rigore logico univa il pathos umanitario e che avallava le esigenze
dello stato illuminato.
Nel 1766 fu accolto con esultanza a Parigi, dove si era recato
insieme con Alessandro Verri, ma non vi si trattenne a causa del suo
carattere schivo e della preoccupazione che nutriva verso la giovane
moglie Teresa, rimasta a Milano. Questo fatto caus la rottura dei suoi
rapporti con i Verri.
Ripresi i suoi studi di letteratura e di economia, pubblic con
scarso successo il trattato "Ricerche intorno alla natura dello
stile" (1770); nel 1768 il governo austriaco, nella volont
di controllare la cultura milanese, gli affid una cattedra di economia
pubblica e, nel 1771, un incarico amministrativo nel Magistrato
camerale.
Mor a Milano nel 1794.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori B : Bellone, Enrico
Spazio e tempo nella nuova scienza
Si ringraziano il Prof. Enrico Bellone e
l'editore Carocci per averci concesso il diritto di pubblicazione.
autori B : Bembo, Pietro (cenni
biografici)
Asolani (Gli)
Si ringrazia il Prof. Giuseppe Bonghi e la
dei Classici Italiani per averci concesso il diritto di
pubblicazione.
De Aetna Ad Angelum Chabrielem Liber
Il giovanile poemetto latino De Aetna,
edito nel 1496, fu composto dal Bembo al ritorno dal suo soggiorno
messinese. Annoverato tra le sue opere minori, il De Aetna 
un dialogo tra l'autore (alla scoperta della cultura greca) e suo padre
Bernardo ed  dedicato ad Angelo Gabriele. Consta di 30 carte suddivise
in 4 fascicoli. Tra le versioni qui presenti vi  l'edizione originale
di Aldo Manuzio, gentilmente messa a disposizione da un collezionista
privato che  riuscito ad aggiudicarsela presso Christie's di Roma per
la cifra di 464 milioni, il prezzo pi alto mai pagato in Italia per un
libro.
Con una introduzione di Fabio Massimo Bertolo.
Prose della volgar lingua
Si ringrazia il Prof. Giuseppe Bonghi e la
dei Classici Italiani per averci concesso il diritto di
pubblicazione.
Cenni
biografici
Pietro
Bembo nacque a Venezia nel 1470.
Nel 1491, sempre a Venezia, incontr Angelo Poliziano; negli anni a
seguire si trasfer a Messina per studiare il greco e scrisse e
pubblic il De Aetna (1496). Dal '97 al '99
soggiorn a Ferrara, dove conobbe l'Ariosto. Fu curatore di numerosi
testi, tra i quali le Rime del Petrarca per le edizioni di Aldo Manuzio
(1501) e la Commedia di Dante (1502).
Dopo aver fatto la spola tra Ferrara (dove intrecci una relazione
con Lucrezia Borgia), Roma e Venezia (dove, nel 1503, gli mor il
fratello Carlo), nel 1508 si trasfer ad Urbino ed abbracci la
carriera ecclesiastica. Tornato a Roma, venne nominato segretario
pontificio ma, dal 1521, fu di nuovo nel Veneto a causa della morte del
padre, avvenuta nel 1519; a Padova convisse con una donna, la Morosina.
Nel frattempo uscirono alcuni suoi scritti, la maggior parte dei
quali per le edizioni aldine: le Prose della volgar lingua
(1525); la seconda edizione degli Asolani (1530); una raccolta di
Rime e
Dialoghi in latino (1530). Nel '35 perse la Morosina, la madre dei suoi
tre figli Lucilio, Torquato ed Elena, e decise di tornare a Roma, dove
venne nominato cardinale nel 1539. Nei quattro anni successivi fu eletto
vescovo di Gubbio prima e di Bergamo poi.
Mor a Roma nel 1547.
Pietro Bembo costitu una figura cardine del Rinascimento italiano
in  quanto  fu  un  eminente teorico nell'ambito del dibattito sulla "questione
della
lingua" (tesi arcaicizzante, tesi del toscano
letterario), dell'"imitazione" (tesi dell'ottimo modello) e del
rinnovamento e riutilizzazione del petrarchismo.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori B : Bertelli,
Luigi (detto Vamba) (cenni
biografici)
giornalino di Gian Burrasca (Il)
Cenni
biografici
Luigi Bertelli, detto Vamba, nacque a Firenze nel 1858. Lo pseudonimo
Vamba, con cui firm molti scritti, deriva dal nome di uno dei
protagonisti di "Ivanhoe" di W. Scott. Autodidatta, fu
redattore delle riviste "Il Capitan Fracassa" e "Don
Chisciotte", dove pubblic scritti umoristici. Scrisse testi
in prosa ed in poesia per l'infanzia; fond nel 1906 "Il
giornalino della domenica", che continu le pubblicazioni fino
al 1924 e che forn al Bertelli un mezzo per propagandare tra le
famiglie borghesi i propri ideali liberali, patriottici e
irredentistici.
Tra i suoi scritti per bambini ancor oggi celebri, "Ciondolino",
del 1895 (storia di un bambino trasformato per magia in formica,
pretesto per molte osservazioni naturalistiche sugli insetti in genere),
ed "Il giornalino di Gian Burrasca", pubblicato nel
1920. Bibliofilo appassionato, cultore degli studi, fu
giornalista-educatore efficace. Mor il 27 novembre 1920 e fu sepolto
nel cimitero di San Miniato a Firenze.
Note biografiche a cura di Andrea Zecchi
autori B : Bibbia
Sacra Bibbia (La)
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Aiutaci a illustrare la Bibbia!
E'possibile aderire ad una iniziativa finalizzata alla realizzazione
di una versione illustrata della Bibbia (gi arrivate alcune
proposte).
autori B : Bini,
Carlo (cenni biografici)
Forte della Stella (Il)
Manoscritto di un prigioniero
Cenni
biografici
Proveniente da una famiglia di modeste condizioni, Carlo Bini (nato a
Livorno nel 1806) fu avviato agli studi presso il collegio dei Barnabiti
di San Sebastiano. Durante gli anni di collegio conobbe F.D. Guerrazzi
la cui amicizia si riveler in seguito importante per la sua attivit
giornalistica. A causa delle difficolt economiche della famiglia, Bini
fu costretto a lasciare il collegio e ad assumere la responsabilit dei
commerci del padre, continuando a coltivare gli studi da autodidatta.
Alla fine del 1828 cominci a collaborare all'Indicatore
livornese, diretto da Guerrazzi, con articoli sull'educazione, la
letteratura e alcune traduzioni da Sterne e Byron. Nel 1830 conobbe a
Livorno Mazzini, col quale si cre subito un rapporto di stima
reciproca. Mazzini gli affid la diffusione del programma della Giovine
Italia in Toscana.
Pur aderendo all'iniziativa politica, Bini non fu
un attivista del movimento; tuttavia nel settembre del 1833 fu arrestato
come elemento sospetto e scont tre mesi di carcere all'isola d'Elba,
durante i quali scrisse il dialogo Il Forte della Stella e il Manoscritto
di un prigioniero.
Dopo il rilascio rinsald i legami di amicizia con Mazzini,
allontanandosi invece da Guerrazzi. Nell'ultima parte della vita si
dedic ad un'intensa opera di traduzione. Le sue opere furono
raccolte in una pubblicazione postuma, Scritti (1843) la cui
prefazione Ai giovani fu scritta da Mazzini.
Mor a Carrara (Massa Carrara) nel 1842.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori B : Boccaccio,
Giovanni (cenni biografici)
Decameron
La raccolta di novelle  stata quasi
certamente scritta fra il 1349 e il 1353, all'indomani cio della
terribile pestilenza che dal 1348 devast l'Europa. Come dice il titolo
grecizzante l'azione si svolge e si chiude nel giro di dieci giorni.
Dopo un "proemio" indirizzato alle "vaghe donne" che
per prova conoscano l'amore, la lunga introduzione alla prima giornata
d un quadro terrificante dell'atmosfera di orrore e di morte che
circonda Firenze in preda alla peste. Boccaccio immagina che sette
fanciulle e tre giovani uomini si rifugino in una villa dei vicini colli
per sfuggire al contagio e per trascorrere un po'di tempo allegramente
fra amabili conversari, banchetti e danze. Ogni giorno, tranne il
venerd e il sabato dedicati a pratiche religiose, i giovani si
radunano su un prato, per raccontare novelle, una per ciascuno; queste
si svolgono intorno a un tema prestabilito, proposto ogni volta dal re o
dalla regina eletti quotidianamente dalla compagnia. Dopo ciascun gruppo
di racconti trova posto una "conclusione" suggellata da una
ballata.
Elegia di Madonna Fiammetta
Si ringrazia il Prof. Giuseppe Bonghi e la
dei Classici Italiani per averci concesso il diritto di
pubblicazione.
Trattatello in laude di Dante
Boccaccio, primo biografo ed estimatore di
Dante, mescola alle lodi per il poeta notizie curiose sulla sua opera.
Se  abbastanza noto che Dante interruppe con l'esilio la
Commedia
dopo quando venne in possesso fortunosamente del manoscritto,  meno
noto quello che afferma Boccaccio sugli ultimi canti del Paradiso,
ignoti alla morte del poeta e ritrovati dal figlio a cui il padre in
sogno aveva svelato il nascondiglio.
Cenni
biografici
Giovanni
Boccaccio nacque nel 1313 (giugno o luglio) in Toscana (forse a Certaldo
o a Firenze: oggi non si ritiene pi attendibile la notizia di una sua
nascita a Parigi).
Era figlio "naturale" (nato cio al di fuori del
matrimonio) di un mercante, Boccaccio di Chellino, e di una donna di cui
non si sa il nome: ma venne riconosciuto e legittimato dal padre, e
visse in famiglia con pari diritti rispetto ai fratelli.
Dopo i primi studi a Firenze, nel 1327 venne mandato dal padre a
Napoli prima a far pratica mercantile, poi, vista la sua svogliata
applicazione a questa attivit, a studiare diritto canonico.
In quegli anni Giovanni studi i classici latini, e la letteratura
cortese francese e italiana, e scrisse le sue prime opere: Filocolo
(1336-38), Filostrato (1335), Teseida (1339-41), Caccia di Diana
anche presumibilmente relazioni amorose, che pi tardi esprime, secondo
un costume stilnovistico, nella figura di Fiammetta, identificata un
tempo con una Maria figlia naturale (anche lei!) di re Roberto d'Angi
e maritata nella casa dei conti d'Aquino: la consistenza storica di
questa donna  per oggi largamente messa in dubbio dagli studiosi.
Nel 1341 dovette tornare a Firenze dal padre il quale aveva
difficolt economiche a causa del fallimento della banca di Bardi.
Comporr nuove opere poetiche e narrative: Ninfale d'Ameto o Commedia
delle Ninfe fiorentine (1341-42), Elegia di madonna Fiammetta (1343-44),
Ninfale fiesolano (1344-46). Boccaccio frequenta le corti della Romagna
(Ravenna, Forl) in cerca di un impiego.
Nel 1348  di nuovo a Firenze, dove assiste alla peste e dopo la
morte del padre (1350?) vi rimase per amministrare lo scarso patrimonio.
Cominci a partecipare in vario modo alla vita pubblica e culturale
della sua citt, e gli furono affidati uffici e ambascerie. Nel
frattempo andava componendo quella che noi consideriamo la sua opera
maggiore, il Decameron, terminato nel 1351.
Negli ultimi anni si stringe il rapporto di amicizia con Francesco
Petrarca, il "glorioso maestro" che lo aveva persuaso a
dirigere la mente verso le cose eterne lasciando da parte il diletto di
quelle temporali.
clic sull'immagine per
un ingrandimento
Il Petrarca lo aiut a superare una crisi religiosa,
indirizzando l'attivit del Boccaccio verso la cultura letteraria
di tipo "umanistico": le opere tarde del Boccaccio saranno
in latino, e fra queste va citata la "Genealogia deorum
gentilium", un grande trattato di mitologia greco-romana, che
per due o tre secoli rimase il libro pi consultato su questo
argomento.
Negli stessi anni si dedica allo studio dell'opera di Dante, per
cui ebbe un vero e proprio culto: di questa attivit resta il
Trattatello in laude di Dante
commentava pubblicamente la "Divina" Commedia ( stato il
Boccaccio ad usare e ad imporre nell'uso questo aggettivo). Mor il
21 dicembre 1375.
Note biografiche a cura di Mirko Locatelli
(kaneda,computech.it) e
Roberto Gagliardi (jaufre,mbox.vol.it)
autori B : Boiardo,
Matteo Maria (cenni biografici)
Orlando Innamorato
Cenni
biografici
Nato
a Scandiano (Reggio Emilia) nel 1441 da Giovanni e Lucia Strozzi,
sorella dell'umanista Tito Vespasiano, Boiardo trascorse l'infanzia
e la giovinezza a Ferrara, dove si inser nella cerchia di letterati e
artisti che gravitavano intorno alla corte estense.
Consigliere e uomo di fiducia del duca Ercole d'Este, grande
estimatore di ogni forma d'arte e mecenate, cur la traduzione di
numerose opere classiche dedicandosi contemporaneamente alla lirica
volgare. I numerosi sonetti e ballate dedicati secondo l'uso del tempo
ad una gentildonna, la reggiana Antonia Caprara, vennero in seguito
raccolti nei tre Amorum libri, di chiaro influsso petrarchesco.
All'interno della sua produzione vanno ricordati inoltre otto Epigrammata
latini, una commedia e numerose Epistole, quasi tutte in
volgare.
All'inizio degli anni Settanta del secolo, al seguito di Borso e
poi di Sigismondo d'Este, Boiardo comp viaggi a Roma e a Napoli; fu
proprio in questi anni che cominci ad elaborare l'idea di un poema
cavalleresco che trattasse le storie dei paladini di Carlo Magno, tema
particolarmente apprezzato nella cerchia estense. All'interno dell'opera
Boiardo inser un motivo encomiastico, includendo il capostipite degli
Este, Ruggero, tra i personaggi per assecondare uno degli elementi
tipici dell'epica cavalleresca.
Il poema in due libri dal titolo Orlando Innamorato o meglio Inamoramento
de Orlando era terminato nel 1483 e venne dato alle stampe sia a
Reggio che, qualche anno pi tardi, a Venezia; purtroppo non 
pervenuta alcuna copia della prima edizione. Ai primi due libri ne
segu un terzo di soli nove canti; Boiardo sempre pi pressato dai
doveri politici non ebbe infatti il tempo di completarlo. L'opera ebbe
un buon successo di pubblico a giudicare dalle numerose ristampe che si
susseguirono fino al 1544 e dalla diffusione di alcuni rifacimenti che
circolarono ampiamente in area italiana. Non mancarono anche un buon
numero di continuazioni del poema, la pi famosa delle quali resta senz'altro
l'Orlando furioso di Ludovico Ariosto.
Boiardo mor a Reggio Emilia nel 1494.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori B : Boito,
Camillo (cenni biografici)
Senso
Si tratta di un racconto pubblicato a
Milano nel 1883, facente parte della raccolta intitolata appunto Senso,
nuove storielle vane. La vicenda si svolge a Venezia durante l'occupazione
austriaca e ne  protagonista una patriota e nobildonna veneziana,
Livia Serpieri, costretta a rinnegare tutti gli ideali di indipendenza
(fino al tradimento dei suoi compagni pi cari e della stessa causa
veneziana) per amore di un giovane ufficiale austriaco. Il racconto 
considerato l'opera pi significativa di Camillo Boito e da esso
Luchino Visconti trasse il film omonimo del 1954, nel quale Livia venne
mirabilmente incarnata dall'attrice Alida Valli.
maestro di setticlavio (Il). Novelle veneziane
Cenni
biografici
Camillo Boito, fratello maggiore di Arrigo, nacque a Roma nel 1836,
da madre polacca e padre veneto.
Dopo essersi recato in Germania ed in Polonia per motivi di studio,
si dedic all'architettura prima a Padova e poi a Venezia, sotto la
guida dell'architetto Selvatico. Nel '56 si stabil in Toscana e nel
'59, in seguito ad alcuni sospetti che il governo granducale nutriva nei
suoi confronti, lasci la Toscana per Milano, dove nell'anno successivo
ottenne una cattedra presso l'Accademia delle Belle Arti di Brera.
Proprio in questo periodo acquist fama di architetto ardito ed
innovatore, una fama che in un primo momento surclass quella di
scrittore e di critico, anche se la situazione si sarebbe dovuta
rovesciare qualche anno dopo: proprio per questo motivo lo stesso Arrigo
tent di non rendere troppo nota l'attivit narrativa e di critico del
fratello per non nuocere alla sua carriera di architetto. Del 1862  il
suo matrimonio con la cugina Celestina, dalla quale si separ poco
tempo dopo.
Nel 1876 mand alle stampe la raccolta di novelle Storielle vane
e nel 1883 Senso e altre storielle vane (o Senso, nuove storielle
vane) che costituiscono forse il punto pi alto della sua letteratura e
che risentono profondamente dei contatti con la Scapigliatura (della
quale fece parte il fratello Arrigo), anche se da quest'ultima Camillo
Boito si differenzi per una maggiore tensione verso il razionale e per
un minore interesse nei confronti degli eccessi stilistici e delle
rivolte sociali. Nel 1887 convol a nuove nozze con la contessa
Madonnina Malaspina.
Mor a Milano nel 1914.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori B : Brera,
Gianni
Mille e non pi mille
Si ringrazia il Sig. Paolo Brera per
averci concesso il diritto di pubblicazione.
In allegato al testo l'introduzione "Il teatro e Gianni Brera"
di Paolo Brera.
Tutte le informazioni sulla vita, le opere e altre iniziative culturali
e sportive atte a tramandare la memoria e la figura di Gianni Brera,
autori B : Bronzino, Angiolo
(alias Agnolo di Cosimo)
salterelli dell'Abbrucia sopra i Mattaccini di
Ser Fedocco; con l'Aggiunta di Fra Stoppino (I)
autori B : Bruni,
Leonardo (cenni biografici)
Della vita studi e costumi di Dante
Cenni
biografici
Non si conosce con esattezza la data di nascita di Leonardo Bruni
(Arezzo, 1370 ca); la sua famiglia era originaria di Arezzo ma si
trasfer a Firenze quando Leonardo era molto giovane, probabilmente per
le disavventure politiche del padre Francesco.
A Firenze, Leonardo
intraprese studi di retorica e diritto; divenne in breve un
raffinatissimo umanista e strinse amicizia con Niccol Niccoli, Poggio
Bracciolini e Palla Strozzi, suoi coetanei, frequentando anche maestri
come Coluccio Salutati e Emanuele Crisolora.  Dal 1405 intraprese  la  carriera
politica a roma, al servizio di
innocenzo VII. Nel 1411 partecip al Concilio di Costanza al seguito
dell'antipapa Giovanni XXIII e dal 1415 si stabil definitivamente
a Firenze, ricoprendo la carica di Cancelliere della Repubblica dal 1427
alla morte.
Personalit di grande cultura, Bruni fu uno dei pi insigni
scrittori in latino del suo tempo e si impegn in pregevoli traduzioni
dal greco (Platone e Aristotele). Tra le sue numerose opere spicca la Historiae
florentini populi in 12 libri, in cui il metodo storiografico
adottato si basa sul confronto dei documenti, allontanando ogni
interpretazione provvidenzialistica della storia. In volgare scrisse una
Vita di Dante e una Vita di Petrarca (entrambi 1434),
alcune rime e novelle.
Mor a Firenze nel 1444; la commemorazione funebre fu affidata a
Giannozzo Manetti e il corpo fu sepolto in Santa Croce.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori B : Buia,
Elena (cenni biografici)
Verso casa : viaggio nella narrativa di Pier
Vittorio Tondelli
In questo saggio critico su Pier Vittorio
Tondelli, l'autrice individua un percorso sotterraneo che accomuna la
produzione giovanile di Tondelli ("Altri libertini" e "Pao
Pao") all'ultimo lirico e meditativo "Camere separate".
L'immagine di un Tondelli libertino e disimpegnato, restituita da gran
parte della critica, viene attenuata in favore di una lettura
estremamente partecipata, attenta a cogliere complessit non
immediatamente evidenti. L'opera  divisa in quattro capitoli che
individuano i quattro nuclei pi visibili e contraddittori della
narrativa di Tondelli: il corpo, il collettivo giovanile, il viaggio e
la scrittura. Il libro descrive dunque la contraddizione presente nella
poetica di Pier Vittorio Tondelli: da un lato il tentativo spasmodico di
farsi bastare la realt, dall'altro l'ansia sotterranea di qualcosa che
non ha nome...
Si ringrazia l'autore e la casa editrice Fernandel,
per averci fornito il testo e concesso il diritto di pubblicazione.
Cenni
biografici
Elena Buia, nata nel 1971, vive e lavora a Roma, collaborando ai
programmi radiofonici di Radio Tre. Nel 1999 ha vinto ex-aequo il Premio
Tesi di Laurea organizzato dal Centro di documentazione "Pier
Vittorio Tondelli" del comune di Correggio.
Note biografiche estratte da Verso
casa
autori B : Buonarroti,
Michelangelo (cenni biografici)
Rime
Cenni
biografici
Michelangelo
Buonarroti Simoni, pittore, scultore, architetto e poeta (1475-1564).
Nato da genitori fiorentini, a 13 anni fu a Firenze nella bottega del
Ghirlandaio, poi nella scuola di S. Marco con Bertoldo, l'allievo di
Donatello. Prima dei vent'anni speriment nel marmo ogni tecnica antica
e contemporanea. In due opere giovanili, la "Madonna della
Scala" e la "Lotta dei Centauri coi Lapiti" (Galleria
Buonarroti, Firenze), manifest gi i caratteri del suo stile: il
creare nel marmo -per via di levare-, il concepire in grande, il
contrapporre a masse in ombra altre in vivida luce.
Dopo aver visto opere di J. della Quercia a Bologna, scolpisce a
Roma, nel 1497, la "Piet". Con il "David", il
tondo del Bargello e il "S. Matteo" (1504), di cui -il non
finito- accresce la suggestivit, termina il periodo giovanile. A 30
anni Giulio II lo incaric del suo Mausoleo in S. Pietro. Quest'opera,
che gli era carissima e che mai ebbe modo di realizzare, costitu un
motivo di tormento per tutta la vita di Michelangelo.
I contrasti con i Della Rovere ebbero termine soltanto con Paolo III,
quando si colloc la tomba in S. Pietro in Vincoli, con una sola statua
realizzata dall'artista: il "Mos". Gli "Schiavi",
le cariatidi realizzate per il Mausoleo, sono ora al Louvre e a Firenze.
Riconciliatosi con Papa Giulio, a Michelangelo, che poco aveva operato
nella pittura ("Madonna Doni", cartoni per la Battaglia di
Cascina) fu richiesto di dipingere in affresco la volta della Cappella
Sistina. Si accinse all'opera di mala voglia, e in 4 anni (1508-12)
realizz questo capolavoro composto da 9 riquadri (dal "Caos"
alla "Creazione dell'uomo", dal "Peccato" al
Diluvio
tra le 12 nicchie monumentali, con le figure dei Profeti e delle
Sibille, dei Pargoli e degli Ignudi.
Dopo questa grande fatica, un insieme di eventi (la tomba di Giulio,
mai fatta; la facciata di S. Lorenzo in Firenze, mai posta in opera,
l'incomprensione di Leone X, le mura apprestate per la difesa di
Firenze, rese vane dal tradimento) incup l'animo dell'artista. Ne sono
visibili testimonianze le statue de "L'Aurora" e del
Crepuscolo
Notte
Medici. Tali statue, risolte nell'architettura della Sacrestia Nuova di
S. Lorenzo da M. stesso attuata per volere di Clemente VII, mostrano
l'apice raggiunto nella espressione plastica, e la sfiducia nell'umano
operare.
Fin con lo scolpire soltanto per s. Le tre "Piet",
quella di Palestrina (Palazzo Strozzi, Firenze), di Firenze (Duomo) e
Rondanini (Milano, Castello), realizzate per la sua tomba, nel silenzio
della casa a Macel de'Corvi presso la colonna Traiana, quelle
Piet
sino a poco prima di morire, dimostrano quanto la sua scultura maturasse
e cambiasse insieme a lui, con gli eventi della vita, con il passare
degli anni. Solo nella "Madonna dei Medici" il reclinarsi e il
risolversi di ogni atto della mesta Madre per la vita del Pargolo, di un
gagliardo freschissimo modellato, ci riporta alla speranza.
Nel 1534, esule volontario dalla patria asservita, Michelangelo si
stabilisce a Roma e vi rimane fino alla morte (1564). Nell'
Epistolario
ma quello che fa e dice  un preludio all'arte del domani, in una
essenzialit romantica che ritroviamo nelle fabbriche del Borromini,
nelle sculture di A. Rodin e, prosegue quella pittoricit plastica di
cui si sostanziano il cielo e il suolo di Roma, dalle Fondamenta alla
Cupola di S. Pietro, dal cornicione del Palazzo Farnese alla Piazza del
Campidoglio, da S. Maria degli Angeli a Porta Pia.
Il Maderno, il Bernini e particolarmente il Borromini s'ispireranno
alla sua opera per legarvi il meglio del barocco. Anche nella poesia,
quando l'istinto lo libera di forza dal petrarchismo, il suo verso si fa
di plastico vigore, si sostanzia di sillabe che dicono oltre il cantato
e il disporre metrico. Oggi si parla di Michelangelo come del maggior
poeta lirico del Cinquecento. Si spense a 89 anni, all'Avemaria del 18
febbraio 1564. Un mese dopo, la salma, rapita dai concittadini, come
avveniva nel Medioevo per le reliquie dei santi, entrava a Firenze e con
solenni esequie la si poneva in Santa Croce.
I recenti restauri della volta della Sistina (1989-91) e del
Giudizio Universale
inaspettati elementi che hanno posto in una luce totalmente diversa la
pittura michelangiolesca. Se la plasticit dei corpi, cos simili a
figure scolpite pi che dipinte,  stata ulteriormente evidenziata
dall'opera di pulitura, la rimozione dello strato secolare che ricopriva
l'affresco, (polvere, condensazione del fumo delle candele, e,
soprattutto, le diverse mani di colla che sono state stese nel tempo per
ravvivare i colori ma che, col tempo, hanno ottenuto solo il risultato
di formare una patina scura sull'opera), ha rivelato una luminosit ed
un cromatismo inaspettati e del tutto differenti da quelli da sempre
attribuiti al maestro fiorentino.
Il tripudio di colori acidi e chiari, la drastica rimozione delle
ombre, hanno infatti avvicinato la pittura di M. a quella manierista,
facendo cos dell'artista, a dispetto della tradizione, il primo di
quei pittori -di maniera- che, negli anni immediatamente successivi,
avrebbero dato vita al fenomeno del Manierismo.
Note biografiche a cura di Raffaele
Castagno
autori B : Buschi,
Alessandra
Se fossi Vera
Tre racconti lunghi, tre donne e le loro
vite. Tre storie che narrano dell'universo femminile, andando a
raccontare con ironia e infinita delicatezza l'intimit di personaggi
inusuali per la nostra narrativa, ma cos veri e frequenti nella vita
di tutti i giorni; una ragazza ritardata che racconta di se stessa; una
donna sola che sceglie di fare la contadina per occuparsi meglio dei
suoi quattro figli; una trentenne e la sua storia con un ragazzo pi
giovane di quasi dieci anni. La scrittura lieve della Buschi, una voce
che si inserisce con originalit nella "letteratura giovane"
degli anni '80 e '90, si fa strumento ideale per un'introspezione
profonda di personaggi credibili.
Si ringrazia l'autore e la casa editrice Fernandel,
per averci fornito il testo e concesso il diritto di pubblicazione.

autori C : Calvo, Marco
(cenni biografici)
Internet
2000, Manuale per l'uso della rete (di
Calvo Marco, Ciotti Fabio, Roncaglia Gino, Zela Marco)
Da una recensione del Corriere della
Sera: "oltre 650 pagine per sapere tutto sulla nascita e
l'evoluzione del Web. Browser, motori di ricerca, scaricamento di file,
invio della posta elettronica, come crearsi una pagina Internet, quali
strumenti e trucchi per 'surfare'in modo pi veloce e razionale".
Nota:
per novit, aggiornamenti, ecc. fare riferimento al sito
Internet
'96, Manuale per l'uso della rete (di
Calvo Marco, Ciotti Fabio, Roncaglia Gino, Zela Marco)
Il manuale su Internet pi venduto in
Italia nel 1996. L'edizione elettronica ospita anche gli aggiornamenti e
dopo la distribuzione in libreria. L'edizione '96  ancora oggi utile
perch dedica ampio spazio a servizi come il gopher, archie, ecc.
Internet
'97, Manuale per l'uso della rete (di
Calvo Marco, Ciotti Fabio, Roncaglia Gino, Zela Marco)
Internet '97
l'impostazione di "Internet '96", puntando in particolar modo
sulla chiarezza e sulla completezza (l'edizione cartacea conta oltre 500
pagine).
Internet
'98, Manuale per l'uso della rete (di
Calvo Marco, Ciotti Fabio, Roncaglia Gino, Zela Marco)
L'edizione
1998 del manuale Laterza ha avuto una diffusione molto ampia (pi del
doppio rispetto alle precedenti edizioni). A conferma che testo
elettronico e testo a stampa non sono concorrenti. Si ringraziano gli
Autori e la Casa editrice per aver autorizzato la distribuzione
gratuita.
Cenni
biografici
(Napoli, 1967), presidente dell'associazione culturale Liber
italiana di testi elettronici raggiungibile via Internet. Attivo da
molti anni nel mondo della telematica: ha collaborato allo sviluppo e
alla gestione di MC-link, uno dei
principali Internet provider italiani, ed ha curato alcune rubriche per
la rivista di informatica MCmicrocomputer,
S.r.l. specializzata in corsi di formazione e progettazione di siti
Internet. E'consulente e docente nel campo delle telecomunicazioni.
Il suo recapito e-mail: calvo,e-text.it.
La sua home page.
Note biografiche estratte da
Internet '98, Manuale per l'uso della rete - ed. Laterza.
autori C : Campanella, Tommaso
(cenni biografici)
Citt del Sole (La)
Campanella vagheggiava una grande riforma
politico-spirituale che sanasse la frattura luterana e ricostruisse
l'impegno universale della Chiesa. Modello della "renovazion del
secolo", la Citt del sole si ispira alle analoghe utopie
politiche di Platone e di Tommaso Moro. I solari vivono in una
repubblica "naturale" retta da un re-sacerdote (il
Metafisico
rispettivamente potenza, sapienza e amore, che simboleggiano le tre
primalit dell'essere teorizzate nella "Metaphysica". La
concezione campanelliana della politica, fondata su una visione
etico-religiosa e cosmico-magica, cio insieme naturalistica e
astrologica, si oppone decisamente al machiavellismo e ai teorici della
ragion di stato rivelando quell'intreccio di nuovo e antico che
caratterizza l'intera tutta la sua opera.
Cenni
biografici
Nato
a Stilo, in Calabria, nel 1568, Tommaso Campanella entr nell'ordine
dei domenicani quando era ancora molto giovane, ma, a causa delle sue
idee in fatto di religione, si ritrov ben presto nel mirino degli
inquisitori, dai quali fu accusato di eresia e rinchiuso in carcere a
Roma, nello stesso periodo di Giordano Bruno.
Nel 1599 torn in Calabria, dove tent di organizzare
un'insurrezione contro il dominio spagnolo e di gettare le basi per una
profonda riforma religiosa.
Anche in questa occasione fu arrestato e condannato, ma riusc a
salvarsi dalle torture fingendosi pazzo. Il suo presunto stato mentale
non pot, per evitargli il carcere: rimase rinchiuso per 27 anni,
durante i quali trov la forza per continuare a scrivere, specialmente
di filosofia. Fu proprio durante la prigionia che compose un'opera
dedicata a Galileo, del quale apprezzava incondizionatamente (e
pericolosamente) il lavoro ed il pensiero.
Nel 1626 riacquist una parziale libert: usc dal carcere ma
rimase a Roma, sotto il controllo del Sant'Uffizio. Grazie alla
benevolenza di papa Urbano VIII, anche questo vincolo venne in seguito
eliminato ma, nel 1633, Campanella venne nuovamente accusato di eresia e
di propaganda antispagnola, cos, prima che la situazione precipitasse,
decise di rifugiarsi a Parigi, sotto la protezione di Richelieu, e di
dedicarsi alla pubblicazione dei suoi scritti.
Mor nella capitale francese nel 1639. Insieme con Giordano Bruno e
Bernardino Telesio, Tommaso Campanella fu uno dei principali
anticipatori di alcuni importanti argomenti della filosofia moderna e il
suo pensiero testimoni di questo passaggio tra Medioevo e modernit
oscillando tra la trascendenza tradizionale del cattolicesimo e
l'immanentismo del naturalismo rinascimentale.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori C : Cantalupo,
Piero
trattatello medioevale salernitano
sull'alimentazione: il De flore dietarum (Un)
autori C : Capponi,
Gino
Storia di Pietro Leopoldo
La Storia di Pietro Leopoldo  una delle opere minori di Gino
Capponi,   scrittore   e  uomo  politico,  uno  dei  principali  esponenti  del
cattolicesimo liberale in Toscana nella prima met dell'ottocento.
Fu iniziata probabilmente intorno al 1823,  e  mai  terminata  dall'autore.  Fu
pubblicata postuma nel 1877. Ne restano il primo
capitolo  (che analizza in modo sintetico le origini e le caratteristiche delle
monarchie assolute d'Europa) e pochi altri
frammenti. L'interesse per Pietro Leopoldo (il cui governo nella Toscana del
settecento fu uno dei pi significativi esempi di dispotismo illuminato) si  pu
ricollegare all'atteggiamento
riformatore di Capponi e degli altri liberali toscani con cui era in contatto."
autori C : Capuana,
Luigi (cenni biografici)
C'era una volta... Fiabe
Giacinta
Dedicato a Emle Zola e pubblicato a
Milano nel 1879, il romanzo si ispira ad un fatto realmente accaduto e
la sua ideazione risale al 1875. La vicenda, ruotante intorno alla
figura di Giacinta - una ragazza cresciuta nella assoluta mancanza di
affetti, vittima di una violenza carnale quando era ancora molto piccola
ed in seguito, gi sposata con un tarato, amante pubblica del giovane
del quale  innamorata - suscit indignazione nella critica, che
accus il Capuana di immoralit. Ci nonostante (o forse proprio per
questo), la prima tiratura del romanzo fu esaurita in pochi mesi e le
successive 2^ e 3^ edizione, rielaborate stilisticamente dall'autore,
furono oggetto di giudizi pi moderati e favorevoli.
raccontafiabe (Il)
Seguito al "C'era una volta..."
Scurpiddu
Cenni
biografici
Luigi
Capuana nacque nel 1839 a Mineo, in Sicilia.
Studente di Legge a Catania dal 1857, cominci ben presto ad
interessarsi alla letteratura e in special modo alla poesia popolare,
seguendo la sensibilit romantica, allora dominante. Nel '63 torn a
Mineo, dove compose dei drammi, sempre d'ispirazione romantica, poi
rappresentati da una compagnia d'attori filodrammatici.
L'anno seguente si stabil a Firenze che, in quanto capitale d'Italia,
accoglieva l'lite culturale del paese: qui il Capuana conobbe il
Prati, l'Aleardi e cominci ad interessarsi all'opera di Balzac e
di altri romanzieri francesi.
Proprio a Firenze inizi la carriera di critico scrivendo recensioni
teatrali per La Nazione, grazie alle quali si fece notare per
l'acutezza e la spregiudicatezza dei giudizi. Fu in questo periodo,
inoltre, che s'avvicin al pensiero di Hegel e studi le opere del De
Sanctis, cominciando cos a definire quelle che in seguito sarebbero
state le basi teoriche del Verismo. Tornato a Mineo nel 1869 in qualit
di ispettore scolastico, ne divenne sindaco e vi intrecci una
relazione con una popolana, dalla quale ebbe dei figli in seguito
abbandonati.
Nel '77 si trasfer a Milano e qui, nel '79, diede alle stampe il
primo romanzo verista, Giacinta, che all'uscita scaten una
ridda di polemiche e di attacchi di ordine sia morale, sia stilistico.
Molto successo ebbero invece le varie raccolte di fiabe per bambini,
nelle quali trovava posto il suo vivissimo interesse per il folklore,
incoraggiato anche dall'incontro col grande demologo Pitr, pi volte
introdotto nei racconti sotto le spoglie del Mago Tre Pi.
Nell'80-82 uscirono i suoi Studi sulla letteratura contemporanea e,
all'incirca nello stesso periodo, mise in atto, nel romanzo Scurpiddu,
il criterio verista dell'attenta descrizione psicologica dei personaggi
in relazione all'ambiente.
Nell'85, a Milano, usc la seconda edizione di Giacinta e la
sua fama di teorico e critico cominci ad allargarsi tanto che, nel
1902, gli fu assegnata la cattedra di lessicografia e di stilistica
all'Universit di Catania. Di questi anni sono i volumi di critica Per
l'arte, Libri e teatro, Gli ismi contemporanei e i romanzi Profumo,
La sfinge, Il marchese di Roccaverdina.
Mor nel 1915.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori C : Carducci,
Giosue (cenni biografici)
Odi barbare
Composta tra il 1877 e il 1887, questa
raccolta di poesie, non aliena dai temi di Rime Nuove, vuole
riaffermare, anche tramite l'uso della metrica antica, un ideale di
composta classicit. "Barbare" queste odi raccolte in due
libri, perch, nonostante l'imitazione dei metri latini e greci,
sarebbero suonate agli orecchi degli antichi come estranee, 'barbare'
appunto.
Rime e ritmi
Per rispettare la volont dell'autore in
questo archivio  presente anche "Il parlamento", che
nell'edizione del 1901 venne collocato, come parte integrante, dopo
Rime e ritmi
di Legnano, "Il parlamento" doveva far parte di un poemetto
che voleva celebrare quel momento della storia italiana, e che si
sarebbe dovuto sviluppare in tre parti ("Il parlamento",
La battaglia
Carducci non riusc mai a terminare il poemetto, bench vi avesse
lavorato a pi riprese fino agli ultimi anni della sua vita.
Cenni
biografici
Le
prime esperienze letterarie di Giosue Carducci, nato nel 1835 a
Valdicastello nei pressi di Lucca, risalgono agli anni dei suoi studi
presso la Normale di Pisa, dove otterr il diploma in magistero nel
1856.
Si tratta del periodo dei famigerati "amici pedanti", un
gruppo di giovani che propone il ritorno al classicismo in opposizione
alla nouvelle vague romantica, egemone in quel periodo. E'proprio su
questa linea di recupero delle forme e dei modi della tradizione
letteraria italiana che avviene l'esordio poetico di Carducci, nel 1857,
col primo volume di Rime.
Allo stesso modo, negli anni successivi, difficili dal punto di vista
della sua situazione economica e affettiva (muoiono, a un anno di
distanza l'uno dall'altro, il padre e il fratello) sono dedicati dello
studio dei classici e della sperimentazione dall'interno del
classicismo. Il 1860  l'anno dell'unit d'Italia, e Terenzio Mamiani,
il primo ministro italiano della pubblica istruzione, gli affida la
cattedra di eloquenza dell'universit di Bologna, che terr fino al
1904.
E'il momento in cui, da una parte, incomincia ad impegnarsi
politicamente nell'estrema sinistra di allora, quella Mazziniana, e
dall'altra continua la sua ricerca poetica, fino a pubblicare il suo
secondo libro, Poesie, nel 1871. Da questo punto in poi comincia la
stagione del suo successo letterario, nonch il suo riflusso politico
che lo porter, proprio negli anni in cui la sinistra va al potere,
verso posizioni decisamente conservatrici e monarchiche.
Col suo libro successivo, le Odi barbare, del 1877, questa sua
trasformazione  oramai compiuta: si tratta di un libro di poesia
civile nel quale determinati momenti storici (Roma antica, i Comuni)
vengono proposti come modelli etici da ritrovare nella nuova Italia che
si sta formando. La posizione di Carducci-vate della monarchia e della
patria si rafforza sempre pi con gli anni. Nel 1878 con l'ode Alla
regina d'Italia, diventa anche il poeta ufficiale di casa Savoia, e fa
ancora peggio nel 1882 con l'articolo Eterno femminino regale.
Nello stesso anno pubblica Giambi ed epodi, ancora poesia di impegno
civile, ma questa volta pi di stampo satirico e polemico. Un relativo
cambiamento lo abbiamo con la sua raccolta successiva, Rime Nuove, del
1887. I toni accesi e oratori lasciano (in parte) il posto ad una
poetica pi intimista e riflessiva, che produce buona parte dei
classici che ritroveremo nelle antologie scolastiche del secolo
successivo: Pianto antico, Il bove, Idillio Maremmano, San Martino.
Nel 1890 esce l'ultima raccolta, Rime e ritmi, e nello stesso anno
viene nominato senatore del regno:  la definitiva consacrazione a
poeta ufficiale dell'Italia Umbertina. Il riconoscimento pi grande gli
arriver per nel 1906, col premio Nobel, un anno prima della sua
morte a Bologna.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori C : Carroll, Lewis (alias
Charles Lutwidge Dodgson) (cenni
biografici)
Alice nel paese delle meraviglie
Scritta su quaderno come Alice's
Adventures Underground, poi rivista e pubblicata nel 1865, questa
storia  l'elaborazione di un racconto estemporaneo che Dodgson
invent durante un pomeriggio in barca per intrattenere le tre figlie
di H. G. Liddell, coautore del dizionario Liddell-Scott di greco antico,
una delle quali si chiamava Alice. Nel racconto Alice, sognando di
inseguire un coniglio sotto terra, finisce per scoprire un mondo
popolato di personaggi assurdi. L'opera contiene alcune poesie
sperimentali. Ha goduto di un successo enorme ed e stata pi volte
tradotta.
Attraverso lo specchio
Titolo originale: Through the
Looking-Glass and What Alice Found There.
Questa opera del 1871 riprende l'eroina di Alice's Adventures in
Wonderland in un ulteriore viaggio di fantasia. Numerose edizioni
hanno posto i due libri in un unico cofanetto e hanno in comune i famosi
disegni di Sir John Tenniel, che probabilmente faranno parte di uno dei
primi testi illustrati rilasciati dal progetto Gutenberg. In questo
libro Alice, sempre curiosa e coraggiosa, attraversa uno specchio per
diventare una pedina in un assurdo giuoco di scacchi e incontra nuovi
personaggi come Tweedledee e Tweedledum.
Cenni
biografici
Charles
Lutwidge Dodgson (1832-98), matematico di professione e difensore di
come autore di Alice's Adventures in Wonderland a cui ha fatto
seguito Through the Looking-Glass and What Alice Found There
(traduzione italiana: Attraverso lo specchio).
Qualcuno ha attribuito il successo di questi libri per bambini al
fatto che non tentassero, come altre opere per bambini dell'epoca, di
insegnare una morale. Allo stesso tempo, l'umorismo e il gusto del
paradosso hanno reso questi testi interessanti anche agli adulti.
Ai due romanzi s'ispir il film di Walt Disney del 1951. Dodgson era
anche un pioniere della fotografia. La sua pi nota opera di matematica
s'intitola Euclid and His Modern Rivals e tra le opere di
poesia spicca The Hunting of the Snark.
Note biografiche a cura di Philip Grew.
autori C : Carubia,
Francesco
Autori classici greci in Sicilia
Un testo per chi conosce bene i classici e
per chi non sa, ma intuisce di perdere molto. Qui si trova il mondo di
oggi, e lo si vede nettamente: coi suoi politici, le mode, il sesso e
gli uomini che agiscono con mezzi leciti e no, plasmando la legge, o
perseguendo l'onest, lo sport e le esaltazioni, gli eccessi di ogni
genere e le grandi, immortali riflessioni sulla ingenuit delle genti.
Per gentile concessione dell'autore e della Edizioni Boemi - Prampolini.
autori C : Casadei,
Federica
italiano che
parliamo (L') (di Casadei Federica,
Fiorentino Giuliana, Samek-Lodovici Vieri)
Per gentile concessione della Fara Editore
autori C : Casanova,
Giacomo
duello (Il)
autori C : Castelvetro,
Giacomo
Brieve racconto di tutte le radici, di tutte
l'erbe e di tutti i frutti che crudi o cotti in italia si mangiano
Giacomo Castelvetro (1546-1616) scrisse il
Brieve racconto...
di sir Adam Newton. Usa una prosa colta per descrivere umili cose
quotidiane. Nella sua scrittura si ritrova un tono di rimpianto e di
nostalgia per la patria perduta e lontana da cui si allontan, esule.
Il ritmo  scandito dal succedersi delle stagioni.
autori C : Castiglione,
Baldassarre
libro del Cortegiano (Il)
Si ringrazia il Prof. Giuseppe Bonghi e la
pubblicazione.
Cenni
biografici
Baldassarre
Castiglione nacque a Casatico nel 1478 da una nobile famiglia,
imparentata con i Gonzaga.
Come per numerosi intellettuali di piccola e
media nobilt dell'epoca, la sua vicenda biografica fu scandita da
numerosi viaggi e missioni diplomatiche al servizio di alcune tra le
maggiori famiglie dell'Italia centro-settentrionale. Compiuta la sua
prima formazione a Milano, fu al servizio alternativamente dei Gonzaga,
signori di Mantova, dei Montefeltro signori di Urbino e dei Della
Rovere, partecipando, con incarichi diplomatici diversi, alle complicate
vicende che coinvolsero lo Stato Pontificio e gli stati dell'Italia
settentrionale a cavallo tra XV e XVI secolo.
