alessandro comininviato a VeneziaVenezia ama George Clooney e gli dedica una lunga standing ovation alla consegna del Leone d'oro alla carriera, momento clou della cerimonia di inaugurazione presentata dai timorosi Greta Scarano e Nicolas Maupas ("ci eravamo preparati bei discorsi ma poi abbiamo deciso di dialogare") e pallidamente musicata dall'intermezzo dei "Tutti fenomeni". E amer ancora di pi il sempre fascinoso George dopo le parole profonde e misurate con le quali ha esortato alla fratellanza universale: "Nessuno ride o piange in lingue diverse: i genitori si preoccupano allo stesso modo, sogniamo allo stesso modo: per questo  difficile credere che tutti siamo diversi come ci dicono.
Ci dicono che dovremmo avere paura gli uni degli altri ma non  cos. La storia ci insegna che le persone che cercano di far tacere non sono i politici, sono i giornalisti che cercano di fare le domande giuste, sono gli artisti, gli attori, i musicisti.
Le storie sono pericolose per chi specula sulla paura.
Questo, da novant'anni,  un luogo in cui la gente di tutto il mondo si siede insieme.
Ci dicono che non avremo futuro? In quanto societ, credetemi, ne usciremo indenni"."Quando ti offrono un premio alla carriera pensi due cose: la prima  che  un onore, la seconda  "sanno qualcosa che io non so, hanno parlato coi miei medici?"" ha scherzato Clooney dopo che Laura Dern ne aveva tracciato le lodi a tutto tondo. "Faccio l'attore da 45 anni, non volevo tornare in Kentucky a tagliare tabacco.
Se mi guardo indietro vedo che la mia non  una carriera, ma una serie di fortunati eventi: qualcuno che ti ha offerto una prima parte, un regista che ha visto in te qualcosa che non sapevi di avere, un autore che ti ha scritto le battute che ancora non meritavi, un attore che ti insegna qualcosa in pi. E' per questo che vi dico: nessuno arriva da nessuna parte da solo". Al fianco di Clooney e del suo impegno umanitario l'intervento di Maggie Gyllenhaal, l'attrice e regista Usa presidente della giuria: "Sembra difficile parlare di cinema quando per molti oggi l'unica domanda  "quando mi faranno saltare in aria?". Ma io credo nell'empatia, nella vicinanza emotiva, la cerco e la cercher. Non c' nulla di pi coraggioso che stare seduti con estranei, e anche con amici si intende, nel buio di una sala, davanti a un film che ci pone delle questioni.
Voglio essere scossa e cambiata da questo.
E perfino quando raccontiamo storie di personaggi corrotti e perversi essi vivono in qualche maniera dentro di noi, perch siamo tutti sulla stessa barca.
Buoni, cattivi, coraggiosi, impauriti: ognuno di noi ha dentro pezzi di tutto questo, perch il cuore  sempre in conflitto con se stesso.
Non amo i film perfetti, ma quelli che pur con i loro limiti arrivano a scavarmi dentro". Una dichiaraazione d'intenti che potrebbe aprire la porta a qualche premio "politico".Presenti in Sala Grande, oltre al presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, il ministro Alessandro Giuli e la sottosegretaria Lucia Borgonzoni, il presidente della Regione Alberto Stefani, il sindaco di Venezia Simone Venturini.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
