PRIMO DISCORSO TENUTO DA SAN LEONE NEL NATALE DEL SIGNORE

1 - Gioia universale per la immacolata nascita del Signore
Oggi, dilettissimi,  nato il nostro Salvatore: rallegriamoci! Non 
bene che vi sia tristezza nel giorno in cui si nasce alla vita, che,
avendo distrutto il timore della morte, ci presenta la gioiosa promessa
dell'eternit. Nessuno  escluso dal prendere parte a questa gioia,
perch il motivo del gaudio  unico e a tutti comune: il nostro Signore,
distruttore del peccato e della morte,  venuto per liberare tutti,
senza eccezione, non avendo trovato alcuno libero dal peccato. Esulti il
santo, perch si avvicina al premio. Gioisca il peccatore, perch 
invitato al perdono. Si rianimi il pagano, perch  chiamato alla vita.
Il Figlio di Dio, nella pienezza dei tempi che il disegno divino,
profondo e imperscrutabile, aveva prefisso, ha assunto la natura del
genere umano per riconciliarla al suo Creatore, affinch il diavolo,
autore della morte, fosse sconfitto, mediante la morte con cui prima
aveva vinto. In questo duello, combattuto per noi, principio supremo fu
la giustizia nella pi alta espressione. Il Signore onnipotente,
infatti, non nella maest che gli appartiene, ma nella umilt nostra ha
lottato contro il crudele nemico. Egli ha opposto al nemico la nostra
stessa condizione, la nostra stessa natura, che in lui era bens
partecipe della nostra mortalit, ma esente da qualsiasi peccato. E'
estraneo da questa nascita quel che vale per tutti gli altri: "Nessuno 
mondo da colpa, neppure il fanciullo che ha un sol giorno di vita".
Nulla della concupiscenza della carne  stato trasmesso in questa
singolare nascita; niente  derivato ad essa dalla legge del peccato. E'
scelta una vergine regale, appartenente alla famiglia di David, che,
destinata a portare in seno tale santa prole, concepisce il figlio,
Uomo-Dio, prima con la mente che col corpo. E perch, ignara del
consiglio superno, non si spaventi per una inaspettata gravidanza,
apprende dal colloquio con l'angelo quel che lo Spirito Santo deve
operare in lei. Ella non crede che sia offesa al pudore il diventare
quanto prima genitrice di Dio. Colei a cui  promessa la fecondit per
opera dell'Altissimo, come potrebbe dubitare del nuovo modo di
concepire? La sua fede, gi perfetta,  rafforzata con l'attestazione di
un precedente miracolo: una insperata fecondit  data a Elisabetta,
perch non si dubiti che dar figliolanza alla Vergine chi gi ha
concesso alla sterile di poter concepire.
2 - La mirabile economia del mistero del Natale
Dunque il Verbo di Dio, Dio egli stesso e Figlio di Dio, che "era in
principio presso Dio, per mezzo del quale tutto  stato fatto e senza
del quale neppure una delle cose create  stata fatta", per liberare
l'uomo dalla morte eterna si  fatto uomo. Egli si  abbassato ad
assumere la nostra umile condizione senza diminuire la sua maest. E'
rimasto quel che era e ha preso ci che non era, unendo la reale natura
di servo a quella natura per la quale  uguale al Padre. Ha congiunto
ambedue le nature in modo tate che la glorificazione non ha assorbito la
natura inferiore, n l'assunzione ha sminuito la natura superiore.