Nel 1521 Castiglione abbracci la vita ecclesiastica e nel 1524 fu
nominato da Leone X nunzio apostolico a Madrid. I rapporti tra Spagna e
Chiesa purtroppo precipitarono rapidamente, giungendo ad una esplicita
contrapposizione tra Papa e Imperatore, che ebbe come devastante esito
il Sacco di Roma del 1527; Castiglione fu accusato di avere pesanti
responsabilit nella condotta diplomatica tra Spagna e Chiesa e rimase
in Spagna fino alla morte.
Negli ultimi anni di vita si dedic principalmente a completare e
rivedere la sua maggiore opera, Il Cortegiano. Il dialogo in
quattro libri, cominciato nel 1513-14, era diffuso e conosciuto prima
ancora che fosse dato alle stampe: la prima edizione risale al 1528, ad
opera di Aldo Manuzio e Andrea Asolo, stampatori a Venezia. L'opera
ebbe un'immediata e fortunatissima diffusione in tutta Europa: il Cortegiano
infatti, non  un semplice manuale di comportamento ad uso delle corti
quanto piuttosto una stilizzazione della societ cortigiana ideale a
cui l'aristocrazia rinascimentale tendeva ma che di rado poteva
realizzarsi nella tempesta delle vicende storico-politico che si
susseguirono rapidamente per tutto il Rinascimento.
Castiglione mor a Toledo nel 1529.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori C : Cattaneo,
Carlo
Psicologia delle menti associate
autori C : Cavalcanti,
Guido (cenni biografici)
Rime
Scarsissime sono le notizie riguardo alla
composizione di questa raccolta di poesie (circa 50, tra canzoni e
ballate), il cui tema principale consiste, in linea con gli stilnovisti,
nell'amore. Alcuni componimenti, come la canzone "Donna me
prega", rivelano per una concezione del sentimento d'amore
molto pi personale, dolorosa e sofferta rispetto agli altri
stilnovisti e presentano numerose tematiche maggiormente orientate verso
argomenti filosofici.
Cenni
biografici
Guido
Cavalcanti (qui raffigurato insieme a Dante Alighieri) nacque a Firenze,
forse nel 1255.
Suo padre, Cavalcante di Schiatta, era un guelfo ed uno dei pi
importanti magnati fiorentini. Nel 1267, in seguito alla relativa
pacificazione tra le fazioni politiche della citt, Cavalcante cerc
di suggellare questo stato di cose facendo fidanzare Guido con Bice,
figlia di Farinata degli Uberti, un tradizionale avversario politico.
Guido Cavalcanti fu sempre molto attivo all'interno delle vicende
politiche fiorentine: nel 1280 fu mallevadore guelfo nella pace del
cardinale Latini e dal 1284 al 1290 fece parte del Consiglio Generale
del Comune.
Fu un solido ed agguerrito guelfo di parte bianca ed ebbe un
altrettanto agguerrito avversario politico in Corso Donati, il quale
avrebbe addirittura tentato di ucciderlo durante un pellegrinaggio al
santuario di Santiago di Compostela.
Intorno allo scadere del secolo la situazione politica del Comune di
Firenze si fece sempre pi tesa ed invest l'esistenza di Cavalcanti:
il 24 giugno del 1300 fu bandito dalla citt in seguito alla decisione
presa dai priori (tra i quali il suo grande amico Dante).
L'esilio dur solo un mese e venne in seguito revocato, ma Guido
mor in quello stesso anno, il 29 agosto.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori C : Cavallotti,
Felice (cenni biografici)
Lettera agli onesti di tutti i partiti
La Lettera agli onesti di tutti i
partiti  fu pubblicata nel giugno del 1895 sul Secolo di Milano (in un apposito
supplemento) e sul
Don Chisciotte di Roma, nel pieno di un battaglia parlamentare  che  riguardava
episodi  di  corruzione  e concussione dei quali era accusato il primo ministro
Francesco
Crispi.   Il  clamore  suscitato  dall'intervento  di  Cavallotti   fu   grande
all'interno del Parlamento e nella societ intera. Questo non valse ad ottenere
le  dimissioni del Crispi, il quale rimase al potere ancora per un anno ed ebbe
cos modo di condurre lo stato italiano al disastro della battaglia di Adua.
Cenni
biografici
Felice
Cavallotti, poeta anticesareo, giornalista, storico, drammaturgo, ma
soprattutto uomo politico, nacque a Milano il 6 ottobre del 1842.
Inizi giovanissimo a scrivere poesie e, gi durante gli anni del
liceo, mosse i primi passi nel giornalismo, scrivendo articoli di
carattere patriottico sul giornale Il Momento. Non ancora
diciottenne, fugg di casa per prendere parte alla spedizione di
Giacomo Medici, che raggiunse Garibaldi in Sicilia.
Partecip alla battaglia di Milazzo e contemporaneamente svolse il
compito di corrispondente di guerra per la Gazzetta del Popolo della
Lombardia. Giunto a Napoli entr nella redazione dell'Indipendente
di cui era direttore Alessandro Dumas. Tornato a Milano intraprese
stabilmente la carriera di giornalista.
Nel 1867 inizi una collaborazione, che dur poi parecchi anni, con
il Gazzettino Rosa, giornale della Scapigliatura milanese, del
quale assunse, a pi riprese, la direzione. Sub alcuni arresti per
via delle idee espresse nei propri articoli. In quegli anni scrisse
anche volumi di poesie e di cronache e diverse opere per il teatro. Nel
1873 fu eletto per la prima volta deputato per l'Estrema Sinistra.
Divenne un punto di riferimento di tutte le battaglie per il progresso e
per la difesa dei ceti meno abbienti. La sua voce si alz nell'aula
di continuo, a denunciare soprusi e a chiedere cambiamenti.
Fu molto amato dal popolo e molto odiato dai conservatori e dalla
casa reale. Rimase in Parlamento fino al giorno della sua morte, eccetto
alcuni mesi del 1892, quando ne fu escluso con brogli talmente palesi
che provocarono l'annullamento delle elezioni in alcuni collegi. Venne
ucciso in duello il 6 marzo del 1898 dalla sciabola di Ferruccio Macola,
direttore della Gazzetta di Venezia, un tempo suo fervido
ammiratore, passato in seguito, ben remunerato, nelle file dei
conservatori.
La sua produzione letteraria  ingente, per brevit possiamo
ricordare:
Storia della insurrezione di Roma nel 1867 (1869);
I Pezzenti (1881);
Il romanzo del tutore (1893).
Note biografiche a cura di Emilio Bottale
autori C : Cellini,
Benvenuto (cenni biografici)
Vita (La)
Pubblicata per la prima volta a Napoli da Antonio Cocchi nel
1728, l'autobiografia di Benvenuto Cellini o Vita di Benvenuto di Maestro
Giovanni Cellini fiorentino, scritta, per lui medesimo, in Firenze fu
redatta inizialmente dallo stesso Cellini in un periodo di forzata inattivit
dovuta al poco favore di cui godeva presso il suo ultimo committente, il duca
Cosimo d Medici, ed in seguito venne dettata dall'autore ad un figlio
tredicenne di Michele di Goro.  La Vita, divisa in 2 libri  rispettivamente  di
128 e 113 brevi capitoli
(il  primo  libro  giunge  fino  al  1539,  il  secondo va dal 1540 al 1562), 
tutt'altro che
un'obiettiva autobiografia: al contrario, in essa il Cellini volle soprattutto
celebrare quell'esaltazione dell'individuo e delle sue virt che fu tipica
della societ rinascimentale e della maggior parte della letteratura biografica
dell'epoca.
Cenni
biografici
Nato
a Firenze il 3 novembre del 1500, Benvenuto Cellini inizi l'usuale
apprendistato presso diversi maestri orafi quando aveva appena 13 anni,
rivelando da subito originalit, inventiva ed una personalit
particolarmente rissosa. Furono proprio le intemperanze del suo
carattere che nel 1516 lo portarono al confino di 6 mesi a Siena e nel
1523, sempre a causa di una rissa, al definitivo (e forzato) abbandono
di Firenze per Roma.
A Roma riusc a frequentare le botteghe dei pi noti maestri orafi
della citt e, una volta in proprio, ad accattivarsi le simpatie di
papa Clemente VII, per il quale port a termine numerosi lavori. Nel
1527, l'anno del sacco di Roma, si vant di aver preso parte in maniera
attiva alla difesa della citt riuscendo ad uccidere il conestabile
Carlo di Borbone ed a ferire il principe d'Orange con un solo colpo di
archibugio. Ma il favore di cui godeva, specialmente presso la corte
papale, s'indebol sotto i colpi del suo mai sopito carattere iroso e
dell'ascesa al trono pontificio di Paolo III il quale, in seguito alle
calunnie degli avversari del Cellini ed all'accusa di essere l'autore di
2 omicidi che pendeva sul suo capo, nel 1538 lo fece arrestare e
rinchiudere a Castel Sant'Angelo.
Riuscito avventurosamente ad evadere, venne ripreso nel 1539 e
liberato definitivamente l'anno dopo per intercessione di Ippolito II d'Este.
Il Cellini decise cos di stabilirsi in Francia, presso la corte di
Francesco I, per il quale port a termine diverse opere, tra le quali
molte furono di scultura. Nel '45 fu di nuovo a Firenze, dove il duca
Cosimo I d Medici lo incaric di scolpire il Perseo, completato nel
1549.
Anche nella sua citt natale, per, il Cellini continu ad essere
perseguitato dalle malelingue e, non ulteriormente accettato alla corte
del duca, si ritrov a vivere in miseria gli ultimi suoi anni, durante
i quali scrisse i Trattati della oreficeria e della scultura (1565-'67)
e dett la Vita (1558-'66), in cui descriveva, in modo per la verit
non totalmente aderente ai fatti ma conforme a molte altri scritti
biografici dell'epoca, gli avvenimenti della sua esistenza fino al 1562.
Mor a Firenze il 13 febbraio 1571.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori C : Cena,
Giovanni (cenni biografici)
Ammonitori (Gli)
In Umbra
Cenni
biografici
Ecco quanto scrive di s lo stesso Giovanni Cena in una lettera da
lui inviata all'onorevole Luigi Federzoni:
Nacqui il 12 gennaio del '70. Mio padre era tessitore. C'era al
mio paese, Montanaro, un castello rovinato in cui abitavano alcune
famiglie. Noi avevamo due cameroni a pian terreno, senza finestre, che
avevano servito da prigione e tenevano ancora gli anelli alle pareti di
pietra sempre biancicanti di salnitro. L ho cullato due o tre fratelli
prima che avessi la forza di fare le spole, la quale occupazione mi
riempiva tutte le ore libere dalla scuola. Poi mio padre and a cercare
lavoro in Francia, ed ebbi due anni di libert, nei quali distrussi
molte tenere nidiate; ma la pagai cara gli anni seguenti.
A undici anni, un prete che presagiva di me grandi cose, incit mio
padre a mandarmi in un ospizio di Torino in cui la retta mensile non
superava le dieci lire, sorta di comunit conventuale ove scopavamo per
turno i dormitorii e rigovernavamo i piatti. Qui in un soppalco scovai
alcuni libri vecchi e secchi, fra cui: L'introduction  la vie dvote
di San Francesco di Sales e la Nouvelle Hloise che m'insegnarono il
francese e qualcos'altro. Facevo dei versi, ma i miei erano sempre
bocciati e lo meritavano. A sedici anni ottenni un posto gratuito al
Seminario d'Ivrea e vi studiai filosofia due anni; incominciavo il primo
di teologia, quando mi si sfratt a causa d'una biblioteca che si
scoperse sotto il mio materasso, Leopardi, Giusti, Carducci, ecc., e -
il pi mostruoso, mi dissero - una traduzione Le meraviglie del corpo
umano di non so pi chi, Virey, se non erro.
Allora andai a cercarmi un pane per non domandarne a mio padre, il
quale d'altronde non ne aveva a sufficienza per s e per i miei
fratelli, giacch, mentre io ero in collegio, a casa mia fratelli e
sorelle nascevano, morivano. Ne morirono tre, ma ne rimasero cinque. Poi
mor mia madre lasciando una bambina che agonizz per un anno ancora.
Come mi facessi un'istruzione accademica e prendessi diplomi,  cosa
che mi fa perdere spesso ogni calma a pensarci. E quando, pensandoci,
sento che potr perdonare, allora ho veramente il senso di essere un
vittorioso.
Non ricordo quando ho cominciato a leggere; certo prima che potessi
rendermene conto. Mia madre, che era di nascita superiore alla sua
condizione, e allora aveva me solo, mi fece venir su tra i libri di un
antenato prete. Io mi vedo bimbo, col ditino e con gli occhi spalancati
sopra i fregi fantastici e sopra certi mascheroni di alcuni libri
rilegati in cuoio e oro, probabilmente libri di santi... L'istinto
livresque  in me "infuso"; non ricordo di aver mai pensato
ad altra occupazione per il mio avvenire che alla letteratura.
Ed eccomi qui sano e salvo, non senza ammaccature, e letterato, di
che mi compiaccio. C' perfino chi m'invidia, e non manca chi mi
consiglia a benedire il felice ordine presente al quale devo se non
morii di fame. "Ringraziami che non ti ho strozzato", diceva
il lupo alla cicogna.
...Esse (le mie idee) germinano dalle cose narrate sopra. La sostanza
 negli "Ammonitori" e lo svolgimento sar in tutto quello
che andr pubblicando in seguito. Le raccomando alla simpatia di tutta
la giovent italiana. Io d ragione a Lombroso. Io sento profondamente
che soltanto lo sfogo della letteratura e la fede nel suo potere di
liberazione e di elevazione mi hanno salvato dal diventare un Ravachol..."
La lettera  riportata nel volume
Candidati all'immortalit
Nel 1928 vengono stampate in cinque volumi le opere complete di
Giovanni Cena. I curatori (Leonardo Bistolfi, Annibale Pastore ed
Eugenia Balegno) tracciano un rapido resoconto dei suoi ultimi anni di
vita:
Dal 1904 al 1917, mentre continua ad esercitare con rara
probit e nobilt d'intenti l'ufficio, assunto fin dal 1902, di
Redattore-Capo della Nuova Antologia, coerente agli ideali banditi
nell'arte, prodiga tutte le ore libere nell'iniziare e condurre a sicuro
sviluppo la mirabile opera di redenzione dell'Agro Romano e delle Paludi
Pontine dall'ignoranza e dalla superstizione, fondandovi coll'aiuto di
pochi generosi prima, del Governo e di altri Enti pubblici poi, ben
settanta scuole per fanciulli ed adulti; accorre sempre ed ovunque lo
chiamino fratelli doloranti, nei luoghi colpiti da disastri tellurici
per invocare soccorsi adeguati, sulla duplice fronte del Trentino e
dell'Isonzo a veder come vi si vive e come vi si muore per testimoniarlo
a contemporanei ed a posteri.
Colpito da polmonite mentre organizza l'assistenza ai profughi Serbi,
soccombe il 7 dicembre 1917, assistito da pochi devoti amici, in quella
solitaria quasi aerea sua dimora di San Filippo ai Parioli, davanti a
cui teorie di pini italici si profilano quasi note musicali nei cielo di
Roma."
Note biografiche a cura di Gigi Zazzera
autori C : Cervantes
Saavedra, Miguel de (cenni biografici)
Don Chisciotte della Mancia
Don Chisciotte viene
universalmente considerato il primo romanzo moderno. Una satira
brillante che racconta le avventure - e le disavventure - di don
Chisciotte, anziano gentiluomo di campagna, e Sancio Pancia, contadino e
scudiero.
Il capolavoro di Cervantes ha riscosso un successo enorme,  stato
tradotto in tutte le lingue moderne ed  stato stampato in centinaia di
edizioni diverse. Dal Don Chisciotte sono stati tratti film,
poemi sinfonici, opere teatrali e, recentemente, anche CDROM e siti
Internet. Note:
il titolo completo dell'opera, secondo la critica recente, deve
essere tradotto La storia di don Chisciotte della Mancha;
l'edizione in HTML  arricchita da bellissime illustrazioni di
Gustav Dor;
 disponibile una presentazione
del libro, animata con Macromedia Flash 3.
Cenni
biografici
La vita di Miguel de Cervantes  estremamente ricca di avvenimenti,
viaggi e avventure non sempre a lieto fine. Nacque nel 1547 a Alcala
de Henares, quarto di sette figli di un
modesto chirurgo, e trascorse l'infanzia tra Valladolid, Salamanca,
Siviglia e Madrid. Non si hanno molte notizie sulla sua educazione; nel
1569 era in Italia al seguito di Giulio Acquaviva, probabilmente per
sfuggire alla cattura dopo aver ferito un uomo. In Italia si arruol
come militare partecipando tra l'altro alla battaglia di Lepanto
(1571), durante la quale fu ferito piuttosto gravemente perdendo l'uso
della mano sinistra.
In seguito partecip alla battaglia di Navarino (1572) e alla presa
di Biserta e Tunisi (1573). Nel 1575, durante una traversata che lo
avrebbe riportato in Spagna, la sua nave fu assalita dai pirati e
Cervantes fu fatto schiavo e portato ad Algeri; durante i cinque anni di
schiavit prov a fuggire ben quattro volte. Nel 1580 fu finalmente
riscattato e raggiunse il Portogallo mettendosi a servizio di Filippo II.
Fino al 1600 abit a Siviglia, impiegato come commissario per la
fornitura di viveri all'Invincibile Armada; nel 1602 fu di nuovo in
carcere, coinvolto nel fallimento di un banchiere. Probabilmente durante
questo periodo di prigionia cominci ad avere l'idea di scrivere il Don
Chisciotte, la sua opera pi importante.
Uscito di prigione si stabil a Valladolid ma anche qui ebbe
problemi con la giustizia: fu sospettato infatti di aver ucciso un
nobile e torn in prigione per breve tempo. Nell'ultimo periodo della
sua vita si impieg presso Filippo III, seguendo la sua corte a Madrid.
Qui si dedic alacremente alla letteratura, scrivendo la maggior parte
della sua vasta opera. Mor nel 1616 a Madrid.
Dopo l'esordio con la novella Galatea (1585), Cervantes
pubblic nel 1605 la prima parte del romanzo Il fantastico cavaliere
don Chisciotte della Mancia, noto in Italia con il titolo pi breve
di Don Chisciotte. Tra il 1605 e il 1615, data della
pubblicazione della seconda parte del romanzo, scrisse le dodici Novelle
esemplari (1613), il poema Il viaggio nel Parnaso (1614) e i
testi teatrali Otto commedie e otto intermezzi (1615). La novella
I travagli di Persiles e Sigismonda, pubblicata postuma,  l'ultima
opera scritta da Cervantes.
Trovatosi a vivere la complicata fase di passaggio tra 500 e 600,
Cervantes  uno degli scrittori europei che meglio coglie la crisi del
mondo cavalleresco rinascimentale e che da voce alle incipienti
inquietudini barocche. Il Don Chisciotte si pone infatti come
parodia  del  genere  epico-cavalleresco,  che  aveva   costituito   la   forma
d'espressione
pi rappresentativa del Rinascimento. Le strampalate avventure del
paladino idealista Don Chisciotte e del suo prosaico scudiero Sancho,
traggono spunto sicuramente dalle esperienze biografiche dell'autore,
che era stato un militare per lungo tempo, per incarnare la crisi dei
valori cinquecenteschi in quello che  stato definito come il primo romanzo
moderno.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori C : Cesarotti,
Melchiorre (cenni biografici)
Poesie di Ossian
Il testo, attribuito dall'editore a
Melchiorre Cesarotti,  in realt in massima parte opera di James
Macpherson. Melchiorre Cesarotti ha tradotto l'opera originale (Works
of Ossian) in italiano nel 1763.
Cenni
biografici
Proveniente da una nobile famiglia padovana, Melchiorre Cesarotti
nacque a Padova nel 1730. Diventato sacerdote si dedic all'insegnamento
del greco e dell'ebraico sia presso il Seminario di Padova che presso
famiglie nobili a Venezia, coltivando una vastissima attivit
pubblicistica che egli stesso raccolse in 40 volumi, editi tra il 1800 e
il 1813.
I suoi interessi si divisero principalmente tra la traduzione di
classici dal greco (Iliade, 1786-94) e la stesura di pamphlet di
argomento politico ed estetico. Tra i titoli che ebbero maggior successo
ricordiamo: Sopra il diletto della tragedia (1762), Sopra l'origine
e i progressi dell'arte poetica (1762), Il patriottismo
illuminato (1797), Saggio sulla filosofia delle lingue e Saggio
sulla filosofia del gusto (1785).
L'opera di maggior rilievo letterario  senza dubbio la traduzione
dei Canti di Ossian, pubblicata in due volumi nel 1763 e in
quattro volumi tra il 1772 e il 1801. La raccolta originale, Fragment
of Ancient Poetry, attribuita al mitico bardo Ossian (III d.C.) in
realt era un falso ad opera del poeta scozzese Macpherson, che
spacci per traduzione dal gaelico ci che in realt erano sue poesie
composte negli anni '60 del secolo. Il clima poetico dei Canti,
incline ad un gusto sentimentale nuovo, barbarico e aggraziato allo
stesso tempo, ebbe una vastissima risonanza nel mondo letterario della
fine del Settecento, gi proiettato verso la nuova sensibilit
romantica.
Artisti dell'importanza di Alfieri, Monti, Foscolo e Leopardi
attinsero dal repertorio ossianico temi e motivi, sviluppandoli poi
secondo la propria poetica. Membro dell'Arcadia e moderato sostenitore
delle idee rivoluzionarie giacobine e degli ideali illuministici,
Cesarotti fu chiamato a far parte del Comitato di istruzione pubblica a
Padova durante gli anni delle Repubbliche giacobine e compose in seguito
un poemetto dedicato a Napoleone (Pronea, 1807).
Mor a Selvazzano (Padova) nel 1808.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori C : Cesi,
Federico (cenni biografici)
Del Natural Desiderio di Sapere et Institutione
de'Lincei per Adempimento di Esso
Cenni
biografici
Proveniente da una famiglia nobile, Federico Cesi (nato a Roma nel
1585) fond nel 1603, a soli 18 anni, l'Accademia dei Lincei. Al fine
di dare basi sperimentali agli studi scientifici, dedic tutta la vita
a sostenere l'Accademia, stringendo rapporti con i maggiori scienziati
suoi contemporanei (Stelluti, Della Porta, Galilei). Opera di Cesi  lo
statuto dell'Accademia: il primo abbozzo, Lynceographum, risale
al 1604; la stesura definitiva Praescriptiones Lynceae al 1624.
Fra le sue opere il trattato scientifico Tabulae phytosophicae (1617-30)
 alle basi della moderna botanica. Importante  anche Del natural
desiderio di sapere (1616?), piccolo saggio col quale interviene nel
dibattito sulla scienza galileiana, e la lettera De caeli unitate
(1618), indirizzata al cardinale Bellarmino. Rimasero inediti il
trattatello Apiarium (1625), uno zibaldone e il ricco carteggio.
Mor ad Acquasparta (Terni) nel 1630.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori C : Chelli,
Gaetano Carlo (cenni biografici)
eredit Ferramonti (L')
Cenni
biografici
Gaetano Carlo Chelli nacque a Massa nel 1848.
Presente a Roma dal 1878, intraprese una intensa carriera di
pubblicista; a partire dal 1883  redattore della Cronaca bizantina
su cui pubblica anche numerosi racconti.
Il suo successo  legato a racconti e romanzi di impronta verista
ambientati nella Roma fine Ottocento. In L'eredit Ferramonti (1884),
primo romanzo di un progettato ciclo dal titolo Vita romana, l'autore
cerca di realizzare uno spaccato della neocapitale attraverso la storia
di una famiglia di commercianti; le vicende private dei Ferramonti si
intrecciano con quelle politiche e finanziarie della citt, realizzando
un affresco a fosche tinte in cui dominano corruzione morale e ambizione
politica. Meno successo ebbe il romanzo La colpa di Bianca
(1884).
Mor a Roma nel 1904.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori C : Chiaretti,
Angelo (cenni biografici)
Dante di Montefiore Conca (Il)
Cenni
biografici
Docente
di Letteratura italiana e Storia negli Istituti superiori, scrittore non
nuovo alle tematiche dantesche, dopo aver individuato, negli affreschi
quattrocenteschi della Chiesa dell'Ospedale di Montefiore Conca, lo
scenario dei regni oltremondani della Divina Commedia, ne ha illustrato
gli aspetti letterari, storici e pittorici nel saggio "Il Dante di
Montefiore Conca".
Nel 1991 ha vinto il primo premio al Concorso nazionale "Pietro
Zangheri" con il romanzo naturalistico "Valmala". E'
autore, fra gli altri, anche dei seguenti volumi:
Il museo paleontologico di Mondaino (1985)
Guida di Saludecio (1993)
Una storia per Mondaino (1993)
Dante Alighieri?: Filippo da Saludecio! (1994)
autori C : Cielo
:
d'Alcamo (cenni biografici)
Contrasto
Si ringrazia il Prof. Giuseppe Bonghi e la
dei Classici Italiani per averci concesso il diritto di
pubblicazione.
Cenni
biografici
Non si hanno molte notizie sulla vita di Cielo d'Alcamo (secolo
XIII); secondo una nota dell'umanista Angelo Colucci, il suo nome 
quello dell'autore del contrasto Rosa fresca aulentissima riportato
nel Canzoniere Vaticano. Cielo sarebbe il diminutivo di Michele (Celi)
mentre Alcamo, che  una cittadina siciliana, indicherebbe la
provenienza del poeta. Dante cita un verso del contrasto nel De
vulgari eloquientia, come esempio di siciliano "mediocre", ma non
fa il nome dell'autore. Il contrasto fu probabilmente composto a
Messina tra il 1231 e il 1250, nel periodo generalmente attribuito alla
scuola siciliana.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori C : Ciotti,
Fabio (cenni biografici)
Internet '96, Manuale per l'uso della
rete
Vedi Internet
'96, Manuale per l'uso della rete (di
Calvo Marco, Ciotti Fabio, Roncaglia Gino, Zela Marco)
Internet '97, Manuale per l'uso della
rete
Vedi Internet
'97, Manuale per l'uso della rete (di
Calvo Marco, Ciotti Fabio, Roncaglia Gino, Zela Marco)
Internet '98, Manuale per l'uso della
rete
Vedi Internet
'98, Manuale per l'uso della rete (di
Calvo Marco, Ciotti Fabio, Roncaglia Gino, Zela Marco)
Cenni
biografici
(Roma, 1968), svolge un dottorato di ricerca in italianistica presso
l'Universit di Torino e collabora con il Centro
di Ricerche Informatiche e Letteratura dell'Universit di Roma
La Sapienza
dell'informatica alle discipline umanistiche, campo nel quale ha
pubblicato diversi lavori.  tra gli autori della trasmissione
televisiva MediaMente di RAI
Educational, dedicata alle nuove tecnologie della comunicazione.
Il suo recapito e-mail: ciotti,axrma.uniroma1.it.
La sua home page.
Note biografiche estratte da
Internet '98, Manuale per l'uso della rete - ed. Laterza.
autori C : Coglitore, Mario
identit assente (L')
autori C : Coleridge,
Samuel Taylor
ballata del vecchio marinaio (La)
Ristampa dell'edizione 1889, dono agli
abbonati del Corriere della Sera.
autori C : Collodi,
Carlo (alias Carlo
Lorenzini) (cenni
biografici)
Pinocchio
Le avventure di Pinocchio, Storia di
un burattino", apparso sul "Giornale dei bambini" nel
1880 e in volume nel 1883. Il capolavoro di Collodi, che ha per
protagonista Pinocchio,  una storia di grande carica umana: le
straordinarie peripezie del ragazzo-burattino, le scoperte ora gioiose
ora dolenti che egli fa del mondo e della vita, i suoi scatti di
ribellione e i suoi pentimenti, la sua ansia di giustizia, le sue
speranze e i suoi crucci, si compongono in un racconto nitido che  da
tempo giudicato un vero classico, che oltrepassa i confini della mera
letteratura per l'infanzia.
racconti delle fate (I)
Si tratta di libere traduzioni dal
francese, eseguite da Collodi nel 1875, di alcune favole di Charles
Perrault (1628-1703). Tra le altre: "Barba-blu", "La
bella addormentata nel bosco", "Cenerentola", "Cappuccetto
Rosso", "Il gatto con gli stivali", "La Bella e la
Bestia".
ragazzi grandi (I)
Storie allegre
Cenni
biografici
Carlo
Collodi nasce a Firenze nel 1826 con il nome di Carlo Lorenzini: Collodi
non  altro che il nome del paese di cui era originaria la madre
(all'epoca il paese Collodi era in provincia di Lucca, a partire dal
1927  in provincia di Pistoia).
Abbracciando le idee mazziniane, partecipa alle rivolte
risorgimentali del 1848-49. Negli anni Cinquanta esercita come
giornalista descrivendo una realt toscana spiritosa e bizzarra, fatta
di intrighi e storielle da caff per mezzo di fulminanti invenzioni
linguistiche.
Stimolato da questa esperienza esercita la sua capacit di dar vita,
per mezzo della sua poetica, alle novit della vita contemporanea. Ne
sono testimonianze i suoi romanzi Un romanzo in vapore, Da
Firenze a Livorno (1856) in cui l'autore fu tra i primi a
evidenziare la novit tecnologica apportata della ferrovia.
Egli trova la sua vera strada quando, gi avanti con l'et, si
dedica alla letteratura per l'infanzia. Come funzionario al servizio
dello stato unitario appena formato, inizia con la traduzione dei
racconti delle fate di Perrault, per poi lavorare a vari libri
pedagogici per la scuola.
Dopo Giannettino (1875) e Minuzzolo (1877) scrive
il suo capolavoro Le avventure di Pinocchio, che apparvero per
la prima volta sul Giornale dei bambini nel 1881, con il titolo
La storia di un burattino facendole terminare con il
quindicesimo capitolo. Dopo pochi mesi Collodi riprese la narrazione del
libro con il nuovo titolo per portarlo a termine nel 1883.
Muore nel 1890.
Un click qui per una illustrazione
Note biografiche a cura di Sabina
Catanorchi
autori C : Colombo,
Fernando
Historie del S.D.FERNANDO COLOMBO; Nelle quali
s'ha particolare, et vera relatione della vita, et de'fatti
dell'Ammiraglio D.Christoforo Colombo, suo padre; Et dello scoprimento,
ch'egli fece delle Indie Occidentali, dette Nuovo Mondo, hora possedute
dal Sereniss. Re Catolico: Nuovamente di Lingua Spagnuola tradotte
nell'Italiana dal S.Alfonso Ulloa. Con Privilegio. In Venetia, MDLXXI.
Appresso Francesco de'Franceschi Sanese.
autori C : Colombo,
Michele (cenni biografici)
Ragionando intorno all'eloquenza de'prosatori
italiani
Per gentile concessione della Fara Editore
L'abate Michele Colombo  un profondo conoscitore della nostra lingua e
dei segreti per renderla bella ed efficace. In questo saggio ci
suggerisce le tecniche, ancora valide, per catturare l'attenzione di chi
ci ascolta.
Cenni
biografici
Michele Colombo rappresenta abbastanza bene una figura tipica della
cultura Italiana fra settecento e ottocento. Si tratta del classico
intellettuale-erudito-tuttologo, che viaggia per l'Italia e l'Europa
intrecciando relazioni con i maggiori rappresentanti della cultura del
tempo, e che scrive saggi su saggi parlando degli argomenti pi
disparati, sempre tenendo un occhio particolare alla filologia e le
questioni linguistiche.
Michele Colombo nasce a Salgareda, ora in provincia di Treviso, nel
1747, e, come molti altri intellettuali del suo tempo, compie i suoi
studi nell'ambiente ecclesiastico (verr ordinato sacerdote nel 1764).
Successivamente, sempre seguendo una pratica comune nel diciottesimo
secolo, viene assunto presso diverse famiglie nobiliari come precettore,
e in questo modo ha la possibilit di sviluppare una cultura
enciclopedica che va dalle scienze naturali alla filologia.
Dopo un'intensa stagione di viaggi, di incontri e di studi, nel 1812
pubblica un "Catalogo di alcune opere attinenti alle scienze, alle
arti ed ad altri bisogni dell'uomo", interessante per capire le sue
idee nei confronti della questione della lingua. Si tratta, come 
tipico del nostro Michele Colombo, di una posizione moderatamente
progressista; critica infatti l'idea puristica di una lingua solo
letteraria, sostenendo che la lingua si deve anche arricchire sia con
l'aiuto dei linguaggi settoriali (delle scienze, appunto), sia con la
lezione dei classici del cinquecento, trascurati dai puristi che
eliminavano a priori qualunque forma non fosse attestata negli scrittori
del trecento.
Da questo momento in poi, i suoi interessi sono rivolti soprattutto
alla filologia e alla critica letteraria. Accademico della Crusca dal
1817, tra la sua sterminata produzione (sempre comunque di articoli e di
brevi saggi) vanno ricordate le sue edizioni del Decameron (1814) della
Gerusalemme liberata (1824), e delle Cento novelle antiche (1825). Gli
ultimi anni lo vedono impegnato nella polemica, abbastanza agguerrita in
quel momento, tra classicismo e romanticismo. Colombo si sforza di
capire la nuova moda romantica, che a lui, formatosi nell'ambiente
illuminista, doveva sembrare abbastanza ostica.
Da una parte, ne ridimensiona, nell'articolo Intorno alle
controversie letterarie di oggid (1827), l'importanza con un argomento
a quel tempo abbastanza di moda (il romanticismo sarebbe un prodotto
della cultura nordica, e quindi inadatto all'Italia che, come paese
mediterraneo, non poteva che essere classicista), e propone un suo
canone fondato sui classici del secolo precedente (Metastasio e Parini).
Dall'altra si dimostra abbastanza aperto alle novit, come quando ad
esempio, in un altro articolo del 1837, difende I promessi sposi ( Dopo
aver criticato la moda del romanzo storico). Sono gli ultimi interessi
della sua vita.
Muore infatti l'anno dopo, nel 1838, a Parma, citt nella quale
risiedeva dal 1820, a 91 anni.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori C : Compagni,
Dino (cenni biografici)
Cronica delle cose occorrenti ne'tempi suoi
La storia della lotta tra Guelfi Bianchi e
Neri nella Firenze di Dante, scritta da un protagonista, esponente di
spicco dei Guelfi Bianchi, che evita l'esilio nel 1302 solo perch
Priore l'anno precedente. Un'opera politica e polemica pi che storica.
Cenni
biografici
Lo
scrittore Dino Compagni nacque a Firenze nel 1225 da una famiglia
popolana ma riusc ugualmente a farsi spazio nella vita politica della
citt, dove fu eletto per ben sei volte Console dell'Arte della Seta,
dal 1282 al 1299.
Priore nel 1289 e poi nel 1301, collabor alla riforma popolare
insieme a Giano della Bella e fu gonfaloniere di giustizia nel 1293.
Riuscito a scampare all'esilio che sicuramente l'avrebbe colpito dopo
la disfatta del Comune ad opera dei neri e di Carlo di Valois, si
ritir in completa solitudine fino alla sua morte, avvenuta nel 1324.
Autore di versi in stile provenzaleggiante, Dino Compagni  legato
in primo luogo all'opera Cronica delle cose occorrenti n tempi suoi,
composta dal 1310 al 1312, in cui lo scrittore narr gli eventi che
caratterizzarono Firenze dal 1280 in poi, ai quali aveva partecipato in
prima persona. E'proprio questa partecipazione, soprattutto emotiva, a
conferire allo scritto la forza e l'incisivit ad esso caratteristiche.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori C : Costa,
Paolo (cenni biografici)
Della Sintesi e dell'Analisi
Per gentile concessione della Fara Editore
Nel libro sono esposte, in una forma agile e densa di riferimenti ai
maggiori filosofi del tempo, le idee di lingua di Paolo Costa, idee che
costituiscono una critica feroce e motivata alla Critica
kantiana.
Cenni
biografici
Paolo Costa nacque a Ravenna nel 1771. Trasferitosi a Padova per
motivi di studio, segu le lezioni di Melchiorre Cesarotti, divenendo
amico di Foscolo; mantenne sempre saldi legami con la sua citt natale,
dove fu a capo del movimento giacobino. Durante il governo napoleonico
ottenne la cattedra di filosofia presso il Liceo di Bologna. Nel 1822
fond una scuola privata che diresse fino al 1831, anno in cui fu
costretto a rifugiarsi a Corf, sospettato di attivit cospirativa.
Nel 1832 ebbe il permesso di rientrare a Bologna con l'obbligo di
soggiornare nella sua villa.
Tra le numerose opere scritte da Costa si ricordano: il trattato Della
elocuzione e i quattro sermoni Dell'arte poetica,
attraverso i quali chiar la sua posizione di classicista, rifiutando
ogni intransigenza; un commento alla Commedia dantesca, curato
insieme a Marchetti e corredato da una Vita di Dante, che ebbe
notevole  fortuna  tanto  da  essere  inserita  anche  in  altri  commenti;  un
Dizionario
della lingua italiana in cui viene dato notevole spazio al lessico
scientifico e artistico. Costa fu autore inoltre di testi teatrali, di
liriche e traduzioni dalle lingue classiche.
Mor a Bologna nel 1836.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori C : Croce,
Giulio Cesare (cenni biografici)
Bertoldo e Bertoldino (col Cacasenno di Adriano
Banchieri) (di Croce Giulio Cesare,
Banchieri Adriano)
Il libro contiene:
Le sottilissime astuzie di Bertoldo, di Giulio Cesare Croce
(1550-1609)
 il libero rifacimento da parte del bolognese G. C. Croce, fabbro e
poeta, della novella popolare "Dialogo di Salomone e Marcolfo",
nota sin dall'anno mille e sempre osteggiata dal potere costituito. 
la metafora dell'astuto plebeo che prende in giro lo sciocco potente.
Qui G. C. Croce ammorbidisce i toni, e Bertoldo conserva una bonomia ed
un rispetto di Re Alboino, pur nella ferocia dei suoi scherzi, che
salvano questa novella dal rogo a cui era destinato il "Dialogo".
Le piacevoli e ridicolose semplicit di Bertoldino, di Giulio
Cesare Croce (1550-1609)
Dopo il successo di Bertoldo, ecco il seguito. Bertoldo  morto, e qui
 presente il figlio, Bertoldino, ma la vicenda si rovescia: si ride
non pi dell'astuzia del plebeo, ma della sua sciocchezza, che lo
confina al ruolo di involontario buffone di corte.
Cacasenno, di Adriano Banchieri (Camillo Scaligeri della
Fratta, 1573-1634)
Sulla falsariga del "Bertoldino", il
musicista Banchieri scrive un ulteriore seguito delle novelle del Croce,
che poi sar sempre unito alle prime due nelle varie edizioni.
Cacasenno  il figlio (ancora pi sciocco) di Bertoldino.
Farinella (La)
Cenni
biografici
Figlio
di un fabbro di San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna,
Giulio Cesare Croce nacque nel 1550.
Nonostante l'umile condizione familiare, sia suo padre sia suo zio,
dopo la morte del primo, si preoccuparono di dargli un'istruzione. Ma il
precettore presso cui lo zio lo mand era pi interessato
all'andamento della sua casa che all'istruzione degli alunni, i quali
erano costretti a svolgere la maggior parte dei lavori domestici.
Fu per questo che il giovane Giulio Cesare fece ritorno dallo zio, si
trasfer con lui a Medicina e riprese a fare il fabbro, cominciando a
scrivere versi. Furono proprio questi primi versi, ridanciani, popolani
e burleschi, che lo resero famoso nel circondario e che lo portarono ad
allietare i festini della nobile famiglia bolognese dei Fantuzzi,
proprietaria di un podere a Medicina.
A 18 anni fu a Bologna e qui, a poco a poco, abbandon la bottega
per diventare cantastorie a tutti gli effetti: cominci a girovagare
per fiere, corti, case patrizie, mercati, a raccontare le sue storie
(tratte dai pi disparati aneddoti popolari), accompagnandosi con una
specie di elementare violino e stampando le sue composizioni in piccoli
opuscoli che vendeva per conto suo.
Ebbe ben 14 figli dalle sue due mogli ed in vita divenne famosissimo,
ma con scarso successo economico.
Mor in povert nel 1609.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori C : Cronica : vita di
Cola di Rienzo
Cronica : vita di Cola di Rienzo
Scritta tra il 1357 e il 1358, pervenutaci
largamente incompleta, la cronica dell'anonimo  incentrata sulla
figura di Cola di Rienzo, il popolano celebrato anche dal Petrarca, che
nel 1347 si fece proclamare tribuno rovesciando il potere dei nobili.
Per la lingua usata, il volgare romano ancora non contaminato dagli
influssi toscani, la cronica  un testo letterarario oltre che storico
molto importante.
autori D : Da Ponte, Lorenzo
(cenni biografici)
dissoluto punito ossia il Don Giovanni (Il)
nozze di Figaro (Le)
Cenni
biografici
Originario
della comunit ebraica di Ceneda (oggi Vittorio Veneto), dove nacque
nel 1749, Lorenzo Da Ponte si chiamava in verit Emanuele Conegliano,
ma in seguito alla conversione del padre, tutta la famiglia prese il
cognome del vescovo che l'aveva battezzata.
Trascorse la giovent e la maturit a cercar fortuna in Europa, e
in particolar modo a Vienna, dove grazie all'interessamento di Salieri
ebbe l'opportunit di divenire poeta di corte. Da questo momento il suo
nome  legato indissolubilmente a quello di Mozart. Il loro sodalizio
vide Da Ponte impegnato nella stesura del libretto "Le nozze di
Figaro", opera che ebbe un successo strepitoso.
Dalla loro collaborazione, scaturirono altri due capolavori: "Il
dissoluto punito ossia il Don Giovanni", rappresentata nel
1787, e "Cos fan tutte", rappresentata nel 1790.
L'unione con Mozart dovette cessare nel momento in cui Da Ponte, caduto
in disgrazia a corte, fu costretto ad abbandonare Vienna, nel 1791.
Interessanti sono le sue "Memorie", pubblicate tra
il 1823 e il 1827 e in stesura definitiva tra il 1829 e il 1830, nelle
quali Da Ponte cerc di dare un'immagine imperturbabile di s, anche
se in realt furono specchio d'indicibile dissimulazione. E'tuttavia
un libello, l'"Anti-da Ponte", a stroncare la vita
professionale del poeta. Le "Cose dell'Abbate Da Ponte"
(1790-91) sono l'ultimo accorato canto del cigno.
Tagliato fuori dal prestigioso ambiente viennese, circondato
dall'invidia dei suoi rivali, Da Ponte fin i suoi giorni dimenticato
da tutti; si trasfer in Inghilterra e di l in America dove mor a
New York nel 1838.
Note biografiche a cura di Sabrina Contu
autori D : Defoe, Daniel
(cenni biografici)
Moll Flanders
Cenni
biografici
Figlio
di un piccolo commerciante, Defoe (nato a Londra nel 1660) ebbe un'educazione
piuttosto irregolare; in giovent comp numerosi viaggi in Europa
tentando svariate attivit commerciali che non ebbero per mai esiti
soddisfacenti. Intorno al 1700 si stabil a Londra dove intraprese la
carriera politica, mantenendosi con il ricavato della sua attivit
giornalistica.
Inizialmente partigiano dei wighs, una delle due fazioni che si
contendevano il potere politico in Inghilterra, pass poi ai tory; in
seguito trad anche questa parte politica, divenendo un agente segreto
dei wighs. Vide pi volte il carcere sia per motivi politici che per
debiti.
Nel 1704 fond e diresse The Review dove ebbe modo di
dimostrare le sue indubbie doti di giornalista; Defoe viene considerato
infatti uno dei padri del giornalismo moderno. Nella seconda decade del
1700 si allontan dalla vita pubblica dedicandosi alla letteratura; in
questi anni vedono la luce le sue opere di maggior successo come Robinson
Crusoe (The life and strange surprising adventures of Robinson
Crusoe, 1719), e Ulteriori avventure di Robinson Crusoe (The
farther adventures of Robinson Crusoe, 1719); Memorie di un
cavaliere (Memoirs of a cavalier, 1720); Il capitano
Singleton (Captain Singleton, 1720); Il colonnello Jack
(Colonel Jack, 1722); Diario dell'anno della peste (A
journal of the plague year, 1722), rievocazione in forma di diario
della peste che colp Londra nel 1655; Moll Flanders (The
fortunes and misfortunes of the famous Moll Flanders, 1722), romanzo
di costume; Lady Roxana (1724). Tra gli scritti non narrativi si
contano un saggio a carattere utopico-politico, un poema satirico e
numerose altre opere di attribuzione non sempre certa.
Il tratto che contraddistingue l'opera di Defoe  la semplicit e
concretezza con cui porta sulla pagina scritta il materiale trasfuso
dalla sua ricca esperienza umana. Di non vastissima cultura, l'autore
punta ad esprimere nelle opere la spinta vitale alla sopravvivenza nelle
difficolt, che vanno superate attraverso una salda fiducia nelle
proprie capacit e in un Dio a misura d'uomo che soccorre chi si d
da fare autonomamente. I tratti salienti dei suoi personaggi incarnano i
valori della nuova borghesia in ascesa; i suoi romanzi divennero quindi
veri e propri libri di testo per la classe media.
