Negli esami effettuati per misurare la concentrazione di Pfas e Pfba nelle acque di Dueville destinate al consumo umano non sono stati rilevati sforamenti ai limiti di legge.
I risultati si riferiscono alle analisi eseguite da Viacqua da gennaio ad aprile sui pozzi privati del territorio.Nonostante siano in programma alcuni progetti per sanare questa mancanza, il Comune rimane l'unico in regione sopra i 10 mila abitanti a non essere allacciato ad un acquedotto; motivo per cui, anche in considerazione della presenza di materiale contaminato rinvenuto in passato nella vicina Montecchio Precalcino, la periodica verifica della qualit dell'acqua  stata ritenuta necessaria dagli enti preposti.
Al fine di evitare ogni tipo di rischio, l'amministrazione, Viacqua e l'autorit di bacino stanno lavorando per allargare la diffusione dell'acquedotto, al momento limitata a parte della frazione di Vivaro, al resto del territorio duevillese.In questa prima campagna sono stati eseguiti 29 campionamenti su pozzi privati, di cui 23 nel capoluogo, 4 a Povolaro e uno ciascuno per Passo di Riva e Vivaro.
Di fronte a un massimo consentito di 20 nanogrammi per litro, la somma dei cosiddetti 4 Pfas (Pfoa, Pfos, Pfna e Pfhxs) "si mantiene di molto inferiore nella maggioranza dei pozzi, con valori pari a 2 nanogrammi in due terzi dei casi". Il picco di 13  stato registrato in un prelevamento in via Turati, in prossimit del confine con Villaverla.La stessa zona  quella con i risultati peggiori anche nelle misurazioni della cosiddetta "somma di Pfas", ovvero il parametro che comprende fino a 30 molecole monitorate e, in questo caso, il limite stabilito a livello nazionale ammonta a 100 nanogrammi.
L'area delle Risorgive del Bacchiglione mostra una maggiore densit di queste sostanze con dati che variano tra i 14 e i 27 in 6 pozzi distinti, concentrazione comunque al di sotto della soglia.
In tutti gli altri campioni analizzati la somma di Pfas  a singola cifra.