Perci le propriet dell'una e dell'altra natura sono rimaste integre,
bench convergano in una unica persona. In questa maniera l'umilt viene
accolta dalla maest, la debolezza dalla potenza, la mortalit dalla
eternit. Per pagare il debito, proprio della nostra condizione, la
natura inviolabile si  unita alla natura che  soggetta ai patimenti,
il vero Dio si  congiunto in modo armonioso al vero uomo. Or questo era
necessario alle nostre infermit, perch avvenisse che l'unico e
identico Mediatore di Dio e degli uomini da una parte potesse morire e
dall'altra potesse risorgere. Pertanto si deve affermare che a ragione
il parto del Salvatore non corruppe in alcun modo la verginale
integrit; anzi il dare alla luce la Verit fu la salvaguardia del suo
pudore. Tale nativit, dilettissimi, si addiceva a Cristo, "virt di Dio
e sapienza di Dio"; con essa egli  uguale a noi quanto all'umanit, 
superiore a noi quanto alla divinit. Se non fosse vero Dio non
porterebbe la salvezza, se non fosse vero uomo non ci sarebbe di
esempio. Perci dagli angeli esultanti si canta nella nascita del
Signore: "Gloria a Dio nel pi alto dei cieli" e viene annunciata "la
pace in terra agli uomini di buona volont" . Essi, infatti, comprendono
che la celeste Gerusalemme sta per essere formata da tutte le genti del
mondo. Or quanto gli umili uomini devono rallegrarsi per quest'opera
ineffabile della divina misericordia, se gli angeli eccelsi tanto ne godono?
3 - La vita della nuova creatura
Pertanto, dilettissimi, rendiamo grazie a Dio Padre mediante il suo
Figlio nello Spirito Santo, poich la sua grande misericordia, con cui
ci ha amato, ha avuto di noi piet. "Quando ancora noi eravamo morti a
causa dei nostri peccati, ci ha vivificati con Cristo" per essere in lui
una nuova creatura e una nuova opera. Dunque spogliamoci del vecchio
uomo e dei suoi atti . Ora che abbiamo ottenuto la partecipazione alla
generazione di Cristo, rinunciamo alle opere della carne. Riconosci, o
cristiano, la tua dignit, e, reso consorte della natura divina, non
voler tornare con una vita indegna all'antica bassezza. Ricorda di quale
capo e di quale corpo sei membro. Ripensa che, liberato dalla potest
delle tenebre, sei stato trasportato nella luce e nel regno di Dio. Per
il sacramento del battesimo sei diventato tempio dello Spirito santo:
non scacciare da te con azioni cattive un s nobile ospite e non ti
sottomettere di nuovo alla schiavit del diavolo, perch ti giudicher
secondo verit chi ti ha redento nella misericordia, egli che vive e
regna col Padre e lo Spirito santo nei secoli dei secoli. Amen.

SECONDO DISCORSO DA SAN LEONE TENUTO NEL NATALE DEL SIGNORE
1 - L'occulto disegno di Dio nell'incarnazione
Dilettissimi, esultiamo nel Signore e con spirituale gaudio
rallegriamoci, perch  spuntato per noi il giorno che significa la
nuova redenzione, l'antica preparazione, la felicit eterna. Il mistero
della nostra salvezza, promesso all'inizio del mondo, attuato nel tempo
stabilito per durare senza fine, si rinnova per noi nel ricorrente ciclo
annuale. In questo giorno  giusto che noi, elevati in alto i cuori,
adoriamo il divino mistero, affinch sia celebrato dalla Chiesa con
grande letizia quel che si compie per munifica generosit di Dio.
Infatti, Dio onnipotente e clementissimo, la cui natura  bont, la cui
volont  potenza, la cui azione  misericordia, allorch la malizia del
diavolo con il veleno del suo odio ci sottomise alla morte, tosto indic
all'inizio del mondo la medicina che la sua misericordia metteva a
disposizione per risollevare il genere umano. Preannunci al serpente la
futura discendenza della donna che con la propria virt gli avrebbe
schiacciato il capo, sempre altero o pronto a mordere. In tal modo
preannunci Cristo, l'Uomo- Dio, che doveva venire nella carne e che,
nascendo dalla Vergine con una nascita immacolata, doveva condannare
colui che viol l'integrit del genere umano. Infatti il diavolo,
trovando un sollievo alle proprie pene nel compagno di peccato, si
gloriava che l'uomo, da lui ingannato, fosse stato privato dei doni
divini e, spogliato della immortalit, fosse stato assoggettato a dura
sentenza di morte; in pi si gloriava perch Dio, secondo le esigenze
della giustizia, era stato costretto a cambiare proposito riguardo
all'uomo che egli aveva creato insignito di grande dignit. Per questo 
stato necessario che Dio, immutabile, la cui volont  inseparabile
dalla benignit, adempisse con segreta economia e con occulto mistero il
suo primo disegno di grazia ai nostri riguardi, affinch l'uomo, caduto
in colpa per l'insidia del maligno diavolo, contrariamente al piano di
Dio non perisse.