Mor a Londra nel 1731.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori D : Deledda, Grazia
(cenni biografici)
Amori moderni
Si ringrazia la Ilisso Edizioni, Via
Guerrazzi, 6, 08100 Nuoro.
Canne al vento
Un ritratto di un piccolo paese della
Sardegna orientale in cui le dame Pintor appartenenti alla passata
nobilt terriera non sanno adattarsi alla societ che cambia intorno a
loro. Il dramma umano dei personaggi ruota intorno alla figura del servo
Efis, resa particolarmente vivida dalla penna dell'autrice. "Canne
al vento", il romanzo pi letto e tradotto della Deledda,
contribu in modo significativo a guadagnarle quella stima che nel 1926
le procur il premio Nobel per la letteratura.
casa del poeta (La)
Si ringrazia la Ilisso Edizioni, Via
Guerrazzi, 6, 08100 Nuoro.
cedro del Libano (Il)
Si ringrazia la Ilisso Edizioni, Via
Guerrazzi, 6, 08100 Nuoro.
Cenere
Il romanzo Cenere venne pubblicato a Roma
nel 1904. La vicenda si svolge in Sardegna e ne  protagonista la
contadina Ol, una ragazza madre capace di ogni tipo di sacrificio per
il bene del figlio. Cenere, che appartiene al periodo di massimo
interesse della Deledda nei confronti della sua terra natia, venne ben
accolto dalla critica e contribu all'assegnazione del Nobel
all'autrice.
Chiaroscuro
Si ringrazia la Ilisso Edizioni, Via
Guerrazzi, 6, 08100 Nuoro.
chiesa della solitudine (La)
Colombi e sparvieri
Cosima
dono di Natale (Il)
edera (L')
Elias Portolu
fanciullo nascosto (Il)
Si ringrazia la Ilisso Edizioni, Via
Guerrazzi, 6, 08100 Nuoro.
Fior di Sardegna
 uno dei primi romanzi di Grazia
Deledda. Il testo elettronico  tratto dall'edizione del 1923
pubblicata presso la casa editrice Modernissima di Milano, ma la prima
edizione risale al 1892 (Perino, Roma). Si tratta di un testo quasi
introvabile se non in biblioteca.
flauto nel bosco (Il)
giuochi della vita (I)
giustizia (La)
incendio nell'oliveto (L')
madre (La)
Marianna Sirca
Nel deserto
Nell'azzurro
nonno (Il)
Si ringrazia la Ilisso Edizioni, Via
Guerrazzi, 6, 08100 Nuoro.
ospite (L')
paese del vento (Il)
Racconti sardi
regina delle tenebre (La)
ritorno del figlio. La bambina rubata (Il)
sigillo d'amore (Il)
Sole d'estate
Si ringrazia la Ilisso Edizioni, Via
Guerrazzi, 6, 08100 Nuoro.
tentazioni (Le)
vecchio della montagna (Il)
via del male (La)
vigna sul mare (La)
Si ringrazia la Ilisso Edizioni, Via
Guerrazzi, 6, 08100 Nuoro.
Cenni
biografici
Grazia
Deledda nacque nel 1871 a Nuoro da una famiglia benestante ed esord
giovanissima (appena 17enne) pubblicando alcuni racconti per una rivista
di moda. L'ambiente sardo non poteva offrirle la possibilit di studi
regolari e cos la adolescente Deledda si fece autodidatta, fornendosi
di una cultura disorganica e poco approfondita.
Riusc a pubblicare il suo primo romanzo, "Fior di
Sardegna", nel 1892 ed un altro suo scritto, "Le vie
del male" (in cui si precisano il suo stile, i suoi limiti
regionali ed i suoi interessi morali), fu ben recensito da Luigi Capuana.
Nel 1899, in seguito al suo matrimonio con Palmiro Madesani, si
trasfer a Roma. La distanza dalla Sardegna ag positivamente su di
lei, smussandone il regionalismo e sublimando il folklore sardo dei suoi
scritti in una certa atmosfera fiabesca, adattissima agli interessi
psicologici e morali dell'autrice.
La vita della Deledda non fu particolarmente ricca di avvenimenti ma
fu molto feconda dal punto di vista letterario, scandita com'era
dall'uscita quasi annuale dei suoi romanzi. Nel 1926 le fu assegnato il
premio Nobel per la letteratura. Mor a Roma dieci anni dopo.
Sospese com'erano tra Verismo e Decadentismo, le opere della Deledda
testimoniarono in maniera molto chiara di questo passaggio, sia
contenutisticamente che formalmente: dall'interesse per la cultura
tradizionale sarda passarono alla vera e propria analisi psicologica, al
cospetto della quale l'ambiente isolno veniva trasformato in un puro e
semplice sfondo.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori D : Della Casa, Giovanni
(cenni biografici)
Galateo, overo De'costumi
Il noto trattato del Cinquecento (1550 -
1555) di Monsignor Giovanni della Casa sulla "buona creanza" e
sul corretto comportamento. Ha influenzato i costumi di gran parte della
societ occidentale degli ultimi secoli. Il termine "galateo"
deriva da Galeazzo (Galatheus) Florimonte, il vescovo di Sessa che ha
suggerito a Monsignor Giovanni della Casa di scrivere il trattato. "L'eleganza
del comportamento  conseguenza di un sereno dominio delle inclinazioni
naturali..." - Giovanni della Casa.
Cenni
biografici
Nato
presumibilmente a Firenze il 28 luglio 1503, Giovanni della Casa studi
prima a Bologna e poi nella stessa Firenze, sotto la guida di Ubaldino
Bandinelli, che lo indirizz verso le materie letterarie.
Con un amico del Bandinelli, Ludovico Beccadelli, si immerse per due
anni nella lettura dei classici latini. In seguito studi il greco a
Bologna e, nel 1532, intraprese la carriera ecclesiastica a Roma, una
carriera che lo port a diventare Arcivescovo di Benevento nel 1544 e,
nello stesso anno, nunzio apostolico a Venezia.
In quest'ultima citt redasse l'introduzione dei tribunali
dell'Inquisizione, appront alcuni famosi processi e tent la
creazione di una lega contro Carlo V. Proprio in questi anni scrisse
numerosi versi e trattati ma, con la elezione a papa di Giulio III, la
sua fortuna declin e decise di ritirarsi in una villa nella Marca
Trevigiana, dove si dedic ai suoi studi e dove scrisse il Galateo.
In seguito fu richiamato a Roma, come segretario di stato vaticano,
da papa Paolo IV, succeduto a Giulio III.
Mor poco dopo, il 14 novembre 1556.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori D : Descartes, Ren
(alias Renato Cartesio)
Discorso sul metodo
Pubblicato a Leyda, anonimo, nel 1637,
descrive i fondamenti intellettuali del metodo d'indagine cartesiano,
basato sull'evidenza chiara e distinta dei fenomeni.
autori D : De Amicis, Edmondo (cenni biografici).
Amore e ginnastica
Cuore
Il romanzo Cuore (1886) descrive le
vicende di un bambino di terza elementare lungo lo svolgersi dell'anno
scolastico; alla trama principale si mescolano "racconti"
sentimentali e patriottici (Dagli Appennini alle Ande; La
piccola vedetta lombarda; Il piccolo scrivano fiorentino;
ecc.). Il libro, di tenore paternalistico e moraleggiante, godette di
moltissima fortuna e fu tradotto in numerose lingue.
maestrina degli operai (La)
Cenni biografici.
Nato
ad Oneglia nel 1846, a quasi 20 anni intraprese la carriera militare e
combatt a Custoza nel 1866.
In seguito assunse la direzione della rivista L'Italia Militare e vi
pubblic alcuni suoi scritti; il successo di questa esperienza lo
port ad abbandonare l'esercito e a tentare la strada della letteratura
e del giornalismo. Proprio in veste di inviato della Nazione assistette
alla presa di Roma nel 1870.
Dalle sue esperienze Edmondo De Amicis trasse e pubblic delle
impressioni di viaggio piuttosto prolisse e convenzionali; fu nella
prosa didascalica che riusc a dare il meglio di s, ponendo la sua
attenzione sulla borghesia prima e sul popolo poi ("Cuore",
1886) e permeando le sue opere di continui spunti morali. Furono proprio
questi ingredienti che ne fecero un perfetto esempio di scrittore
popolare e pedagogico, un ottimo latore di quel bonario paternalismo
tipico della fine del XIX secolo.
Tra le sue opere, oltre a "Cuore" possiamo
ricordare: "Sull'oceano" (1889), imperniato sulle
misere condizioni degli emigranti italiani; "Il romanzo di un
maestro" (1890); "La carrozza di tutti"
(1899); "Novelle" (1875); "L'idioma
gentile" (1905).
Edmondo De Amicis mor a Bordighera nel 1908.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori D : De
Bosis, Lauro (cenni biografici)
Storia della mia morte
Il volo antifascista su Roma
A cura di Alessandro Cortese de Bosis. Per
gentile concessione della famiglia de Bosis e della Mancosu Editore.
Cenni
biografici
Figlio del critico Adolfo e di Lilian Vernon, Lauro de Bosis (nato a
Roma nel 1901) fu un letterato e un attivista antifascista. La sua fama
 legata alle circostanze tragiche della sua scomparsa. Nel 1931 comp
un volo su Roma lanciando dei manifestini che incitavano gli italiani a
porre fine alla dittatura; durante il volo di ritorno verso la Francia
il suo aereo spar nelle acque della Corsica. La notte prima dell'impresa
De Bosis aveva lasciato un testamento politico-spirituale dal titolo Histoire
de ma mort.
Tra le sue opere si ricorda Icaro (1930), dramma lirico.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori D : De
Marchi, Emilio (cenni biografici)
Arabella
cappello del prete (Il)
Demetrio Pianelli
Giacomo l'idealista
signor dottorino (Il)
Cenni
biografici
Nato a Milano nel 1851, Emilio De Marchi concluse gli studi nella sua
citt natale laureandosi in lettere nel 1874 e dedicandosi all'insegnamento
presso l'Accademia Scientifica e Letteraria. Accanto alla docenza
presso l'Accademia, De Marchi si impegn in numerose iniziative
benefiche, volte alla diffusione dell'educazione presso i ceti
popolari. Va ricordata anche la pubblicazione di alcune antologie per la
giovent ad uso didattico e la cura della collana La buona parola
per l'editore Vallardi.
La sua attivit di narratore lo vide misurarsi con gli Scapigliati,
che   dominavano   l'ambiente   letterario   milanese   della   seconda    met
dell'Ottocento,
distaccandosi per quasi subito dal loro stile per trovare una via
personale alla scrittura, di impostazione chiaramente naturalista. Il
suo romanzo pi importante  Demetrio Pianelli (1890); sua
prosecuzione tematica e narrativa  Arabella (1893). Da un suo
romanzo pubblicato su rivista e poi ripudiato, Redivivo (1909
postumo), Pirandello trasse la vicenda narrata in Il fu Mattia Pascal.
Oltre a raccolte di racconti e poesie, De Marchi fu autore anche di
testi teatrali e opere di critica letteraria.
Mor a Milano nel 1901.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori D : De Roberto, Federico (cenni
biografici)
Processi verbali
Vicer (I)
Cenni
biografici
Proveniente
da una nobile famiglia catanese, Federico De Roberto (nato a Napoli nel
1861) ebbe una prima formazione scientifica alla quale affianc presto
l'interesse per gli studi classici.
Sin dai primi anni della sua carriera fu impegnato in collaborazioni
con importanti riviste e quotidiani (Il Don Chisciotte, di cui fu
direttore [1881-1883]; Il Fanfulla della Domenica, su cui si
firmava Hamlet [dal 1882]; La Domenica Letteraria, Il Capitan
Cortese, La Nuova Antologia, Corriere della Sera, Il
Giornale d'Italia) e con alcune case editrici.
Ebbe modo cos di conoscere alcuni tra i maggiori esponenti della
scena letteraria italiana come Giovanni Verga e Luigi Capuana con i
quali strinse una saldissima amicizia. Nel 1990 durante un soggiorno
milanese (1890) fu introdotto da Verga nella cerchia degli Scapigliati,
conoscendo Praga, Boito, Giacosa e Camerana.
Proprio a Milano cominci a raccogliere materiale per il suo romanzo
pi famoso, I Vicer (1894), in cui le vicende del risorgimento
meridionale sono narrate attraverso la storia di una famiglia nobile.
Sostenitore convinto della poetica naturalista e verista, De Roberto
ne applica rigorosamente i termini, portando alle estreme conseguenze
quegli aspetti di impersonalit del narratore e di osservazione
rigorosa dei fatti che contribuiscono a volte ad appesantire la
narrazione. Autore di numerosi romanzi e raccolte di novelle e racconti,
nel 1919 scrisse una tragedia lirica, La Lupa, in collaborazione
con Verga.
Mor nel 1927 a Catania.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori D : De Sanctis, Francesco
(cenni biografici)
Schopenhauer e Leopardi
Lo scritto di De Sanctis  certamente tra
i primi lavori dedicati alla interpretazione di Schopenhauer, ed 
indubbiamente unico, nel panorama delle reazioni filosofiche italiane a
tale pensatore, non solo per la sua tempestivit in ordine di tempo, ma
proprio per il valore dell'interpretazione ivi presentata del filosofo
tedesco, il quale era sugli allori, dopo il tardo successo del suo
pensiero, avvenuto, finalmente, dopo l'uscita del suo scritto Parerga e
Paralipomena, nel 1851. Pubblicato nel dicembre 1858 sulla Rivista
contemporanea, anche dal punto di vista strettamente letterario  "uno
dei suoi saggi pi geniali" (Muscetta), proprio per l'effetto concreto
che ottiene, sotto l'apparente espressione di adesione e consenso al
pensiero schopenhaueriano: ossia una effettiva spietata
liquidazione
altrettanto aperta rivalutazione del significato "progressivo"
del "nichilismo" leopardiano.
scienza e la vita (La)
Discorso inaugurale letto nella Universit di Napoli il 18 novembre 1872
da Francesco De Sanctis.
Storia della letteratura italiana
Pubblicata la prima volta nel 1870 in due
volumi,  un'opera fondamentale per la critica letteraria italiana;
ampiamente citata da numerose antologie scolastiche.
Cenni
biografici
Francesco
De Sanctis nacque a Morra Irpino, in provincia di Avellino, nel 1817.
Studi a Napoli, prima nella scuola di lettere dello zio Carlo e poi
presso il purista napoletano Basilio Puoti, del quale divenne in seguito
collaboratore.
Fu proprio il Puoti che nel '39 gli affid la direzione di un
istituto privato, un'esperienza che permise al De Sanctis di
perfezionare le sue tecniche didattiche e di staccarsi sempre pi dal
purismo del suo maestro.
Nel '48 prese parte ai moti insurrezionali insieme ad alcuni suoi
discepoli: in seguito a questa sua iniziativa fu sospeso
dall'insegnamento e, dal '50 al '53, venne incarcerato. Costretto ad
andarsene da Napoli, si trasfer a Torino, dove riprese ad insegnare e
dove compose i suoi primi saggi. Nel '56 ottenne una cattedra di
letteratura italiana presso il Politecnico di Zurigo.
Nel '60 l'Italia meridionale venne liberata e Francesco De Sanctis
pot tornare in patria. Nel corso degli anni seguenti la sua attivit
culturale fu sempre fusa o affiancata a quella politica: divenne
governatore di Avellino, riformatore dell'Universit di Napoli,
Ministro della Pubblica Istruzione per diverse legislature ed infine
professore di letteratura comparata all'Universit di Napoli. Mor
nella sua citt natale nel 1883.
Della sua vita De Sanctis disse che ebbe sempre due risvolti, non
distinguibili l'uno dall'altro: quello letterario e quello politico; per
questo motivo tutti i suoi scritti, anche quelli di critica pi
strettamente letteraria, vanno letti nell'ottica del suo profondo
impegno politico.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori D : Dickens, Charles
(cenni biografici)
Cantico di Natale
Canto di Natale appartiene al ciclo
di racconti intitolato Libri di Natale che Dickens compose in
occasione delle feste natalizie. I racconti, destinati ad uscire
annualmente, sono: Le Campane, Il Grillo del focolare, La
lotta per la vita, Lo Stregato e, naturalmente, il pi
famoso di tutti, Canto di Natale o Cantico di Natale, che
ha per protagonista il vecchio e avaro Scrooge, destinato a diventare
altruista e generoso in seguito ad alcune visioni avute durante la notte
della Vigilia.
Circolo Pickwick (Il)
Non  facile fornire una trama di quest'opera, uno dei pi grandi libri
dell'umorismo  inglese,  perch,  pi  che  un  romanzo,  si tratta di una serie
eterogenea di vicende e di quadretti tipici della borghesia  inglese  sotto  la
sovranit della regina Vittoria.
I   numerosissimi   personaggi  vengono  tutti  mirabilmente  e  minuziosamente
inquadrati, e, tra i vari protagonisti, la maggior parte dei quali   soffocata
dai propri vizi e dalla propria mala fede, si salva solo il fondatore del
Pickwick  Club
struggente ingenuit.
Cenni
biografici
Charles
Dickens nacque nel 1812 a Londra, dove visse un'infanzia estremamente
povera ed infelice. Lavor in una fabbrica di lucido da scarpe quando
era poco pi che un bambino ed in seguito fu commesso in uno studio
legale.
Il successo gli arrise quando, a 26 anni, venne pubblicato a dispense
mensili il romanzo "Quaderni postumi del Circolo Pickwick",
che lo rese immediatamente celebre nel panorama della narrativa inglese.
La caratteristica principale dell'opera di Dickens, che conquist
sempre il favore del pubblico ma non sempre quello della critica, fu la
sua capacit di cogliere con arguzia ed ironia gli aspetti pi
profondi della societ vittoriana, opulenta e perbenista. Tipici dei
suoi scritti sono quei personaggi, 'vittoriani'per l'appunto, diventati
popolarissimi sia nel mondo anglosassone che al di fuori di esso,
costituiti da ricchi borghesi e da aristocratici come da popolani e da
prostitute.
Charles Dickens, in quanto erede della grande tradizione del romanzo
satirico e sentimentale del '700, intu la forte carica patetica del
suo tempo e la sfrutt a fondo, inventando, in pratica, il romanzo
sociale moderno.
Mor a Londra nel 1870.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori D : Dossi, Carlo (alias
Carlo Alberto Pisani Dossi) (cenni
biografici)
Altrieri (L')
Amori
desinenza in A (La)
Goccie d'inchiostro
Note azzurre
Vita di Alberto Pisani
Cenni
biografici
Nato
a Zenevredo, nell'Oltrep pavese, il 27 marzo 1849, da famiglia nobile,
Carlo Alberto Pisani Dossi, alias Carlo Dossi, ricevette un'ottima
educazione e compose una commedia per ragazzi a soli 15 anni,
accostandosi ben presto all'ambiente della Scapigliatura. Si butt
precocemente anche nel giornalismo, scrivendo per diverse pubblicazioni,
tra cui L'album scientifico letterario, (che nel 1867 mut il nome in
Palestra letteraria, artistica e scientifica), diretta da Luigi Perelli,
per la quale collaborarono, tra gli altri, il Carducci, il Mamiani, l'Arrighi,
il Rovani ed il Guerrazzi.
Nel 1866 pubblic la novella Educazione pretina e, nel '68, la prima
redazione dell'Altrieri un romanzo autobiografico che utilizzava un
modulo espressivo personalissimo, basato su di un linguaggio
estremamente eterogeneo, capace di accostare, con il risultato di una
commossa e spontanea rievocazione del passato, forme letterarie ad
elementi dialettali e familiari.
Collabor inoltre per le testate Cronaca bizantina, il Capitan
Fracassa, il Guerrin Meschino, La Riforma e La Riforma illustrata. Ma
tanto il suo talento fu precoce, quanto la sua carriera di scrittore fu
breve: proprio La Riforma, infatti, prestava molta attenzione all'azione
politica dello statista Francesco Crispi, grazie al quale il Dossi pot
intraprendere definitivamente la carriera diplomatica. Nel 1892 si rec
in missione diplomatica in Colombia, dove, a Bogot, si spos con
Carlotta Borsani, e nel 1895 fu ad Atene, dove si innamor
dell'archeologia.
Questa passione lo port a scrivere il volume di curiosit romane
Le ghiaie di Roma e poi ad intraprendere uno studio molto accurato sui
marchi delle ceramiche aretine. In seguito alla morte di Crispi, nel
1901 abbandon la carriera diplomatica e si ritir a vivere tra
Corbetta e la villa del Dosso (sul lago di Como) con la moglie ed i 3
figli.
Qui mor nel 1910.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori D : D'Annunzio,
Gabriele (cenni biografici)
Alcyone
Uno dei momenti pi alti della produzione
poetica dannunziana. E'una raccolta di 88 liriche di metro vario e
costituisce la III parte delle "Laudi del Cielo, della Terra e
degli Eroi", del 1904. Il superomismo, il panismo, il sensualismo
vengono mirabilmente fusi dal particolare tono musicale, riconoscibile
nella congerie di forme e temi.
figlia di Iorio (La)
Tragedia pastorale in tre atti, del 1904.
Giovanni Episcopo
Romanzo scritto nel 1891 e dedicato a
Matilde Serao.
innocente (L')
Laudi del cielo del mare della terra e degli eroi
Contiene:
Maia, Elettra, Alcyone, Merope, Canti della guerra latina.
libro delle vergini (Il)
novelle della Pescara (Le)
Antologia della novellistica dannunziana,
il cui stile risente dell'ispirazione al realismo francese (Zola e
Maupassant), con curiose assonanze con le contemporanee novelle del
Verga.
Piacere (Il)
Pubblicato nel 1889  il primo dei tre
Romanzi della Rosa
comune ai tre romanzi. Gli ideali di sensibilit e di raffinatezza e il
gusto del tecnicismo formale propri del decadentismo sono qui utilizzati
con magistrale abilit dal poeta vate per esprimere una sensualit
ostentata nel suo aspetto pi morboso.
Poema paradisiaco
Cenni
biografici
Nato
a Pescara nel 1863, compose il suo primo libro di versi "Primo
Vere" a soli 16 anni. Non fin gli studi e si dedic al
giornalismo ed alla composizione di opere di varia natura e valore.
Fu uno degli interpreti pi abili delle correnti di pensiero e delle
mode letterarie europee, tra le quali l'esasperato sensualismo,
l'estetismo raffinato e paganeggiante ("Il Piacere", 1889), la
tendenza ad ignorare la realt sociale a favore di un mondo spirituale
elevato ed esclusivo.
Riusc quindi a proporsi con successo sia nel mondo letterario che
in quello mondano, mettendo in atto quell'estetismo (non privo di
scandali e polemiche) che il Decadentismo europeo aveva da poco
concepito.
Terminata la I Guerra Mondiale (durante la quale aveva preso parte ad
imprese eclatanti quali la beffa di Buccari ed il volo su Vienna), il
suo gusto per i grandi gesti lo port ad occupare Fiume insieme con un
gruppo di volontari.
La sua attivit politica, quella mondana (tra cui spicca la
relazione con Eleonora Duse), come quella letteraria, fecero di
D'Annunzio una sorta di "maestro di costume", un atteggiamento
che avrebbe spinto molti a confondere l'eroismo con la violenza e la
prevaricazione.
Mor nel 1938 nella sua villa di Gardone, sul lago di Garda.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori E : Eco, Umberto
(cenni biografici)
De Bibliotheca
Cenni
biografici
Umberto
Eco nasce ad Alessandria nel 1932. Oltre che libero docente di estetica,
negli anni '60 si  distinto come uno dei massimi esponenti
dell'avanguardia culturale italiana ed  stato tra i fondatori delle
riviste Il Marcatre e Il Quindici.
E'stato anche uno dei primi studiosi ad indicare nel costume e nei
mezzi di comunicazione di massa un possibile e fruttuoso campo di
indagine dell'estetica, adattando a questa disciplina la teoria
dell'informazione tramite il metodo strutturalista. Il lavoro di Eco si
rivelato tanto pi prezioso in quanto non si  limitato
all'applicazione del metodo analitico-scientifico, ma  andato oltre,
cercando di individuare (con straordinario acume e superando gli stessi
dettami dello strutturalismo) i modi del sentire e del riconoscere
appartenenti alla societ, cos come alla politica, in tutta la sua
ampiezza.
Tra le sue opere di saggistica vanno ricordate: Thema: omaggio a
Joyce (1958), un'opera che si propone di analizzare la funzione poetica
del linguaggio onomatopeico e che  stata registrata su nastro in
collaborazione con Luciano Berio; Momenti e problemi nella storia
dell'estetica (1959); Diario Minimo (1963); Opera aperta (1962);
Trattato di semiotica generale (1975), uscito contemporaneamente in
lingua inglese con il titolo A theory of semiotics; Lector in fabula
(1979); I limiti dell'interpretazione (1990); 6 passeggiate nei boschi
narrativi (1994) e l'ultimo Kant e l'ornitorinco (1997).
Nel 1980 si  cimentato nella narrativa raccogliendo notevoli
consensi con Il nome della Rosa (Premio Strega 1981, dal libro  stato
tratto il film omonimo diretto da Jean-Jacques Annaud), bissato dal
successo de Il pendolo di Foucault (Premio Bancarella 1989). L'ultimo
suo romanzo, L'isola del giorno prima,  stato pubblicato nel '94.
Umberto Eco ha curato diverse collane di saggistica filosofica e
sociologica; attualmente  direttore della rivista VS. Quaderni di
studi semeiotici e ordinario di Semiotica all'Universit di Bologna.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori E : Electronic Frontier
Foundation
Guida a Internet della Electronic Frontier
Foundation, edizione italiana a cura di Liber Liber
Guida a Internet della Electronic
Frontier Foundation" in edizione italiana, tradotta da Liber Liber.
Si tratta di uno dei manuali su Internet pi diffusi al mondo, se non
il pi diffuso in assoluto (versione 3.51).
Il manuale  disponibile anche in formato
autori E : Engels, Friedrich
(cenni biografici)
Manifesto
del Partito Comunista (Il) (di Engels
Friedrich, Marx Karl)
Scritto nel 1848, espone in forma di
manifesto le idee chiave della concezione storica e politica di Marx ed
Engels. Al di l dei giudizi sulla sua attualit politica, rimane un
documento storico di fondamentale importanza.
Si ringrazia la Silvio Berlusconi Editore per averci concesso i diritti
di pubblicazione gratuiti.
Cenni
biografici
Friedrich
Engels nacque nel 1820 a Barmen, da una famiglia di ricchi industriali
luterani.
Nel 1841 fu a Berlino per assolvere al servizio militare e qui
conobbe il club dei Giovani Hegeliani. L'incontro con la sinistra
hegeliana ed il conseguente interesse per gli studi filosofici lo
portarono a comporre Schelling e la rivelazione, una critica radicale
nei confronti dell'idealismo e della possibilit di fusione tra
rivelazione e filosofia.
Il suo soggiorno di lavoro in Inghilterra (si era recato a Manchester
per dirigere un'industria paterna) gli fece prendere atto delle
sconvolgenti conseguenze sociali dell'industrializzazione, esperienze
che furono alla base del suo La situazione della classe operaia in
Inghilterra, del 1845. L'anno prima, a Parigi, Engels aveva allacciato
uno stretto legame con Karl Marx. Dal loro sodalizio intellettuale
nacquero La Sacra Famiglia (1845), L'ideologia tedesca (pubblicata solo
nel 1932 in URSS) e il Manifesto del partito comunista, scritto su
commissione per la Lega dei Comunisti.
Nella primavera del '48 fu di nuovo in Germania per partecipare ai
moti rivoluzionari, ed a Colonia cominci a scrivere per la Nuova
Gazzetta Renana, di cui Marx era redattore capo. Durante le sollevazioni
operaie, Engels mise in mostra ottime capacit tattiche, una dote che
nel Palatinato si rivel fondamentale per l'organizzazione dei
volontari comandati dall'ex ufficiale prussiano Willich. La
vanificazione dei moti rivoluzionari costrinse per Engels ad
abbandonare la Germania e, successivamente, a fare ritorno a Manchester,
dove lavor di nuovo nell'industria tessile del padre, anche per
permettere a Marx di comporre il Capitale in tutta tranquillit.
In seguito abbandon l'attivit industriale e si dedic totalmente
agli studi ed alla collaborazione con Marx. Trasferitosi a Londra, prese
parte in maniera instancabile alla politica attiva come dirigente della
I^ e della II^ Internazionale. Da Londra Engels continu ad
intrattenere strettissimi rapporti con il movimento operaio
internazionale (dal 1890 entr in corrispondenza con Filippo Turati ed
Antonio Labriola), in particolare con quello tedesco, e persever nei
suoi studi e nella sua attivit di teorico: nel '78 compose Antiduring;
la dialettica della natura (edito per la prima volta nel 1925 in URSS)
e, nel 1886, Ludwig Feuerbach e il punto d'approdo della filosofia
tedesca.
Dopo la morte di Marx, nel 1883, fu curatore della redazione e della
pubblicazione delle opere e degli appunti di quest'ultimo, fino alla sua
scomparsa, avvenuta a Londra nel 1895.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori E : Epictetus
(Epitteto) (cenni
biografici)
manuale di Epitteto (Il)
(Enchiridion)
21
Tradotto da Giacomo Leopardi. Tratto dalle
lezioni che tenne presso la sua scuola nell'Epiro e redatto, insieme con
i Colloqui, dal suo discepolo Arriano di Nicomedia, il Manuale di
Epitteto contiene, in forma riassunta, il tema portante dei primi: la
capacit che deve avere il filosofo  quella di saper discernere ci
che dipende da lui (l'intelligenza, la saggezza...) da ci che non
dipende da lui (i malanni, la salute...) per ottenere quel controllo di
se stessi che d indifferenza non, ad esempio, nei confronti della
malattia, ma nei confronti dell'idea di malattia.
Cenni
biografici
Epitteto
nacque a Gerapoli, in Frigia, intorno al 50 d. C.
Fu portato a Roma come schiavo di Epafrodito, un liberto di Nerone e,
dopo essere stato a sua volta liberato, si dedic allo studio della
filosofia, sulla scia della dottrina dello stoico Musonio Rufo.
Nel 94, tramite un senatoconsulto, l'imperatore Domiziano band i
filosofi ed Epitteto fu costretto a trovare rifugio a Nicopoli,
nell'Epiro, dove la sua scuola incontr molti favori.
Con Epitteto lo stoicismo si liber di qualsiasi pretesa teoretica
facendosi esclusivamente dottrina morale e ricollegandosi allo stoicismo
arcaico ed al cinismo: il vivere ragionevolmente significa vivere
secondo natura, senza compromessi e privi di passioni, alla ricerca del
distacco dalle cose del mondo, dell'aristocratica accettazione degli
eventi.
L'estrema coerenza di questo pensatore lo port a rifiutare
completamente i compromessi pratici della stoicismo medio come, ad
esempio, la casistica dei preferibili.
Il pensiero di Epitteto  giunto fino a noi tramite la redazione che
ne fece il suo discepolo Arriano di Nicomedia, il quale trasse i
Colloqui (o Dissertazioni) e il Manuale dalle lezioni del maestro.
Epitteto mor a Nicopoli tra il 125 ed il 130 d. C.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori E : Epicurus (Epicuro) (cenni
biografici)
Lettera sulla felicit (a Meneceo)
In questa breve lettera  riassunta la
dottrina etica epicurea. Vi  esposta la dottrina del tetrafarmaco
(ossia il quadruplice rimedio che guarisce gli uomini dai mali
peggiori), la confutazione dell'immagine erronea degli dei,
l'eliminazione della paura della morte, la razionalizzazione dei
desideri, l'elogio dell'apatia e dell'imperturbabilit. Pubblicato
dalla collana Millelire di Stampa Alternativa.
Cenni
biografici
Nato
a Samo (o ad Atene, secondo Diogene Laerzio) nel 341 a. C., Epicuro era
figlio di un maestro di scuola e di una maga. Fu allievo del platonico
Panfilo a Samo e dell'accademico Senocrate ad Atene. Proprio ad Atene,
dopo avere esercitato il mestiere di maestro per un po'di tempo, visse
la maggior parte dei suoi anni, insegnando la sua dottrina filosofica
nella scuola che vi apr nel 306.
Per Epicuro la filosofia non ebbe carattere fondante rispetto alle
altre scienze ma, al contrario, si configur essenzialmente come phrmakos,
come medicina rispetto ai mali della vita (la morte, la vecchiaia, il
dolore, il timore degli dei...) e quindi come mezzo per il
raggiungimento della felicit tramite l'uso consapevole ed equilibrato
dei piaceri.
Non  pertanto possibile allineare la dottrina epicurea
all'edonismo: il tipo di felicit indicato dalla prima (fondata
soprattutto sui piaceri naturali e necessari, come il cibarsi) non porta
l'uomo all'incondizionato appagamento dei sensi ma piuttosto
all'atarassia (ossia alla tranquillit e alla pace con la natura) e
all'aponia, vale a dire all'affrancamento dai dolori, dall'angoscia e
dai pregiudizi. Il materialismo di Epicuro, di matrice democritea, si
basava sulla convinzione della totale materialit della realt, anima
compresa .
Di lui ci restano, tramite Diogene Laerzio, solo le lettere ad
Erodoto, a Pitocle ed a Meneceo.
Mor nel 270 a. C.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori E : Erasmus : Roterodamus
(Erasmo da
Rotterdam) (cenni
biografici)
Elogio della Follia
Scritta nel 1511,  una corrosiva satira
allegorica sugli errori della filosofia scolastica e il malcostume
ecclesiastico. Pur condividendo l'aspirazione della riforma luterana a
un cristianesimo pi autentico e meno dogmatico, Erasmo si oppose a una
rottura con la Chiesa di Roma, auspicando un rinnovamento del mondo
occidentale basato sulla forma antica e sulla morale cristiana.  il
libro che prepar l'Europa a quella rivoluzione morale e religiosa che
fu la Riforma protestante.
Cenni
biografici
Geer
Geertsz (cambier successivamente il suo nome con quello umanistico di
Desiderio Erasmo) nasce la notte tra il 27 e il 28 ottobre del 1466 a
Rotterdam dal prete Rotger Geertsz o Gerrits. Dopo essersi formato agli
studi classici sotto la guida di Alessandro Hegius, nel 1488 prende i
voti a Steyn diventando canonico agostiniano. Da questi legami si libera
solo ventinove anni pi tardi a causa forse della sua eccessiva
sensibilit feminea che gli rese impossibile accettare ancora la
vita conventuale.
Tra il 1495 e il 1521 prosegue gli studi prima a Parigi dove al
seguito di vari mecenati studia il greco, poi a Basilea ed in seguito a
Friburgo. La sua continua ricerca verso gli studi, alimentata da una
sempre nuova esigenza di libert, portano Erasmo a viaggiare
continuamente per l'Europa. In Inghilterra incontra Colet e Tommaso Moro
e scrive nel 1509 la sua opera pi nota: l'Elogio della pazzia (satira
della teologia scolastica, dell'immoralit del clero ed elogio della
follia del vero cristiano che impronta la sua vita alla fede). Giunto in
Italia passa la maggior parte del suo tempo a Venezia presso Aldo
Manuzio dove approfondir le sue conoscenze sull'uso della stampa.
La sua fama cresce a tal punto che finir per dominare
intellettualmente l'Europa sino alla polemica luterana che per non
seguir a causa del suo ideale delle bonae literae, inteso come
cristianesimo umanistico.
Nell'Antibarbari, il suo primo scritto, si rileva gi la sua
dottrina tesa alla ricerca di una religione spirituale e antidogmatica,
preoccupata pi della vita morale che alla sottigliezza razionale. In
seguito comincia i Colloquia su cui, insieme agli Adagiorum
Collectanea (Adagia raccolta di detti, allusioni, proverbi,
aneddoti latini e greci tesi a rendere popolare la nuova cultura)
interverr pi volte. Nel 1505 pubblica coraggiosamente le Annotationes
del Valla al Nuovo Testamento. Alla polemica antiluterana appartengono
il De libero arbitrio (1524) e l'Istitutio christiani
matrimonii. Nel tanto discusso Ciceronianus (1528), Erasmo
dichiara la sua perplessit nei confronti dell'Umanesimo tendente a
trascurare gli interessi religiosi.
Muore il 12 luglio 1536 in piena coscienza, senza pensar mai di
chiedere un confessore.
Un clic qui per un ritratto dell'epoca di
Note biografiche a cura di Sabina
Catanorchi
autori F : Faldella, Giovanni
(cenni
biografici)
Donna Folgore
Figurine (Le)
serenata ai morti (Una)
Cenni
biografici
Nato a Saluggia (Vercelli) nel 1846, Giovanni Faldella si laure in
Giurisprudenza a Torino, dove entr in contatto con la societ
studentesca Dante Alighieri, frequentando Sacchetti, Giacosa,
Boito, Camerana; nel 1869 fond il quadrimestrale Il Velocipede,
rivista di politica e letteratura, su cui scrisse numerosi articoli a
firma Spartivento.
Nel 1871 torn a Saluggia e intraprese l'attivit professionale,
iniziando contemporaneamente la carriera politica come consigliere
provinciale; nonostante gli impegni professionali continu a coltivare
la sua attivit pubblicistica e per conto della Gazzetta Piemontese
comp anche dei viaggi all'estero (Vienna e Parigi). Collabor a
numerosi giornali e riviste come Rivista minima, Caffaro,
Movimento, Fanfulla di Firenze e di Roma, Cronaca
bizantina. Nel 1881 fu eletto deputato della Sinistra e nel 1896
senatore; le sue posizioni, inizialmente di sinistra, divennero
gradualmente moderate.
La sua ricca produzione letteraria comprende sia opere narrative (i
racconti Figurine, 1875; Il male dell'arte. Variazioni sul
tema , 1867; Madonna di fuoco e Madonna di neve, 1888) sia
racconti di viaggio e reportages giornalistici (A Vienna, gita col
lapis, 1874; Un viaggio a Roma senza vedere il papa, 1880; Roma
borghese, 1882). Tutte le sue opere sono caratterizzate da uno stile
bozzettistico estremamente vivace e da un uso della lingua estroso e
originalissimo in cui si mescolano vocaboli aulici e dialettali,
tecnicismi e latinismi.
Mor a Saluggia nel 1928.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori F : Ferrari, Enrico Maria
(cenni biografici)
Quando vendettero il Natale
Pubblicato dalla collana Millelire di
Stampa Alternativa. Una raccolta di racconti umoristici e graffianti,
molto divertenti e molto meno "leggeri" di quello che pu
sembrare ad una lettura superficiale.
Cenni
biografici
Enrico
Maria Ferrari nasce il 27 gennaio 1966 a Roma, dove continua a vivere
nonostante tutto. Dopo il liceo ed un inutile vagabondaggio
all'Universit, scopre il piacere della scrittura grazie ad un sistema
di messagistica elettronica, dove amici giornalisti apprezzano i suoi
raccontini.
Comincia a collaborare alla fine degli anni Ottanta con MCmicrocomputer,
mensile di informatica, divenuto quindi giornalista collabora con la
Repubblica, Mondo Economico e addirittura L'Avvenire.
In tempi pi recenti comincia una collaborazione con un quotidiano
di turismo, che lo fa viaggiare tutto spesato; realizza cos
l'obiettivo di fare vacanza lavorando. Come scrittore trova spazio solo
fra amici e conoscenti, finch nel '91 viene invitiato al Maurizio
Costanzo Show come "nuovo scrittore", il riscontro
successivo sfiora lo zero assoluto fino all'approdo, sempre per vie
telematiche, a Stampa Alternativa.
Frequenta la Scandinavia, la Groenlandia e l'Islanda, dove ritiene
che le condizioni climatiche siano ottimali: adora infatti il freddo in
ogni sua manifestazione e sogna di vedere un giorno il Tevere
completamente ghiacciato.
Enrico Maria Ferrari ha una sua home
page e un recapito di posta elettronica: e.ferrari,mclink.it.
Note biografiche a cura di anonimo
(probabilmente Enrico Maria Ferrari stesso)
autori F : Ferrieri, Luca
lettore a(r)mato - vademecum di autodifesa (Il)
Pubblicato dalla collana Millelire di
Stampa Alternativa. Questo libello  un grido al lettore perch sappia
difendersi da chi non vuole farlo leggere, ma anche da chi vuole farlo
leggere per forza. E'una dichiarazione d'amore alla lettura e ai suoi
adepti. E'stato gentilmente fornito a Liber Liber dall'autore stesso.
autori F : Finella,
Filippo
Incendio del Visuvio del Lanelfi
Pubblicato in Napoli, presso Antonio
Beltrano nel 1632, questo opuscolo offre una interpretazione astrologica
dell'eruzione del Vesuvio del 15-16 dicembre 1631, una delle maggiori
registrate dalla storia.
autori F : Fiorentino, Giuliana
italiano che parliamo (L')
Vedi italiano
che parliamo (L') (di Casadei
Federica, Fiorentino Giuliana, Samek-Lodovici Vieri)
autori F : fioretti di San
Francesco (I)
fioretti di San Francesco (I)
Scritto probabilmente tra la fine del XIII
e l'inizio del XIV secolo da un anonimo frate francescano, raccoglie
storie tramandate oralmente ed usate in prediche o in rappresentazioni
teatrali:  un esempio della letteratura religiosa del Trecento.
autori F : Flaubert, Gustave (cenni biografici)
Madame Bovary
Cenni
biografici
Gustave
Flaubert nacque a Rouen nel 1821, secondo dei tre figli del chirurgo
primario della cittadina natale. Sin dall'adolescenza dimostr una
spiccata propensione per la letteratura, cominciando a scrivere molto
presto. Nel 1836 si innamor, sulla spiaggia di Trouville, di una donna
sposata, Elise Foucault; la vicenda gli ispir in seguito L'educazione
sentimentale (1843-45).
Nel 1840 si iscrisse alla facolt di Giurisprudenza di Parigi ma si
dedic poco agli studi, preferendo frequentare gli ambienti artistici e
letterari della citt fino a che i sintomi di una grave malattia
nervosa lo costrinsero a tornare a Rouen. Nel 1846, morti il padre e la
sorella, si stabil con la madre e la nipote nella villa di campagna
che la famiglia possedeva a Croisset e che rimase la sua residenza
definitiva ad eccezione di brevi soggiorni invernali a Parigi e alcuni
viaggi all'estero. Nello stesso 1846 conobbe la scrittrice Louise
Colet con cui strinse una relazione sentimentale che dur fino al 1855
e di cui ci  rimasta una intensa corrispondenza.
Nel 1848 fu a Parigi, durante la Rivoluzione; tra il 1849 e il 1851
viaggi con un amico in Medio Oriente, Grecia e Italia. Al ritorno da
questo lungo viaggio, tra il 1851 e il 1856 scrisse il romanzo che 
considerato il suo capolavoro, Madame Bovary, pubblicato a
puntate su la Revue de Paris. Il testo segna una vera e propria
svolta nella letteratura europea: l'orizzonte degli ideali e dei
modelli romantici viene superato attraverso la demistificazione delle
idee moralistiche tipiche della societ borghese del primo ottocento;
la descrizione oggettiva dei fatti apre la strada al prossimo
naturalismo.
Madame Bovary fu messo all'indice e Flaubert fu accusato di
oltraggio alla morale e alla religione l'anno successivo alla
pubblicazione (1857) e fortunatamente assolto dalla corte al processo.
Nel 1862 pubblic Salamb, ambientato nell'antica Cartagine;
in seguito si dedic alla riscrittura dell'Educazione sentimentale,
lavoro che lo tenne impegnato dal 1863 al 1869. La guerra
franco-prussiana lo costrinse a lasciare per qualche tempo Croisset con
gravi conseguenze per il suo gi fragile sistema nervoso. Nel 1875, per
salvare dal fallimento il marito della nipote, vendette tutto il suo
patrimonio, continuando a vivere con le scarse entrate della sua
attivit di scrittore e con una piccola pensione governativa che gli
venne assegnata negli ultimi anni di vita.
Mor a Croisset nel 1880. Il suo ultimo romanzo Bouvard e
Pecuchet, capolavoro dell'umorismo nero, usc postumo e
incompiuto nel 1881.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori F : Fletcher, John
due nobili cugini (I)
Per gentile concessione del prof. Goffredo
Raponi (cenni biografici) che ha
curato traduzione e note.
Il testo  stato realizzato in collaborazione con l'associazione "Festina
Lente C.I.R.S.A."
autori F : Fogazzaro, Antonio (cenni
biografici)
Daniele Cortis
fiasco del maestro Chieco (Il). Racconti musicali
Malombra
Piccolo Mondo Antico
Pubblicato a Milano nel 1895, Piccolo
mondo antico si svolge a ridosso di alcune vicende del Risorgimento
italiano, dal 1849 (anno della bruciante sconfitta di Novara) al 1859,
in prossimit della nuova guerra contro l'Austria. Da alcuni appunti
dell'autore sappiamo che la stesura del romanzo gli port via circa
10 anni (Fogazzaro inizi a scriverlo nell'agosto del 1884 e lo
concluse il 31 dicembre 1894, alle 6 del pomeriggio) e, appena
uscito, il romanzo fu immediatamente tradotto in inglese ed in francese,
divenendo in breve tempo un successo internazionale, capace perfino di
surclassare Le vergini delle rocce di D'Annunzio. Proprio
grazie all'enorme fortuna dell'opera, Antonio Fogazzaro ottenne la
nomina a senatore.
