Giacomo Leopardi segna il termine di questo periodo. La
metafisica in lotta con la teologia si era esaurita in questo
tentativo di conciliazione. La moltiplicit de' sistemi avea tolto
credito alla stessa scienza. Sorgeva un nuovo scetticismo che non
colpiva pi solo la religione o il soprannaturale, colpiva la
stessa ragione. La metafisica era tenuta come una succursale della
teologia. L'idea sembrava un sostituto della provvidenza. Quelle
filosofie della storia, delle religioni, dell'umanit, del dritto
avevano aria di costruzioni poetiche. La teoria del progresso o
del fato storico nelle sue evoluzioni sembrava una fantasmagoria.
L'abuso degli elementi provvidenziali e collettivi conduceva
diritto all'onnipotenza dello Stato, al centralismo governativo.
L'ecletismo pareva una stagnazione intellettuale, un mare morto.
L'apoteosi del successo rintuzzava il senso morale, incoraggiava
tutte le violenze. Quella conciliazione tra il vecchio ed il
nuovo, tollerata pure come temporanea necessit politica, sembrava
in fondo una profanazione della scienza, una fiacchezza morale. Il
sistema non attecchiva pi: cominciava la ribellione. Mancata era
la fede nella rivelazione: mancava ora la fede nella stessa
filosofia. Ricompariva ii mistero. Il filosofo sapeva quanto il
pastore. Di questo mistero fu l'eco Giacomo Leopardi nella
solitudine del suo pensiero e del suo dolore. Il suo scetticismo
annunzia la dissoluzione di questo mondo teologico-metafisico, e
inaugura il regno dell'arido vero, del reale. I suoi "Canti"
sono le pi profonde e occulte voci di quella transizione
laboriosa che si chiamava secolo decimonono. Ci si vede la vita
interiore sviluppatissima. Ci che ha importanza, non  la
brillante esteriorit di quel secolo del progresso, e non senza
ironia vi si parla delle sorti progressive dell'umanit. Ci che
ha importanza  l'esplorazione del proprio petto, il mondo
interno, virt, libert, amore, tutti gl'ideali della religione,
della scienza e della poesia, ombre e illusioni innanzi alla sua
ragione e che pur gli scaldano il cuore, e non vogliono morire. Il
mistero distrugge il suo mondo intellettuale, lascia inviolato il
suo mondo morale. Questa vita tenace di un mondo interno, malgrado
la caduta di ogni mondo teologico e metafisico,  l'originalit di
Leopardi, e d al suo scetticismo una impronta religiosa. Anzi 
lo scetticismo di un quarto d'ora quello in cui vibra un cos
energico sentimento del mondo morale. Ciascuno sente l dentro una
nuova formazione.