2 - La novit nella nascita di Cristo
Dilettissimi, appena giunti i tempi prestabiliti per la redenzione degli
uomini, Ges Cristo, Figlio di Dio, fa il suo ingresso nella bassa
condizione di questo mondo: discende dalla sede celeste senza, per,
allontanarsi dalla gloria del Padre:  generato in un nuovo stato e con
novit nella nascita. E' nuovo il suo stato, perch, pur rimanendo
invisibile nella sua natura  diventato visibile nella natura nostra.
Egli che  l'immenso, ha voluto essere racchiuso nello spazio: pur
restando nella sua eternit ha voluto incominciare a esistere nel tempo.
Il Signore dell'universo, nascosta sotto il velo la gloria della sua
maest, ha assunto la natura di servo. Dio, inviolabile, non ha sdegnato
di assoggettarsi al dolore; l'immortale non ha rifiutato di
sottomettersi alla legge della morte. Inoltre  stato generato con
novit nella nascita, perch  stato concepito dalla Vergine ed  nato
dalla Vergine senza l'intervento di padre terreno e senza la violazione
della integrit della madre. A chi doveva essere il Salvatore degli
uomini era conveniente una tale nascita, perch avesse in s la natura
umana e non conoscesse la contaminazione della umana carne. Dio stesso,
infatti,  l'autore della nascita corporea di Dio, e l'arcangelo l'ha
attestato alla santa vergine Maria: "Lo Spirito santo verr sopra di te,
e la potenza dell'Altissimo ti coprir della sua ombra: per questo il
bambino santo che nascer, sar chiamato Figlio di Dio". Dunque la sua
origine  diversa dalla nostra, ma la sua natura  uguale alla nostra.
Il fatto che la Vergine abbia concepito, che la Vergine abbia partorito
e poi sia rimasta ancora vergine, certamente  estraneo alla comune
esperienza umana, poich  fondato sulla divina potenza. In questo caso,
difatti, non bisogna considerare la condizione di colei che partorisce,
ma il volere di colui che nasce, il quale  nato dall'uomo nel modo che
ha voluto e potuto. Se tu osservi la realt della natura, costati la
sostanza umana; ma se scruti la causa dell'origine, vi riconosci la
potenza divina. Invero, Ges Cristo, nostro Signore,  venuto per
abolire il contagio del peccato, non per tollerarlo;  venuto per curare
ogni malattia di corruzione e tutte le ferite delle anime macchiate. Era
dunque opportuno che nascesse in maniera nuova colui che apportava agli
uomini una nuova grazia di immacolata integrit. Era necessario che
l'integrit di chi nasceva conservasse la nativa verginit della madre,
e che l'adombramento della virt dello Spirito santo custodisse il sacro
recinto del pudore e la sede della santit. Ges, difatti, aveva
stabilito di rialzare la creatura che era precipitata in basso, di
rafforzare la creatura conculcata e di donare e accrescere la virt
della castit per cui potesse essere vinta la concupiscenza della carne.
Dio ha voluto in tal maniera che la verginit, necessariamente violata
nella generazione degli altri uomini, fosse imitabile negli altri con la
rinascita spirituale.
3 - Il segreto messianico
Il fatto stesso, dilettissimi, che Cristo abbia scelto di nascere da una
vergine, non mostra forse che era mosso da un motivo altissimo? Egli
voleva che il diavolo ignorasse la nascita del Salvatore del genere
umano; cos ignaro dello spirituale concepimento, il maligno non avrebbe
pensato a una nascita diversa da quella degli altri uomini, perch lo
vedeva non differente dagli altri. Egli ha osservato la natura di lui,
simile alla nostra, e ha creduto che egli fosse compreso nella condanna
di tutti gli altri. Non comprese che era estraneo ai ceppi, procuratici
dalla disobbedienza, colui che non vedeva libero dall'umana debolezza.