Piccolo mondo moderno
Cenni
biografici
Antonio
Fogazzaro nacque a Vicenza nel 1842, da una agiata e colta famiglia che
lo avvi agli studi di giurisprudenza. Laureatosi a Torino nel 1864, si
stabil a Milano per alcuni anni, frequentando Arrigo Boito e gli
ambienti della scapigliatura. Nel 1869 torn definitivamente a Vicenza
e intraprese la carriera di avvocato, abbandonandola per dopo poco
tempo per dedicarsi alla letteratura.
I temi della poetica di Fogazzaro, senza dubbio una delle figure pi
interessanti del secondo Ottocento italiano, evidenziano il contrasto,
particolarmente sentito all'interno della cultura cattolica
predominante allora in Italia, tra le passioni e il senso del dovere.
Gi nel poemetto in versi sciolti Miranda (1874) e nella
successiva raccolta di liriche Valsolda (1876)  possibile
notare alcune peculiarit dello stile di Fogazzaro: sensualit nelle
immagini alternata a slanci mistici e inquietudini interiori.
I romanzi Malombra (1881), Daniele Cortis (1885), Il
mistero del poeta (1888) e la raccolta di racconti Fedele (1887),
preludono a quello che  il suo testo pi noto, Piccolo mondo
antico (1895), in cui la storia dei protagonisti si intreccia con le
vicende dell'Italia risorgimentale. In questi anni Fogazzaro si
accost alle correnti moderniste e alle teorie positiviste ed
evoluzioniste, contribuendo alla loro diffusione tramite un'intensa
attivit di pubblicista e conferenziere, ben presto contestata dalla
Chiesa; nel 1905 le sue opere furono messe all'indice.
Nel resto della produzione dell'autore ricordiamo per la
saggistica: Discorsi (1898), Scienza e dolore (1898), Il
dolore nell'arte (1901); per la narrativa: Piccolo mondo
moderno (1901), Il santo (1905), Leila (1910).
Fogazzaro mor a Vicenza nel 1911.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori F : Folengo, Teofilo
(cenni biografici)
Baldus
Cenni
biografici
Figlio
di un notaio mantovano e ottavo di nove fratelli, Folengo, il cui nome
di battesimo era Gerolamo, nacque a Mantova nel 1491. Insieme ad altri
dei suoi fratelli venne avviato alla vita religiosa sin dal 1508,
assumendo il nome di Teofilo. Visse in numerosi conventi del Veneto fino
al 1524, anno in cui usc dall'Ordine benedettino per diventare
precettore privato dei figli di Camillo Orsini e stabilirsi a Venezia.
Folengo coltiv assiduamente il genere maccheronico-goliardico, che
aveva all'epoca largo seguito nella cultura veneta, riscattandone il
carattere di esercizio parodistico ed elevandolo a strumento
stilistico-letterario vero e proprio. Attraverso un linguaggio
personalissimo che  un impasto tra forme del latino classico e lessico
dialettale, questo originale scrittore riusc a dare un ritratto
assolutamente anticonvenzionale della realt sociale del suo tempo.
La sua opera pi nota  l'Opus maccaronicum o Maccheronee,
raccolta in quattro redazioni piuttosto diverse tra loro (1517; 1521;
1539-40; 1552 postuma); contiene: Zanitonella, narrazione dell'amore
non corrisposto di Zani per Tonella; Moscheide, poema eroicomico
sulla guerra tra le mosche e le formiche; una serie di epigrammi; il Baldus,
poema in esametri sulle avventure di Baldo, discendente di Rinaldo.
Quest'ultima opera ebbe un'influenza sull'opera di Rabelais.
Folengo mor nel 1544 a Campese (Bassano del Grappa, Vicenza).
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori F : Folgore : da San
Gimignano (cenni
biografici)
Sonetti
I sonetti di Folgore sono tramandati da
vari manoscritti, dei secoli XIV e successivi. I manoscritti
differiscono l'uno dall'altro sia nel numero dei sonetti riportati sia
nel testo dei medesimi; perci anche nelle edizioni moderne il testo
pu variare a seconda delle scelte operate dal curatore.
Cenni
biografici
Poco si sa della vita di Folgore da San Gimignano, il cui nome
compare in un ristretto numero di documenti degli archivi di Siena e di
San Gimignano. Sono incerte anche la data della nascita, che si ritiene
avvenuta qualche anno prima del 1280, e della morte, databile fra il
1317 e il 1332, anno in cui un documento parla dei suoi eredi.
Il poeta si chiamava in realt Giacomo di Michele, ma si guadagn
ben presto il soprannome di Folgore (fulgore, splendore), con cui 
sempre indicato, e con il quale egli stesso si designa, nel commiato dei
sonetti dei mesi
valse questo soprannome fosse proprio il suo talento poetico.
Della sua opera ci  giunta poco pi di una trentina di sonetti,
tradizionalmente raggruppati in tre collane: "sonetti dei
mesi", "sonetti della settimana" e "sonetti per
l'armamento di un cavaliere". A questi si aggiungono alcuni altri
sonetti sparsi, di carattere politico o moraleggiante, non sempre di
sicura attribuzione.
Note biografiche a cura di Raffaele
Frattarolo (fratta,inrete.it)
autori F : Foscolo, Ugo
(cenni biografici)
Dei Sepolcri
Poema del 1807 scritto in margine a una
discussione riguardante la possibile estensione all'Italia dell'editto
di Saint-Cloud sulla tumulazione dei cadaveri senza distinzioni di censo
o di fama. Nel carme i contrasti dell'animo foscoliano sembrano superati
volontaristicamente in un'accettazione senza riserve di valori chiari e
oggettivi e anche il presentimento della morte, ultimo motivo di
inquietudine, viene riassorbito nel culto quasi religioso
dell'esemplarit dei grandi e nel conforto recato dalla bellezza e
dalla gloria. Il carme che celebra il valore della memoria e
l'immortalit della poesia.
Grazie (Le)
Ricciarda
Sonetti
I sonetti dell'edizione definitiva del
1803. Compresi, quindi, anche gli otto meno noti ("Che stai?",
Perch taccia
componimenti mostrano l'ormai raggiunta maturit artistica del poeta,
capace di trasferire l'acceso autobiografismo, che caratterizzava
l'"Ortis", nel lirismo e nella temperata e sincera solennit
dei sonetti.
Ultime lettere di Jacopo Ortis
Il romanzo dell'Ortis offre la storia di
un giovane il quale, mentre anela alla vendetta della patria oppressa,
innamora d'una donna obbligata ad un altro; e, lasciandosi vincere dalla
violenza della passione, e subito disperando d'ogni altro conforto,
poich l'ha irrevocabilmente perduta, si uccide" (Giovita Scalvini,
1817, anno dell'edizione definitiva delle "Ultime lettere di Jacopo
Ortis").
Viaggio
sentimentale di Yorick lungo la Francia e l'Italia, di
Laurence Sterne
Il testo, di Laurence Sterne,  stato
tradotto da Niccol Ugo Foscolo sotto lo pseudonimo di Didimo Chierico.
Cenni
biografici
La
vita di Ugo Foscolo, inutile dirlo,  la vita-tipo del poeta romantico:
nato a Zacinto, allora colonia Veneziana, nel 1778, si trasferisce nel
1793, a Venezia e si trova subito coinvolto nel clima di rinnovamento
che la rivoluzione francese e il giacobinismo avevano creato.
Dal punto di vista pi propriamente letterario e intellettuale, si
forma nei salotti illuministi attorno ai quali ruotano personaggi come
Pindemonte, Bettinelli e Cesarotti, che rappresentano la crema della
cultura illuminista dell'Italia dell'epoca. Contemporaneamente, comincia
il suo percorso politico che, nel momento in cui Napoleone cominciava ad
esportare in Europa le idee della rivoluzione Francese, non pu che
essere all'insegna del giacobinismo.
Ne sono una testimonianza le due opere del 1797, l'ode A Bonaparte
liberatore e soprattutto la tragedia Tieste, che gli procurer un certo
successo di pubblico nonch indagini sul suo conto da parte della
polizia, fino a dover fuggire a Milano all'indomani del trattato di
Campoformio. L'anno successivo lo troviamo a Bologna, dove si arruola
nella guardia nazionale e comincia a scrivere Le ultime lettere di
Jacopo Ortis, che verranno stampate nello stesso periodo, in un'edizione
riveduta e completata (abbastanza male) da un certo Savoli.
Gli anni successivi li divide tra l'impegno nell'esercito napoleonico
e il girovagare per l'Italia a seguito di vari incarichi amministrativi
che gli vengono affidati (Nel 1799 combatte prima a Cento e poi a
Genova, nell'anno successivo  a Milano e poi a Firenze). Sono anche
anni di intensa maturazione personale e letteraria: del 1800  l'ode A
Luigia Pallavicino caduta da cavallo, del 1802, l'ode All'amica
risanata, le Poesie, che comprendono le due odi pi dodici sonetti, tra
cui i famosissimi Alla sera, A Zacinto, In morte del fratello Giovanni.
Quasi contemporaneamente, nel 1802, esce la prima edizione delle ultime
lettere di Jacopo Ortis, libro-chiave.
L'esilio, le speranze che Napoleone aveva fatto nascere, la nuova
sensibilit nei confronti della vita e dell'amore: gli elementi del
percorso che Foscolo ha seguito fino a questo punto ci sono tutti, cos
come nel percorso di tutta la sua generazione che finir per
riconoscersi in questo romanzo. Negli anni successivi (Dal 1804 al 1806)
 in Francia al seguito dell'armata, che sta progettando l'invasione
dell'Inghilterra, e inizia a tradurre Il viaggio sentimentale di Sterne
. Si tratta della fine definitiva della sua adesione agli ideali
napoleonici; gli anni successivi saranno tutti improntati alla critica e
al ripensamento di questo periodo.
I sepolcri escono nel 1807; nell'anno successivo ottiene la cattedra
di eloquenza all'universit di Pavia, ma non  pi in linea con la
politica di Napoleone, e la cattedra viene soppressa. Nel 1809
rappresenta l'Aiace alla scala, tragedia ritenuta antinapoleonica e che
dunque viene vietata, al Foscolo non resta che ricominciare la sua
carriera di perseguitato politico nell'impero Napoleonico che ha tradito
i suoi ideali. Nel periodo seguente scrive il suo ultimo capolavoro (Le
Grazie, nel 1812), e segue le alterne vicende dell'impero fino a
Waterloo, quando l'Austria, che ha ottenuto il Lombardo-Veneto, chiede
agli ex ufficiali Napoleonici il giuramento di fedelt.
Foscolo si rifiuta e abbandona, per sempre l'Italia, rifugiandosi
prima in Svizzera e poi in Inghilterra. Comincia cos il periodo pi
difficile della sua vita, nel corso del quale riscrive l'Ortis
(pubblicato, nella sua versione definitiva, nel 1816) e vari saggi di
letteratura Italiana per riviste Inglesi, unico modo, insieme ad alcune
lezioni private di Italiano, per mantenersi da vivere. Va avanti cos
fino alla morte, nel 1827, nei pressi di Londra, a Turnham Green.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori F : Francesco : d'Assisi
santo (cenni
biografici)
Cantico di Frate Sole (Il)
Detto anche "Canticus creaturarum"
fu composto da Francesco, secondo la leggenda, due anni prima della sua
morte (1226). Scritto in volgare umbro, il "Cantico"  uno
dei pi antichi monumenti della letteratura italiana. In prosa ritmica
assonanzata, celebra le lodi del creatore attraverso l'esaltazione delle
sue creature: l'acqua, il fuoco, ecc. sino alla stessa morte.
Cenni
biografici
La
storia dei Comuni  intrecciata alle lotte religiose, sia quelle che il
comune affrontava per sottrarsi al potere imperiale che quelle che
riguardavano l'interno della Cristianit, quindi la riforma
ecclesiastica che part da Cluny e i movimenti detti ereticali. Si
protestava contro la corruzione del clero, si puntava a ricondurre la
vita ecclesiastica alla purezza delle sue origini. Al rinnovamento
religioso segu quello sociale, la societ esprime il proprio disagio
con i moti religiosi. San Francesco d'Assisi ricondusse le tensioni
eretiche pi eversive all'ortodossia, vivendo in una condizione che
riportava allo spirito puro delle origini.
Nacque nel 1182, si convert a vita di penitenza nel 1206. Fond
l'Ordine dei Frati Minori che si ispirava alla vita evangelica e
apostolica, all'umilt e alla povert. Egli, ispirandosi alla vita di
Cristo, afferm come fondamento del Cristianesimo l'Amore che abbraccia
tutte le cose. La religione  vista come connessa agli affetti pi
semplici: alla casa, alla famiglia e alle cose che entrano ora per ora
nell'esistenza. Dio  una presenza amica nell'amore, nel lavoro, nel
dolore e persino nella morte. Egli amava la povert che lo rendeva
superiore alla volont di possesso e lo liberava dalla schiavit delle
cose.
Secondo l'antica leggenda francescana (legenda antiqua perusina;
speculum perfectionis), S. Francesco avrebbe conposto IL CANTICO DI
FRATE SOLE (O LAUDES CREATURARUM) nel 1224, cio due anni prima della
morte, nell'orticello di S. Damiano, dopo una notte di acutissime
sofferenze fisiche, aggravate da un'invasione di topi nella sua cella,
confortato, per, alla fine, da una visione celeste che lo aveva reso
certo della sua salvezza eterna.
L'ispirazione del CANTICO  incentrata su di un motivo: l'umile,
gioiosa accettazione di tutta la vita che palpita in noi e attorno a noi
(accettazione che implica per una dura conquista spirituale), perch
essa, provenendo da un Dio che  gioia suprema, bont, amore, non pu
non avere un'autentica bont e bellezza. Queste sono attestate da tutte
le cose, l'acqua, il sole, la terra, il fuoco, i fiori, le stelle,
armoniosamente disposti in questo grandioso universo, da un lato per
mostrare l'eccellenza della mente creatrice e ordinatrice, dall'altro
per essere utili alla vita. L'uomo pu dunque sentire la presenza
amorosa e paterna di Dio per tutto il creato e sentire fratelli tutti
gli esseri, nati da un unico Padre.
Non
solo, per, la natura, ma anche il dolore e persino la morte fanno
parte di questa superiore armonia: l'uno, perch, se sopportato nel
nome di Dio,  mezzo di purificazione che a lui, avvicina, l'altra,
perch pone in comunicazione con un mondo pi vero e pi grande.
Alcuni interpreti hanno avvertito un contrasto fra l'ispirazione
ottimistica dei vv. 1-22 e quella drammatica degli altri, soprattutto
dei vv. 26-30, che alludono al pericolo della dannazione.
Giova per avvertire che se la natura si pu presentare allo
sguardo del poeta cristiano in una luce di bellezza e armonia sempre
uguali, impresse in lei dal momento della creazione, la vita dell'uomo
 vista invece nel suo continuo dramma di peccato e redenzione. Solo
adeguandosi alla volont di Dio, l'uomo acquista il suo posto,
altissimo, nel grande poema della creazione: diviene veramente nel nome
di Dio e fratello di tutti gli esseri.
Dolcemente estatica, quindi, la voce del poeta quando canta la gloria
di Dio, pi contrastata e drammatica quando esprime quell'umilt
francescana che  dura e difficile conquista morale. Ma solo la
ritrovata purezza dell'anima gli consente di guardare il mondo con
sguardo limpido e di scoprire la sua vera bellezza. Il cantico 
scritto in prosa ritmica, ispirandosi, in questo, alla traduzione latina
dei salmi biblici (dai quali riprende anche spiriti e movenze); la
lingua  il volgare umbro del sec. XIII, con per influssi toscani e
anche latini.
Note biografiche a cura di Mirko
Locatelli (kaneda,computech.it)
autori F : Freud, Sigmund
(cenni biografici)
Aforismi e pensieri
Cenni
biografici
Sigmund
Freud nacque a Freiberg (l'odierna Prbor), in Moravia, nel 1856.
Di origine ebraica, si laure in medicina a Vienna e si dedic per
molto tempo alla ricerca teorica nel campo dell'anatomia e della
fisiologia del sistema nervoso. In seguito, per motivi economici,
dovette abbandonare lo studio teorico e cominciare a dedicarsi
all'esercizio pratico della neuropsichiatria, venendo a conoscenza
dell'ipnosi come metodo di cura per le psiconevrosi.
Interessatosi alla materia, si rec in Francia grazie ad una borsa
di studio ed inizi a collaborare con Charcot, che faceva largo uso
dell'ipnosi e teorizzava una base psichica (e non fisiologica) per le
nevrosi e per l'isteria. Tornato a Vienna, si rese conto della scarsa
efficacia terapeutica degli assunti di Charcot e si avvicin alle tesi
di Breuer, che utilizzava l'ipnosi in modo quasi antitetico a quello
dello studioso francese.
Insieme con Beuer, Freud inser la tecnica ipnotica all'interno
della "terapia catartica", attraverso la quale si tentava di
'sbloccare'la psiche del paziente tramite la rievocazione di un fatto
biografico del suo passato di cui lo stesso non aveva ricordo.
In seguito Freud si stacc dalla pratica ipnotica ed elabor teorie
indipendenti riguardo all'interpretazione di questi eventi passati
rimossi
distinzione 'topografica'della psiche in inconscio (costituito da
quegli eventi mentali di cui non siamo consapevoli, da quei ricordi che
devono affiorare tramite la terapia), preconscio (costituito da elementi
latenti, facilmente riassumibili alla coscienza) e coscienza (costituita
da tutto ci di cui siamo consapevoli); e una distinzione in entit
quali l'es (impulsi irrazionali ed intuitivi), l'io (in gran parte
cosciente, con qualche elemento preconscio) e il super-io (istanza
normativo-morale, in gran parte inconscia).
Freud si avvalse di tecniche innovative quali le associazioni libere,
formul in modo nuovo la tecnica per l'interpretazione dei sogni e,
allo scopo di tentare una sorta di verifica delle sue teorie, si dedic
per quasi tutta la vita all'autoanalisi. Il suo lavoro gett le basi
della psicoanalisi, e, dopo le iniziali difficolt, ottenne il
riconoscimento accademico (Freud fu infatti professore all'Universit
di Vienna dal 1920).
Nel 1938, Sigmund Freud fu costretto ad abbandonare Vienna a causa
delle persecuzioni antisemite e si rifugi a Londra, dove mor nel
1939.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori F : Fucini, Renato
(cenni biografici)
veglie di Neri (Le)
La raccolta di racconti Le veglie di Neri venne
pubblicata, racconto per racconto , dal 1877 al 1881 sulla Rassegna
settimanale, una rivista diretta da Sidney Sonnino (fatta eccezione per Dolci
ricordi, pubblicato su La domenica del Fracassa, il 16 gennaio1885, e
Scampagnata, composto appositamente per l'edizione completa). Nella raccolta il
Fucini intest tutti i racconti al
muratore Neri Tanfucio, personaggio col quale si identificava gi all'epoca
dei Cento sonetti in vernacolo pisano (1872), e si orient verso uno
spiccato realismo agreste, ponendo l'accento sugli avvenimenti e sui
personaggi tipici dell'ambiente campagnolo e facendo trasparire un certo
pessimismo nei confronti delle vicende risorgimentali e dei loro ambiziosi
programmi di riforma sociale.  La raccolta fu pubblicata integralmente  per  la
prima volta nel 1882, presso
Barbera di Firenze, col titolo Paesi e figure della campagna toscana.
Cenni
biografici
Renato
Fucini nacque a Monterotondo l'8 aprile 1843, da David e Giovanna Nardi.
David Fucini era un medico, e Renato visse la sua infanzia in campagna
(dal '43 al '49 i Fucini abitarono a Campiglia) fino a quando, nel 1849,
il padre non perse il posto di lavoro e la famiglia non fu costretta a
trasferirsi prima a Livorno, poi ad Empoli ed infine a Dianella, presso
la stessa Empoli.
Nel 1859 il giovane Renato fu a Pisa per frequentare i corsi di
agraria, grazie ai quali riusc a lavorare come ingegnere a Firenze,
allora capitale d'Italia. Fu proprio a Firenze che inizi a scrivere i
primi sonetti in vernacolo pisano, sonetti che lo resero celebre in
tutta la Toscana addirittura prima della loro pubblicazione, avvenuta,
col titolo Cento sonetti in vernacolo pisano, nel 1872 e risoltasi in un
vero e proprio successo editoriale nazionale.
Per tale edizione il Fucini assunse lo pseudonimo di Neri Tanfucio e
l'identit di muratore. Negli anni successivi ottenne prima un posto
come insegnante prima e poi come ispettore scolastico, un incarico che
gli permise di vagabondare per quei paesetti della toscana che tanto
amava e dai quali prendeva la materia per i suoi bozzetti di vita
campagnola.
Lo stesso pseudonimo che assunse nei Sonetti  sintomatico per
capire quali fossero le intenzioni del Fucini narratore, il quale spesso
si divertiva ad interpretare anche nella vita reale il personaggio del
campagnolo riservato ma cordiale che cos spesso compariva nei suoi
scritti. Del 1877  il suo viaggio a Napoli insieme a Giustino
Fortunato. Le impressioni ed i pensieri sollecitati dalla citt furono
raccolti in Lettere ad un amico, titolo poi mutato in Napoli ad occhio
nudo.
Dopo aver lavorato alla Riccardiana di Firenze dal 1901 al 1907,
trascorse i suoi ultimi anni di vita tra Castiglioncello e Dianella,
dove mor nel 1921.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori G : Galassi, Graziano
Costituzione e le vicende politico-istituzionali
italiane dal 1946 al 1994 (La)
Per gentile concessione dell'autore.
autori G : Galilei, Galileo
(cenni biografici)
bilancetta (La)
Capitolo contro il portar la toga
Due lezioni all'Accademia fiorentina circa la
figura, sito e grandezza dell'Inferno di Dante
Opera del 1588.
Dialogo Sopra i due massimi sistemi del mondo
Al testo in formato RTF sono allegate
delle immagini.
Concepita nel 1610, l'opera ebbe un tempo di composizione
molto lungo, dovuto principalmente a periodi di infermit dello scienziato ed
in seguito, a causa della condanna da parte del Sant'Uffizio nel 1616, al
timore di dichiarare troppo apertamente la sua adesione al sistema copernicano.
Dedicato a Ferdinando II d Medici, granduca di Toscana, il Dialogo,
articolato in 4 giornate, si svolge tra il fiorentino Filippo Salviati,
portavoce di Galileo, il veneziano Giovan Francesco Sagredo, uomo di ingegno e
di idee progressiste, ed il peripatetico Simplicio, dalla rigida impostazione
scolastica. Nella prima giornata si discute del moto, nella seconda si
entra nel vivo del sistema copernicano, nella terza si affronta la teoria delle
stelle fisse e nell'ultima si apre il dibattito sul flusso e riflusso del
mare, secondo Salviati-Galileo uno degli argomenti pi forti a favore del
sistema eliocentrico. Il Dialogo fu completato all'inizio del 1630 ma
dovette superare molti problemi per avere l'approvazione ecclesiastica, per
assecondare la quale fu mutato il titolo originale (Dialoghi attorno al
flusso  e reflusso del mare) e vennero cambiati alcuni passaggi.  Pubblicata il
21 febbraio 1632 a Firenze, l'opera venne aspramente
perseguita da papa Urbano VIII, che ne viet la diffusione ed intim a Galileo
di presentarsi a  Roma,  dove  venne  sottoposto  al  famoso  processo  che  lo
costrinse
all'abiura.
Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a
due nuove scienze
621 K
Al testo nei formati RTF e HTML sono
allegate numerose immagini.
Discorso intorno alle cose che stanno in su
l'acqua o che in quella si muovono
Al testo in formato RTF e HTML sono
allegate numerose immagini.
Lettere
Nelle lettere di Galileo, le scoperte, le
polemiche e la condanna della Chiesa.
mecaniche (Le)
Al testo nella versione RTF e HTML, sono
allegate delle immagini.
operazioni del compasso geometrico e militare
(Le)
Al testo sono allegate numerose immagini.
Saggiatore (Il)
Opera pubblicata nel 1623, nella quale
Galileo pone le basi del metodo scientifico sperimentale.
Sidereus Nuncius
L'opera per mezzo della quale Galileo d
notizia della scoperta dei satelliti medicei e del loro moto di
rivoluzione intorno a Giove, scoperta resa possibile dall'invenzione del
cannocchiale. L'opera  disponibile in latino ed in italiano ed 
corredata da numerose immagini. Si ringrazia la Casa Editrice Ricciardi
per aver consentito l'uso della traduzione italiana di Luisa Lanzillotta.
Trattato di fortificazione
Al testo nella versione RTF e HTML, sono
allegate delle immagini.
Cenni
biografici
Galileo
Galilei nacque a Pisa il 15 febbraio 1564 da Giulia Ammannati e
Vincenzio Galilei, entrambi appartenenti alla media borghesia. Vincenzio,
nato a Firenze nel 1520, ex liutista ed ex insegnante di musica, in
passato era entrato in conflitto con la tradizione classica che
attribuiva la consonanza tra tutti i suoni al controllo delle
proporzioni numeriche ed aveva proposto idee proprie al riguardo.
Era quindi ferrato in matematica, ma, intuendo le difficolt
pratiche che la professione di matematico presentava, spinse il figlio a
studiare medicina proprio come un loro avo, quel Galileo Bonaiuti che
nel XV secolo si era distinto nell'esercizio dell'arte medica ed in
onore del quale un ramo della famiglia aveva preso il nome di Galilei.
Galileo comp i primi studi di retorica, grammatica e logica nel
monastero camaldolese di Vallombrosa ed entr a far parte dell'ordine
come novizio.
La decisione non pot che contrariare Vincenzio, il quale, nutrendo
appunto ben altri progetti per il figlio, lo fece tornare a Pisa e lo
fece iscrivere a Medicina. I corsi della facolt vertevano su Galeno e
sui libri di scienza naturale di Aristotele, che costituirono i
principali oggetti di critica da parte del giovane Galileo, sempre pi
attratto dalla matematica e dalla filosofia e sempre meno produttivo in
veste di studente di medicina. Nel 1583 vi fu il suo incontro con
Ostilio Ricci, un matematico probabile allievo di Tartaglia. Ricci era
aggregato alla corte di Toscana e teneva le sue lezioni in volgare, come
in volgare era scritto il testo di Euclide su cui basava i suoi corsi.
Si trattava infatti della traduzione che ne aveva fatta lo stesso
Niccol Tartaglia, il quale, a differenza delle versioni latine, aveva
chiarito la discrepanza esistente tra la teoria delle proporzioni di
Eudosso e quella dell'aritmetica medievale, un chiarimento che si
rivel fondamentale per la formazione di Galileo. Le sue prime indagini
nel campo della fisica lo portarono, tra l'83 e l'86, a determinare il
peso specifico dei corpi tramite un congegno chiamato bilancetta',
simile ad un utensile gi in uso presso i mercanti orafi. Nell'88 diede
anche una prova della propria erudizione letteraria con delle lezioni su
Dante tenute presso l'Accademia fiorentina.
Nell'89, nonostante non si fosse laureato, grazie alla stima ed alla
fama che si era guadagnato presso certe frange del mondo accademico
ottenne la cattedra di Matematica all'Universit di Pisa, un lavoro che
gli assicur l'indipendenza economica dal padre. A Pisa Galileo rimase
3 anni, durante i quali scopr la legge di caduta dei gravi. Ma il
periodo pi sereno e fruttuoso della sua vita lo pass come insegnante
di matematica presso l'Universit di Padova, dove si trasfer nel 1592
e dove rimase per 18 anni. Qui continu i suoi studi di meccanica e di
astronomia, nell'ambito della quale abbracci la teoria copernicana.
Dal 1609 cominci a perfezionare ed usare il cannocchiale come
strumento per le osservazioni astronomiche. Il cannocchiale non era
un'invenzione di Galileo (artigiani olandesi e italiani ne avevano gi
approntati diversi tipi) ma i miglioramenti che lo scienziato vi
apport inaugurarono l'epoca delle grandi scoperte astronomiche, di cui
lo stesso Galilei diede annuncio nel Sidereus Nuncius (Ragguaglio
astronomico) del 1610. I 4 maggiori satelliti di Giove, le montagne ed i
crateri della Luna, le macchie solari, furono fenomeni fino ad allora
sconosciuti che destarono meraviglia ed ammirazione tanto nel mondo
accademico (Keplero riconobbe e conferm l'importanza delle scoperte di
Galilei), quanto in certo ambiente politico (Cosimo d Medici lo
nomin matematico dello studio di Pisa), ma anche ostruzionismo ed
astio da parte delle gerarchie ecclesiastiche (in particolare del
cardinale Bellarmino) e degli aristotelici.
Nel 1616 il Sant'Uffizio mise all'indice sia la cosmologia
copernicana, sia le opere di Galileo, il quale venne convocato a Roma
per giustificare le sue opinioni. Qui il suo tentativo di difendere le
concezioni astronomiche copernicane (e le proprie) in quanto inoffensive
nei confronti della Bibbia, venne respinto e lo scienziato fu intimato a
non professarle pi. Galileo continu tuttavia ad approfondire ed
ampliare i suoi studi e, nel 1623, compose in volgare il Saggiatore, nel
quale polemizzava con il padre gesuita Orazio Grassi riguardo alla
natura delle comete e a problemi di ordine metodologico. Sempre nel '23
sal al soglio pontificio Urbano VIII, un Barberini che si era
dimostrato disponibile nei suoi confronti, tanto che proprio all'ex
cardinale, spirito illuminato ed aperto ai discorsi scientifici, Galileo
aveva dedicato il Saggiatore.
Nel 1632 pubblic il Dialogo sopra i 2 massimi sistemi del mondo, un
testo fondamentale per la scienza moderna in cui Galileo, sotto
un'apparente neutralit, dava risalto all'astronomia copernicana a
discapito di quella tolemaica. A causa dell'influenza di alcuni padri
gesuiti, Urbano VIII ebbe allora un'involuzione e, nel 1633, Galileo
venne processato a condannato al carcere a vita dal Sant'Uffizio, una
pena da cui pot salvarsi solo abiurando le sue teorie. Il carcere a
vita fu cos commutato in isolamento, che Galileo scont prima nel
palazzo dell'Arcivescovado di Siena e poi nella sua villa di Arcetri.
Mor a Firenze l'8 gennaio 1642, circondato da pochi allievi e nella
quasi totale cecit. Galileo Galilei  stato formalmente assolto
dall'accusa di eresia solo nel 1992, trecentocinquanta anni dopo la sua
morte.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori G : Gallaccini, Teofilo
Trattato sopra gli errori degli architetti
autori G : Giacosa, Giuseppe (cenni
biografici)
partita a scacchi (Una)
Cenni
biografici
Giuseppe Giacosa nacque a Colleretto vicino Torino nel 1847. Suo
padre, che era un magistrato e aveva aperto uno studio legale nella
citt piemontese, lo avvi agli studi di Giurisprudenza. Conseguita la
laurea nel 1868, Giacosa cominci la pratica nella studio del padre;
durante questi anni frequent l'ambiente letterario torinese,
legandosi di amicizia soprattutto con gli scrittori che frequentavano la
societ Dante Alighieri (Sacchetti, Boito, Camerana).
La sua prima opera, Una partita a scacchi (1873), commedia in
versi d'ambientazione medievale, riscosse un discreto successo;
contemporaneamente pubblicava i proverbi drammatici Non dir
quattro se non l'hai nel sacco e si impegnava sul fronte
giornalistico, collaborando a giornali e riviste. Nel 1888 si trasfer
a Milano come direttore della Scuola di recitazione filodrammatica e in
seguito insegn Letteratura drammatica e recitazione al Conservatorio.
Dopo il successo di alcuni suoi testi teatrali, lasci l'insegnamento
per dedicarsi a scrivere per il teatro a tempo pieno. I testi di questo
periodo trattano di temi d'attualit e sono di orientamento
naturalista: Tristi amori (1887), I diritti dell'anima (1894),
Come le foglie (1900).
In collaborazione con l'amico Pietro Illica, fu autore di libretti
di successo musicati da Puccini: Boheme (1896), Tosca (1899),
Madama Butterfly (1904). Dal 1901 fu direttore de La Lettura,
importante rivista milanese.
Mor a Torino nel 1906.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori G : Giamboni, Bono
Libro de'Viz e delle Virtudi
Si ringrazia il Prof. Giuseppe Bonghi e la
dei Classici Italiani per averci concesso il diritto di
pubblicazione.
Trattato di virt e di viz
Prima redazione del "Libro dei Viz
e delle Virtudi".
dei Classici Italiani per averci concesso il diritto di
pubblicazione.
autori G : Gibellini, Pietro
Tre coltellate per compare Turiddu
Lettura antropologica di "Cavalleria
rusticana" di Giovanni Verga.
autori G : Goethe, Johann
Wolfgang (cenni biografici)
dolori del giovane Werther (I)
Romanzo epistolare pubblicato per la prima
volta nel 1774 e rielaborato nell'edizione attuale nel 1782. E'un
romanzo in lettere e note con un solo corrispondente. Lo spunto era dato
dalla personale storia amorosa per Charlotte Bluff, dal momento della
nascente passione fino all'inevitabile doloroso distacco. Con il
Werther
romanticismo intimistico.
Cenni
biografici
Johann
Wolfgang Goethe nacque a Francoforte sul Meno il 28 agosto del 1749.
Nel 1771 si laure in giurisprudenza a Lipsia, dove aveva seguito
corsi di disegno, medicina e scienze naturali. Tornato a Francoforte
conobbe Herder, Jacobi e Klopstock, lesse autori mistici e neoplatonici
e si avvicin alla filosofia di Spinoza. Fu in questo periodo che
compose I dolori del giovane Werther.
Nel 1775 si trasfer a Weimar come membro del Consiglio Segreto del
Duca Carlo Augusto di Sachsen-Weimar, al servizio del quale si dedic a
studi di botanica, di mineralogia e si occup di problemi politici.
Gli anni che seguirono furono molto felici per l'attivit letteraria
di Goethe, che compose le liriche Il Divino e Limiti dell'Umanit ed
inizi le stesure dell'Urfaust, dell'Ifigenia in Tauride, del Wilhelm
Meister, del Tasso e dell'Egmont.
Nel 1782 gli fu conferito il diploma di nobilt dall'imperatore
Giuseppe II, che gli consent di porre la particella von davanti al suo
cognome; il 3 settembre dello stesso anno part per Roma.
Tornato in Germania, nel 1789, gli nacque il figlio Augusto da
Christiane Vulpius e, negli anni seguenti, strinse una profonda amicizia
con Schiller, che lo esort a non abbandonare mai la redazione del
Faust e con il quale collabor alla stesura della raccolta di epigrammi
Xenien. Nel 1808 fu insignito della Legion d'Onore da Napoleone.
Nel 1830, a Roma, gli mor il figlio Augusto. Goethe lo segu il 22
marzo del '32, alcuni mesi dopo aver sigillato il manoscritto del Faust
II.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori G : Goldoni, Carlo
(cenni biografici)
avventure della villeggiatura (Le)
Baruffe Chiozzotte (Le)
Questa commedia in 3 atti fu l'opera con la quale Goldoni
interruppe la sua lunga e ricca attivit di commediografo a Venezia e
venne rappresentata per la prima volta nel teatro San Luca nel gennaio
del 1762. Le baruffe chiozzotte rappresenta uno dei momenti pi
alti della produzione goldoniana e gi al tempo della sua prima messa
in scena ebbe un notevole successo, con repliche per 7 sere di seguito e
poi con nuove rappresentazioni in occasione del carnevale. Il suo vero
ed unico limite  da cercare nel dialetto, che ne ha impedito una
larghissima diffusione, nonostante se ne siano tentate traduzioni in
inglese e tedesco. Le "baruffe" indicate dal titolo sono le
solite schermaglie d'amore derivate dalla commedia dell'arte, da cui
Goldoni riesce a cavare un quadro di relazioni umane estremamente vivo e
articolato.
bottega del caff (La)
Bersaglio di Goldoni  la figura di un
nobile spiantato, senza soldi, ma di vita allegra, contrapposto a quella
del padrone della bottega del caff, borghese benpensante,
risparmiatore e lavoratore che alla fine lo trarr dai guai. Il
personaggio negativo, Don Marzio,  stato interpretato negli ultimi
anni da grandissimi attori.
Campiello (Il)
L'azione di questa Commedia 
semplicissima, l'intreccio  di poco impegno, e la peripezia non 
interessante; ma ad onta di tutto ci, ella  stata fortunatissima
sulle scene in Venezia non solo, ma con mia sorpresa in Milano fu cos
bene accolta, che si  replicata tre volte a richiesta quasi comune. La
mia maraviglia fu grande, perch ella  scritta coi termini pi
ricercati del basso rango e colle frasi ordinarissime della plebe, e
verte sopra i costumi di cotal gente, onde non mi credeva che fuori
delle nostre lagune potesse essere intesa, e cos bene goduta. Ma vi 
una tal verit di costume, che quantunque travestito con termini
particolari di questa Nazione, si conosce comunemente da tutti...
(L'autore a chi legge)
delle ultime sere di carnovale (Una)
In fondo di questa Commedia 
un'allegoria, che ha bisogno di spiegazione. Essendo io in quell'anno
chiamato in Francia, e avendo risolto di andarvi, per lo spazio almeno
di due anni, immaginai di prender congedo dal Pubblico di Venezia col
mezzo di una commedia; e come non mi pareva ben fatto di parlare
sfacciatamente ed alla scoperta di me, e delle cose mie, ho fatto de'
Commedianti una societ di Tessitori, o sia di fabbricanti di stoffe, e
mi sono coperto col titolo di Disegnatore...
(L'autore a chi legge)
famiglia dell'antiquario (La)
Scritta nel 1750, con sottotitolo (e
argomento) "La suocera e la nuora", mette in ridicolo, insieme
alla figura del capo famiglia antiquario dilettante ma sprovveduto,
quella dei nobili senza denari e dei borghesi con "el fumo della
nobilt".
Innamorati (Gli)
Commedia ambientata a Milano, prende di
mira le donne ed i loro vezzi, che spesso ottengono risultati contrari a
quelli desiderati. La sincerit tardiva aiuta a raggiungere il lieto
fine. La commedia ebbe un buon successo nell'Ottocento, molto meno nel
nostro secolo.
Ircana in Ispaan
Ircana in Julfa
locandiera (La)
116
La commedia pi fortunata di Carlo
Goldoni, rappresentata per la prima volta nel Carnevale del 1753 al
Teatro Sant'Angelo di Venezia. E'fra le pi argute commedie goldoniane
e certamente la pi lineare e perfetta. Il vivace contrasto dei
caratteri dei tre pretendenti (il conte d'Albafiorita, il marchese di
Forlimpopoli, il cavaliere di Ripafratta) e l'astuta femminilit di
Mirandolina hanno reso famosa questa commedia i cui personaggi sono
diventati dei tipi immutabili.
ritorno dalla villeggiatura (Il)
Rusteghi (I)
I Rusteghi in lingua Veneziana non
 lo stesso che i Rustici in lingua Toscana. Noi intendiamo in
Venezia per uomo Rustego un uomo aspro, zottico, nemico della
civilt, della cultura, del conversare. Si scorge dal titolo della
Commedia non essere un solo il Protagonista, ma varii insieme, e in
fatti sono eglino quattro, tutti dello stesso carattere, ma con varie
tinte delineati, cosa per dire il vero dificilissima, sembrando che pi
caratteri eguali in una stessa Commedia possano pi annoiare che
dilettare...
(L'autore a chi legge)
servitore di due padroni (Il)
Troverai, Lettor carissimo, la presente
Commedia diversa moltissimo dall'altre mie, che lette avrai finora. Ella
non  di carattere, se non se carattere considerare si voglia quello
del Truffaldino, che un servitore sciocco ed astuto nel
medisimo tempo ci rappresenta: sciocco cio in quelle cose le quali
impensatamente e senza studio egli opera, ma accortissimo allora quando
l'interesse e la malizia l'addestrano, che  il vero carattere del
villano. Ella pu chiamarsi piuttosto Commedia giocosa...
(L'autore a chi legge)
smanie per la villeggiatura (Le)
... l'ambizione ha penetrato nelle
foreste: i villeggianti portano seco loro in campagna la pompa ed il
tumulto delle citt, ed hanno avvelenato il piacere dei villici e dei
pastori, i quali dalla superbia de'loro padroni apprendono la loro
miseria.
I personaggi principali... sono di quell'ordine di persone che ho voluto
prendere precisamente di mira; cio di un rango civile non nobile e non
ricco; poich i nobili e ricchi sono autorizzati dal grado e dalla
fortuna a fare qualche cosa di pi degli altri. L'ambizione de'
piccioli vuol figurare coi grandi, e questo  il ridicolo ch'io ho
cercato di porre in veduta, per correggerlo, se fia possibile...
(L'autore a chi legge)
sposa persiana (La)
Teatro Comico (Il)
Questa, ch'io intitolo Il Teatro
Comico, piuttosto che una Commedia, prefazione pu dirsi alle mie
Commedie. In questa qualunque siasi composizione, ho inteso di
palesemente notare una gran parte di que'difetti che ho procurato
sfuggire, e tutti que'fondamenti su'quali il metodo mio ho stabilito,
nel comporre le mie Commedie...
(L'autore a chi legge)
vedova scaltra (La)
ventaglio (Il)
La commedia in 3 atti Il ventaglio
venne rappresentata per la prima volta a Parigi nel maggio del 1763,
ottenendo pochi consensi. Essendo stata pensata, in quell'occasione,
esclusivamente come scenario per i comici del teatro italiano a
Parigi, Goldoni prov a riscriverla e poi a spedirla a Venezia, dove fu
rappresentata con successo il 4 febbraio 1765 e in seguito data alle
stampe nel 1781, per l'editore Zatta.
Cenni
biografici
Carlo
Goldoni commediografo italiano nato a Venezia nel 1707.
Lascia la sua carriera giuridica per il teatro, raggiungendo il primo
successo nel 1734 con la tragedia Belisario. All'et di
quarantun'anni entra a far parte, come poeta drammatico, nella compagnia
di Gerolamo Medebac di Venezia, rappresentando la sua prima commedia
scritta interamente La donna di Garbo (1743).
Per la stessa compagnia e per il Teatro Sant'Angelo, il Goldoni
scrisse numerose commedie, attuando quella riforma parzialmente
cominciata nel 1738 con il Momolo cortesan.
Con tale riforma, esposta nel Teatro Comico nel 1751,
l'autore si propone di restituire dignit letteraria al teatro
contrapponendo alle buffonesche improvvisazioni della commedia dell'arte
il brioso e garbato studio dei costumi della sua commedia di carattere.
Prendendo spunto dalla vita quotidiana ne rinnova la trama facendo uso
di un linguaggio che evidenzia l'aspetto realistico delle situazioni
create dai suoi personaggi oramai privi di maschere.
Nel 1762 si trasferisce a Parigi a dirigere la Commdie Italienne;
fu poi insegnante di italiano alle figlie di Luigi XV. Morir a Parigi
nell'anno 1793.
clic sulla figura
per un ingrandimento
Scrisse oltre 150 lavori in italiano ed in
dialetto veneziano, tra cui:
Arlecchino servitore di due padroni, 1745;
La vedova scaltra, 1748;
La famiglia dell'antiquario, 1749;
La bottega del caff, 1750;
La locandiera, 1753;
I rusteghi, 1760;
Le smanie per la villeggiatura, 1761;
Le baruffe chiozzotte e Sior Todero brontolon
nel 1762;
Il ventaglio, 1765;
Burbero benefico, in lingua francese, nel 1771.
Importanti i suoi Mmoires, in francese iniziati nel 1784 e
pubblicati nel 1787.
Note biografiche a cura di Sabina
Catanorchi
autori G : Gozzano, Guido
(cenni biografici)
danza degli gnomi e altre fiabe (La)
Raccolta di fiabe scritte da Guido Gozzano
per il "Corriere dei Piccoli".
Tutte le poesie
Cenni
biografici
Guido
Gustavo Gozzano (che si fece poi chiamare soltanto Guido) nasce a Torino
il 19 dicembre del 1883. Si iscrive alla facolt di legge, ma non
giunse mai a laurearsi e prefer interessarsi di letteratura seguendo
all'universit di Torino i corsi di Arturo Graf insieme ad un gruppo di
giovani con cui successivamente costitu il gruppo dei crepuscolari
torinesi.
Lo scrittore, di salute malferma, non ebbe mai un lavoro fisso, ma
partecip alla vita culturale e mondana della Torino di inizio secolo.
Nel 1907 rivela la sua necessit di rifugiarsi nella poesia rifuggendo
le aspirazioni mondane pubblicando La via del rifugio. Qui
lontano da mire intellettualistiche, rivela la sua originalit come nei
due componimenti Le due strade e L'amica di nonna Speranza.
Nello stesso anno ha inizio la sua relazione con la scrittrice Amalia
Guglielmetti, ma andranno peggiorando le sue condizioni di salute che lo
porteranno alla tubercolosi. Nel 1911 appare il suo libro pi
importante I colloqui i cui componimenti furono disposti in tre
sezioni: Il giovanile errore, Alle soglie e Il
reduce.
Per tutto il corso della sua vita Gozzano collabor a giornali e
riviste con recensioni letterarie, fiabe per bambini, (I due
talismani 1914, La principessa si sposa 1917) e novelle (L'altare
del passato 1918, L'ultima traccia 1919).
Muore a Torino il 9 agosto 1916.
Un clic qui per una foto dell'epoca di
Note biografiche a cura di Sabina
Catanorchi
autori G : Grande, Luigi
(cenni biografici)
incoerenza (L')
Pubblicato nel 1975, il romanzo narra la
vicenda umana e spirituale di un giovane neofascista che crede
onestamente nelle sue idee, ma che - trovandosi in disaccordo con il suo
partito nel momento in cui deve optare per il referendum sul divorzio -
entra in crisi, cominciando a dubitare dei propri convincimenti.
onore (L')
Pubblicato nel 1969, il romanzo conduce il
lettore, attraverso il racconto di un'anziana madre siciliana, a
riflettere sull'articolo 587 del Codice Penale, allora in vigore, una
licenza di uccidere
denunciando cos il disagio della societ italiana di fronte alla
lentezza con cui la legge si adegua alle moderne istanze di giustizia e
alla nuova sensibilit nel rispetto della personalit della donna.
Per gentile concessione degli eredi e della casa editrice Todariana, di
Milano.
Cenni
biografici
Nasce
ad Acireale (Catania) il 13 maggio 1921. Laureato in scienze politiche
(a Catania nel 1943) in lettere (a Milano nel 1946) e in giurisprudenza
(a Milano nel 1949) dopo quella di cancelliere (dal 1945, prima ad
Acireale, poi a Crema) intraprende la carriera di magistrato nel 1953 a
Cremona, dove stabilisce definitivamente la sua residenza.
Dopo il collocamento a riposo (nel 1979 con il titolo di Presidente
di Cassazione) collabora con varie associazioni cremonesi culturali e di
volontariato e si dedica in modo pi intenso alla produzione letteraria
e saggistica, iniziata gi negli anni della giovinezza con la
pubblicazione di racconti, saggi e scritti vari su quotidiani e
periodici (tra i quali Il Giorno, L'Arena, Il Ponte di
Calamandrei e Il Mondo di Pannunzio).
Pubblica: Diritto all'ozio, divagazioni e racconti, Milano,
1956; I piedi di carta, racconto vincitore del premio Stradanova,
Padova, 1960; L'onore, romanzo, Milano, 1969; Il broglio,
commedia, Milano, 1972; L'incoerenza, romanzo, Milano, 1975; Dall'Europa
un nuovo galateo fra stati, saggio, Milano, 1982; Diritto
positivo e storto effettivo, poesie, Milano, 1983; Disatomic
Community, romanzo, Milano, 1984; Gli sbagli di Vostro Onore,
saggio, Milano, 1988; Un edificio incrollabile, racconti e
profili biografici, Roma, 1990; Eros alla sbarra, saggio,
Firenze, Vallecchi, 1992; Buon governo: speranza o utopia?,
saggio, Roma, 1994.
Alla sua morte, avvenuta il 25 agosto 1995, a Cremona, la
cittadinanza gli tributa affetto e stima e l'Universit della terza
et e del tempo libero di Cremona, di cui era stato fondatore nel 1982
e presidente, viene a lui intitolata.
Note biografiche a cura di Eloisa Grande
autori G : Griner, Massimiliano
(cenni biografici)
Nel baco del calo del malo
Si ringrazia l'autore e la casa editrice
Fernandel
aver concesso i diritti di pubblicazione elettronica del testo.
Cenni
biografici
Massimiliano Griner  nato a Milano tra la strage di Piazza Fontana
e l'assassinio del commissario Calabresi. Dopo l'esordio con un breve
racconto nell'antologia "www.fabula.it" (Fernandel, 1997), ha
pubblicato "Otaku. I giovani perduti del Sol Levante" (Castelvecchi,
1999).
Note biografiche a cura di Giuseppe
D'Emilio
autori G : Guicciardini,
Francesco (cenni
biografici)
Considerazioni intorno ai Discorsi del
Machiavelli sopra la prima Deca di Tito Livio
Consolatoria, Accusatoria, Defensoria
Nel 1527, con la rovina dei Medici ed il
sacco di Roma, Guicciardini entra in disgrazia nella sua Firenze, dove
fino a poco prima aveva comandato per conto del papato. Scrive queste
tre orazioni come autogiustificazione anche al fine di un possibile
processo a cui temeva di essere sottoposto dal nuovo regime:
Consolatoria
cerca di dimostrare i motivi che ha per non rattristarsi. In
Accusatoria
tutte le colpe possibili (e anche oltre), in uno stile declamatorio e
populista. "Defensoria"  il vero stile di Guicciardini:
secco, scientifico ed efficace, con cui smonta una ad una le accuse che
si era appena inventate. Quest'ultima orazione appare mutilata nella
forma in cui ci  giunta.
Diario del viaggio in Spagna
Discorsi politici
Memorie di famiglia
Ricordi
Ricordi
appunti sparsi, raccolti da Guicciardini, contemporaneo e corrispondente
di Machiavelli. Massime morali e consigli politici si mescolano in
un'opera che manca della sistematicit de "Il Principe" o
della stessa "Storia d'Italia" del Guicciardini. Vivamente
polemico contro lo stato della chiesa, sotto cui ha servito in alte
cariche per molti anni, Guicciardini  stato bollato da De Sanctis per
la sua ipocrisia, tesa solo al raggiungimento del proprio "particulare".
Scritti minori
Storia d'Italia
La Storia d'Italia dal 1490 (morte di
Lorenzo il Magnifico, e discesa in Italia di Carlo VIII di Francia), al
1534 (dopo il sacco di Roma da parte dei Lanzichenecchi, morte di papa
Clemente VII), scritta da un protagonista "alto funzionario e
consigliere di tre papi", con ambizioni di classicismo (si ispirava
ai commentarii di Cesare), ma con una grande modernit. Un testo
storico fondamentale.
Storie Fiorentine dal 1378 al
1509
Cenni
biografici
Francesco
Guicciardini nacque a Firenze nel marzo del 1483, da una famiglia di
tradizionale fede medicea che proprio dai Medici aveva ottenuto
benessere, autorit ed onori come poche altre famiglie all'interno
delle mura fiorentine. Il padre Piero, profondamente legato al filosofo
Marsilio Ficino, lo indirizz verso gli studi di giurisprudenza, studi
che Francesco intraprese prima a Firenze, poi a Padova ed in ultimo a
Pisa.
Nel 1508 cominci a dedicarsi al mestiere di avvocato e spos Maria
Salviati, nonostante l'opposizione familiare dovuta all'appartenenza di
Alamanno Salviati, il padre di lei, al partito degli ottimati. Dal 1512
al '14 fu in Spagna come ambasciatore della Repubblica Fiorentina presso
Ferdinando il Cattolico e, nel 1515, divent uno dei 9 membri della
Signoria.
Dal '16 in poi si susseguirono, per Guicciardini, gli incarichi per
conto di organismi o esponenti ecclesiastici: venne nominato avvocato
concistoriale e governatore di Modena da papa Leone X nello stesso 1516
e, tra il '21 ed il '26, fu commissario generale dell'esercito
pontificio, Presidente della Romagna e diplomatico presso la lega di
Cognac, fortemente voluta da papa Clemente VII (appartenente alla
famiglia d Medici come il suo predecessore Leone X) per unire gli
stati italiani contro Carlo V.
L'annus terribils di Francesco Guicciardini fu il 1527, l'anno del
sacco di Roma da parte dei soldati lanzichenecchi al servizio di Carlo V
e l'anno in cui cadde la signoria dei Medici, con conseguente ripristino
della Repubblica. Il Guicciardini, la cui tradizione familiare ed il cui
servizio presso due pontefici medicei lo rendevano particolarmente
inviso alla Firenze repubblicana, fu oggetto di numerose accuse (alcune
delle quali riusc a dimostrare false), non pot pi ricoprire
incarichi e si ritir a vita privata.
Nel 1529 fu oggetto di un processo da parte della Repubblica e, dopo
essere stato condannato in contumacia, gli furono confiscati i beni.
Nello stesso anno si trasfer a Roma. Nel '30 gli imperiali riportarono
i Medici a Firenze dopo un lungo assedio alla citt e papa Clemente VII
tent di riorganizzare il governo. Dopo violente lotte di potere
all'interno della dinastia medicea, assunse il potere Cosimo d Medici,
il cui assolutismo il Guicciardini, tornato nella sua citt, cerc
inutilmente di frenare.
Mor nel 1540, dal '38 si era definitivamente ritirato dalla vita
politica.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori H : Hawthorne, Nathaniel
lettera scarlatta (La)
Si ringrazia la famiglia Bonsanti per
averci concesso i diritti per la pubblicazione della traduzione.
autori H : Homerus (Omero)
(cenni biografici)
Batrachomyomachia [attribuzione
dubbia, in italiano]
vedi: guerra dei topi e delle rane (La), Giacomo
Leopardi.
Iliade
Odissea
Cenni
biografici
Tutto
ci che si sa di Omero  leggenda. Incerto  il suo luogo di nascita:
probabilmente la citt di Chio, o quella di Colofone, oppure Smirne,
per anni la pi quotata per motivi linguistici e culturali. Incerta 
l'origine del suo nome, forse di etimologia non greca: potrebbe derivare
da ho m horn, ossia 'il non veggente'(la leggenda ci descrive
infatti Omero come un aedo cieco), ma altri avanzano l'ipotesi che il
suo significato sia quello di 'ostaggio'oppure di 'raccoglitore'.
Per quanto riguarda l'et in cui visse (e quindi l'epoca dell'Iliade
e dell'Odissea), le date oscillano tra il XII e il VI secolo A.C., anche
se le tesi pi accreditate propendono per il VII o VIII secolo. Per
Erodoto, invece, Omero sarebbe vissuto 4 secoli prima di lui, il che
collocherebbe l'aedo indietro nel IX secolo. La maggior parte delle sue
tarde (e fantasiose) biografie sono zeppe di notizie senza alcuna
possibile corrispondenza con la realt, come ad esempio l'aneddoto
relativo alla sua gara poetica con Esiodo.
Ad Omero, considerato il primo poeta epico, gli antichi attribuirono
molte opere: oltre all'Iliade e all'Odissea egli avrebbe composto dei
poemi ciclici (Tebaide, Epigoni, Ciprie ecc.), una raccolta di inni,
alcuni epigrammi e dei poemetti di genere giocoso. A nessuno venne in
mente che Omero potesse non essere mai esistito finch, nel III secolo
A.C., Zenodoto non sollev dei dubbi circa la paternit di alcuni
versi dell'Iliade e dell'Odissea, presto seguito da Ellanico e Xenone i
quali, insospettiti dall'apparente disomogeneit linguistica ed
ambientale che correva tra i due poemi, ipotizzarono che il secondo
fosse stato composto da un ignoto aedo ben 100 anni dopo il primo.
Era l'inizio dei dibattiti e delle ricerche sulla cosiddetta
'questione omerica', riguardante soprattutto la vera paternit dei due
poemi epici a noi pervenuti, ma allargata anche ad altri quesiti, quali:
Omero  esistito davvero? I due poemi fanno parte di un tutt'uno
omogeneo? E se appartengono a pi autori in che modo sono stati
composti e tramandati? Gi Aristarco di Samotracia tent di dare una
spiegazione: l'Iliade e l'Odissea appartengono uno alla giovinezza e
l'altro alla vecchiaia dello stesso autore (Omero, naturalmente).
Col passare del tempo, per, le soluzioni non sembrarono pi cos
a portata di mano e le correnti 'unitaria'e 'antiunitaria'(che
sostenevano rispettivamente la tesi dell'autore unico e quella della
pluralit di autori) si arricchirono delle ipotesi pi variegate. G.
B. Vico pensava che Omero non fosse mai esistito ma che fosse
semplicemente stato assurto a simbolo della poesia greca dell'et
eroica, nonostante i due principali poemi di quest'ultima si dovessero a
pi autori. A sua volta Wolf prospett l'ipotesi che, in assenza della
scrittura e nell'impossibilit di mandare a memoria 2.800 versi,
differenti aedi fossero stati latori di diversi canti, riuniti poi in
forma di poemi epici nell'epoca di Pisistrato.
A loro si aggiunse una visione 'archeologica'dell'Iliade e
dell'Odissea, che vennero concepite come un insieme di stratificazioni
attribuibili ad epoche differenti o come ampliamenti da nuclei
originari. Con il passare del tempo lo sviluppo delle lettere comparate,
della filologia, dello studio della letteratura popolare e degli scavi
archeologici (che confermerebbero l'esistenza della scrittura gi in
epoca micenea), ha dato vita alla corrente cosiddetta 'neounitaria', la
quale non nega l'esistenza di originari canti primitivi, ma allo stesso
tempo afferma con forza l'unit dei due poemi in quanto composti da un
singolo autore, che avrebbe raccolto i nuclei originari e li avrebbe
ordinati in maniera personale utilizzando il dialetto ionico ed il verso
esametro, vale a dire la lingua e la metrica dell'Iliade e dell'Odissea.
A questa corrente si aggiunge l'interpretazione dell'Iliade e
dell'Odissea come 'enciclopedie tecnologiche', ossia come collezione di
saperi e di pratiche oralmente tramandate, indispensabili alla coesione
culturale. Al di l di tutte le possibili versioni,  quasi certo che
Omero non sia mai esistito e che i due poemi siano stati tramandati da
pi aedi erranti.
Ma, nonostante l'autore dell'Iliade e dell'Odissea si riduca ad un
fantasma, rimane il mistero di una costruzione e di una sintesi che,
probabilmente nel VI secolo, ordinarono la materia informe ed eterogenea
dei racconti pi antichi e ci tramandarono due opere dalla fortuna e
dalla forza inestinguibili tra i greci come tra i romani (il primo a
tradurre l'Odissea in metro saturnio fu Livio Andronico ed Ennio
sostenne addirittura di essere la reincarnazione di Omero), passando per
il Medioevo (tramite l'Omero latino) e per l'Umanesimo, su su fino ai
giorni nostri, offrendo a chiunque voglia leggerle due storie rimaste
miticamente e straordinariamente avvincenti.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori H : Hugo, Victor
miserabili (I)
Si ringrazia la Ugo Mursia Editore S.p.A.
per aver autorizzato la pubblicazione elettronica.
autori I : Italia
Assemblea Costituente
Costituzione della Repubblica Italiana
Costituzione della Repubblica
Italiana" pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 1 Gennaio 1948.
Parlamento.
Commissione parlamentare Antimafia
Verbali della Commissione Parlamentare Antimafia,
XI e XII legislatura
I testi acclusi sono stati forniti
all'associazione culturale Liber Liber direttamente dalla Segreteria
della Commissione Parlamentare Antimafia con lettera del 15 maggio 1995
prot. n. 2469\Comm. Antimafia.
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Regolamento concernente il registro pubblico
speciale per i programmi per elaboratore
Regolamento concernente il registro
pubblico speciale per i programmi per elaboratore" (diritti
d'autore sul software). Decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri del 3 gennaio 1994, n. 244 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale
il 22 aprile 1994, n. 93.
autori J : Johansson,
Johan
simmetria imperfetta (La)
Per gentile concessione della Fara Editore
autori L : Labriola, Antonio
Del materialismo storico.
Dilucidazione preliminare
In memoria del Manifesto dei comunisti
autori L : Lancillotti, Giovanni
principj della lingua italiana (I)
L'opera che qui si presenta  una
grammatica, non un trattato; grammatica scolastica, ovviamente
prescrittiva molto pi che descrittiva, e di conseguenza,
doverosamente, il meno problematica possibile. Se trascuriamo (come
tuttavia non  certo lecito) i logoi agraphoi dell'avvocato
Lancillotti, professore di italiano, francese e spagnolo al Real
Convitto del SS. Salvatore a Napoli, l'unico suo contributo noto nel
campo della didattica e della grammatografia italiana resta proprio
questo Nuovo Metodo per apprendere con fondamento la lingua Italiana
secondo il gusto del secolo, in cui viviamo, edito una prima volta
nel 1775 e adottato fin da due anni dopo come libro di testo nel
Convitto stesso.
Per gentile concessione della Fara Editore s.a.s. di Alessandro Ramberti
autori L : Lao-tz
(cenni biografici)
Tao Te Ching
Frutto, secondo la leggenda, del pedaggio
richiesto da un doganiere al filosofo Lao-tz, contemporaneo di
Confucio, per permettergli di lasciare la Cina, questo testo ha avuto
una enorme fortuna, ed  stato tradotto moltissime volte (e in
moltissime maniere diverse). E'considerato il testo fondamentale del
taoismo (filosofico e religioso).
Cenni
biografici
Il filosofo Lao-Tz nacque in Cina, presumibilmente nel IV o nel V
secolo A.C.
Le leggende che ruotano intorno alla sua vita sono in parte dovute
alla tarda redazione della sua biografia, avvenuta ad opera di uno
storico vissuto 4 secoli dopo di lui. Secondo questa ricostruzione,
Lao-Tz sarebbe stato direttore degli archivi reali di Chou e, proprio
a causa della sua carica, avrebbe conosciuto Confucio, che del primo
divenne discepolo.
Nauseato dalla corruzione vigente a corte, Lao-Tz la abbandon per
dirigersi verso occidente ma, al confine del regno, una guardia reale lo
preg di lasciargli qualcosa di scritto ed egli gli dett il Tao
Te Ching: un'opera breve (circa 5.250 ideogrammi) e letterariamente
pregevole, con la quale il pensatore espose la dottrina del Tao e della
sua azione nell'Universo.
Per quanto riguarda il suo esilio volontario, i taoisti indicano
nell'India quell'occidente verso cui si diresse Lao-Tz con l'idea,
sempre secondo i taoisti, di convertire i 'barbari'indiani.
In seguito a questa interpretazione gli stessi fanno risalire il
Buddhismo al Taoismo, dando adito a non poche polemiche tra le due
religioni.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori L : Latini, Brunetto (cenni biografici)
Tesoretto (Il)
Si ringrazia il Prof. Giuseppe Bonghi e la
dei Classici Italiani per averci concesso il diritto di
pubblicazione.
Cenni
biografici
la professione del padre. Dal 1524 inizi la carriera politica,
ricoprendo incarichi di sempre maggiore importanza all'interno del
comune. I rivolgimenti politici fiorentini e l'alternarsi al potere
delle diverse fazioni lo costrinsero all'esilio in Francia tra il 1260
e il 1266. Col ritorno dei guelfi al potere pot rientrare in patria,
proseguendo il suo cursus politico fino a raggiungere il priorato nel
1287.
Vero protagonista della vita politica e culturale di Firenze tra il
1270 e il 1290, Latini  ricordato da Dante Alighieri, che lo definisce
maestro (Inf. XV) e dallo storico Giovanni Villani (Cronica VIII,
10). Tra le sue opere quella che ebbe maggior fortuna  il Tresor
in tre libri, scritto in prosa francese e poi subito tradotto in
italiano: si tratta di una compilazione a carattere enciclopedico che si
inserisce in un genere piuttosto praticato nel medioevo e che sfrutta l'apporto
di testi classici tra cui l'Etica Nicomachea, a cui Latini
attinse ampiamente per la stesura del libro II.
Oltre al Tresor, Latini fu autore di rime, poemetti
didascalici e volgarizzamenti di testi classici, soprattutto latini.
Mor nel 1293 a Firenze.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori L : La Fontaine, Jean de
(cenni biografici)
Favole
Cenni
biografici
Jean
de La Fontaine, poeta francese, nacque a Chateau-Thierry, Aisne, nel
1621. Eredit dal padre il titolo di Maitre des Eaux et Forets
nel 1652. Condusse una vita oziosa, non risolvendo mai le sue
difficolt finanziarie. E'del 1654 il suo esordio letterario, con
l'adattamento dell'"Eunuco" di Terenzio.
Per compiacere Fouquet, il suo primo mecenate, si dedic ai generi
pi diversi: scrisse epistole, madrigali, ballate, poemi e commedie.
Quando Fouquet fu imprigionato, La Fontaine per affetto e per rendergli
grazie, scrisse in sua difesa l'"Elgie aux nymphes de Vaux".
Venne cos nominato gentiluomo servente presso la vedova Madame
d'Orleans di Lussemburgo. Alla morte della vedova fu accolto da Madame
de La Sablire, che era al centro di una societ di letterati,
filosofi e scienziati. In seguito venne ospitato dagli Hervart.
Uomo di spirito indipendente, bench legato a molti protettori, ebbe
diverse passioni e un matrimonio fallito. Quando la malattia lo colse si
avvicin alla religione. La sua opera non va limitata ai
Racconti
numerosi scritti in poesia e in prosa. Narratore vivace, fine umorista,
intelligente e sensibile, fu dotato di un grande gusto per le sfumature.
Nei 12 volumi delle "Favole" (1669 - 1693) rinnov la
tradizione esopica, rappresentando la commedia umana. Quest'opera
dimostr il suo amore per la vita rurale e attraverso animali simbolici
ironizz sulla vita della societ dell'epoca.
Mor a Parigi nel 1695.
Note biografiche a cura di Floriana
Minetti
autori L : Leonardo : da Vinci (cenni
biografici)
Aforismi, novelle e profezie
Cenni
biografici
Nato
a Vinci (Firenze) nel 1452, figlio naturale del notaio Piero e di una
contadina, fu accolto in casa del padre che non aveva avuto figli
legittimi dai primi due matrimoni. Dal 1467 al 1476 approfond la sua
formazione artistica presso la bottega del Verrocchio a Firenze,
interessandosi anche di matematica, meccanica e ingegneria.
Nel 1482 fu chiamato a Milano da Ludovico il Moro; durante il
soggiorno milanese si occup degli allestimenti scenici per gli
spettacoli teatrali della corte, oltre a dipingere alcuni dei suoi
capolavori (la Vergine delle rocce e l'Ultima cena).
Dopo la caduta di Ludovico nel 1499, Leonardo lavor presso varie corti
italiane: Mantova, Venezia, Firenze, Roma. Durante questi anni dipinse
capolavori come la Gioconda. Nel 1517 accett l'invito di
Francesco I a lavorare per la corte francese. Gli fu assegnato il
castello di Cloux vicino alla reggia di Amboise; trascorse gli ultimi
anni immerso negli studi, tra gli onori della corte. Mor nel 1519 a
Cloux, Amboise.
Leonardo amava definirsi omo sanza lettere: conosceva
superficialmente il latino, ignorava completamente il greco e aveva
appreso la maggior parte delle sue cognizioni attraverso i
volgarizzamenti delle opere pi importanti e attraverso l'aiuto di
amici, il matematico e filosofo Pacioli e il medico Marcantonio della
Torre. Si interess soprattutto di meccanica, fisica, anatomia,
filosofia naturale e lasci una enorme quantit di appunti (si
calcolano 5000 fogli).
Oltre agli appunti tecnici e ai progetti di trattati, Leonardo
scrisse anche numerosi apologhi, aforismi e favole che testimoniano un
gusto arguto e uno stile vivace. Giunto a noi grazie alla compilazione
dell'allievo Francesco Melzi che si bas sui materiali del maestro,
il Trattato della pittura  l'unica opera organica; si tratta
di un grandioso tentativo di coordinare ogni scienza, ogni filosofia,
ogni riflessione sulla scienza e sulla vita all'interno dell'ottica
e delle esigenze del pittore.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori L : Leoni, Giovanni
Battista (cenni biografici)
Madrigali
(edizione diplomatica)
La trascrizione qui presentata  relativa
alla seconda edizione (Ciotti 1598) che raccoglie i cento madrigali
delle due parti, Madrigali [...] Parte prima (ibid. 1594) e Madrigali
[...] Parte seconda (ibid. 1596), gentilmente messa a
disposizione da un collezionista privato.
Questa trascrizione riproduce il testo originale nella maniera pi
fedele possibile. Per ulteriori informazioni vi rimandiamo alle note
all'inizio del testo.
Madrigali
(edizione modernizzata)
Il testo di riferimento  la seconda
edizione  (Ciotti  1598)  che  raccoglie  i  cento  madrigali  delle due parti,
Madrigali
[...] Parte prima (ibid. 1594) e Madrigali [...] Parte seconda
(ibid. 1596), gentilmente messa a disposizione da un collezionista
privato.
Scopo della presente edizione  rendere pi agevole la lettura dei
madrigali. Per ulteriori informazioni vi rimandiamo alle note all'inizio
del testo.
Cenni
biografici
Giovanni Battista Leoni (1542? - 1613?), di probabili origini
padovane, fu attivo prevalentemente a Venezia nella seconda met del
sec. XVI come poligrafo e storico e fu uno dei fondatori, nel 1593,
della seconda Accademia veneziana. Con lo pseuduonimo di Lauro
Settizonio firm drammi e favole morali, tra cui la Roselmina (Ciotti,Venezia
1595) e La falsa riputazione della fortuna (ibid. 1597).
 noto soprattutto per aver composto in difesa della politica
veneziana le Considerationi [...] sopra l'Istoria d'Italia di messer
Francesco  Guicciardini  (Giolito,  Venezia   1583).   I   sei   libri   delle
Considerationi,
dedicati a G. Boncompagni duca di Sora, ebbero altre due edizioni
veneziane (1599 e 1600) e furono pure ristampati nelle edizioni della
Storia d'Italia guicciardiniana, dello Stoer, nel 1645, e del
Pasquali, nel 1738-39.
Legate alle Considerationi sono pure la Vita di Francesco
Maria I di Montefeltro della Rovere, IIII Duca d'Urbino (Ciotti,
Venezia 1605) e l'Apologia contra la oratione, che Francesco
Guicciardini dice nel libro ottavo della sua Historia essersi detta da
Antonio Giustiniani amb.re della Rep.ca Veneta, conservata a Venezia
nel ms. Marciano it. 28 del fondo antico. Di Leoni restano anche delle
lettere familiari divise in tre parti e stampate a pi riprese
(parte I: Ciotti, Venezia 1592; parti I e II: ibid.1593; parte III:
ibid. 1596).
Compose rime e madrigali, quest'ultimi riuniti e pubblicati in due
parti: Madrigali [...] Parte prima (ibid. 1594) e Madrigali
[...] Parte seconda (ibid. 1596), contenenti ciascuna cinquanta
madrigali.
Note biografiche a cura di Giuseppe
D'Emilio e Vittorio
Volpi
autori L : Leopardi, Giacomo
(cenni biografici)
Batrachomyomachia [attribuzione
dubbia, in italiano]
vedi sotto: guerra dei topi e delle rane (La) e Guerra de'
topi e delle rane
Canti
Discorso sopra la Batracomiomachia
Discorso sopra lo stato presente dei costumi
degl'Italiani
Si ringrazia il Prof. Giuseppe Bonghi e la
dei Classici Italiani per averci concesso il diritto di
pubblicazione.
Guerra de'topi e delle rane (1821-1822)
guerra dei topi e delle rane (La). Poema (1815)
Guerra dei topi e delle rane (1826)
infinito (L')
Fra i primi idilli composti fra il 1819 e
il 1821, ("La sera del d di festa", "Alla luna",
Il sogno
e i paesaggi assumono una amplissima risonanza sentimentale, dove
dominano i toni dell'evocazione e della memoria e il dolore per il
cadere di dolci speranze e per l'inesorabile trascorrere del tempo si
sublima nella composta contemplazione di una natura onnicomprensiva.
Oltre al testo della poesia l'archivio contiene una immagine
digitalizzata (in formato GIF) del secondo manoscritto autografo.
Cenni
biografici
Giacomo
Leopardi nacque a Recanati il 29 giugno 1798, primogenito della pi
illustre casata del piccolo centro marchigiano. Il padre, austero e
politicamente reazionario, fu, insieme con i precettori ecclesiastici,
il suo primo insegnante.
Ma l'ingegno precocissimo del giovane Giacomo e la sua estrema
sensibilit, frustrati dalla freddezza parentale, lo indussero ben
paterna (sette anni di studio "matto e disperatissimo") e ne
fecero un fenomenale autodidatta, esperto in lingue classiche, ebraico,
lingue moderne, storia, filosofia e filologia (nonch scienze naturali
e astronomia).
Divenne saggista e traduttore, specialmente di classici. Del 1816 fu
il suo passaggio 'dall'erudizione al bello', ossia dallo studio alla
produzione poetica, e nello stesso anno  da datare la sua missiva alla
'Biblioteca Italiana', con la quale il Leopardi difendeva le posizioni
dei classicisti in risposta alla de Stel. L'anno dopo avvi una fitta
corrispondenza con Pietro Giordani ed inizi la stesura dello
Zibaldone; sempre in questo periodo si innamor di Geltrude Cassi, alla
quale dedic la poesia Il primo amore.
Il suo corpo, ormai minato dai molti anni di studio e di
semi-volontaria reclusione, aveva gi cominciato a mostrare i segni di
quella deformazione alla colonna vertebrale che far cos soffrire il
poeta, anche se la malattia, per il Leopardi, non rimase mai un motivo
di lamento individuale ma si trasform in uno straordinario mezzo di
conoscenza. Del '18 sono le canzoni All'Italia e Sopra il monumento di
Dante, nonch lo scritto Discorso di un italiano intorno alla poesia
romantica.
L'anno seguente, il 1819, segn un periodo di profonda crisi per il
poeta: esasperato dall'ambiente familiare e dalla chiusura, soprattutto
culturale, delle Marche, governate dal retrivo Stato Pontificio, il
Leopardi tent di fuggire da casa, ma il progetto venne sventato dal
padre. A questo stesso periodo appartengono la composizione degli idilli
L'infinito, Alla luna ed altri e la sua conversione 'dal bello al vero',
con il conseguente intensificarsi delle sue elaborazioni filosofiche,
tra cui la teoria del piacere.
Nel 1822 il padre gli concesse un soggiorno al di fuori di Recanati e
fu cos che il poeta pot andare a Roma, ospite di uno zio. La citt
si rivel estremamente deludente e, dopo aver invano tentato di
trovarvi una sistemazione, il Leopardi nel 1823 fece ritorno nelle
Marche, dove inizi a comporre le Operette morali. Proprio le Operette
segnarono la piena formulazione del 'pessimismo storico', che vedeva
nell'uomo e nella ragione le vere cause dell'infelicit, e del
'pessimismo cosmico', che al contrario accusava la Natura di essere la
fonte delle sventure umane, in quanto instilla nelle persone un continuo
desiderio di felicit destinato ad essere sistematicamente frustrato.
Nel 1825 riusc a lasciare Recanati grazie all'avvio di una
collaborazione con l'editore Stella che gli garant una certa
indipendenza economica: fu a Milano, Bologna (dove conobbe il conte
Carlo Pepoli e pubblic un'edizione di Versi), Firenze (dove incontr
il Manzoni e scrisse altre due operette morali) e Pisa (dove compose Il
Risorgimento e A Silvia). Costretto a tornare a Recanati nel 1828,
prosegu nella produzione lirica che aveva iniziata a Pisa con
l'approfondimento delle tematiche della 'natura matrigna'e della caduta
delle illusioni.
Nel '30 uno stipendio mensile messogli a disposizione da alcuni amici
gli permise di lasciare nuovamente Recanati e di stabilirsi a Firenze.
Qui s'innamor di Fanny Targioni Tozzetti (la delusione scaturita
dall'amore per lei gli ispirer il ciclo di Aspasia) e strinse amicizia
col Ranieri. In risposta a chi attribuiva alla deformit la sua
concezione pessimistica della storia e della natura, il Leopardi compose
il Dialogo di Tristano e di un amico. Del '36 sono La Ginestra, Il
tramonto della luna e probabilmente I nuovi credenti.
Mor a Napoli il 14 giugno del 1837.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori L : Lippi, Lorenzo (alias
Perlone Zipoli) (cenni
biografici)
Malmantile racquistato (Il)
Il Malmantile racquistato, poema
eroicomico in dodici canti, prende il nome da un vecchio castello presso
Firenze. L'interesse dell'autore non  solo rivolto al profilo generale
dell'opera, ma anche al desiderio di far conoscere la ricchezza del
linguaggio toscano, data la gran quantit di proverbi, di motti e di
fiorentinismi inseriti nel poema. L'opera fu pubblicata, postuma (1676),
sotto lo pseudonimo-anagramma di Perlone Zipoli.
Cenni
biografici
Lorenzo
Lippi nacque a Firenze nel 1606. Pittore e poeta fu allievo di Matteo
Rosselli e visse a Firenze protetto dal granduca Ferdinando II. Qui,
insieme con l'amico Salvator Rosa, fond l'Accademia dei Percossi.
Tra il 1647 e il 1649 si spost ad Innsbruck presso la duchessa
Claudia de'Medici nelle vesti di pittore e letterato di corte. La sua
produzione  ricca sopratutto di quadri a sfondo religioso, accanto a
quali vanno ricordati diversi ritratti (Salvator Rosa, Autoritratto).
Persona esuberante e bizzarra, compose un pregevole poema burlesco, Il
Malmantile racquistato. L'opera, iniziata ad Innsbruck col titolo di
Novella delle due regine
dopo la sua morte (avvenuta a Firenze nel 1664), con l'anagramma di
Perlone Zipoli.
Note biografiche a cura di Alberto
Barberi
autori L : Luther Blissett
Q
autori M : Machiavelli, Niccol
(cenni biografici)
asino (L')
Favola di Belfagor arcidiavolo
La novella "Favola di Belfagor
arcidiavolo", conosciuta anche col titolo "Il demonio che
prese moglie", fu scritta dal Machiavelli in data non certa, ma
molto probabilmente compresa - secondo gli studiosi - tra gli anni 1518
e 1527. E'l'unica novella a noi nota scritta dal Machiavelli; fu
pubblicata per la prima volta col nome del suo autore nel 1549.
Capitoli (I)
Clizia
decennali (I)
Dell'arte della guerra
Si tratta di una serie di discorsi,
elaborati tra il 1519 ed il 1520, noti anche con il titolo di De re
militari. Si sostiene in essi, tra le altre cose, la superiorit
della milizia nazionale rispetto ad eserciti composti da truppe
mercenarie.
Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio
Opera scritta tra il 1513 ed il 1517
circa, nella forma di un commento alla Storia di Roma dello
storico Tito Livio. In essa Machiavelli, opponendosi alle idee dominanti
del Medioevo, sostiene che le vicende umane dipendono dal capriccio
della Fortuna piuttosto che da un ordine divino imperscrutabile.
Discorso o dialogo intorno alla nostra lingua
Opera scritta nel 1515.
Istorie fiorentine
Mandragola
Controversa  la data di questa commedia
in cinque atti, risalente, probabilmente, ai primi mesi del 1518.
Controversa  anche la data della sua prima rappresentazione, forse da
collocarsi durante il carnevale dello stesso anno. L'azione della
Mandragola si svolge a Firenze nei primi anni del Cinquecento e descrive
le vicende di un giovane innamorato alle prese con gli ostacoli che lo
allontanano dalla donna amata. Nonostante la ricchezza di topoi di
ascendenza classica, provenzale ed in generale appartenenti alla
commedia tradizionale, la Mandragola deve la sua originalit alla
strabiliante fisionomia dei personaggi.
Principe
 una sorta di "istruzioni per
l'uso" per l'aspirante Principe, scritto dal Machiavelli durante il
suo forzato riposo a San Casciano. Indirizzato a Lorenzo de'Medici,
riepiloga la storia italiana degli anni precedenti, indicando i punti di
forza e di debolezza dei vari protagonisti, con l'intento di spingere
Lorenzo ad assumere il ruolo di Principe che fu di Cesare Borgia.
vita di Castruccio Castracani da Lucca (La)
Scritto composto nel 1520.
Cenni
biografici
Niccol
Machiavelli nacque a Firenze il 3 marzo 1469.
Nel 1498 fu eletto Segretario della Repubblica, un
incarico che gli forn l'occasione di viaggiare spesso. Nel 1500,
infatti, fu inviato presso Luigi XII di Francia e, nel 1502, and in
legazione presso Cesare Borgia.
In questo periodo si batt per dotare la Repubblica Fiorentina di
armi proprie. Dopo aver preso parte ad alcune ambascerie in Tirolo, a
Monaco, in Francia e presso il conclave succeduto alla morte di papa Pio
III, venne condannato ad un anno di confino: un effetto degli eventi che
seguirono la decisione della Lega Santa di ripristinare la dinastia
medicea a Firenze (Dieta di Modena, 1512). Fu questo uno dei suoi
periodi pi difficili, anche a causa del carcere e delle torture che
un'accusa di tentata congiura antimedicea lo port a subire.
Nella seconda met dell'anno compose il Principe, opera che
Machiavelli offr a Lorenzo de'Medici (nipote del Magnifico) tra il
settembre del 1515 e lo stesso mese del 1516.Nel 1520, il cardinale
Giulio de'Medici gli diede l'incarico di scrivere le "Istorie
Fiorentine" per conto dello Studio pisano. Gli otto libri
delle Istorie furono consegnati un anno dopo al nuovo committente,
Clemente VII.
Nel 1526, Francesco Guicciardini, suo intimo amico, tent di mettere
in scena una replica della sua commedia "La Mandragola",
che per si risolse in un nulla di fatto. In seguito all'indebolimento
di papa Clemente VII dopo il sacco di Roma (1527), a Firenze venne
restaurata la Repubblica, ma Machiavelli non fu chiamato a ricoprirvi
incarichi.
Mor il 21 giugno dello stesso anno.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
Macpherson James (cenni biografici)
Poesie
di Ossian, tradotto da Melchiorre Cesarotti
Cenni biograficiPoeta
inglese "preromantico" che raggiunse fama europea con i suoi poemi in prosa
ritmica Fingal e Temora, che pubblic fra il 1762-63 e il 1773
(l'edizione definitiva ha il titolo di Works of Ossian), attribuendone la
paternit ad un leggendario bardo gaelico, Ossian. In realt il testo, tradotto
in
italiano nel 1763 da Melchiorre Cesarotti
che
in questo modo divenne uno dei padri della "moda celtica" la quale, dalla
seconda met del Settecento, giunge sino a noi con esiti importanti  e  diffusi
(la musica,
i  romanzi, il ciclo del Graal, Tolkien, Marion Zimmern Bradley).  Fra i grandi
estimatori
di Ossian va ricordato almeno Goethe, che ne fa una
delle letture predilette del suo "giovane" Werther.
Note biografiche a cura di Roberto Gagliardi
autori M : Mameli, Goffredo
(cenni biografici)
Fratelli d'Italia
Composto dal poeta e patriota italiano nel
1847, musicato da Michele Novaro e diventato, dal 1946, l'inno nazionale
della Repubblica italiana.
Cenni
biografici
Nato
a Genova nel 1827, Goffredo Mameli vi comp anche gli studi,
superandovi gli esami di baccellierato nel 1847.
Le prime poesie di Mameli furono composte in pretto stile romantico
che, proprio dal 1847 in poi, si arricch di numerosi spunti politici,
dettati dalle dimostrazioni patriottiche che si andavano in quel periodo
infittendo.
Nel settembre dello stesso anno compose l'inno Fratelli d'Italia il
quale, musicato dal Novaro, diverr in seguito l'inno nazionale della
Repubblica Italiana.
Dopo aver conosciuto Mazzini, partecip in prima persona ad alcuni
fatti salienti del movimento risorgimentale: il primo giugno 1848 si
fece portavoce della richiesta di Statuto a Carlo Alberto; durante le 5
giornate di Milano aiut la citt recandovisi con un contingente di
300 uomini; combatt nella I Guerra d'Indipendenza; dopo la fuga di Pio
IX part con Garibaldi da Ravenna alla volta di Roma, dove lavor alla
redazione di una Costituzione Italiana; il 19 maggio ed il 3 giugno del
'49 si batt in difesa della Repubblica Romana sia sul Gianicolo che a
Velletri. Fu in quest'ultimo frangente che venne ferito ad una gamba;
mor a Roma nello stesso anno.
Le sue poesie furono pubblicate per la prima volta nel 1850 con una
prefazione di Giuseppe Mazzini.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori M : Mannarino, Giuseppe
Ragion d'essere della Filosofia (La)
autori M : Mantegazza, Paolo
giorno a Madera (Un)
Opera scritta nel 1868.
autori M : Manzoni, Alessandro
(cenni biografici)
Adelchi
Tragedia scritta da Manzoni nel 1822,
incentrata sulla storia della dominazione longobarda in Italia.
Cinque Maggio (Il)
Una delle due pi famose odi civili di
Manzoni, insieme a "Marzo 1821", fu composta nel 1821 e
dedicata a Napoleone. Tradotta in tedesco dal Goethe.
conte di Carmagnola (Il)
Si ringraziano la Biblioteca comunale di
Monte San Vito (AN) e la Biblioteca comunale di Iseo (BS) per aver
collaborato alla realizzazione del testo elettronico.
Del romanzo storico e, in genere, de i
componimenti misti di storia e d'invenzione
Si ringrazia il Prof. Giuseppe Bonghi e la
dei Classici Italiani per averci concesso il diritto di
pubblicazione.
Fermo e Lucia
promessi sposi (I)
La prima edizione  del 1827, l'edizione
definitiva del 1840. Assegnando agli umili il ruolo di protagonisti, lo
scrittore immagina, in una trama semplice ma fitta di occasioni
romanzesche, personaggi "viventi" ed esemplari al tempo
stesso, e scopre nelle tragiche contraddizioni del Seicento le chiavi di
un'interpretazione socio-politica del presente da proporre ai suoi
contemporanei. I soprusi dei potenti, la carestie e le guerre, la peste,
tutti gli accadimenti del racconto risultano integrati e risolti nella
chiara e malinconica visione provvidenziale dei giusti (padre
Cristoforo, il cardinale Federigo), nel buonsenso di Renzo e Lucia,
nell'insondabile tristezza dell'Innominato.
Storia della colonna infame
Destinato in un primo tempo ad essere un
capitolo dei Promessi sposi, poi cresciuto troppo per poterlo includere
nel romanzo,  stato pubblicato nel 1840 come appendice al capolavoro
del Manzoni. Largamente ispirato alle "Osservazioni sulla
tortura" del Verri, racconta la disgraziata storia del Mora e del
Piazza, ingiustamente accusati di unzione nella peste del 1630, e
costretti con la tortura a confessare falsamente la loro colpa. Sulla
casa del Mora, rasa al suolo per decreto del senato milanese, fu eretta,
a perenne ricordo del delitto (ma in realt a perenne vergogna di chi
l'aveva eretta) una colonna, detta "la colonna infame".
Cenni
biografici
Nato
a Milano nel 1785 da una relazione extra-matrimoniale tra Giulia
Beccaria e Giovanni Verri, fratello di Alessandro e Pietro (noti
esponenti dell'Illuminismo), e immediatamente riconosciuto dal marito di
lei, Pietro Manzoni, Alessandro Manzoni entr nel 1791 nel collegio dei
Somaschi a Merate, dove rimase fino al 1796, anno in cui fu ammesso
presso il collegio dei Barnabiti.
Dal 1801 abit col padre, a Milano, ma nel 1805 si trasfer a
Parigi, dove risiedeva la madre insieme con il suo compagno, Carlo
Imbonati, che mor nello stesso anno. Proprio in onore di lui il
Manzoni compose il carme In morte di Carlo Imbonati. Rientrato a Milano
nel 1807, incontr e si innamor di Enrichetta Blondel, con la quale
si spos con rito calvinista e dalla quale ebbe ben 10 figli (otto dei
quali gli morirono tra il 1811 e il 1873).
Il 1810 fu l'anno della conversione religiosa della coppia: il 22
maggio Enrichetta abbracci la fede cattolica e, tra l'agosto ed il
settembre, il Manzoni si comunic per la prima volta. Dal 1812 lo
scrittore compose i primi quattro Inni Sacri, che verranno pubblicati
nel '15; l'anno seguente inizi la stesura de Il conte di Carmagnola.
Fu questo, per il Manzoni, un periodo molto triste dal punto di vista
familiare (dati i numerosi lutti) ma molto fecondo da quello letterario:
nei 2 decenni successivi (all'incirca fino al '38-'39) furono composti,
tra gli altri, la Pentecoste, le Osservazioni sulla morale cattolica, la
tragedia l'Adelchi, le odi Marzo 1821 e Cinque Maggio, le Postille al
vocabolario della crusca e fu avviata la stesura del romanzo Fermo e
Lucia, uscito nel '27 col titolo I promessi sposi, ma la cui seconda e
definitiva stesura avverr nel 1840, con la sua pubblicazione a
dispense corredata dalle illustrazioni del Godin.
Nel '33 gli mor la moglie, nel '37 spos Teresa Borri e nel'48
venne arrestato il figlio Filippo: fu proprio in questa occasione che il
Manzoni scrisse l'appello dei milanesi a Carlo Alberto. Di due anni dopo
 la lettera al Carena Sulla lingua italiana. Tra il '52 e il '56 fu in
Toscana. La sua fama di letterato, di grande studioso ed interprete
della lingua italiana si andava sempre pi consolidando: fu cos che
nel 1860 fu nominato Senatore del Regno, una nomina a cui, un anno dopo,
segu un'altra morte, quella della seconda moglie. Nel '62 venne
incaricato di prendere parte alla Commissione per l'unificazione della
lingua e sei anni dopo present la relazione Dell'unit della lingua e
dei mezzi per diffonderla.
Nel 1873, mor a Milano, venerato come il letterato italiano pi
rappresentativo del secolo e come il padre della lingua italiana
moderna.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori M : Marcelli, Stefano
(cenni biografici)
dio femmina stuprato nel bosco (Il)
Dalla copertina:
Ci sono esordi letterari che appaiono da subito
memorabili: Il dio femmina stuprato nel bosco di Stefano
Marcelli appartiene a questa categoria per forza inventiva e ricchezza
di stile.