Infatti Dio, verace e misericordioso, disponeva di molti modi per
restaurare il genere umano, ma ha scelto questa via della redenzione per
seguire un criterio di giustizia, anzich fare uso della sua potenza nel
distruggere il male compiuto dal diavolo. Il superbo e antico nemico
rivendicava per s, non senza qualche ragione, un diritto di tirannia su
tutti gli uomini; e opprimeva con dominazione non illegittima quelli che
dal comando di Dio aveva trascinato a rendere ossequio spontaneo alle
sue voglie. Perci non avrebbe giustamente perduto la servit del genere
umano, instaurata agli inizi del mondo, se non fosse stato vinto da chi
prima aveva assoggettato. Perch questo disegno si attuasse, Cristo,
senza intervento di uomo,  stato concepito dalla Vergine, fecondata non
dalla unione carnale, ma dallo Spirito santo. Le madri tutte non
concepiscono senza la macchia del peccato; al contrario essa fu
purificata dal fatto che concep. Non si ebbe in questo caso nessun
intervento dell'uomo, perci non vi si mescol il peccato originale. La
verginit inviolata non conobbe la concupiscenza; solo somministr la
sostanza. Dalla madre fu assunta la natura dell'uomo, non la colpa. La
natura di servo  stata fatta senza portare con s condizione servile,
perch l'uomo nuovo  stato misurato sul vecchio in modo da assumere la
realt della natura e da escludere l'antico peccato. Il misericordioso e
onnipotente Salvatore ha regolato fin dall'inizio l'assunzione della
natura umana in tal maniera da tenere nascosta la potenza divina,
inseparabile dall'umanit assunta, col velo della nostra infermit. Fu,
cos, giocata l'astuzia del nemico che credette la nascita del
fanciullo, nato per la salvezza del genere umano, sottomessa al suo
dominio, non altrimenti che quella di tutti gli uomini che nascessero.
Lo scorse che vagiva e lacrimava; l'osserv avvolto in pochi panni ,
soggetto alla circoncisione e riscattato con l'offerta del sacrificio
legale. In seguito conobbe il normale sviluppo della sua puerizia e non
pot mettere in dubbio la sua naturale crescita finch giunse a et
virile. Mentre tutto ci si compiva, egli scagli oltraggi, moltiplic
le ingiurie, us maledizioni, obbrobri, bestemmie e calunnie, e in
ultimo rovesci contro Cristo tutta la potenza del suo furore passando
in rassegna tutte le possibili tentazioni. Ben conscio di avere col suo
veleno prostrata la natura umana, non credette neppure lontanamente che
fosse libero dal peccato chi da tante prove era riconoscibile per
mortale. Perci il diavolo, scellerato saccheggiatore e avaro esattore,
persist nella lotta contro chi nulla aveva in s di malizia. Ma mentre
lo perseguitava rivendicando l'esecuzione della sentenza di condanna per
tutti gli uomini, riposta nell'origine intaccata dal peccato, oltrepass
la misura fissata nel decreto che gli serviva di sostegno, perch
reclam la pena del peccato da colui nel quale non scopr nessuna colpa.
Cos per un consiglio poco accorto fu annullata la cedola del contratto
di morte; per l'ingiustizia commessa nell'esigere di pi, venne abolito
tutto il debito. Quel forte viene incatenato con i suoi stessi ceppi e
ogni astuzia del maligno viene ripiegata nel suo capo. Appena il
principe del mondo  cos imprigionato, le vettovaglie, procacciatesi
con la schiavit, gli vengono rapite. La natura purificata dal vecchio
contagio, ritorna nel suo onore; la morte  distrutta con la morte, la
nascita  restaurata con la nuova nativit. Simultanei sono questi
effetti: la redenzione abolisce la schiavit, la rigenerazione trasforma
l'origine e la fede rende giusto il peccatore.