Chi legger la storia fantastica del piccolo Giacomo Canto e dei
tanti bizzarri personaggi che lo contornano, si trover conquistato
da un'atmosfera sospesa fra favola e sogno, piacevolemente stordito da
un flusso impressionante di avvenimenti e di idee, scosso dai colpi di
scena che Marcelli dirige magistralmente come a farli emergere dalle
pieghe del destino, di ogni destino.
Si ringraziano l'Autore, Stefano Marcelli,
e la Casa editrice, Fazi Editore, per averci concesso i diritti di
pubblicazione gratuita.
Libretto Giallo
Si ringraziano l'Autore, Stefano Marcelli,
e la Casa editrice, Erga Edizioni, per averci concesso i diritti di
pubblicazione gratuita.
Manuale di medicina alternativa.
Cenni
biografici
Stefano Marcelli  nato l'11 novembre 1958. E'medico. Il dio
femmina stuprato nel bosco  il suo primo romanzo.
Note biografiche estratte da "Il
dio femmina stuprato nel bosco"
Torelli-Viollier)
autori M : Marchesa Colombi
(alias Maria Antonietta Torriani Torelli-Viollier)
In risaia
matrimonio in provincia (Un)
tramonto d'un ideale (Il)
autori M : Marchetti, Giovanni
(cenni biografici)
notte di Dante (Una)
Opera in poesia dei primi anni
dell'Ottocento.
Cenni
biografici
Giovanni Marchetti (Senigallia 1790, Bologna 1852), poeta classicista
e studioso di Dante, ebbe un ufficio a Parigi nella Segreteria di Stato
del napoleonico Regno d'Italia e fu nel 1848 ministro nel governo
pontificio.
L'opera qui presentata, la cantica in terzine "Una notte di
Dante", fu pubblicata autonomamente a Milano nel 1838, ebbe un bel
successo e nello stesso anno venne ripubblicata a Napoli; altre edizioni
significative: Firenze, 1839; Bologna, 1841; Napoli, 1850; Pergola,
1865; Firenze, 1878; Senigallia, 1921.
Afferma Pascoli in una lettera del 1902 all'amico Briganti:
Io avr bisogno nelle prossime vacanze autunnali di molto aiuto
suo per i miei studi. Ora vorrei la "Notte di Dante" (cos
mi pare intitolata) del Marchetti, che mi inebri nella mia
giovinezza urbinate e che mi occorre ora per un poemetto. La trover
in antologie vecchie, se non nelle opere del Marchetti. Volevo
metterla nel "Limitare", ma me ne dimenticai."
Note biografiche a cura di Giuseppe
D'Emilio
autori M : Marx, Karl (cenni
biografici)
Vedi Manifesto
del Partito Comunista (Il) (di Engels
Friedrich, Marx Karl)
Cenni
biografici
Karl
Marx nacque a Treviri nel 1818.
Figlio di un brillante avvocato ebreo che, insieme con la famiglia,
si era convertito al protestantesimo per motivi politici, nonostante
fosse rimasto su posizioni sostanzialmente agnostiche, Marx ebbe
un'educazione improntata al liberalismo ed in un primo momento pens di
seguire la carriera paterna iscrivendosi a Giurisprudenza.
A Berlino, per, il contatto con il club dei Giovani Hegeliani (dei
quali in seguito rinnegher le posizioni) e con il pensiero di Hegel,
lo portarono a maturare la decisione di abbandonare Legge e di iniziare
a frequentare la facolt di filosofia a Jena, dove si laure con una
tesi su Democrito ed Epicuro.
Data la politica reazionaria vigente in Prussia, decise che le sue
posizioni politiche non gli avrebbero permesso di intraprendere
serenamente la carriera universitaria e cos divenne caporedattore
della Gazzetta Renana, che fu in seguito interdetta dal governo. Proprio
a causa dello scioglimento forzato del giornale, Marx fu costretto a
trasferirsi a Parigi (1843), dove termin la stesura della Critica
della filosofia del diritto di Hegel. Il 1844 fu l'anno in cui Marx
abbracci definitivamente l'ideologia comunista: ne sono testimoni i 2
saggi che pubblic sul primo (e ultimo) numero degli Annali
franco-tedeschi, redatto insieme con Ruge.
Sempre nel '44 Marx strinse una profonda amicizia con Friedrich
Engels e con lui cominci ad interessarsi alle materie economiche, un
interesse che sfoci nei Manoscritti economico-filosofici. Il soggiorno
francese non dur comunque oltre: sotto la pressione del governo
prussiano, Marx fu costretto ad abbandonare Parigi e si stabil a
Bruxelles. Qui, in collaborazione con Engels, scrisse La Sacra Famiglia
(diretta contro Bauer ed i suoi discepoli) e matur il definitivo
distacco dalla filosofia tedesca con le Tesi su Feuerbach e,
soprattutto, con l'Ideologia tedesca, pubblicata per la prima volta solo
nel 1932, in URSS.
Nel 1848 la Lega dei comunisti, al cui primo congresso del 1847 Marx
non aveva potuto partecipare, gli propose di stendere un documento
teorico-programmatico: il frutto di questo lavoro fu il Manifesto del
partito comunista, edito a Londra sempre in collaborazione con Engels.
Ristabilitosi nel frattempo in Germania, Marx ne fu nuovamente espulso
nel '49 e questa volta si trasfer a Londra, dove si ritir dalla
politica attiva dopo aver tentato di ricostituire la Lega dei comunisti.
Per Marx, la moglie Jenny e la loro numerosa famiglia, il soggiorno
inglese si present carico di problemi economici: il suo lavoro al
British Museum e la sua collaborazione col New York Tribune non
sarebbero stati sufficienti al sostentamento se non fossero arrivati
aiuti da Engels. Ci nonostante Marx non interruppe la sua attivit di
studio e, nel 1866, inizi a comporre il I libro del Capitale, che,
dopo la sua morte, fu redatto da Engels, il quale si bas sui suoi
appunti.
Nel frattempo (1864) era diventato la figura dominante
dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori, per la quale, nel 1870,
scrisse due Indirizzi sulla guerra franco-prussiana. Del 1875 sono gli
Appunti sul programma di Bakunin 'Stato e Anarchia'e la Critica del
programma di Gotha, una disanima nei confronti della decisione di
unificazione dei socialisti tedeschi, per Marx poco rivoluzionaria. Nel
1881 gli mor la moglie Jenny e Marx la segu 2 anni dopo, lasciando
nello sconforto Engels e tutto il movimento operaio internazionale.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori M : Mattei, Carlo
Volapuk - Nozioni compendiose di Volapuk
Per gentile concessione della Fara Editore
Il Volapuk (ovvero "lingua universale")  stata la lingua
artificiale pi diffusa alla fine del secolo scorso (verr poi
soppiantata dall'esperanto). Gli autori ci presentano, rispettivamente,
la sua genesi e un compendio grammaticale.
autori M : Mazzarino, Giulio
Breviario dei politici
secondo il Cardinale Mazzarino
autori M : Mazzini, Giuseppe
Doveri dell'uomo
autori M : Medici, Lorenzo : de'
(detto il Magnifico) (cenni
biografici)
Nencia da Barberino (La)
Cenni
biografici
Nato
a Firenze nel 1449, figlio di Pietro di Cosimo e Lucrezia Tornabuoni,
Lorenzo fu una delle figure capitali del Rinascimento italiano. La sua
educazione, che raggiunse presto una raffinata erudizione, fu curata dai
maggiori dotti presenti all'epoca in Firenze. Nel 1469, dopo il
matrimonio con Clarice Orsini e la morte del padre, assunse il potere
della citt, consolidando in breve tempo un vastissimo potere
personale.
Fine diplomatico e accorto politico, seppe condurre Firenze
attraverso le difficili contese tra gli stati limitrofi, i contrasti con
la Chiesa, e i rapporti con la Francia, guadagnandosi il titolo di ago
della bilancia delle sorti italiane. Nel 1487 si salv a stento da
una congiura ordita dalla famiglia dei Pazzi e sostenuta dallo stesso
papa Sisto IV, che poco dopo lanci l'interdetto contro Firenze.
Circondandosi di importanti filosofi e letterati tra cui Marsilio
Ficino, Lorenzo diede alla cultura fiorentina un chiaro impulso in
direzione neoplatonica, svolgendo un'intensa attivit di mecenatismo
che in breve tempo attir nella sua cerchia i maggiori intellettuali
dell'epoca: Angelo Poliziano, Luigi Pulci, Leon Battista Alberti,
Giovanni Pico della Mirandola, Girolamo Savonarola e numerosi altri. Fu
egli stesso uno scrittore piuttosto eclettico, sia in versi sia in
prosa; tra le opere maggiormente note ricordiamo: il Simposio,
poemetto  che  descrive  una  lunga  sfilata  di  noti   bevitori   fiorentini;
l'Uccellagione
di starne, poemetto in ottave influenzato dallo stile di Pulci; La
Nencia da Barberino, in cui si narra l'amore del contadino Vallera
per la sua Nencia.
La produzione successiva al 1470 fu fortemente influenzata dagli
insegnamenti di Ficino: Altercazione, dialogo filosofico; i sette
Capitoli religiosi; il Comento a 41 sonetti d'amore. A
partire dal 1484 si data invece l'ultimo gruppo di opere, segnate da
un realismo pi maturo e da una nota di malinconia: Corinto,
poemetto rusticale; Ambra, idillio ovidiano; Selve d'amore,
raccolta di strambotti in due libri e altre opere di minore importanza.
Sempre a quest'ultima fase appartengono i Canti carnascialeschi,
tra cui la celebre Canzona a Bacco.
Lorenzo mor a Firenze nel 1492.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori M : Metastasio, Pietro
(alias Pietro
Trapassi) (cenni
biografici)
Arie
Attilio Regolo
Didone abbandonata
Il melodramma in tre atti Didone
Abbandonata venne rappresentato per la prima volta nel 1724 al teatro S.
Bartolomeo di Napoli, musicato da Domenico Sarro ed interpretato da
Marianna Bulgarelli. L'atmosfera che circonda la vicenda dell'abbandono
di Didone da parte di Enea  ricca di psicologismi e risulta pi
patetica che tragica. Il dramma fu in seguito musicato anche da
Scarlatti, Haendel, Cherubini, Paisiello, Mercadante ed altri.
Lettere
olimpiade (L')
Cenni
biografici
Pietro
Trapassi (grecizzato in Metastasio) nacque a Roma nel 1698 da una
modesta famiglia borghese.
Il suo precoce talento poetico fu notato dal Gravina che lo istru
nelle materie classiche, istruzione in seguito arricchita dagli studi
filosofici intrapresi sotto la guida del cartesiano Gregorio Caloprese.
Nel 1715, dietro consiglio del Gravina (che morir nel 1718 nominandolo
erede), cominci a studiare legge e prese gli ordini minori,
abbandonando la poesia.
Nel 1718 fu a Napoli per praticare la professione di avvocato; qui
riprese a scrivere versi e melodrammi e qui conobbe la cantante Marianna
Bulgarelli, detta la Romanina, la quale, negli anni seguenti, si dedic
completamente a lui.
Nel 1730 fu chiamato a Vienna come successore di Apostolo Zeno e ben
presto alla Romanina si sostitu, quale sua protettrice, l'imperatrice
Maria Teresa d'Austria, la cui morte, avvenuta nel 1755, gett nel
completo sconforto l'anziano poeta. I suoi ultimi anni furono molto
malinconici: nonostante gli entusiasti tributi di cui era continuo
oggetto (anche da parte della corte) e nonostante l'amicizia degli
artisti da cui era circondato, Metastasio si lamentava di avere ormai
perso la sua vena poetica.
Si spense a Vienna nel 1782.
Dotato di un temperamento pacato che lo port a preferire l'ideale
di una vita decorosamente vissuta a quello delle gesta eroiche,
Metastasio fu il miglior poeta dell'Arcadia e, insieme a Zeno, uno dei
maggiori riformatori del melodramma.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori M : Michelstaedter, Carlo
(cenni biografici)
Volo per altri cieli  la mia vita
Per gentile concessione della Fara Editore
Cenni
biografici
Carlo
Michelstaedter nasce a Gorizia nel 1887 in una famiglia ebrea di lingua
italiana. Studi a fondo Platone e i presocratici (si veda il suo Dialogo
della salute), la Bibbia e i tragici greci, i grandi poeti della
nostra letteratura, sempre anelando a quel mondo incondizionato che sta
al di l dei limiti della vita umana. Desiderava dunque fuggire da un
qui-ed-ora in cui si doveva subire la volont di un Assoluto
imperscrutabile, per annullarsi e diventare egli stesso assoluto.
Trasferitosi a Firenze vi frequent la facolt di lettere.
Terminata nella citt natale (ottobre del 1910) la stesura della tesi
di laurea (La persuasione e la rettorica) decise di porre
termine alla sua fatica di vivere con un colpo di rivoltella.
Come risulta evidente anche nelle sue poesie, Michelstaedter non
riesce ad accettare il mistero della creazione, non crede in fondo n
ad un amore divino n tantomeno ad un suo riflesso efficace nell'uomo,
e desidera solo dissolversi nel nulla.
Nonostante questo sfondo pessimistico e nichilista, la poesia di
Michelstaedter ci dona immagini di struggente bellezza a volte un po'
giocate altre volte vere e perfette nell'uso della lingua.
Note biografiche a cura di Alessandro
Ramberti
autori M : Milani, Lorenzo
obbedienza non  pi una virt (L')
Pubblicato dalla collana Millelire di
Stampa Alternativa a cura di Carlo
Galeotti.
autori N : Nazioni Unite
Assemblea Generale
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo
autori N : Neera (alias Anna
Radius Zuccari) (cenni
biografici)
Teresa
Cenni
biografici
nel 1846.
Perse la madre in tenera et, trascorse l'infanzia tra Milano e,
nei mesi estivi, in provincia, a Caravaggio. Spos a 23 anni Adolfo
Radius (1836-1921) e frequent l'ambiente letterario milanese,
stringendo rapporti d'amicizia con Alberto Sormani e tenendosi in
contatto epistolare per lungo tempo con Verga, Fogazzaro e Capuana. Dal
1875 pubblic numerose novelle sulle maggiori riviste italiane (Il
Pungolo, Il Fanfulla della Domenica, L'Illustrazione
italiana, Il Marzocco, Il Corriere della Sera e
altre).
I suoi romanzi sono sempre incentrati su personaggi femminili e
furono apprezzati da importanti critici come Capuana e Croce. Tra i
maggiori titoli ricordiamo: Un romanzo, 1876; Addio, 1877;
Teresa, 1886; L'indomani, 1890; Fotografie
matrimoniali, 1898; Duello d'anime, 1911. A Capuana dedic
uno scritto autobiografico (Autobiografia a Luigi Capuana, 1891)
mentre Una giovinezza del secolo XIX fu pubblicato con una
prefazione di Benedetto Croce. Neera fu autrice anche di studi morali e
raccolte di poesie.
Mor a Milano nel 1918.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori N : Nievo,
Ippolito (cenni biografici)
confessioni di un Italiano (Le)
Pubblicato postumo nel 1867 a Firenze con il titolo Le
confessioni di un ottuagenario (per volere dell'editore, che non
desiderava farlo passare per una pappolata politica'), il romanzo Le
confessioni di un italiano fu iniziato nel dicembre 1857 e terminato, per
quanto  possiamo  dedurre  da  una  lettera dell'autore, il 16 agosto 1858.  La
vicenda si risolve nella narrazione della vita dell'80enne
Carlo Altoviti, intenzionato a lasciare ai posteri una diretta testimonianza
degli eventi susseguitisi dalla met del XVIII secolo alla  met  del  XIX.  Le
confessioni di un italiano  il romanzo maggiore di
Ippolito Nievo, ma solo nel 1931 se ne ebbe una versione critica, a cura di F.
Palazzi, edita col titolo originale.
Cenni
biografici
Ippolito
Nievo nacque a Padova il 30 novembre 1831. Trascorse l'infanzia ad
Udine, dove la sua famiglia si trasfer nel 1837, e, nei periodi di
vacanza, nel vicino Castello di Colloredo di Montalbano, un luogo che
rimarr a lungo nell'immaginario del Nievo scrittore.
Dal '44 fu a Verona per compiere gli studi ginnasiali e qui avvenne
la sua scoperta dei grandi autori romantici, quali Byron, Foscolo,
Manzoni, e dei grandi successi letterari , come Balzac, Sand e Rousseau.
Dal 1849, anno in cui si trasfer prima a Crema e poi a Pisa per
completare gli studi, venne a contatto con l'ideologia mazziniana,
grazie alla quale seppe fondere le diverse suggestioni romantiche e
democratiche che in quegli anni lo avevano influenzato. Nel 1851 si
iscrisse ai corsi di giurisprudenza dell'Universit di Pavia, corsi che
complet nel '55 a Padova.
Nel contempo erano gi apparse le sue prime prove letterarie (il
saggio Studi sulla poesia popolare massimamente in Italia  del 1854,
cos come la rappresentazione del suo dramma Gli ultimi anni di G.
Galilei) ed il Nievo, appena laureato, decise di dedicarsi totalmente
alla letteratura ed al giornalismo, andando contro la volont del padre
che lo voleva notaio. Fu cos che iniziarono le collaborazioni con
giornali di provincia (La Lucciola di Mantova; L'Annotatore friulano di
Udine), sui quali pubblic delle novelle ispirate alla vita di
campagna, della quale inizi a difendere le usanze, le tradizioni ed i
costumi nei confronti delle accuse borghesi di rozzezza e di ignoranza.
Il leit motiv del mondo contadino sub diversi cambiamenti
all'interno della maturazione teorica e poetica del Nievo: dalla
trasfigurazione idilliaca del Friuli agreste nel Conte pecoraio (1857),
alla pungente descrizione delle reali condizioni delle plebi contadine
ne Le confessioni di un italiano, il suo maggior romanzo, scritto tra il
1857 e il '58. Riguardo alla questione contadina lo scrittore si pose
sempre al di fuori delle logiche paternalistiche (di derivazione
manzoniana) tipicamente borghesi e mise invece l'accento sulle cause
storico-politiche (l'oppressione straniera, l'assolutismo oligarchico,
la dominazione ideologica della Chiesa) e sulle questioni
economico-sociali.
Del 1858 sono la pubblicazione della raccolta di poesie Le lucciole
ed il trasferimento a Milano. Nel 1859, a Torino, si arruol tra i
cacciatori a cavallo di Garibaldi, coi quali combatt a Varese e a San
Fermo ed in seguito fu tra le fila di Bixio a Padonello. Dopo la pace di
Villafranca scrisse l'opuscolo Venezia e la libert d'Italia e si
stabil nella casa di Fossato, non pi in terra austriaca. L'anno
seguente fece parte dei Mille che sbarcarono a Marsala, dove si
guadagn il titolo di preposto all'Intendenza da parte Garibaldi, e
dove diede alle stampe gli Amori garibaldini. Nel 1861, dopo aver
ottenuto una licenza (che pass a Milano con la madre), si rec in
Sicilia.
Mor durante la traversata di ritorno, in seguito al naufragio del
postale sul quale viaggiava.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori N : Nobili, Guido
Memorie lontane
autori O : Oriani, Alfredo (cenni biografici)
Oro, Incenso, Mirra
Vortice
Cenni
biografici
Alfredo Oriani nacque a Faenza nel 1852 da una famiglia aristocratica
e molto ricca; nel 1872 si laure in giurisprudenza a Napoli,
cominciando subito dopo la pratica in uno studio notarile di Bologna.
Al 1875 risale il suo primo testo pubblicato, Memorie inutili,
un autobiografia che richiamava da vicino lo stile di Byron; nel giro di
qualche anno furono pubblicati i romanzi Al di l (1877), No
(1881) e le raccolte di racconti Gramigna (1879) e Quartetto
(1883). Accanto alla produzione narrativa, i cui toni spregiudicati gli
valsero la fama di scrittore osceno, Oriani si dedic alla stesura di
pamphlet e saggi storici, prendendo posizione sulle vicende dell'attualit:
in Matrimonio (1886) diede una risposta a La questione del
divorzio di A. Dumas figlio e al disegno di legge presentato da
Zanardelli; nei saggi Fino a Dogali (1889) e La lotta politica
in Italia (1892) ricapitol invece le vicende italiane passate e
prossime.
A partire dal 1894 la produzione narrativa ebbe un nuovo impulso; in
questi anni nacquero le opere migliori, che caddero nel pi assoluto
silenzio del pubblico e della critica: Il nemico (1894), Gelosia
(1894), La disfatta (1896), Vortice (1899), Olocausto
(1902) e la raccolta di racconti Bicicletta (1902). L'ultima
opera di Oriani  un'imponente saggio di natura
storico-filosofico-politica, La rivolta ideale (1908), in cui con
toni nietzschiani si auspica l'avvento di un leader carismatico che
possa risollevare i destini italiani.
L'Opera omnia (1923-33) fu curata postuma da Benito
Mussolini che strumentalizz soprattutto La rivolta ideale,
facendo di Oriani un precursore del fascismo.
Oriani mor nel 1909 a Casola Valsenio, Ravenna.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori P : Pagliaro,
Grazia
Giorni di guerra in Sicilia
(diario per la Nonna: 9 Maggio - 8 Agosto 1943)
Per gentile concessione del prof. Antonio
Pagliaro. Questo diario  edito da Sellerio Editore (via Siracusa, 50
Palermo, Italia), che ne ha autorizzato l'inserimento come e-text
presso banche dati.
autori P : Pallavicini,
Piersandro (cenni
biografici)
Riviste anni '90 : l'altro spazio della nuova
narrativa
Negli ultimi anni  emerso e cresciuto il
fenomeno letterario delle "Riviste anni '90", testate
realizzate con pochi mezzi e tanta buona volont, ma subito abitate
dall'ambizione di diventare autentici prodotti da libreria. Si tratta
di riviste prodotte da redazioni disponibili a leggere, discutere e
pubblicare i materiali proposti da... un'orda sempre pi consistente
di "aspiranti esordienti". In questo libro, scritto da
dentro
un'analisi e una cronaca di questo fenomeno generazionale. Vi ai
tratta di un parco-riviste che, lontano dalla ribalta dei media, ha
saputo portare alla pubblicazione alcuni dei migliori scrittori della pi
recente narrativa italiana. Inoltre sono presenti interviste alle
redazioni delle maggiori testate, schede ragionate con indirizzi e
contatti e un'antologia-campione dei racconti, scelti senza
interferenze dalle redazioni delle riviste chiamate a collaborare.
Si ringrazia l'autore e la casa editrice Fernandel,
per averci fornito il testo e concesso il diritto di pubblicazione.
Cenni
biografici
Piersandro Pallavicini ha iniziato a pubblicare narrativa nei primi
anni '90, sulle riviste di cui qui racconta. Oggi collabora a
Pulp
pubblicato il saggio-cronaca "Quei bravi ragazzi del rock
progressivo" per Theoria (1998) e il suo romanzo d'esordio,
Il mostro di Vigevano
giugno 1999.
Note biografiche estratte da Riviste
anni '90
autori P : Parini, Giuseppe
(cenni biografici)
Giorno (Il)
Cenni
biografici
Nato
a Bosisio in provincia di Como nel 1729 da un modesto commerciante di
seta, Giuseppe Parini fu avviato sin dall'infanzia alla vita
ecclesiastica; pot continuare gli studi presso il collegio dei
Barnabiti a Milano grazie alla generosit di una parente.
Durante l'adolescenza si distinse sempre per una certa insofferenza
dei metodi e delle regole scolastiche, dedicandosi invece con passione
alla lettura dei classici latini e greci. Nel 1752 esord con la
raccolta Alcune poesie di Ripano Eupilino, in cui lo pseudonimo
del titolo giocava sull'anagramma del suo cognome e sul nome latino (Eupili)
del lago di Pusiano, sulle cui rive sorge Bosisio. La raccolta ebbe un
discreto successo e gli valse nel 1753 l'ingresso nell'Accademia dei
Trasformati di Milano.
Ordinato sacerdote nel 1754, si impieg per alcuni anni come
precettore presso le famiglie nobili milanesi dei Serbelloni e degli
Imbonati. In questi anni, grazie alla frequentazione dei letterati
Trasformati e dell'aristocrazia milanese, Parini ampli e approfond
i suoi interessi, intervenendo anche nelle polemiche letterarie del
tempo. Nel 1761 lesse ai Trasformati il Discorso sopra la poesia,
dichiarazione di poetica gi matura, in cui i principi dell'estetica
sensistica si combinano con la tradizione classicista: la poesia
dovrebbe spingere alla virt e al bene attraverso una forma
sapientemente controllata e studiata.
Il periodo tra il 1757 e il 1795  segnato dalla produzione delle 19
Odi, in cui le forme arcadiche di moda all'epoca (Parini entr
poi in Arcadia nel 1777 col nome di Darisbo Elidonio) sono superate per
dare luogo ad una poesia di alto contenuto civile e morale: La vita
rustica (1757), La salubrit dell'aria (1759), L'innesto
del vaiuolo (1765), Il bisogno (1765) sono alcune delle pi
note.
Opera importante di Parini  Il Giorno, poema satirico in
endecasillabi sciolti diviso in quattro parti: Mattino, Mezzogiorno,
Vespro e Sera. Le prime due furono pubblicate nel 1763 e
nel 1765 mentre la terza e la quarta parte, rimasta incompiuta, furono
pubblicate postume nel 1801. Nell'opera, la giornata di un giovin
signore  tratteggiata attraverso una serie di quadri satirici, che
descrivono impietosamente le mollezze e la vacuit del mondo
aristocratico.
La critica del mondo ozioso dei nobili  in Parini non tanto
politica quanto morale: l'autore auspica infatti che i nobili tornino
a meritare il ruolo di guida loro assegnato, riacquistando uno spessore
morale adeguato. I temi di eguaglianza sociale e la valutazione positiva
delle qualit ancora integre del popolo, sono quindi da considerarsi
sempre all'interno di una cornice ideologica moderata.
Il successo della pubblicazione della prima parte dell'opera aiut
Parini a migliorare le precarie condizioni economiche: nel 1768 ebbe l'incarico
di poeta ufficiale del Regio Ducale Teatro ( suo il libretto dell'Ascanio
in Alba, musicato poi da Mozart); nel 1769 diresse per breve tempo
la Gazzetta di Milano e fu poi nominato professore di lettere
nelle Scuole Palatine diventando sovrintendente del Ginnasio nel 1791.
Nel maggio 1796 le truppe giacobine guidate da Napoleone Bonaparte
irruppero in Milano insediandosi nel municipio; Parini fu onorato come
precursore delle idee rivoluzionarie e fu invitato insieme a Pietro
Verri a presiedere un comitato preposto, tra le altre cose, alle scuole
e ai teatri. Le sue posizioni, molto pi moderate che rivoluzionarie,
furono causa dell'esclusione dalla municipalit dopo soli due mesi.
Nel 1799 gli Austriaci riconquistarono la Lombardia; Parini conserv la
cattedra di professore ma non pot evitare le persecuzioni dei
reazionari.
Mor a Milano nel 1799; per volont testamentaria fu seppellito nel
cimitero di Porta Comasina, in una tomba non distinta.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori P : Pascoli, Giovanni
(cenni biografici)
fanciullino (Il)
In questa serie di articoli pubblicati nel
1897, Pascoli tent di esporre la sua teoria poetica attraverso la
figura del "fanciullino", simbolo di tutto lo stupore
infantile, di tutta l'ingenua fantasia e della curiosit dei nostri
primi anni di vita: un periodo che pu sopravvivere nell'et adulta e
che costituisce la radice stessa della poesia.
Canti di Castelvecchio
Stampati a Lucca nell'aprile del 1903, i
Canti di Castelvecchio
come 'Myricae autunnali'ed infatti il loro testo di apertura, "La
Poesia", descrive come 'umile'lo spirito della musa pascoliana,
riprendendo in pieno l'atmosfera di semplicit tipica della raccolta di
poesie precedente.
Numerosi i componimenti che colgono esistenze animali e naturali
('l'ordine latente'del libro era costituito da una corrispondenza tra
le stagioni ed i sentimenti umani) e la dimensione ristretta e domestica
spesso si erge a paradigma universale.
canzoni di Re Enzio (Le)
Myricae
Pubblicata a pi riprese tra il 1891 e il
1903, questa raccolta contiene molti di quei componimenti nei quali si
scorge l'inizio della poesia novecentesca italiana.
Myricae costituiscono alcuni dei primi esempi di "poesia
pura": impressioni veloci, ricchezza e complessit di simbolismi.
In queste brevi poesie (cos chiamate dai tamerici, dei piccoli fiori)
la sintassi tradizionale e la solenne letterariet lirica vengono
frantumate a favore della preziosit della parola, ricercata nel
toscano e nel romagnolo dei contadini e dei paesani.
Poemi del Risorgimento
Poemi italici
Cenni
biografici
Giovanni
Pascoli nacque a San Mauro di Romagna nel 1855.
Il padre gli mor assassinato quando egli aveva solo 12 anni; a
questo lutto si sommarono altre tragedie familiari (tra cui la morte
della madre) che influenzarono profondamente la sua vita, la sua visione
del mondo e la sua poetica.
A Bologna, dopo la laurea, si avvicin a gruppi anarchici e
socialisti ma, in seguito ad una esperienza di carcere che lo segn in
maniera pesante, abbandon la politica attiva. Decise di dedicarsi
all'insegnamento universitario non tralasciando mai, per, la sua unica
passione: la poesia.
La sua produzione poetica, vasta ed eclettica, consistette in un
incessante sforzo di ricerca metrica e formale imperniata su temi vari,
quali: il gusto per le piccole cose, viste con gli occhi di un bambino;
il torbido, il nascosto; l'ansioso bisogno di quiete, di un
nido
propria delle sue ultime opere.
Straordinario erudito, capace, nella sua costante opera di
rinnovamento, di frantumare il discorso letterario in fugaci
impressioni, affascinato dai temi della classicit nei suoi momenti di
decadenza (tanto da comporre i "Carmina" in lingua
latina), Giovanni Pascoli si spense nel 1912.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori P : Pellico, Silvio
(cenni biografici)
mie prigioni (Le)
La materia narrativa de Le mie prigioni  costituita
dall'esperienza   carceraria  dell'autore  e  va  dal  13  ottobre  1820  (data
dell'arresto
dello stesso) al 17 settembre 1830 (il giorno del suo ritorno a  casa).  Silvio
Pellico intraprese la stesura dell'opera nel 1831,
spronato  dal  proprio  confessore,  e  la  concluse  un anno dopo.  Superati i
problemi derivanti dalla censura piemontese grazie
al ministro Barbaruox, Le mie prigioni usc per l'editore Bocca nel
novembre del '32. Nella traduzione francese del 1843 comparvero anche i
cosiddetti "capitoli aggiunti" (redatti originariamente sempre nel '32),
facenti parte di un'opera autobiografica pi ampia che l'autore non port
a termine, ma della quale salv le parti relative al periodo immediatamente
successivo alla propria liberazione ed alle motivazioni che lo avevano spinto a
raccontare la sua esperienza carceraria. L'edizione francese completata dai
capitoli
che poi venne tradotta in italiano e la sua redazione originale venne scoperta
nella Bibliotque Nationale di Parigi solo nel 1932.
Cenni
biografici
Silvio
Pellico nacque a Saluzzo il 25 giugno 1789.
Dopo aver studiato a Pinerolo ed a Torino, and a Lione per fare
pratica nel settore commerciale; rientrato in Italia nel 1809, si
stabil a Milano. Qui conobbe il Monti ed il Foscolo e qui cominci a
scrivere, all'incirca dal 1812, specialmente per il teatro, ideando
tragedie formalmente ancora classiche, ma gi romantiche da un punto di
vista contenutistico.
Nel 1815 fu rappresentata la sua tragedia Francesca da Rimini, in cui
l'episodio dantesco venne interpretato alla luce delle forti influenze
romantiche e risorgimentali con le quali Silvio Pellico era entrato in
contatto nella citt lombarda; sempre a Milano fu per qualche tempo
direttore del Conciliatore.
Fu proprio a causa del suo profondo afflato patriottico che nel '20
venne arrestato con l'accusa di carboneria: condannato a morte, la
sentenza fu commutata in 15 anni di carcere duro, da scontare nella
fortezza di Spielberg, in Moravia. Nel 1830 arriv anticipatamente la
grazia imperiale e, tornato in Italia, lo scrittore scelse Torino, si
ritir completamente dalla politica attiva e si estrani dai circoli
letterari, vivendo grazie ad un posto di bibliotecario presso la
marchesa di Barolo.
Ad ogni modo non dimentic l'esperienza carceraria, un evento che
divenne il soggetto dell'opera memorialistica Le mie prigioni, del 1832.
Nello scritto, il pi conosciuto dell'autore, si narrano l'arresto , la
vita nel carcere e la liberazione dello stesso Pellico, che volle per
porre l'accento (in stile manzoniano) sul percorso spirituale legato
alla vicenda, i cui effetti furono la riscoperta della fede ed una
rassegnata indulgenza verso l'esistenza e verso gli esseri umani. Tanto
in  carcere  quanto  dopo  la  liberazione  compose  diverse  tragedie   (Ester
d'Engaddi,
Iginia d'Asti, Gismonda, Erodiade, Tommaso Moro), delle cantiche
(Tancredi, Morte di Dante) e varie liriche.
Mor a Torino il 31 gennaio 1854.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori P : Perodi, Emma (cenni biografici)
novelle della nonna (Le)
Cenni
biografici
Emma Perodi nacque a Fiesole nel 1850.
Pubblicista per numerose riviste tra cui il Fanfulla della
Domenica, diresse per molti anni Il Giornale dei Bambini,
dove apparve tra l'altro il Pinocchio di Collodi col titolo, Storia
di un burattino. Si dedic all'educazione dell'infanzia e
pubblic volumi di racconti e romanzi per bambini tra cui L'omino
di pasta (1877), Giornalai e lustrascarpe (1889), Sorellina
(1907).
La sua opera di maggior successo  la raccolta Le novelle della
Nonna (1893), in cui gli elementi tipici della novella toscana si
fondono con quelli magici e paurosi delle fiabe nordiche.
Mor a Palermo nel 1918.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori P : Petrarca, Francesco
(cenni biografici)
Canzoniere (Rerum Vulgarium Fragmenta) (Il)
Il Canzoniere del Petrarca consta di 366
poesie, tutte in volgare: 317 sonetti, 29 canzoni, 9 sestine, 7 ballate
e 4 madrigali. La loro composizione prese all'autore diverso tempo:
l'ideazione di una prima raccolta di poesie in volgare risaliva al
1336-1338 e diversi componimenti si aggiunsero negli anni a seguire
finch, tra il '56 ed il '58, ci fu l'edizione di 215 poesie (Fragmentorum
Liber) che divenne definitiva tra il '73 ed il '74. Tema centrale del
Canzoniere  l'amore per Laura, musa ispiratrice del poeta, che divide
la raccolta in due parti: in vita (263 poesie) ed in morte (103 poesie)
di lei.
Trionfi (I)
Cenni
biografici
Nacque
ad Arezzo nel 1304 da Ser Petracco, un notaio fiorentino che faceva
parte del gruppo dei Bianchi, esiliato come Dante nel 1302 in seguito
alla vittoria dei Neri, e da Eletta Canigiani. Nel 1312 il padre si
trasfer ad Avignone (lavorava presso la corte Pontificia) e colloc
moglie e figli a Carpentras, dove Francesco Petrarca cominci a
studiare guidato da Convenevole da Prato.
Segu, insieme al fratello Gherardo gli studi giuridici (iniziati a
Montpellier nel 1316 e conclusi a Bologna tra il 1320 e il 1326).
Tornato a Avignone dopo la morte del padre, frequent il mondo elegante
della citt. Qui, il 6 aprile 1327, nella chiesa di Santa Chiara, vide
per la prima volta la donna che am per tutta la vita e a cui si ispira
nelle sue opere poetiche in italiano: Laura, identificata
tradizionalmente con una Laura di Noves, sposa del marchese Ugo di Sade.
Attorno al 1330 prese gli ordini minori, entrando a far parte del
clero: lo scopo essenziale era (come spesso nel Medioevo) quello di
assicurarsi una rendita sicura. Entr quindi in rapporti di amicizia e
di "clientela" con la potente famiglia Colonna (molto potente
in Italia, Francia e Provenza): prima fu parte del seguito del cardinale
Giacomo Colonna, poi divenne cappellano di Giovanni Colonna e nel 1335
canonico nella cattedrale di Lombez.
Grazie alla protezione di questa famiglia entr in contatto con i
pi importanti intellettuali del tempo, pot studiare e possedere
libri costosi e rari, ed avere riconoscimenti pubblici come
l'incoronazione a poeta (da cui l'espressione "poeta
laureato": laurus  l'alloro, antico simbolo di Apollo come dio
della poesia): l'8 aprile 1341, dopo che il re di Napoli Roberto d'Angi
lo aveva "esaminato" per tre giorni, il senatore Orso dell'Anguillara
celebr a Roma, in Campidoglio, questa suggestiva cerimonia, la prima
del genere nei tempi moderni.
Nella biografia del Petrarca si evidenzia una sorta di irrequietezza
che lo porta a viaggiare per gran parte d'Italia e d'Europa (a partire
dal 1333, quando si muove per la Francia, per le Fiandre e la Germania),
visitando luoghi, monumenti antichi, biblioteche. Periodicamente tornava
per a raccogliersi in operosa meditazione (nella composizione di opere
o nell'approfondimento di letture) in luoghi solitari come Valchiusa
(vicino ad Avignone), Selvapiana (presso Parma) e, negli ultimi anni,
Arqu sui colli Euganei. Questa aspirazione alla vita raccolta si
esprime anche in operette come il De Vita Solitaria e il De Ocio
Religiosorum.
A partire dagli anni '40 la fama del Petrarca cresce sempre pi.
Accolto ovunque con onori e riconoscimenti, entra in contatto con varie
nobili famiglie italiane (i Correggio di Parma negli anni Quaranta, i
Visconti di Milano tra il 1353 e il 1361, i da Carrara di Padova
nell'ultimo decennio della sua vita). Dopo il 1350 entra in stretti
rapporti d'amicizia con Giovanni Boccaccio (che lo considera un maestro
spirituale e culturale): ma rifiut una cattedra nello Studio di
Firenze, come rifiut di li a poco il posto di segretario del
cardinalato in Provenza offertogli dal Papa.
Varie vicende lo portano negli ultimi anni a rinchiudersi sempre pi
in se stesso: la morte di Laura, avvenuta nel 1348 in seguito alla peste
che infuri in quegli anni in tutta l'Europa (quella stessa che fa da
cornice alla struttura del Decameron boccacciano), quella precoce del
figlio Giovanni (un'altra figlia, Francesca, nata nel 1343, vivr con
il padre fino alla sua morte), il venir meno delle speranze di
rinnovamento politico (il tentativo di Cola di Rienzo, fallito nel
1347), l'aggravarsi della corruzione ecclesiastica (gli ultimi anni
della "cattivit" avignonese: solo dopo la morte del Petrarca
il papato torner nella sua sede romana).
Ad Arqu, dove si era stabilito definitivamente dal 1370, mor nel
1374.
Le opere
I testi a cui  affidata la fama maggiore del poeta sono le poesie
in volgare italiano (Petrarca  il perfezionatore della lingua poetica
italiana iniziata dai Siciliani e portata avanti dai poeti toscani e da
Dante). Sono i versi raccolti nel "Canzoniere" (366 testi,
composti nel corso della sua intera vita e messi insieme negli ultimi
anni) e nei "Trionfi" (un ambizioso poemetto composto a
partire dal 1340 e curato fino alla morte). Altre rime, non comprese nel
Canzoniere, sono state raccolte dai posteri col titolo di Extravaganti.
Tutto il resto della produzione di Petrarca  in latino.
Un primo gruppo di testi sono le "Lettere": corrispondenza
reale, con amici, letterati e protagonisti della vita politica europea
del XIV secolo, e corrispondenza "ideale", con i grandi
spiriti del mondo antico. Quelle composte fino al 1361 sono raccolte in
24 libri, con il titolo complessivo di "Rerum Familiarum
libri"; le "Seniles" invece raccolgono la maggior parte
dei testi posteriori; le "Variae" tutte quelle che non sono
entrate nelle due raccolte maggiori.
Un secondo gruppo sono le poesie latine: il poema in esametri
Africa
l'Africano; le "Epistolae Metricae", il "Buccolicum
Carmen" (imitazione virgiliana).
In un terzo gruppo si possono raccogliere operette di carattere
polemico, spesso con forti risvolti autobiografici: "Invectivae
status hominem sed nullius scientiae aut virtutis"(1355); "De
sui ipsius et multorum ignorantia" (1367); "Invectiva contra
eum qui maledixit Italiae".
Un quarto gruppo sono le opere di erudizione e di compilazione: il
De viris illustribus
biografie di personaggi romani, biblici e mitologici); il "Rerum
memorandarum libri" (1343-45: sono esempi di virt e vizi proposti
mediante aneddoti storici e letterari; l'opera  per incompiuta); l'
Itinerarium breve de Ianua ad Ierusalem et terram sanctam
(1358: una sorta di guida archeologico-geografica sul viaggio
dall'Europa alla Palestina).
Un ultimo gruppo sono testi di carattere filosofico e spirituale. Fra
queste il pi importante  il "Secretum" (o "De secreto
volte, che costituisce la riflessione pi compiuta del Petrarca su se
stesso, la morte, il desiderio di gloria e di amore, la caducit
dell'uomo. Poi il "De vita solitaria" (1346) e il "De
ocio religiosorum" (1347), dedicati all'esaltazione della vita
monastica (a cui si era dedicato il fratello Gherardo). Infine i "Psalmi
poenitentiales" (1348: sono preghiere) e il "De remediis
utriusque fortunae" (1354-1356: una meditazione sulla necessit di
resistere alle avversit e di non fidarsi della buona sorte).
Note biografiche a cura di Roberto
Gagliardi (jaufre,mbox.vol.it) e
Mirko Locatelli (kaneda,computech.it)
autori P : Petrocchi, Giorgio
(cenni biografici)
Vita di Dante
Cenni
biografici
Giorgio
Petrocchi (1921-1989) ha insegnato Letteratura italiana nell'universit
di Roma. Socio corrispondente dell'Accademia Nazionale dei Lincei, 
stato condirettore dell'"Enciclopedia Dantesca". Ha curato fra
l'altro una fondamentale edizione della "Divina Commedia" (4
voll., 1966-67).
Note biografiche estratte da
Vita di Dante - Economica Laterza
autori P : Piave, Francesco
Maria (cenni biografici)
Rigoletto
Musicato da Giuseppe Verdi.
Cenni
biografici
Nato a Venezia, e precisamente a Murano, nel 1810, Francesco Maria
Piave fu uno dei librettisti d'Opera pi dotati di intuito teatrale e
potenza drammatica del suo periodo.
Dapprima librettista e direttore artistico presso il teatro la Fenice
di Venezia, dal 1859 lavor alla Scala di Milano, dove, nella sola
veste di autore, compose circa 60 libretti, molti dei quali furono
musicati da Giuseppe Verdi, al quale il Piave era legato anche da una
profonda amicizia.
Proprio da alcuni di questi scritti - tra i quali troviamo Rigoletto,
Ernani, I due Foscari, La Traviata, La forza del destino - che diedero
le parole e l'impianto dell'azione alle splendide partiture verdiane,
emerge l'incisivit, l'originalit delle trovate e la forza dei versi
di Francesco Maria Piave.
Mor a Milano nel 1876.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori P : Pigafetta, Antonio
(cenni biografici)
Relazione del primo viaggio intorno al mondo
Cenni
biografici
Si conosce molto poco della vita di Antonio Pigafetta. Nacque tra il
1480 e il 1491 a Vicenza, forse da nobile famiglia. Trovandosi in
Barcellona fu raccomandato perch seguisse la spedizione di Magellano,
che stava apprestandosi a circumnavigare il mondo. Non bene accettato da
quest'ultimo, il Pigafetta seppe conquistarne gradualmente la stima,
fino a diventare il suo criado (uomo di fiducia). Sorte volle
tuttavia che la loro amicizia non durasse: il 27 aprile 1521 Magellano
venne ucciso dagli indigeni dell'isola di Cebu, nell'arcipelago delle
Filippine, e Pigafetta ferito nel tentativo di salvarlo.
Morto Magellano, Pigafetta fu accettato dall'equipaggio come nuovo
capo. Tornato in patria con gli altri diciassette superstiti della
spedizione, scrisse la "Relazione del primo viaggio intorno al
mondo". L'opera oggi  considerata uno dei pi preziosi
documenti sulle grandi scoperte geografiche del XVI secolo.
Pigafetta mor probabilmente intorno al 1534.
Note biografiche a cura di Silvia
Bigetti
autori P : Pirandello, Luigi
(cenni biografici)
Cos  (se vi pare)
Edizione del 1918
Rappresentata per la prima volta il 18
giugno 1917 al Teatro Olimpia di Milano, "Cos  (se vi
pare)"  una commedia in tre atti derivata dalla novella "La
signora Frola ed il signor Ponza, suo genero". L'opera, come
la novella originaria,  incentrata su uno dei temi pi forti della
visione del mondo pirandelliana: l'inconoscibilit del reale, a cui
ognuno pu dare una propria interpretazione ed una propria verit che
possono non coincidere con quelle degli altri.
Cos  (se vi pare)
Edizione del 1925
Donna Mimma
Enrico IV
Scritta nel 1921, la tragedia in tre atti "Enrico
IV" fu rappresentata a Milano al teatro Manzoni il 24 febbraio
1922 e venne pubblicata a Firenze nello stesso anno. In quest'opera, la
cristallizzazione di una "forma" (il protagonista  spinto
dalla pazzia a credersi Enrico IV) tende a sottrarre l'agente dal fluire
dei fenomeni. Si arriva cos ad un tema ricorrente in Pirandello:
l'opposizione tra forma e realt, tra maschera e vita.
esclusa (L')
Nel lungo itinerario letterario dello
scrittore siciliano questo romanzo segna, insieme alle prime novelle, il
passaggio dall'influenza carducciana delle prime raccolte di liriche a
quella veristica e verghiana. Vi affiorano alcuni motivi tipicamente
pirandelliani: l'illusoriet degli ideali, la solitudine dell'uomo,
l'incoerenza e l'instabilit dei rapporti sociali, l'imprevedibilit
degli eventi umani, la disgregazione del mondo oggettivo, l'ironia
lucidissima alternata a piet. Il testo  stato gentilmente fornito da
Marina Stoppelli della Lexis Ricerche S.r.l.
fu Mattia Pascal (Il)
Tra i romanzi pi noti di Pirandello,
pubblicato per la prima volta a puntate su "Nuova antologia",
nel 1904. Con questo romanzo Pirandello supera i confini regionali e
sociologici del suo mondo per concentrarsi sempre pi sul caso umano,
sulla crisi segreta della coscienza, sul dramma dell'individuo
atomizzato e isolato in un caos senza nome.
giara (La)
Undicesima antologia delle "Novelle
per un anno" contenente, oltre al racconto omonimo, 14 novelle.
giornata (Una)
 del 1937 e fa parte della raccolta dal
titolo "Novelle per un anno". Tutte le novelle sono scritte
secondo la poetica e i modi del verismo che si ritrovano anche in Verga,
Capuana e Serao. Le novelle scritte, come questa, negli ultimi anni sono
libere dall'intreccio narrativo, e si affidano alla semplice descrizione
o all'evocazione di sensazioni e stati d'animo nelle quali pare
risolversi la lunga ricerca di Pirandello, partito da un verismo
oggettivo in realt poco connaturato al suo spirito e giunto a un
racconto di pura poesia.
giuoco delle parti (Il)
In silenzio
mosca (La)
patente (La)
piacere dell'onest (Il)
Quaderni di Serafino Gubbio operatore
Scialle nero
Sei personaggi in cerca d'autore
Scritta nel 1921, questa commedia fu
rappresentata per la prima volta al Teatro Valle di Roma, il 10 maggio
dello stesso anno, ottenendo un clamoroso insuccesso: all'uscita,
l'autore fu accolto da fischi e da lanci di monetine. Ebbe invece
successo la seconda rappresentazione, a Milano. Con i "Sei
personaggi in cerca d'autore" Pirandello opera una rottura col
teatro tradizionale, arrivando all'eliminazione del limite fra la
finzione e la realt.
Suo marito
turno (Il)
Romanzo pubblicato nel 1902. Tipico
esempio dell'umorismo pirandelliano, scettico e mordace di fronte agli
assurdi casi dell'esistenza, verso cui per dimostra al tempo stesso un
esasperato compiacimento.
Tutt'e tre
uomo dal fiore in bocca (L')
E'tra i pi noti atti unici del teatro
pirandelliano. Derivata da una sua precedente novella dal titolo "Caff
notturno", questa commedia, incentrata su di uno sconosciuto
(malato terminale di cancro) che si racconta ad un viaggiatore in una
piccola stazione di provincia, pone il problema dell'uomo davanti alla
morte. Il monologo del protagonista , come sempre in Pirandello,
portato avanti con estrema coerenza. In teoria la commedia, mancando di
azione, non potrebbe essere definita "teatro", ma l'autore 
stato in grado di arricchirla di particolari capaci di offrirle una
cornice fortemente significativa dal punto di vista della messa in
scena.
uomo solo (L')
vecchi e i giovani (I)
vita nuda (La)
Cenni
biografici
Drammaturgo
e narratore italiano, nasce ad Agrigento nel 1867. Formatosi
nell'ambiente siciliano, frequent l'Universit di Roma e concluder
i suoi studi laureandosi a Bonn. Rappresent sulle scene l'incapacit
dell'uomo di identificarsi con la propria personalit, nel dramma della
ricerca di una verit al di l delle convenzioni e delle apparenze.
Due anni prima della morte (avvenuta a Roma nel dicembre del 1936)
gli fu conferito il premio Nobel per la letteratura. Tra le sue opere
pi celebri: Il fu Mattia Pascal (1904), Uno nessuno e
centomila (1926) e la sua raccolta di novelle Novelle per un
anno.
Pirandello raggiunse la fama con la sua opera teatrale (Lume di
Sicilia, Cosi  (se vi pare), Sei personaggi in cerca
di autore, Enrico IV): ricevette grandi accoglienze anche
dal pubblico e dai critici stranieri soprattutto in Germania ed in
Francia, i suoi drammi furono interpretati dalle maggiori compagnie del
tempo.
Un click qui per un ritratto di Luigi
Note biografiche a cura di Sabina
Catanorchi
autori P : Plato (Platone)
(cenni biografici)
Critone
Traduzione di Maria Michela Sassi.
 il dialogo tra Socrate, gi condannato a morte, e il suo discepolo
Critone, che si offre di farlo fuggire corrompendo i guardiani. Socrate
dialoga col discepolo e lo convince che l'unica cosa da fare per lui 
accettare la sentenza, anche se ingiusta: per lui la morte  meglio che
infrangere le leggi.
Cenni
biografici
Platone
nasce ad Atene nel 428 a. C., periodo che coincide con la crisi
dell'et d'oro della Grecia periclea, da una famiglia aristocratica.
Nella sua giovinezza diventa discepolo di Cratilo, seguace di Eraclito,
e a venti anni inizia a frequentare Socrate.
Vorrebbe dedicarsi pienamente alla vita politica; questo si evince
dalle sue stesse parole: "Io vidi che il genere umano non
sarebbe mai stato liberato dal male, se prima non fossero giunti al
potere i veri filosofi o se i reggitori di Stato non fossero, per divina
sorte, diventati veramente filosofi".
Nel 388 a.C. si reca in Sicilia, a Siracusa, per conoscere la
filosofia pitagorica (ne abbiamo testimonianza nella Lettera VII).
Qui conosce Dione, zio del Tiranno Dionigi I. Sua intenzione  quella
di convertire il Tiranno al suo ideale di re-filosofo e, per questo,
viene venduto come schiavo sul mercato di Egina. Viene riscattato da
Anniceride e si serve di questo denaro per fondare la celebre
Accademia
da Dione per progettare la riforma dello Stato, poich Dionigi il
giovane era succeduto a Dionigi il vecchio, ma i continui scontri tra
Dionigi e Dione rendono impossibile l'opera di Platone.
Nel 360 a. C. torna definitivamente ad Atene dove, nel 347 a. C.,
muore all'et di circa ottanta anni.
Le opere
Platone  l'unico filosofo di cui ci siano rimaste tutte le opere.
Esse possono essere catalogate in:
Nove tetralogie ordinate da Trasillio, appartenenti al periodo
dell'imperatore Tiberio:
Eutifrone, Apologia, Critone, Fedone.
Cratilo, Teeteto, Sofista, Politico.
Parmenide, Flebo, Convito, Fedro.
Alcibiade II, Ipparco, Amanti.
Tergete, Carmide, Lachete, Liside.
Tergete, Carmide, La chete, Liside.
Eutidemo, Protagora, Gorgia, Menone.
Ippia maggiore, Ippia minore, Ione, Menesseno.
Clitofane, Repubblica, Timeo, Crizia.
Minasse, Leggi, Epinomide, Lettere.
Primo periodo
Appartengono a questo periodo gli scritti giovanili che trattano
della polemica sulla condanna inflitta a Socrate, suo illustre
maestro, dell'esaltazione della vita di quest'ultimo che si era
consacrato alla ricerca filosofica e della critica contro i Sofisti.
Tra questi troviamo: Apologia, Critone, Ione, Lachete,
Liside, Carmide, Eutifrone, Eutidemo, Ippia
minore, Cratilo, Ippia maggiore, Menesseno,
Gorgia, Repubblica I, Protagora.
Secondo periodo
Scritti della maturit, chiamati cos perch in questo periodo
Platone va al di l delle teorie socratiche ed elabora un proprio
pensiero: la dottrina delle idee, la dottrina dell'amore e
dell'anima, la teoria sullo Stato ideale e il compito del filosofo.
Testimonianza di questa evoluzione sono: Menone, Fedone,
Convito, Repubblica II-X, Fedro.
Terzo periodo
Gli scritti della vecchiaia rappresentano un approfondimento e una
rivisitazione di alcune opere. Tra questi troviamo: Parmenide,
Teeteto, Sofista, Politico, Flebo, Timeo,
Crizia, Leggi, Lettera VII e Lettera VIII.
Note biografiche a cura di Claudia
Quadrino
autori P : Poliziano, Angelo
(alias Angelo Ambrogini)
Fabula di Orfeo
Stanze de messer Angelo Politiano cominciate per
la giostra del magnifico Giuliano di Pietro de Medici
Cenni
biografici
Definito
come principe degli Umanisti, Angelo Poliziano (il cui vero nome era
Angelo Ambrogini), nacque a Montepulciano nel 1454. Poeta ed amico di
Lorenzo il Magnifico (fu il precettore dei suoi figli), si impose per la
sua prodigiosa cultura classica.
Testimonianza della sua grande passione per la lingua latina, sono le
traduzioni dal greco del "Manuale di Epitteto",
(successivamente tradotto in italiano da Giacomo Leopardi), del "Carmide"
di Platone, della "Storia dell'Impero dopo Marco Aurelio" di
Erodiano, e composizioni assemblate sotto il nome di "Sylvae"
(o "Praelectiones" o "Inscriptiones").
Nel 1475 compose le "Stanze per la giostra di Giuliano de'
Medici", per celebrare la vittoria in una giostra di Giuliano de'
Medici e nel 1480 divenne professore di letteratura Greca e Romana. In
questo stesso anno rappresentarono a Mantova una delle sue opere pi
grandi, l'"Orfeo", primo saggio di dramma regolare.
Cinque anni prima della sua morte, il Poliziano cre la sua opera
pi colta, "Miscellanea", nella quale critic gli autori
antichi, colpevoli di aver influenzato troppo fortemente gli studiosi
successivi.
Fu squisito cesellatore del "verso", che inaugur la
grande poesia del Rinascimento. Il Poliziano mor a Firenze nel 1494. A
quattro anni dalla sua scomparsa, Aldo Manuzio pubblic a Venezia la
prima edizione delle sue opere.
Note biografiche a cura di Mariagrazia
Fraternali
autori P : Polo, Marco
(cenni biografici)
Milione (Il)
Il Milione narra dei viaggi compiuti in Oriente (ed in
particolare in Cina) dai fratelli Niccol e Matteo Polo, pi il figlio
del primo, Marco, tra il 1271 ed il 1295. L'opera fu dettata tra il
1298 ed il 1299 dallo stesso Marco (all'epoca prigioniero dei
genovesi) ad un suo compagno di cella, il letterato Rustichello da Pisa,
rifacitore di poemi cavallereschi. Il Milione  diviso in 183
capitoli (secondo il codice Magliabechiano o della Crusca') ed il
suo titolo originale  tradotto dal francese Le livre de Marco Polo
citoyen de Venise, dit Million, o l'on conte les merveilles du monde
(Il libro di Marco Polo cittadino di Venezia, detto Milione, dove si
raccontano le meraviglie del mondo); dell'opera in realt esistono
pi di 150 manoscritti (in francese, latino, italiano, dialetto
veneto), anche se, ovviamente, il codice pi importante  quello pi
fedele alla originaria lingua d'oil, ossia il francese 1116 della
Biblioteca Nazionale di Parigi, che risale ai primi decenni del Trecento
e su cui si basa la prima edizione critica del testo.
Cenni
biografici
Nato
a Venezia nel 1254 da una famiglia di viaggiatori, Marco Polo intraprese
il famoso viaggio verso l'estremo Oriente (un evento che diverr in
seguito il soggetto del celeberrimo libro di memorie Il Milione)
nel 1271, a soli 17 anni, insieme con il padre Niccol e lo zio Matteo.
I due facoltosi mercanti erano animati essenzialmente dalle
facilitazioni mercantili e commerciali che le nuove vie e nuovi contatti
con l'Oriente potevano portare a loro come alla loro citt, sempre
insidiata, da questo punto di vista, dalla concorrenza delle altre
citt marinare.
Il viaggio ed i soggiorni nei diversi paesi che ebbe modo di visitare
durarono in tutto 24 anni (dal '71 al '95) ed in questo lungo lasso di
tempo Marco Polo attravers tutta l'Asia, arrivando infine a Pechino,
la sede del Gran Kahn, nonch il punto nevralgico di un impero enorme e
favoloso. Qui fu al servizio dell'imperatore per diversi anni, durante i
quali svolse attivit diplomatiche ed amministrative, fino a che, nel
1292, non inizi per mare il viaggio di ritorno a Venezia, un tragitto
che gli port via 3 anni. Giunto nella sua citt natale nel 1295, vi
trascorse serenamente ulteriori 3 anni, fino a quando, nel 1298, non fu
fatto prigioniero dai genovesi in seguito alla battaglia di Curzola.
Fu proprio in carcere che raccont ad un suo compagno di cella,
Rustichello da Pisa, le avventure che aveva vissuto e gli eventi a cui
aveva assistito nel suo lungo soggiorno in Oriente: Rustichello redasse
inizialmente il resoconto in francese (misto ad italianismi ed
espressioni dialettali venete), e, una volta diffuso, lo scritto non fu
tenuto in considerazione come veritiero dai suoi contemporanei, i quali
anzi ne accentuarono il carattere favoloso e ne ricordarono soprattutto
gli spunti fantastici, leggendari e misteriosi.
Nonostante il parere dei suoi lettori trecenteschi e nonostante si
presenti ancora oggi come 'il libro delle meraviglie', Il Milione  in
realt il primo esempio di prosa scientifica moderna, o, nelle
intenzioni di Polo, un libro 'utile', che fosse in grado di fornire
notizie precise e dettagliate sugli usi, i costumi, la geografia e
l'economia di popoli e di lande sconosciuti o quasi. L'evidenza di
questa volont  fornita anche dallo stile estremamente conciso
dell'opera, povero nel lessico ed in particolare nell'aggettivazione,
uno stile che si vuole limitare ad una descrizione 'scientifica'di ci
che, in quanto ignoto, si immaginava comunemente come strano e favoloso.
Liberato un anno dopo e tornato a Venezia, Marco Polo vi rest fino
alla sua morte, avvenuta tra il 1324 e il 1325.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori P : POV-Ray
Team
Manuale POV-Ray (Persistence Of Vision Raytracer)
Traduzione Italiana della versione 3.01.
Il manuale  disponibile anche in formato
autori P : Praga, Emilio
(cenni biografici)
Fiabe e leggende
Penombre
Tavolozza
Trasparenze
Cenni
biografici
Emilio
Praga nacque a Gorla (Milano) nel 1839 da una ricca famiglia di
industriali; le condizioni agiate della sua famiglia gli permisero di
compiere numerosi viaggi in Europa tra il 1857 e il 1859 durante i quali
trascorse lunghi periodi a Parigi e si dedic allo studio di Baudelaire,
Hugo, De Musset, Heine. Tornato a Milano cominci a frequentare gli
ambienti della Scapigliatura, divenendone uno dei maggiori esponenti e
legandosi di amicizia con Boito.
Accanto alla pittura (nel 1859 espose quattro tele alla Galleria di
Brera) Praga coltiv assiduamente la letteratura esordendo con la
raccolta di versi Tavolozza (1862) e pubblicando in seguito Penombre
(1864). La morte del padre e il conseguente tracollo economico della
famiglia, lo ridusse in miseria e lo spinse ad una vita sregolata,
abusando di alcol e stupefacenti. Per mantenersi scrisse libretti d'opera
insieme con Boito, insegn per un certo periodo letteratura poetica al
Conservatorio di Milano e collabor a varie riviste; le sue condizioni
economiche rimasero per sempre precarie. Nel 1867 pubblic la terza
raccolta Fiabe e leggende. Le sue ultime poesie furono raccolte postume
nel volume Trasparenze (1878); pure postumo usc il romanzo incompiuto
Memorie del presbiterio - scene di provincia.
L'opera di Praga, conservando tratti acerbi e irrisolti, si distingue
per lo sperimentalismo vivace e rivoluzionario sia nella forma che nei
contenuti, tipico della Scapigliatura. I motivi della poesia maledetta
e l'ansia di infrangere i canoni morali ed estetici borghesi sono
ricorrenti in quasi tutte le raccolte di poesie e sono espressi attraverso
una lingua che tende all'espressionismo.
Separatosi dalla moglie e dal figlio Marco nel 1873, si spense due anni
pi tardi (Milano, 1875) a soli 36 anni, consumato completamente dall'alcol.
Note biografiche a cura di Daniela Gangale
autori P : Pulci, Luigi (cenni
biografici)
Morgante
Cenni
biografici
Appartenente
ad una nobile famiglia decaduta, Luigi Pulci nacque a Firenze nel 1432.
Nel 1451, a soli 19 anni, fu costretto ad assumere insieme ai
fratelli la responsabilit dei debiti accumulati dal padre, morto quell'anno,
e si impieg come segretario presso un ricco mercante. Nel 1461 entr
a servizio della famiglia Medici e fu particolarmente caro alla madre di
Lorenzo il Magnifico, Lucrezia Tornabuoni, oltre che amico personale di
Lorenzo il Magnifico. Si impose alla cerchia di intellettuali e artisti
che si raccoglieva intorno al giovane principe grazie al suo
temperamento bizzarro e alle sue prove letterarie.
Per conto di Lorenzo svolse numerose missioni ufficiali guadagnando
grande stima e influenza all'interno della corte medicea. Dopo il 1471
il suo prestigio cominci gradualmente a calare; di cultura non
vastissima anche se non superficiale, Pulci era infatti legato al
recupero della tradizione popolare attraverso canoni espressionisti,
indirizzo letterario che aveva attratto inizialmente il giovane Lorenzo
ma che era stato superato ben presto dal pi raffinato neoplatonismo
ficiniano.
L'opera di maggior spicco nel corpus di Pulci  il poema in ottave
Morgante, commissionatogli da Lucrezia Tornabuoni. Completato
gi prima del 1470 venne pubblicato soltanto otto anni pi tardi, in
23 canti; una seconda edizione del poema, in 28 canti, fu pubblicata nel
1478.   Si   tratta  di  una  parodia  dei  poemi  epico-cavallereschi  in  cui
l'attenzione
dell'autore  volta soprattutto a creare una lingua che fonda
tecnicismi e voci dialettali fortemente espressive, a scapito dell'intreccio
molto spesso meccanico e schematico.
Altre opere di Pulci sono l'Epistolario, numerosi sonetti e
favole villerecce, la Giostra di Lorenzo in 160 stanze e un Vocabolarietto
di lingua furbesca.
Mor a Padova nel 1484.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori R : Rabelais, Franois
(cenni biografici)
Gargantua e Pantagruele
La storia del gigante Gargantua e di suo
figlio Pantagruele (come dei personaggi minori), consiste in un percorso
attraverso le follie del mondo (da cui il debito di Rabelais nei
confronti di Erasmo) e attraverso l'ipocrisia della cultura dominante,
la quale merita solo una carnevalesca derisione, libera da qualsiasi
freno. Le avventure dei personaggi sono inserite in un'atmosfera
eccessiva e goliardica e vengono tenute insieme da uno stile
imprevedibile, che si impossessa, in modo satirico, tanto del gergo
popolare quanto di quello accademico.
Cenni
biografici
Franois
Rabelais nacque nel 1494 ('96?) nei pressi di Chignon.
Studi legge e teologia e, nel 1520, si fece frate francescano.
Negli anni successivi, attorno a lui e ad un altro monaco, Pierre Amy,
si cre una sorta di cenacolo umanistico nel quale si reputava
fondamentale lo studio dei classici; ma un decreto della Sorbona del
1525 viet ai religiosi l'uso e la lettura di testi greci.
Rabelais, trasferitosi a Parigi, continu tuttavia i suoi studi ed
ebbe due figli dalla relazione con una vedova; esercit tra l'altro la
professione di medico per l'ospedale pubblico di Lione. Costretto a
fuggire dalla Francia a causa dell'affare dei plaquards (manifesti)
affissi a Parigi ed Amboise contro la Chiesa romana, si rifugi in
Italia.
Nel 1542 pubblic insieme i due libri di "Gargantua e
Pantagruele" che furono immediatamente condannati dalla
Sorbona; la stessa sorte tocc anche al "Terzo libro di
Pantagruele", a causa del quale l'autore rischi l'arresto.
Mor a Parigi nel 1553, forse in un convento.
Rabelais si rivela un autore affascinante non solo per la sua vita
movimentata, ma soprattutto per l'originalit della sua opera, nella
quale affiorano gli argomenti principali dell'Umanesimo: il rifiuto
della cultura e del modo di pensare del passato recente, l'esaltazione
della fisicit, la conoscenza del mondo classico.
Ma in Rabelais appare anche qualcosa di pi: dalla sua minuziosa ed
attenta descrizione della cultura popolare (mai esclusivamente da
erudito, ma da soggetto partecipe), emerge ci che un grande teorico
del romanzo, il russo Bachtin, chiam "bivocalit", ossia la
capacit di far trasparire dallo scritto il non scritto, di evocare
dalle pagine la complessit ed il pensiero della societ
bassa
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori R : Ramusio, Giovanni
Battista (cenni biografici)
Navigazioni e Viaggi
Cenni
biografici
Ramusio, Giovanni Battista (Treviso 1485 - Padova 1557), umanista
italiano.
Allievo di Pietro Pomponazzi, collaboratore di A. Manuzio, gli diede
le edizioni di Quintiliano (1514) e Livio (1519) ed ebbe interessanti
corrispondenze con scienziati e umanisti quali Fracastoro e Bembo; fu
anche cancelliere della Repubblica Veneta e dal 1515 segretario del
Senato.
Non si sa quando possa aver maturato l'idea dell'opera per cui va
famoso, Navigazioni et viaggi: forse da quando aveva avuto l'incarico di
trattare con il navigatore Sebastiano Caboto, figlio di Giovanni, la sua
proposta di mettersi al servizio di Venezia.
Le Navigazioni sono un'opera poderosa, che intendeva fare il punto
dei pi importanti viaggi compiuti dall'antichit classica fino al suo
tempo, ma che, per la sua precisa e dotta compilazione e per la
competenza dei dati cartografici, fu considerata uno dei fondamenti
degli studi geografici moderni.
Note biografiche a cura di Claudio
Paganelli
autori R : Raponi, Goffredo
(cenni biografici)
Ha tradotto l'opera teatrale completa di William Shakespeare (38 drammi)
in versi italiani. Vedi William
Shakespeare.
Cenni
biografici
Nato a Sermoneta, ha compiuto studi di giurisprudenza e di lettere
presso l'Universit di Roma. Una sua traduzione in metrica italiana
barbara
Giornalista, ha collaborato a quotidiani e riviste italiani e
stranieri. Ha diretto per 10 anni il periodico della Federazione DIRSTAT
Riforma amministrativa. Traduttore, ha tradotto dall'inglese
varie opere di carattere socio-politico-sindacale (schede presso la
Biblioteca Nazionale di Roma).
Funzionario internazionale, ha organizzato e diretto dal 1948 al 1959
la Divisione Stampa Estera del Servizio Informazioni della
Presidenza del Consiglio dei Ministri; dal 1959 al 1965 ha organizzato
il Servizio della traduzione e la Biblioteca centrale della
Comunit Europea a Bruxelles; dal 1965 al 1973 ha diretto il Servizio
traduzione, riproduzione e diffusione dei documenti presso la FAO.
Il suo indirizzo di posta elettronica : pontinus,alfanet.it.
autori R : Redi, Francesco (cenni
biografici)
Bacco in Toscana
Si ringrazia il Prof. Giuseppe Bonghi e la
dei Classici Italiani per averci concesso il diritto di
pubblicazione.
Cenni
biografici
Francesco
Redi nasce il 18 febbraio 1626 ad Arezzo, primogenito di otto figli, di
cui 5 femmine, che prenderanno tutte i voti, da Gregorio e Cecilia dei
Ghinci; dopo aver fatto i suoi primi studi a Firenze, si laurea a Pisa
in Filosofia e Medicina nel 1647. Dal 1650 al '54  a Roma, ospite del
Cardinal Colonna, dove continua gli studi e stringe amicizia con molti
letterati e uomini di scienza dell'epoca, facilitato anche dal suo
carattere socievole, gioviale e pronto nell'aiutare gli amici.
Tornato a Firenze, viene accolto al servizio dei Medici, coi quali
sembra essere stato uno dei promotori dell'Accademia del Cimento, di cui
fu comunque uno dei primi e pi brillanti membri, e comincia a studiare
le pi importanti lingue europee (francese, tedesco, inglese e
spagnolo) che riuscir a possedere abbastanza bene; successivamente
intraprende a studiare perfino l'arabo e il greco, di cui si accinge
perfino a scrivere un vocabolario, che non  stato mai pubblicato;
l'amore per le lingue lo aiuter nella sua opera di compilatore del
Vocabolario della Crusca, opera condotta insieme ad altri Accademici e
che verr pubblicata nel 1691.
Nel 1655, il 23 dicembre, come ebbe a scrivere lo stesso Redi in una
lettera inviata all'amico Egidio Menagio nel 1678, fu nominato
Accademico della Crusca, anche se non aveva ancora scritto n
pubblicato niente, e quindi non poteva avere una fama di Letterato tale
che potesse permettergli la nomina stessa; ma sicuramente molto gli
giov il fatto che fosse figlio del Primo medico del Granduca
Ferdinando II, gli studi condotti e superati brillantemente a Pisa e una
certa notoriet acquisita come erudito presso celebri Letterati e
uomini di scienza, che in quegli anni aveva conosciuto sia a Roma che a
Firenze.
Tre anni pi tardi, nel '58, fu incaricato insieme ad altri della
correzione e dell'ampliamento delle voci del Vocabolario della Crusca,
facendosi fautore di una lingua viva, lontana da ogni pedanteria, tutta
basata sulle cose e sull'osservazione dei fenomeni linguistici operata
con razionalit. Il Redi si mostr favorevole all'accettazione non
solo delle parole usate dai grandi scrittori del Trecento, ma anche di
quelle consacrate dalla pratica quotidiana della lingua parlata dagli
eruditi e dai cortigiani raffinati, anche se talvolta, per confermare
l'uso di certi vocaboli, nei suoi lavori di compilazione del Vocabolario
inventava addirittura degli autori, che affermava di possedere
manoscritti nella sua ricca biblioteca, da cui riprendeva degli esempi
calzanti o, nella migliore delle ipotesi, riportava a memoria brani di
autori conosciuti, quindi in maniera del tutto personale, in modo che
confermassero le sue idee: questo suo modo di procedere verr messo in
evidenza due secoli dopo da uno studioso della stessa Accademia.
Questo incarico venne portato avanti in modo pi vivo e impegnato
dal momento in cui fu nominato Arciconsolo dell'Accademia, il 27 giugno
1678, succedendo a un illustre personaggio, l'amico Vincenzo da Filicaia,
che verr nominato anche nel Ditirambo; manterr l'Arciconsolato fino
al 1690, quando gli subentrer il Gentiluomo fiorentino Manfredi
Macigni.
Il suo impegno come Accademico della Crusca e l'amicizia col
Granduca, determinata anche dal fatto, come abbiamo detto, che suo padre
era Primo medico della corte medicea, gli permisero di partecipare, nel
'57, alla fondazione dell'Accademia del Cimento, della quale fu uno dei
rappresentanti pi attivi: comincia cos quella sua attivit di
ricercatore pi o meno scientifico che lo porta al possesso non solo di
una vasta e solida cultura medica per quei tempi notevole, ma anche ad
affermare un principio che sempre avr presente nella sua produzione,
anche poetica: quello di attenersi ai fatti e alla realt, di
sperimentare le verit e le affermazioni anche in prima persona, come
far con il veleno delle vipere, ingerito per dimostrare che questo
diventa praticamente innocuo se bevuto ma  mortale se iniettato nel
sangue. Come Accademico del Cimento scriver la maggior parte delle sue
opere scientifiche e delle sue lettere che avranno come argomento
osservazioni naturalistiche ed esperimenti vari di anatomia.
Nel 1663 viene nominato Lettore di Lingua Toscana dello Studio
Fiorentino, ed ha come discepoli personaggi che assumeranno un posto di
notevole importanza nel campo letterario verso la fine del secolo, tra i
quali i pi importanti furono il Filicaia, il Menzini ed il Salvini.
Del 1664  la sua prima opera, un opuscolo di storia naturale, le
Osservazioni intorno alle vipere, con la quale egli afferma una
posizione di raggiunto prestigio non solo come medico e ricercatore
scientifico, ma anche presso la corte granducale, tanto che tre anni
pi tardi, nel 1666, gli viene affidato l'incarico di sovrintendente
della Fonderia e della Spezieria, e soprattutto di Archiatro, cio
Primo medico, da Ferdinando II, succedendo in pratica al padre che aveva
mantenuto questa carica per molti anni, un incarico che continuer a
mantenere anche sotto il successore Cosimo III, divenuto Granduca di
Toscana alla morte del padre nel 1670.
I suoi scritti nascono, secondo alcuni critici, da osservazioni
occasionali, non in un preordinato campo di ricerca; il Redi mette
comunque da parte superstizioni e dicerie e porta il suo lavoro sul
piano della sperimentazione razionale e sensista, scindendo, per quanto
possibil,e la scienza dalla morale cattolica e dai princpi religiosi,
spesso legati a una lettura acritica della Bibbia e che talvolta non
tenevano conto dell'evoluzione lenta e faticosa della ricerca
scientifica; anzi princpi religiosi e morale cattolica spesso si
mettono in violento contrasto con la scienza, basti pensare alla vicenda
emblematica di Galileo, della teoria eliocentrica, della distinzione fra
sostanza e accidente, ecc.
In lui, come nei ricercatori che vivono e operano a cavallo fra il
Seicento e il Settecento, non interessano tanto le grandi questioni
generali della Fisica o dell'Astronomia, quanto la realt naturale del
microcosmo, delle piccole cose, indagate con senso naturalistico e
razionale, non privo di intuizioni geniali, che negli ultimi tempi
stanno venendo alla luce grazie agli studi di appassionati studiosi di
quella vasta attivit di "appunti" che giace per lo pi
inesplorata. Da questo nascono le sue gi citate Osservazioni intorno
alle vipere (1664), le Esperienze intorno alla generazione degli insetti
(1668), le Esperienze intorno a diverse cose naturali, e particolarmente
a quelle che ci son portate dalle Indie (1671), e infine, solo per
citare le pi importanti, le Osservazioni intorno agli animali viventi
che si trovano negli animali viventi, pubblicate nel 1684.
Proprio nel campo della ricerca Redi acquist una fama che lo rese
celebre in Europa.
I Principi Mecenati trattavano allo stesso modo scienziati e artisti,
letterati e poeti, mettendo a disposizione di tutti larghi mezzi per
esprimere al massimo livello la propria personalit sia come elemento
per vedersi onorare e soddisfare l'ambizione di essere ricordati dai
posteri, sia come semplice e pura liberalit.
Nel 1685 pubblica il Bacco in Toscana, la sua opera letteraria pi
celebre, e viene chiamato a far parte dell'Accademia di Camera di Maria
Cristina di Svezia e col nome di Anicio Traustio  tra i primissimi
accademici dell'Arcadia, nella quale porta la sua esperienza non solo di
letterato, ma anche di ricercatore naturalista, di persona lontana da
ogni ampollosit marinista, legata ai fatti e alle espressioni chiare e
semplici.
Dal 1690 la sua salute comincia a peggiorare, affetto da una malattia
che si pu approssimativamente identificare con l'epilessia, come
afferma il Giacosa. Negli ultimi mesi della sua vita, l'uomo che con
tanta sobriet aveva curato i suoi ammalati con buon senso e realismo,
lontano dalle superstizioni e dai consueti farmaci privi di benefici
effetti, invocava tutti i giorni Ges e si mostrava nel privato,
perch non osava dichiararlo pubblicamente, fiducioso in pratiche un
po'arcane e irrazionali, come quella di farsi ungere di olii di
devozione o di credere nel potere di guarigione delle fettuccie che
avevano toccato le ossa o la testa di S. Ranieri.
Negli ultimi tempi fu, quindi, un po'bigotto, come il Granduca
Cosimo III, di cui era il cortigiano affettuoso e il confidente. Nel
1697, mentre si trovava a Pisa insieme alla corte di Cosimo III, la
mattina del primo marzo fu trovato morto nel suo letto. Cos scrive
l'abate Salvino Salvini (Opere di Francesco Redi, vol. I, Milano,
Societ tipografica de'Classici italiani contrada di Santa Margherita
n. 1118, anno 1809, pag. XX e seguenti) nella sua breve biografia di
Redi: "In mezzo a queste sue glorie (le opere che letterati e
scienziati gli dedicavano, ndr), ad onta di sua piccola complessione
debilitata bene spesso dalle malattie, che lo travagliavano, come fu il
mal caduco, da lui pazientemente negli ultimi anni di sua vita sofferto,
mantenne sempre indefesso l'amore alle Lettere, e l'affezione agli
amici, i cui parti d'ingegno volentieri tutto d ascoltava: e sopra
tutto l'assiduo servigio, che egli prestava alla Casa Serenissima di
Toscana, colla quale portatosi finalmente a Pisa l'anno 1697. Fu la
mattina del d primo del mese di Marzo dall'Incarnazione del Salvatore
trovato nel proprio letto, esser passato, a cagione delle suddette sue
indisposizioni, da un breve e placido sonno agli eterni riposi del
cielo, dove il suo buon costume, e la sua religiosit ci persuadono,
che egli sia andato sicuramente."
Il cadavere, imbalsamato nella stessa Pisa, venne trasportato per sua
espressa volont ad Arezzo e tumulato in un ricco mausoleo nella Chiesa
di San Francesco fattogli edificare dal nipote Gregorino, anch'egli
Accademico della Crusca, erede di tutti i suoi beni e unico familiare
cui il celibe Redi fu legato da affetto. Sul sepolcro furono scolpite
solamente queste parole: FRANCISCO REDI PATRITIO ARETINO GREGORIUS
FRATRIS FILIUS.
La 'Casa Serenissima di Toscana'per pubblico decreto "colloc
il suo ritratto come suol fare degli illustri suoi cittadini, nel
palagio pubblico; imitando in ci il glorioso esempio di Cosimo III,
che non solo in foglio, ma in bronzo lui vivente, fece imprimere in tre
artificiose medaglie con ingegnosi rovesci, alludenti alle tre facolt,
che in eccellente grado possedeva di filosofia, Medicina e Poesia.
L'Arcadia, di cui fece parte col nome di Anicio Traustio, gli
tribut particolari onori; e l'Accademia della Crusca di Firenze il 13
agosto 1699 gli celebr un particolare onore, con la lettura di
numerosi componimenti poetici e un'orazione funebre, che riportiamo in
altra parte, scritta e recitata dall'Abate Salvino Salvini, che mise in
luce come tutta la vita del Redi fosse stata un "continuo esercizio
di letterata amicizia".
Note biografiche a cura del Prof.
Giuseppe Bonghi
autori R : Repubblica romana 1849"
Costituzione della Repubblica Romana, 1849
autori R : Roncaglia, Gino
(cenni biografici)
Internet '96, Manuale per l'uso della
rete
Vedi Internet
'96, Manuale per l'uso della rete (di
Calvo Marco, Ciotti Fabio, Roncaglia Gino, Zela Marco)
Internet '97, Manuale per l'uso della
rete
Vedi Internet
'97, Manuale per l'uso della rete (di
Calvo Marco, Ciotti Fabio, Roncaglia Gino, Zela Marco)
Internet '98, Manuale per l'uso della
rete
Vedi Internet
'98, Manuale per l'uso della rete (di
Calvo Marco, Ciotti Fabio, Roncaglia Gino, Zela Marco)
Cenni
biografici
(Roma, 1960), ricercatore presso l'Istituto di scienze umane dell'Universit
della Tuscia, divide i suoi interessi fra la storia della logica e
l'informatica umanistica.  autore di numerosi studi e pubblicazioni,
fra le quali il volume "Palaestra rationis" (Firenze, 1996),
dedicato alla logica modale in Germania nel XVII secolo. Per le edizioni
Laterza ha scritto i capitoli sulla storia della logica medievale
all'interno della Storia della Filosofia a cura di P. Rossi e C. A.
Viano.  tra gli autori della trasmissione televisiva MediaMente
di RAI Educational.
Il suo recapito e-mail: mc3430,mclink.it.
La sua home page.
Note biografiche estratte da
Internet '98, Manuale per l'uso della rete - ed. Laterza.
autori R : Rosa, Giovanna
narrativa scapigliata (La)
Si ringrazia l'autrice e la casa editrice
Laterza per aver concesso il permesso di pubblicazione del testo
elettronico.
autori R : Rovani, Giuseppe
Cent'anni
autori R : Russo, Vittorio
Holiness!
In inglese.
Santit!
La versione in HTML comprende sia il testo
in italiano sia la traduzione in inglese.
autori R : Ruzzante
(alias Angelo Beolco) (cenni
biografici)
Bilora
I Dialoghi in lingua rustica, che i
critici hanno chiamato "Il reduce", "Blora"
e "Mnego", furono scritti tra il 1528 e il 1529.
Per quanto riguarda "Blora", si tratta di una delle
poche commedie che non segue la regola del lieto fine: tale carica
dirompente era gi presente nel personaggio di Ruzzante e nelle sue
provocazioni, ma in "Blora" il realismo del Beolco
reduce, o Parlamento de Ruzante che iera vegn
de campo (Il)
Con Bilora fa parte dei "due dialoghi drammatici in
lingua rustica" del Ruzzante, composti, insieme al Mnego, tra il 1528
ed il 1529 e rappresentati a Venezia dalla compagnia dello stesso Ruzzante, che
recit come protagonista proprio nel Reduce. Quest'ultimo  un breve atto unico
ed il sottotitolo con cui ci  noto 
quasi sicuramente un'aggiunta posteriore, mentre in un manoscritto veronese
pi accreditato si legge: Parlamento de Ruzante a Menato e a la sua Gnua,
si tratta infatti di un vero e proprio dialogo, ossia di un discorso a due (un
parlamento) tra Ruzzante, che  appena tornato dalla guerra ed  sporco e
lacero, ed il suo amico Menato.
Cenni
biografici
Angelo
Beolco fu il figlio naturale di un medico padovano e nacque nel 1502.
Con i figli legittimi del padre mantenne sempre ottimi rapporti,
anche dopo la morte del primo, e si dedic quasi tutta la vita
all'amministrazione delle propriet familiari e dei beni agrari
dell'amico di sempre, il nobile Alvise Cornaro.
La sua unica grande passione, per, la ebbe nel teatro: inizi ad
interessarsene nel 1521, in occasione dei festeggiamenti per Federico
Gonzaga, e fu sia autore sia attore. Da uno dei suoi pi riusciti
personaggi, il contadino Ruzzante, prese lo pseudonimo col quale divenne
famoso.
All'immagine di Beolco quale buffone povero, dissoluto e privo di
reale cultura viene oggi sostituita la visione di un autore
perfettamente consapevole della sua antiletterariet e del suo
realismo; il Ruzzante (o Ruzante) si ritrov su di una via intermedia
tra la cultura cittadina e quella di campagna e fu sempre segnato dalla
contraddizione tra i bisogni del suo pubblico e i vivaci impulsi
dell'ambiente contadino, tra la sua esistenza "borghese" e
quella popolana, da cui traeva linfa per i suoi scritti.
Mor nel 1542.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori S : Sabatini, Giuseppe
Chi sa - storie di Pescocostanzo
Il testo  stato gentilmente fornito
dalla casa editrice Leandro Ugo Japadre, con il consenso dell'Autore.
autori S : Sacchetti, Franco (cenni
biografici)
Trecentonovelle (Il)
Cenni
biografici
Figlio di un mercante, Franco Sacchetti (nato a Ragusa, Dalmazia nel
1332) intraprese la carriera paterna, stabilendosi a Firenze dal 1363.
Ricopr numerosi e importanti incarichi politici per conto della
Repubblica: fu ambasciatore a Bologna (1376), membro degli Otto di
Bala (1383) e podest in alcune citt della Toscana e della Romagna
tra cui San Miniato.
Di cultura non profondissima, Sacchetti trae il
materiale per le proprie opere dall'intensa esperienza di vita,
riprendendo i modelli letterari dell'et precedente alla sua: La
battaglia delle belle donne di Firenze con le vecchie (ante 1354) 
una rielaborazione di motivi boccacciani mentre il Libro delle Rime,
in cui raccolse opere composte in vari periodi,  un repertorio di
liriche in cui si sviluppano in maniera convenzionale le tematiche
moralistiche e amorose.
In seguito ad una serie di lutti familiari (un figlio e un fratello
morirono a breve distanza l'uno dall'altro), Sacchetti si dedic ai
49 capitoli delle Sposizioni dei Vangeli (1378-1381), meditazioni
in prosa su brani del Vangelo. Particolarmente congeniale alla sua vena
compositiva fu il genere della novella; nel Trecentonovelle,
ideato forse a Bibbiena nel 1385 ma scritto non prima del 1392 a San
Miniato, Sacchetti raccoglie senza nessun ordine storie di varia
lunghezza in uno stile piuttosto semplice e immediato, ricalcato sul
parlato vivace e immediato della societ popolana e borghese. Delle
novelle, originariamente trecento come si intuisce dal titolo, ce ne
sono pervenute soltanto 223.
Mor a San Miniato, Pisa nel 1400.
Note biografiche a cura di Daniela
Gangale
autori S : Salgari, Emilio (cenni
biografici)
due tigri (Le)
figlio del Corsaro Rosso (Il)
misteri della jungla nera (I)
novelle marinaresche di mastro Catrame (Le)
Pirati della Malesia (I)
ultimi filibustieri (Gli)
Cenni
biografici
Nacque
a Verona, il 21 agosto 1862, da una famiglia di modesti commercianti.
Segu inutilmente un corso per diventare capitano di marina,
occasione che gli frutt il primo ed unico imbarco, che fra l'altro lo
port solamente lungo le sponde dell'Adriatico. L'uomo che tanto
scrisse di paesi esotici e lontani, dunque, in realt non li vide mai.
Nel 1883 inizi a pubblicare sul "La Nuova Arena" il
romanzo "La Tigre della Malesia", che gli frutt molto
successo, ma scarsissimi introiti. L'incapacit di gestirsi
finanziariamente e una sua buona dose di ingenuit sar una costante
della sua vita.
Nel 1884 pubblicher, sempre a puntate, "La favorita del Mahdi",
che diventer poi il suo primo libro. Nel 1892 spos l'attrice di
teatro Ida Peruzzi, da cui ebbe quattro figli. Si trasferir poi a
Torino, lavorando con contratto fisso per l'editore Speirani,
pubblicando circa 30 titoli tra il 1892 ed il 1898. Nel 1897 re Umberto
lo nomin "Cavaliere della Corona". Nel 1898 si trasferir
ancora a Genova per lavorare con l'editore Antonio Donath.
Malgrado i successi, a lui, incapace di gestirsi, restavano solo le
briciole, mentre aumentavano i debiti, anche per via dell'assistenza che
dovette dare alla moglie che nel frattempo era impazzita. Tent un
suicidio nel 1910, ma fu salvato. Si suicid a Torino, il 25 aprile
1911, oppresso dai debiti e dalle disgrazie familiari, squarciandosi il
ventre e la gola con un rasoio, imitando il suicidio rituale dei samurai
giapponesi. Lascer una lettera per i figli, e una, sprezzante, agli
editori, ai quali chiese, almeno, di pagare il suo funerale.
Fu autore di oltre duecento romanzi e racconti di avventure esotiche,
autentici classici della letteratura per ragazzi. In particolare
possiamo ricordare i romanzi come "I misteri della jungla
nera", "Le tigri di Mompracem", "Sandokan alla
riscossa", "Il Re del Mare", "I Pirati della
Malesia", "Il Figlio del Corsaro Rosso", "Jolanda,
la figlia del Corsaro Nero".
Note biografiche a cura di Roberto
Zambrini
autori S : Samek-Lodovici, Vieri
italiano che parliamo (L')
Vedi italiano
che parliamo (L') (di Casadei
Federica, Fiorentino Giuliana, Samek-Lodovici Vieri)
autori S : Sannazzaro, Iacopo
Arcadia
autori S : Sardegna regno"
Statuto del regno di Sardegna
autori S : Scarpetta,
Eduardo
Miseria e nobilt
autori S : Schiller, Friedrich
visionario ossiano Memorie del Conte *** (Il)
autori S : Serao, Matilde
(cenni biografici)
Storia di due anime
virt di Checchina (La)
Il romanzo La virt di Checchina, dopo essere apparso
a puntate sulla Domenica Letteraria, venne pubblicato a Catania nel 1884.