4 - Frutti della redenzione e propositi del cristiano
Dunque, chiunque tu sia che vuoi gloriarti del nome di cristiano,
pondera con giusto giudizio la grazia di questa riconciliazione. A te,
una volta prostrato ed escluso dal Paradiso, a te, destinato a morire
ininterrottamente durante un lungo esilio e disperso alla stregua della
polvere e della cenere, a te, senza speranza di vivere,  stata data con
l'incarnazione del Verbo la facolt di tornare, dal lontano luogo ove
eri, al tuo Creatore, di riconoscere il tuo padre, di passare dalla
servit alla libert, di essere innalzato dalla condizione di forestiero
alla dignit di figlio. Cos a te, nato dalla carne corruttibile, 
stata data la facolt di rinascere dallo Spirito di Dio e di ottenere
per grazia ci che non avevi per natura, in modo che riconoscendoti,
mediante lo Spirito di adozione, come figlio di Dio, possa ardire di
chiamare Dio tuo Padre. Ora che sei sciolto dal reato della cattiva
coscienza, aspira al regno celeste; adempi la volont di Dio, sostenuto
dal divino aiuto; imita gli angeli sopra la terra; ntriti della virt
di una sostanza immortale; combatti con sicurezza contro le tentazioni
ostili in ossequio alla religione di Dio, e se avrai rispettato il
giuramento della milizia celeste, sii certo che sarai incoronato per la
vittoria nei campi trionfali dell'eterno Re, quando la risurrezione,
preparata ai cultori di Dio, ti investir per innalzarti alla societ
del regno celeste. Dilettissimi, fiduciosi in cos grande aspettativa,
rimanete stabili nella fede in cui siete stati fondati. Non sia mai che
il tentatore, privato da Cristo della dominazione sopra di voi, vi abbia
a sedurre di nuovo con insidie e riesca a profanare con la sua raffinata
arte di inganni le gioie stesse del giorno presente. Non sia mai che
riesca a illudere gli uomini pi semplici con la nefanda persuasione di
certuni, ai quali questo giorno della nostra solennit pare degno di
festa non tanto a motivo della nascita di Cristo, quanto per il natale
del nuovo sole. Le menti di costoro sono avvolte in dense tenebre e sono
ben lontane dal far progressi nella vera luce. Si trascinano dietro i
pazzeschi errori dei gentili, e perch sono incapaci di sollevare
l'attenzione della mente sopra ci che si vede con sguardo carnale,
rendono culto divino agli astri, i quali non sono altro che i servi del
mondo. Sia lontana dagli uomini cristiani tale sacrilega superstizione e
mostruosa menzogna. Le cose temporali distano oltre ogni dire da colui
che  eterno, le cose corporee da colui che  incorporeo, le creature
suddite da colui che le governa: tutte queste cose hanno bens bellezza,
che suscita ammirazione, ma non hanno in se stesse la divinit che si
possa adorare. Bisogna, dunque, rendere onore a quella potenza,
sapienza, maest che ha creato dal nulla l'universo e che ha generato
con onnipotente parola le cose terrene e le cose celesti in quelle forme
e misura che a lui  piaciuto. Il sole, la luna, le stelle sono utili a
noi, che ce ne serviamo e appaiono leggiadre quando le rimiriamo. Di
esse si deve rendere grazie al Creatore: si deve adorare Dio che le ha
create, non le creature che lo servono. Dunque, dilettissimi, lodate Dio
in tutte le sue opere e disposizioni. Abbiate una fede perfetta nella
verginale integrit e nel parto della Vergine. Onorate il sacro e divino
mistero della redenzione umana, prestando a Dio un servizio santo e
sincero. Accogliete Cristo che nasce nella nostra carne, affinch
meritiate di contemplarlo qual Dio della gloria nel regno della sua
maest: egli che col Padre e lo Spirito santo persevera nella unit
della divinit nei secoli dei secoli. Amen.