Ne  protagonista la giovane e piacente Checchina, sposata
ad un medico avaro ed insensibile che non la comprende. Ormai rassegnata ad una
vita grigia e monotona, Checchina riscopre la gioia grazie alle  attenzioni  di
un
marchese, invitato a cena nella loro casa dallo stesso marito. Decisa a
concedersi, la ragazza riuscir, a tal fine, a superare tutte le difficolt
pratiche tranne una, ritrovandosi ad essere suo malgrado "virtuosa per
necessit" e a veder sfumare l'unica occasione per sopravvivere alla
monotonia ed alla povert della sua esistenza.
Cenni
biografici
Matilde Serao nacque a Patrasso nel 1865, da madre greca e padre
napoletano. Mentre il padre partecipava alle imprese garibaldine,
Matilde trascorse l'infanzia in Campania dove, dopo un primo periodo di
studi irregolari, riusc a conseguire il diploma e ad ottenere un posto
di lavoro ai telegrafi. Fu in questi ultimi anni che intraprese la
carriera di giornalista, scrivendo in un primo tempo per il Piccolo ed
in seguito per la Gazzetta letteraria piemontese e il Corriere del
mattino.
I primi successi letterari arrivarono con la raccolta di bozzetti Dal
vero e con il romanzo Cuore infermo, i quali siglarono la sua adesione
al Verismo, senza peraltro che la scrittrice ne desse mai una
giustificazione ideologica. In generale la Serao riusc meglio nelle
novelle e nei bozzetti che nel romanzo vero e proprio, specialmente per
quanto riguarda l'organizzazione dei sentimenti, delle passioni e degli
squilibri personali, nonch della descrizione dei personaggi e degli
ambienti, i quali, all'interno dei suoi scritti pi vasti, perdono
molta della loro efficacia.
L'abilit della Serao si esplicit inoltre nella caratterizzazione
dei personaggi femminili, appartenenti agli ambiti ed ai ceti pi
diversi, e di quelli infantili, ad esempio nei protagonisti di Piccole
anime. Sposatasi nel 1885 con il giornalista Eduardo Scarfoglio,
nazionalista ed ideologicamente legato alla politica di Crispi,
intrecci con lui anche un profondo e vivace sodalizio intellettuale:
dal 1885 al 1887 diressero insieme il Corriere di Roma; in seguito, a
Napoli, lo Scarfoglio fond il Corriere di Napoli, nel quale la Serao
port avanti la fortunata rubrica di cronaca mondana Api, mosconi e
vespe; infine fondarono e diressero insieme, fino al 1902, Il Mattino,
sempre a Napoli.
Quelli veristi non furono sempre il tratto ed il genere
caratteristici della Serao: all'incirca dal 1890 la scrittrice si
stacc dal Verismo accusandolo di una sorta di 'frustrazione'della
fantasia ed abbracci lo spiritualismo e lo psicologismo, soprattutto
grazie all'influenza del Bourget, il quale si prodig per far conoscere
le opere di lei anche in Francia. Da questo cambiamento, per, non
seguirono ottimi risultati: le raccolte di novelle Le amanti, Gli
amanti, L'indifferente ed i romanzi Addio, amore e Castigo, risultarono
opere poco riuscite, imperniate principalmente sugli amori straordinari
di persone di alto rango dalle personalit particolarmente complesse.
Nonostante la separazione dal marito, avvenuta nello stesso 1902, la
Serao continu ad occuparsi di giornalismo e diede vita al Giorno, nel
1904. Mor a Napoli nel 1927.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori S : Serra, Renato
senso del silenzio (Il)
Ultime lettere - Esame di coscienza di un letterato
Per gentile concessione della Fara Editore
Ora, i conti non sono ancora fatti: quest'anno mi par quasi che la
partita sia pi seria. Non per le difficolt materiali; che sono meno
gravi delle altre volte. C' solo un anno di pi; ed  una cosa
gravissima. Un anno di pi con le stesse solite cose, ripetute ancora
una volta, e che non si possono ripetere pi come le stesse. Sono io
che m'accorgo di aver trent'anni, o le donne se ne sono accorte o i
sassi della strada? Dio lo sa."
autori T : Tarchetti, Iginio Ugo
(cenni biografici)
Fosca
Uscito a puntate, dal 21 febbraio al 6 aprile 1869, sulla
rivista milanese Il Pungolo e pubblicato in volume nello stesso anno, il
romanzo  si  ispira  a  fatti  autobiografici vissuti dal Tarchetti nel biennio
64-'65,
quando conobbe e frequent, tra Milano e Parma, la giovane epilettica Carolina
C., la quale gli sugger la figura di Fosca. L'opera non fu terminata dal
Tarchetti a causa della sua morte prematura ed il 48esimo capitolo, l'ultimo,
venne scritto da Salvatore Farina, suo amico e consigliere.
Storia di una gamba e altri racconti
Cenni
biografici
Lo
scrittore Iginio Ugo Tarchetti nacque a San Salvatore Monferrato, in
provincia di Alessandria, nel 1841.
Comp gli studi a Casale e a Valenza ed in seguito entr nel
commissariato militare, posto che abbandon nel 1865 dopo aver redatto
degli scritti contro l'organizzazione militare ed in generale contro
qualsiasi istituzione che si fondasse sull'autorit. Divenne ben presto
uno degli esponenti pi tipici della Scapigliatura milanese,
nell'orizzonte della quale scrisse diversi articoli su vari giornali,
quali Il Gazzettino Rosa e Il Pungolo. Nel suo intento di rinnovamento
della narrativa e della poesia italiane attinse con entusiasmo, ma a
volte forse con troppa ingenuit, a scrittori stranieri, senza
riuscire, peraltro, a pervenire ad una teoria ed uno stile letterari
propri.
Cos, ad esempio, nei suoi scritti d'impegno sociale (Paolina,
1866;Una nobile follia, 1867) non riusc a staccarsi da certo
sentimentalismo, abbastanza usuale nella letteratura italiana
dell'epoca. Pi matura e convincente risulta invece la trattazione del
tema della morte, ossessionante in Storia di una gamba (1867), nella
raccolta di racconti Amore nell'arte (1869), nel romanzo Fosca,
completato da S. Farina ed uscito postumo nel '69, cos come nella
raccolta di poesie Disjecta, anch'essa uscita postuma nel '79.
Mor di tifo a Milano nel 1869.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori T : Targioni Tozzetti,
Giovanni
Nerone
autori T : Tasso, Torquato
(cenni biografici)
Aminta
In appendice  l'epilogo  "Amor  fuggitivo",  che  venne  incluso  nell'edizione
ferrarese
dell'"Aminta" del 1581.
Gerusalemme liberata
Ambientato durante l'epoca delle crociate,
il poema eroico-cavalleresco "Gerusalemme liberata"
consta di 20 canti di ottave e l'autore se ne occup per quasi tutta la
sua vita, apportandovi nel tempo diverse modifiche. La prima edizione
fedele dell'opera si ebbe nel 1584 a cura di Scipione Gonzaga. L'azione
del poema si apre nel periodo conclusivo della lotta tra cristiani e
musulmani, con Goffredo di Buglione che riceve l'ordine divino di
conquistare al pi presto il Santo Sepolcro agli infedeli. La
composizione del poema, l'opera pi rappresentativa del Tasso, procur
molte sofferenze al suo autore, continuamente preoccupato per
l'ortodossia del suo contenuto.
Cenni
biografici
Nato
a Sorrento l'undici marzo 1544 da un cortigiano e letterato e da una
nobildonna napoletana, Torquato Tasso pass i primi anni della sua vita
in varie citt italiane, ma fu soprattutto Urbino il teatro della sua
formazione letteraria, scientifica e cavalleresca.
Dopo la morte della madre, avvenuta nel 1556, nel '59 si trasfer a
Venezia per studiare legge, secondo la volont paterna. Ben presto,
per, concentr i suoi interessi sulla filosofia e sull'eloquenza e
compose il primo libro della Gerusalemme.
Nel '61 compose dei versi d'amore per la ferrarese Lucrezia Bendidio
con i quali mise in risalto la sua maestria nel rinnovare dall'interno
il grande modello tematico e formale del Petrarca.
Nello stesso 1561 inizi a scrivere il poema cavalleresco
Rinaldo
quest'ultima opera veniva messa in atto la teoria "romanzesca"
secondo la quale (in polemica col Furioso) l'unit di questo genere
letterario sarebbe stata garantita solo dalla presenza di un unico
protagonista.
Nel 1562 fu a Bologna, vi continu gli studi e vi affin la sua
tecnica lirica; nel '65 entr al servizio del cardinale Luigi D'Este e
prese a frequentare la corte di Ferrara; nel '72 divenne uno stipendiato
di Ippolito II D'Este e come suo cortigiano compose la favola "Aminta",
che venne rappresentata l'anno dopo; nel '75 part per Roma dove chiese
ad alcuni letterati di rivedere la sua "Gerusalemme
liberata", un'opera che per molto tempo aveva abbandonata: fu
proprio a causa di questa revisione, snervante, moralistica e minuziosa,
che l'ipersensibilit del Tasso sfoci in uno stato di squilibrio
psichico.
La sua condizione mentale non miglior neanche quando venne assolto
dal tribunale dell'Inquisizione, e quindi, dopo poco, venne rinchiuso
dal duca di Ferrara.
Riuscito a fuggire, fu in seguito segregato di nuovo fino al 1586,
quando il principe Vincenzo Gonzaga lo liber, ma non riusc a
difenderlo dalle continue polemiche che imperversavano intorno alla sua
opera.
Mor a Roma il 25 aprile 1595, prima di poter essere incoronato
poeta in Campidoglio.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori T : Tassoni, Alessandro
(cenni biografici)
Secchia rapita (La)
La secchia rapita (1622), composta in
ottava rima,  sicuramente l'opera poetica pi famosa di Alessandro
Tassoni. Notissima  anche la sua trama: durante una scaramuccia tra
bolognesi e modenesi, questi ultimi riescono a far fuggire i primi
inseguendoli fin nel cuore della stessa Bologna dove, assetati, rubano
una secchia da un pozzo. Dal loro rifiuto di restituirla alla sua
legittima citt, si scatena una complicatissima guerra che si conclude
solo quando il legato pontificio riesce a raggiungere un accordo.
Nonostante l'azione si svolga nel sec. XIII, i riferimenti alla
contemporaneit sono numerosi ed espressi con arguzia. L'atteggiamento
satirico dell'opera non  alieno da riferimenti polemici di carattere
personale che contribuiscono a vivacizzare i personaggi.
Cenni
biografici
Alessandro
Tassoni nacque a Modena il 28 settembre 1565 da una famiglia nobile.
Rimasto orfano, nel 1597 entr a servizio del cardinale Ascanio
Colonna, al seguito del quale si rec in Spagna nel 1600. Torn in
Italia nel 1603 e si trasfer a Roma.
Proprio in questo periodo compose una raccolta di pensieri dal titolo
Variet di pensieri di Alessandro Tassoni
in nove parti, contrassegnati da un tenace antiaristotelismo. Da questi
scritti emerse con forza la personalit estremamente vivace ed irosa
che lo caratterizz per tutta la vita, nonch la sua tendenza
iconoclasta, spesso indirizzata contro gli emuli del poeta Francesco
Petrarca.
Nel 1612 la rinnovata polemica antispagnola che impervers in Italia
in occasione della prima guerra del Monferrato, spinse un
anonimo
degli opuscoli indirizzati, appunto, contro il pesante controllo
spagnolo nella penisola. Le Filippiche furono (e sono tuttora)
attribuite al Tassoni, che per ne neg la paternit per timore di
una rappresaglia spagnola.
A causa di questi scritti, che l'autore negava di aver mai composto,
il Tassoni entr nelle grazie del duca Carlo Emanuele di Savoia, un
antispagnolo pi volte lodato all'interno degli opuscoli, grazie al
quale nel 1618 si trasfer a Torino col titolo di primo segretario. Nel
1626 fu al servizio del cardinale Ludovisi e nel 1632 del duca Francesco
I di Modena.
Mor a Modena il 25 aprile 1635.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori T : Terentius Afer,
Publius (Terenzio)
Andria
Il testo  disponibile in versione latina
e nella traduzione italiana (con il titolo "La ragazza di Andros").
Si ringrazia il Prof. Massimo Rossi per aver consentito l'uso della
traduzione in italiano.
autori T : Thoreau, Henry David
Disobbedienza civile
Il saggio "Resistance to Civil
Government" viene letto da H. D. Thoreau come conferenza al "Concord
Lyceum" nel gennaio 1848 e pubblicato, il 14 maggio 1849, in
Aesthetic Papers, a cura di Elizabeth Peabody. Sar poi pubblicato
postumo nel 1866 con il diverso titolo di "Civil Disobedience".
La traduzione italiana  a cura di Manuela Federella.
autori T : Tolstoj, Lev
Nikolaevic (cenni
biografici)
Anna Karenina
E'uno dei pi famosi scritti di Tolstoj
e forse della storia del romanzo in generale, anche grazie alle
trasposizioni cinematografiche di cui  stato oggetto. Narra le vicende
della nobildonna Anna Karenina, sposata senza amore ad Alessio Karenin,
e della sua passione per il giovane ufficiale Vronskij, passione che la
porter fatalmente ad una fine tragica.
Confessione
Il pi importante di un gruppo di scritti
autocritici e di polemica verso la chiesa ortodossa in cui trov
espressione la crisi morale di Tolstoj (1882). La tormentata lotta del
grande scrittore russo nella ricerca drammatica e poetica del senso
della vita.
Cenni
biografici
Nato
da una famiglia di antica nobilt terriera a Jasnja Polanja, nel
governatorato russo di Tula, nel 1828, Lev Tolstoj studi legge a S.
Pietroburgo e da giovane combatt nella guerra russo-turca, che gli
ispir i primi racconti, prevalentemente autobiografici.
In seguito si orient verso gli ampi affreschi storici ("Guerra
e Pace", 1868) e le grandi storie d'amore ("Anna
Karenina", 1877). Nella seconda met degli anni '70 fu colto
da una profonda crisi spirituale che lo fece allontanare dalla chiesa
ortodossa e che lo port alla teorizzazione di una religiosit pi
autentica e pi vicina alle origini.
La sua profonda volont di rinnovamento nei confronti della societ
russa (che gi sperimentava le prime scosse rivoluzionarie) ne fece un
attento studioso di pedagogia ed un audace saggista in campo politico,
filosofico e critico. Queste sue attivit gli valsero la scomunica
della Chiesa russa e gli attacchi della censura.
Gli ultimi anni furono orientati verso un'incessante attivit di
livellamento tra la sua vita e le sue teorie: si dedic ai pi duri
lavori manuali e matur l'idea di distribuire le terre ai contadini.
In seguito a forti dissidi con la moglie e nonostante l'et (82
anni), decise di fuggire di casa, ma le sue condizioni di salute non gli
permisero di andare oltre la stazione di Astapovo, sulla linea per
Rostov , dove la morte lo colse il 7 novembre 1910.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori T : Tozzi, Federigo
(cenni biografici)
Bestie
Il testo  stato gentilmente fornito
dalla casa editrice Carlo Mancosu.
Con gli occhi chiusi
Tre croci
Cenni
biografici
Federigo Tozzi nacque a Siena il 1 gennaio 1883.
Suo padre, di origini contadine, era il gestore di una trattoria
nella stessa Siena e, dopo che il figlio ebbe terminato le elementari,
decise di mandarlo in un collegio vescovile, dal quale il giovane
Federigo venne espulso per cattiva condotta. Lo stesso accadde nella
scuola di belle arti che il ragazzo decise in seguito di frequentare, e
fu cos che si iscrisse a vari istituti tecnici sia a Siena che a
Firenze, senza peraltro ottenere alcun titolo di studio.
Nel 1895 mor sua madre e solo diversi anni pi tardi, nel 1907,
riusc ad ottenere un lavoro stabile vincendo un concorso presso le
Ferrovie dello Stato e trasferendosi come applicato a Pontedera. L'anno
successivo gli mor il padre: Federigo Tozzi vendette la trattoria e
cerc di amministrare i due poderi che aveva ereditati. Fu il 30 maggio
dello stesso 1908 che si spos con Emma Palagi, accanto alla quale ebbe
realmente inizio la sua attivit letteraria, che da principio
consistette nella semplice sistemazione della corrispondenza d'amore dei
due, pubblicata poi con il titolo di Novale.
A ci si susseguirono collaborazioni con diverse riviste, quali
Pagine libere di Lugano, l'Eroica di La Spezia, il San Giorgio di
Bologna. Nel 19011 usc la sua prima raccolta di versi La zampogna
verde, ricca di influenze dannunziane, e 2 anni dopo scrisse il suo
primo romanzo Con gli occhi chiusi, che al momento non venne pubblicato.
Degli anni '13 e '14  la pubblicazione dell'opera a quattro mani,
scritta insieme a Domenico Giuliotti, La Torre, presentata come
'l'organo della reazione spirituale italiana'. Nello stesso periodo si
trasfer a Roma con la moglie e con il figlio Glauco e si dedic
assiduamente allo studio di antichi scrittori religiosi senesi, tra i
quali santa Caterina, e di diversi cronisti coevi.
Nel '15 Bestie, una sorta di diario, fu edito per la Treves e dello
stesso anno, in concomitanza con lo scoppio della guerra,  la
decisione del Tozzi di lavorare presso la croce rossa. Fu proprio al
termine del conflitto che venne finalmente pubblicato Con gli occhi
chiusi e, sull'onda dell'entusiasmo, lo scrittore compose Il podere e
Tre croci cui segu, nel '20, Gli egoisti, un romanzo che si riferisce
alla personale esperienza dello scrittore nell'ambiente letterario della
capitale. Federigo Tozzi mor di polmonite il 21 marzo del 1920.
Esiste in Tozzi, come osserv Giorgio Luti "il contrasto
'ereditario'di figlio di un piccolo proprietario terriero che si 
inurbato con lo sguardo sempre rivolto al suo piccolo tesoro di terra,
alla 'roba', secondo la classica definizione verghiana. (...) Sar
dunque innegabile per la poetica tozziana l'interna dialettica tra
dannunzianesimo e verismo". E difatti il mondo, per lo scrittore,
prima d'essere oggetto di ripresentazione letteraria fu essenzialmente
oggetto di sofferenza personale, di un pessimismo che in ultima analisi
non risult pi n verista n decadentista, da cui scatur una
prosa che, oltre a un efficacissimo uso del lessico dialettale, rimase
essenzialmente 'scarna e violenta'.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori V : Vailati, Giovanni
Alcune osservazioni sulle questioni di parole nella storia della
scienza e della cultura
Per gentile concessione della Fara Editore
s.a.s.
autori V : Vasari, Giorgio
(cenni biografici)
vite de'pi eccellenti architetti, pittori, et
scultori italiani, da Cimabue insino a'tempi nostri. Nell'edizione per
i tipi di Lorenzo Torrentino - Firenze 1550 (Le)
Cenni
biografici
Nato
ad Arezzo nel 1511, Giorgio Vasari fu una delle personalit pi
eclettiche e interessanti del XVI secolo. A nove anni apprese i primi
rudimenti del disegno, a tredici, condotto a Firenze, fu allievo di
Michelangelo, poi di Andrea del Sarto e di Baccio Bandinelli.
Nel 1531 segu a Roma il cardinale Ippolito de'Medici. Tra il 1532
e il 1536 torn di nuovo a Firenze e nel 1554 esegu per incarico di
Cosimo de'Medici alcune opere tra le quali le decorazioni pittoriche di
Palazzo Vecchio e la progettazione della Fabbrica degli Uffizi. Negli
stessi anni affresc a Roma la cappella regia in Vaticano.
Nel 1540 cominci a raccogliere notizie sulla vita e sulle opere
degli artisti. Due anni pi tardi prese ad ordinare questo materiale e
a dargli forma letteraria in un'opera che intitol "Le vite de'
pi eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue
insino a'tempi nostri", la cui prima edizione fu pubblicata
nel 1550. Questo lavoro di scrittore e storico dell'arte lo port alla
fama.
Mor in Firenze nel 1574.
Note biografiche a cura di Silvia
Bigetti
autori V : Vassallo, Luigi Arnaldo
(detto Gandolin)
Famiglia De-Tappetti (La)
autori V : Vaticano
Encicliche
autori V : Venexiana (La)
Venexiana (La)
La commedia in 5 atti La Venexiana fu scoperta nella
biblioteca marciana di Venezia nel 1928 da Emilio Lovarini e venne pubblicata
per la prima volta a Bologna nello stesso anno. La sua composizione viene fatta
comunemente risalire ai primi anni del XVI secolo e molte ipotesi si sono
avanzate circa l'identit del suo autore, senza peraltro poter giungere ad
una conclusione certa e definitiva, anche se, quasi sicuramente, chi la compose
era una personalit colta appartenente ad un circolo privato in cui ci si
dilettava  a  scrivere  e  mettere  in  scena  opere proprie.  La commedia  in
dialetto veneziano e si apre con un prologo dal tono
discretamente misogino in cui si descrivono le smanie d'amore delle donne,
smanie che, per la verit, sono presentate come di natura essenzialmente
sessuale, e che costituiscono il soggetto principale della vicenda.
autori V : Venturi,
Francesco
Polder
Un romanzo scritto in stile asciutto,
erede del minimalismo, sui cocci dei rapporti post-liceali di giovani e
giovanissimi usciti dal microcosmo delle scuole superiori.
Si ringrazia l'autore e la casa editrice Fernandel,
per averci fornito il testo e concesso il diritto di pubblicazione.
autori V : Verasani,
Grazia (cenni biografici)
amore  un bar sempre aperto (L')
La protagonista di questo romanzo 
un'ex cantante che ha alle spalle anni di concerti e un paio di
dischi; a 36 anni si trova a fare i conti con il suo passato e con la
sua carriera interrotta e lo fa attraverso un racconto-monologo a tinte
forti. La telefonata inaspettata di un talent- scout "diverso dai
soliti" la obbliga a una scelta che significherebbe rimettersi in
gioco...
Il libro  "un'autobiografia molto romanzata" ed  un
libro sulle aspettative deluse della giovinezza, sul disincanto amaro di
una generazione, quella che oggi  a cavallo fra i trenta e i
quarant'anni. Ma  anche un libro sull'amore che si immagina e non
si fa pi, scritto con un linguaggio emotivo, appassionato, nel
tentativo di rendere la scrittura "orecchiabile" come un brano
musicale.
Si ringrazia l'autore e la casa editrice Fernandel,
per averci fornito il testo e concesso il diritto di pubblicazione.
Cenni
biografici
Grazia Verasani, classe 1962, bolognese, si  diplomata giovanissima
all'Accademia d'arte drammatica. Dopo alcune esperienze come
attrice, ha alternato il lavoro di doppiatrice con le prime
pubblicazioni di racconti (soprattutto su "Il manifesto", con
Gianni Celati). Nel frattempo canta e compone canzoni: nel 1995 vince il
premio Citt di Recanati; nel 1996 pubblica l'album "Nata
mai" (BMG Ricordi). Dal 1998 lavora soprattutto come autrice per
vari cantanti e collabora alla produzione di artisti emergenti.
Note biografiche estratte da L'amore
 un bar sempre aperto
autori V : Verga,
Giovanni (cenni
biografici)
Cavalleria rusticana
Eros
Eva
Lupa (La)
Malavoglia (I)
183
172
Scritto nel 1881  il primo romanzo
dell'incompiuto ciclo "I vinti", ed  considerato il
capolavoro della letteratura verista. Verga supera il bozzettismo
veristico per contribuire in modo fondamentale alla creazione di una
tradizione narrativa realistica in Italia. Nella storia del declino dei
Malavoglia egli d una rappresentazione lucidamente critica della crisi
di una civilt arcaica investita da nuove, spietate leggi economiche.
Il suo attaccamento ai valori pi autentici di quella civilt (la
famiglia patriarcale, la casa del nespolo) si accompagna alla condanna
dei suoi colpevoli ritardi; ma su tutto domina un pessimismo di fondo,
un senso di immobilit e immutabilit dei destini sociali e umani che
 in netto contrasto con gli ottimismi trionfanti della borghesia
italiana postunitaria.
marito di Elena (Il)
Mastro Don Gesualdo
Edito nel 1889, seconda parte
dell'incompiuto ciclo de "I vinti", Mastro don Gesualdo ha
sicuramente un respiro pi ampio rispetto a "I Malavoglia".
Il tema  quello dell'alienazione borghese, affrontato in diversi
quadri che raccontano l'ascesa sociale, e l'umiliazione, del
protagonista, anch'esso alla fine "vinto" nonostante il suo
lavoro di una vita ed i denari accumulati.
peccatrice (Una)
Un romanzo giovanile del Verga (il suo
primo racconto lungo:  del 1886). D'ispirazione romantica, pi tardi
ripudiato dall'autore, che nel 1890 tent di opporsi alla ristampa.
Rose caduche
Storia di una capinera
 la triste storia di una giovane,
avviata controvoglia dal padre al convento. Scritto in forma epistolare,
racconta l'angoscia per una reclusione innaturale, l'innamoramento ed
infine la follia della protagonista.
Tigre reale
Tutte le novelle
La collezione completa di novelle di
Giovanni Verga, tra le quali la raccolta pubblicata nel 1880 con il
titolo "Vita dei campi". Il mondo elementare degli umili si
sostituisce a quello artefatto della societ oziosa e romantica dei
suoi primi romanzi e lo stile diventa agile e scarno. Pur mutando tono e
personaggi la passione rimane il movente principale dell'azione:
l'ardore dei sensi, la gelosia e la vendetta sono le forze oscure che
determinano il tragico destino dei personaggi. Vale la pena spendere due
parole anche a proposito della raccolta, pubblicata nel 1883, con il
titolo di "Novelle Rusticane". Pu considerarsi
un'anticipazione di "Mastro don Gesualdo", di cui condivide il
motivo dominate: l'attaccamento alla "roba". Dal pathos
violento delle novelle della "Vita dei campi" si passa qui a
un umorismo doloroso in cui l'impeto delle passioni  irriso
dall'inflessibile durezza del destino.
Cenni
biografici
Nato
a Catania nel 1840, fu il massimo esponente del verismo.
La sua prima formazione romantico-risorgimentale si svolse a Catania,
dove abbandonando gli studi giuridici, decise di dedicarsi
esclusivamente alla letteratura. Trasferitosi a Firenze nel 1865 compose
i suoi primi romanzi Una peccatrice e Storia di una
Capinera. Successivamente a Milano frequent l'ambiente degli
Scapigliati, rappresentando in modo fortemente critico il mondo
aristocratico-borghese (Eva, 1873; Tigre Reale, 1873; Eros,1875).
In seguito alla scoperta del naturalismo francese matura la sua
svolta decisiva verso il verismo che sar segnato dai racconti
e dai romanzi di ambiente siciliano (Vita nei campi, 1880 I
Malavoglia, 1881; Novelle rusticane, 1883; Mastro don
Gesualdo, 1889). Lo scrittore crede nel progresso ma si interessa
ai vinti e ai deboli; la sua  una visione della vita tragicamente
pessimistica che si pone in antitesi con l'ottimismo imperante nei suoi
tempi.
Rappresenta un mondo di primitivi in lotta con il destino avverso cui
inesorabilmente soccombono quando si staccano dalla religione, dalla
famiglia e dal lavoro. Il linguaggio verghiano  arditamente
innovatore: dando spazio al linguaggio dialettale riesce a raggiungere
effetti di grandiosa coralit. Alla produzione narrativa si accompagn
quella teatrale, connotata sempre da una intensa drammaticit (Cavalleria
rusticana, 1884; La lupa, 1884; In portineria,
1885; Dal tuo al mio, 1903).
Lo scrittore muore nella sua citt natale nel 1922.
Note biografiche a cura di Sabina
Catanorchi
autori V : Vergilius Maro, Publius (Virgilio)
Eneide
L'opera di Virgilio qui pubblicata  stata tradotta da Annibal Caro
(1507-1566) che volontariamente ha stravolto  l'originale  (nei  vv.  772-782),
inserendo nel
testo un episodio legato alle satire dei villani.
autori V : Verri,
Pietro (cenni biografici)
Cronaca di Cola de li Piccirilli
Si ringrazia la Biblioteca Comunale di
Milano per averci concesso il diritto di pubblicazione.
Diario Militare
Discorso sull'indole del piacere e del dolore
Osservazioni sulla tortura e singolarmente sugli
effetti che produsse all'occasione delle unzioni malefiche alle quali si
attribu la pestilenza che devast Milano l'anno 1630
Scritto tra il 1770 e il 1777, ma
pubblicato postumo,  la ricostruzione, dai verbali originali, del
processo a Giangiacomo Mora e altri, accusati di diffondere la peste.
L'autore, illuminista settecentesco, amico e collaboratore di Cesare
Beccaria, utilizza la vicenda come esempio per una forte polemica contro
la tortura ed il suo uso giudiziario, all'epoca ancora in uso nello
stato milanese. Questo testo ha ispirato il pi noto "Storia della
colonna infame" del Manzoni.
Storia di Milano
Cenni
biografici
Pietro
verri nacque a Milano nel 1728 da una famiglia nobile, piuttosto retriva
e conservatrice. Pass la sua infanzia e la sua adolescenza in vari
istituti religiosi finch, nel 1749, non ebbe i primi impeti di
ribellione nei confronti dell'ambiente nel quale era cresciuto.
In questo periodo si innamor della duchessa Serbelloni (insieme
alla quale tradusse delle opere teatrali di Destouches), lesse alcune
poesie presso l'Accademia dei Trasformati e studi filosofi inglesi e
francesi contemporanei.
Contrariato dalla decisione del padre di fargli intraprendere gli
studi giuridici, nel '59 part come volontario per la Guerra dei Sette
Anni ma, non riuscendo a sopportare l'ambiente militare, si conged
l'anno dopo. Sempre nel 1760 scrisse il saggio "Gli elementi
del commercio".
Tornato a Milano, insieme con il fratello Alessandro, Paolo Frisi,
Cesare Beccaria, Il Carli ed il Secchi, fond un'accademia, la Societ
dei Pugni, che per due anni, dal 1764 al 1766, redasse la rivista Il
Caff, un periodico di stampo illuministico tra i pi vivaci ed
innovativi dell'ambiente milanese. Fu questo un periodo fervido lavoro
per il Verri, il quale si dedic sia alla redazione degli articoli per
Il Caff, sia alla composizione di opere varie, tra cui "Il
Discorso sulla felicit" (1763).
Nel '66, a causa di dissensi col Beccaria e del trasferimento a Roma
del fratello Alessandro, il gruppo della rivista si sciolse ed il Verri
cominci a lavorare per l'amministrazione austriaca, un lavoro che non
lo gratific n da un punto di vista personale, n da un punto di
vista ideale, anche se , proprio in questo periodo, riprese a scrivere
moltissimo.
Nel 1785 si ruppe l'amicizia col fratello e nell''86 and in
pensione.
Lo scoppio della Rivoluzione francese riaccese in lui le speranze e
l'invasione napoleonica lo port a ricoprire cariche nella
Municipalit provvisoria, nonostante il suo atteggiamento poco incline
al giacobinismo.
Mor nel 1797.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori V : Vico,
Giambattista (cenni biografici)
Autobiografia
L'"Autobiografia" di
G.B. Vico venne composta nel 1725 e pubblicata a Venezia, nel 1728, in
una "Raccolta di opuscoli scientifici e filologici" a
cura di Angelo Caloger, con il titolo "Vita di G.B. Vico
scritta da se medesimo".
L'opera, che conta meno di 100 pagine, descrive in terza persona gli
accadimenti dell'autore, tralasciando quasi del tutto i particolari
della sua vita privata e puntando l'accento sulla sua formazione da
autodidatta.
Principj di scienza nuova d'intorno alla comune
natura delle nazioni, in questa terza impressione. Dal medesimo Autore
in un gran numero di luoghi. Corretta, Schiarita, e notabilmente
Accresciuta.
Cenni
biografici
Gian
Battista Vico nacque a Napoli nel 1668.
Durante l'infanzia una frattura al cranio gli imped di frequentare
la scuola per tre anni e, nel 1681, abbandon definitivamente gli studi
regolari divenendo un autodidatta e dedicandosi alla grammatica, alla
logica e alla giurisprudenza.
Dal 1689 al '95 fu a Vatolla come precettore del marchese Rocca di
Vatolla, continu a studiare assiduamente e, nel 1693, pubblic la
canzone "Affetti di un disperato", di ispirazione
lucreziana.
Il 1699 fu per Vico un anno molto intenso e foriero di sviluppi
futuri: vinse una cattedra di eloquenza all'Universit di Napoli, apr
un studio di retorica privato, si spos. Proprio le aperture degli anni
accademici dell'Universit di Napoli gli fornirono l'occasione di
recitare le sei "Orazioni Inaugurali" in latino, che
in seguito revision pi volte.
Nel 1710 entr in Arcadia, ma non ne abbracci pienamente il
petrarchismo imperante, orientandosi maggiormente verso una scrittura in
qualche modo pi vicina ad un certo purismo arcaicizzante, tipico della
cultura napoletana dell'epoca, unito ad un fortissimo senso del passato.
Nel 1725 pubblica in compendio (nell'impossibilit di pagare
un'edizione completa) la "Scienza Nuova", lo scritto
della sua piena maturit. Nella "Scienza Nuova" (che
in seguito verr conosciuta anche al nord Italia e di cui lo Herder
tesser le lodi) Vico elesse la storia a unica conoscenza oggettiva
accessibile all'uomo in quanto artefice del suo operare.
Negli stessi anni Vico scrisse la sua "Autobiografia".
In seguito, nel 1735, divenne storiografo regio e nel luglio del '44
riusc a far pubblicare per intero la "Scienza Nuova".
Mor nel gennaio dello stesso anno.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori V : Villani,
Giovanni (cenni biografici)
Nuova Cronica
Il Villani concep l'idea di comporre una cronaca dei
fatti del suo tempo e della storia della sua citt, Firenze, mentre si trovava
a Roma, in occasione del Giubileo del 1300. Cominciata nel 1308, la redazione
dell'opera lo occup per tutta la vita e rimase incompiuta alla sua morte,
avvenuta nel 1348. Fu continuata dal fratello Matteo che la protrasse per altri
11 libri finch non mor a sua volta, nel 1363. I successivi 102 capitoli, che
coprono appena un anno, furono composti dal figlio di Matteo, Filippo.  L'opera
completa di Giovanni consta di 12 libri, divisi in
due parti di 6 libri ciascuna. La sua prima edizione, che comprendeva 10 libri,
fu stampata a Venezia nel 1537, mentre l'edizione completa si deve ai Giunti
di Firenze, che la pubblicarono nel 1559.  L'edizione ampliata  dalle  aggiunte
del fratello e del
nipote  reperibile nei Rerum Italicarum Scriptores del Muratori, voll.
XIII e XIV.
Cenni
biografici
Giovanni
Villani nacque a Firenze probabilmente negli ultimi decenni del XIII
secolo e, in quanto mercante, durante la sua vita viaggi moltissimo,
muovendosi dall'Italia alla Francia ed alle Fiandre. Proprio perch
detentore di una fiorente attivit commerciale si interess moltissimo
alla vita politica della sua citt, all'interno della quale fu
sostenitore di parte guelfa.
Nel 1316, nel '21 e nel '28 fu eletto priore e nel '17 membro della
commissione per le nuove gabelle; nel '21 venne scelto come membro della
magistratura delle mura e nel '28 fu anche uno degli ufficiali addetti a
far fronte alla carestia che imperversava nella citt.
Qualche anno dopo, nel 1331, fu sollevato dall'accusa di corruzione
che gli era stata imputata al tempo in cui era stato camarlingo del
Comune per l'edificazione delle mura.
Nel 1335 venne coinvolto nella bancarotta dei Bardi, dal cui
fallimento fu travolta anche la societ del Villani. Ancora una volta
si ritrov ad essere perseguito perch accusato di collusione con gli
stessi Bardi ed in quanto mercante fuggitivo; imprigionato per qualche
tempo, venne rilasciato nel 1346 circa.
Mor di peste due anni dopo.
La fama di Giovanni Villani  legata soprattutto alla sua Cronica,
un monumentale resoconto che prende avvio dalla torre di Babele e che
arriva fino ai suoi tempi. Iniziata nel 1300 in occasione del giubileo,
l'opera risulta, com' ovvio, del tutto inattendibile riguardo alle
epoche antiche ma estremamente preziosa se si fa riferimento ai fatti
coevi allo stesso Villani, fatti ricavati, a volte, proprio dagli
archivi del comune di Firenze.
Lo stile dello scritto  molto pi scarno rispetto alla Cronica di
Dino Compagni, probabilmente perch meno sentita  la necessit
morale della sua composizione, che in tal modo risulta pi precisa, per
lo meno dal punto di vista della ricostruzione storica, ma anche meno
appassionante e che ci d un'immagine del Villani pi 'cronista'che
scrittore vero e proprio.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
Marchese di
autori V : Villabianca,
Francesco Maria Emanuele e Gaetani, Marchese di (cenni
biografici)
Autoapologia
Cenni
biografici
Francesco Maria Emanuele e Gaetani, Marchese di Villabianca, nacque a
Palermo il 12 marzo 1720 da famiglia nobile originaria di Spagna
trapiantatasi in Sicilia nel 1282 ai tempi del re Pietro d'Aragona.
Sin da giovane si appassion agli studi storici ed in particolare
alla storia di Palermo e della Sicilia. Questa passione lo accompagn
per tutta la vita. Raccolse tutte le notizie possibili rovistando negli
archivi pubblici e privati, costituendo una enorme biblioteca personale
che alla sua morte lasci alla citt di Palermo e redigendo opere che
in parte pubblic ed in parte rimasero manoscritte.
Assolse anche a numerosi pubblici incarichi: fu Governatore della
Compagnia della Carit, pi volte Governatore del Monte di Piet e
del Real Albergo dei Poveri, Rettore dell'Ospedale degli Incurabili,
Priore del Consolato del Commercio, Senatore di Palermo e Commissario
Generale di Sanit a Partinico, un paese vicino Palermo.
Nel 1779 venne investito da Ferdinando III di Borbone del titolo di
Conte di Belforte e insignito dell'elogio di "benemerito della
patria".
Negli anni 1754-59 diede alle stampe la sua opera principale,
La Sicilia Nobile
rigoroso impegno di ricerca attorno alle citt demaniali e alle terre
baronali, alle magistrature dell'Isola, alle nobili famiglie, ai feudi e
alle investiture.
A quest'opera, che gli assicur reputazione europea, seguirono nel
1776 le "Notizie storiche intorno agli antichi uffizii del regno di
Sicilia", nelle quali tratt della istituzione e della evoluzione
delle principali magistrature pubbliche introdotte dai Normanni.
Lasci manoscritto un numero immenso di opere, raccolte in 25 volumi
di "Diari palermitani", nei quali compil con ricchezza di
notizie e di particolari la storia degli avvenimenti di Palermo dal 1743
al 1802 e 48 volumi di "Opuscoli palermitani" oltre ad una
serie di operette minori la pi importante delle quali  "Palermo
d'oggigiorno".
Mor nel 1802. Il suo corpo  tumulato nel Pantheon di S. Domenico
a Palermo.
Note biografiche a cura di Gabriella
Al
autori V : Volpi,
Gaetano
Del furore d'aver libri
L'Abate Gaetano Volpi fu, con il fratello
Giannantonio, editore in Padova dal 1717 al 1756. Pubblicavano a loro
spese libri che stampava Giuseppe Comino, tipografo e libraio. Nacque
cos la tipografia Volpi-Cominiana.Giannantonio selezionava le opere da
stampare, Gaetano si occupava della "direzione generale" e il
tipografo Giuseppe Comino della "direzione tecnica".
Varie Avvertenze Utili, e necessarie agli Amatori de'buoni Libri,
disposte per via d'Alfabeto", scritto da Gaetano e pubblicato nel
1756  un prontuario ed una guida alla scelta, conservazione e raccolta
dei libri come oggetti di un culto prezioso.
autori V : Voltaire (alias
Franois Marie Arouet) (cenni
biografici)
Candido ovvero L'ottimismo
Libello allegorico-filosofico, scritto in
polemica con Leibniz ed il suo "migliore dei mondi possibili",
 rimasta l'opera pi famosa di Voltaire.
Cenni
biografici
Franois
Marie Arouet, anagrammato in Voltaire da Arouet le Jeune, ultimo dei 5
figli di un notaio, nacque a Parigi nel 1694. A 7 anni gli mor la
madre e a 10 anni fu mandato a studiare dai gesuiti, presso i quali si
distinse per la sua notevole intelligenza.
Nel 1711 ci fu il suo ingresso in societ, dove si fece notare
grazie allo spirito sagace e brillante. Ma questo 'successo'mondano non
piacque al padre, un uomo dalle idee piuttosto conservatrici, e fu per
tale motivo che il giovane Franois fu avviato all'avvocatura ed alla
carriera diplomatica.
Tornato in Francia dall'Aia, dove aveva intrecciato una relazione
amorosa malvista dal padre, venne prima condannato al soggiorno forzato
presso i castelli di influenti protettori e poi fu detenuto alla
Bastiglia a causa di certi versi satirici diretti contro Filippo d'Orlans.
Rilasciato, negli anni successivi si procur sia diverse e potenti
inimicizie, sia pensioni e protezioni a causa delle sue simpatie nei
confronti del Protestantesimo, evidenti nel poema La Lega, del 1723.
Nel 1726 fu condotto di nuovo entro le mura della Bastiglia in
seguito ad uno screzio con il cavaliere di Rohan e fu liberato solo a
patto che si recasse in esilio in Inghilterra, dove rimase fino al 1728.
Il contatto con la cultura inglese si rivel quanto mai benefico per la
formazione di Voltaire, che frequent tanto filosofi come Berkley e
Clarke quanto scrittori come Swift e Pope, e che respir a pieni
polmoni l'aria di libert politica ed intellettuale vigente nel paese.
Il frutto pi diretto di queste esperienze furono le Lettere
Filosofiche o Lettere sugli inglesi (edizione inglese del 1733; edizione
francese del 1734), che sconvolsero la Francia dell'Assolutismo
monarchico e della filosofia cartesiana (di Cartesio Voltaire aveva
detto: "Fece della filosofia come si fa un buon romanzo: tutto
parve verosimile e niente era vero"). Tornato in Francia, Voltaire
si stabil a Cirey presso la sua amante , marchesa du Chatelet; questi
anni e quelli immediatamente successivi costituirono il periodo pi
fecondo della sua attivit filosofica e letteraria, che si concretizz
in poemi, opere storiografiche, tragedie e saggi.
Anche i suoi rapporti con la Corona migliorarono e, nel 1746, fu
accolto tra gli 'immortali'dell'Accademia. Ma la morte della marchesa
du Chatelet ed il legame non solidissimo che intratteneva col re, lo
indussero, nel 1750, ad accettare l'invito di Federico II di Prussia e
si rec presso la sua corte, dove rimase, nonostante l'incompatibilit
di carattere col sovrano, fino al '53. Nel 1755 si stabil a Ginevra,
di cui apprezzava l'atmosfera tollerante e razionale, e vi risiedette
finch non difese le posizioni di Miguel Servet, un dissidente
religioso che Calvino aveva condannato al rogo.
Questo episodio lo rese inviso al 'tollerante'protestantesimo
svizzero, costringendolo a tornare in Francia, dove visse gli ultimi
suoi 20 anni circondato da una piccola corte personale. In questo lasso
di tempo l'attivit intellettuale e politica di Voltaire divenne sempre
pi intensa e culmin con le opere Trattato sulla tolleranza (1763) e
Dizionario filosofico (1764), nonch con la pubblicazione di libelli
contro l'intolleranza religiosa della Chiesa cattolica, di satire, di
opere teatrali e di racconti filosofici.
Chiamato a Parigi nel 1778 per la rappresentazione della tragedia
Irene, vi mor tra il frastuono dell'accoglienza trionfale che la
Francia gli andava tributando.
Note biografiche a cura di Maria
Agostinelli
autori W : World
Wide Web Consortium
Specifiche HTML 4.0
autori Z : Zanotelli, Alex
Sulle strade di Pasqua
autori Z : Zela, Marco (cenni
biografici)
Internet '96, Manuale per l'uso della
rete
Vedi Internet
'96, Manuale per l'uso della rete (di
Calvo Marco, Ciotti Fabio, Roncaglia Gino, Zela Marco)
Internet '97, Manuale per l'uso della
rete
Vedi Internet
'97, Manuale per l'uso della rete (di
Calvo Marco, Ciotti Fabio, Roncaglia Gino, Zela Marco)
Internet '98, Manuale per l'uso della
rete
Vedi Internet
'98, Manuale per l'uso della rete (di
Calvo Marco, Ciotti Fabio, Roncaglia Gino, Zela Marco)
Cenni
biografici
(Roma, 1970), consulente informatico,  system manager di due
importanti nodi commerciali italiani. Nel 1994 ha contribuito alla
realizzazione della prima galleria telematica d'arte realizzata in
Italia. Svolge regolarmente attivit di formazione presso imprese
pubbliche e private.
Il suo recapito e-mail: mc6162,mclink.it.
La sua home page.
Note biografiche estratte da
Internet '98, Manuale per l'uso della rete - ed. Laterza.
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