Stefano Rosso c' e ci sar. Lui, Renzo e i soci sono focalizzati sul Vicenza come non mai.
Ma ai tifosi chiede pazienza, calma e soprattutto unit d'intenti dove tutti fanno la loro parte.
Insieme.
Il progetto Lane deve crescere passo passo e senza strappi, secondo il presidente biancorosso, "Quello che conta  la continuit del lavoro, altrimenti si rischia di rompere il giocattolo".Mercato, squadra, obiettivi stagionali e stadio... E' un Rosso a 360 gradi che sul futuro del Lane chiarisce subito: "Porte aperte agli investitori, da soli non riusciamo a realizzare una grande opera come il nuovo Menti". Ma intanto  il campo a dover parlare dopo gli ultimi botti di mercato.Presidente, nuovi acquisti e budget da rispettare,  andata come voleva?Innanzitutto dico che finalmente il mercato si  chiuso, fa solo confusione.
Non si pu tenerlo aperto a campionato iniziato, credo sia una formula da rivedere.
Destabilizza squadra, ambiente, tifosi ora per fortuna parla il campo.
Abbiamo fatto il mercato che volevamo fare con l'infortunio di Tsadjout era rimasta scoperta una casella in attacco e siamo intervenuti per alzare a qualit della rosa.
Siamo pi che soddisfatti.
Il budget  stato costruito in base alle necessit richieste dall'area tecnica e non ci siamo risparmiati.
Questa societ ha sempre investito molto ed  successo che quando abbiamo speso di pi siamo retrocessi e quando abbiamo investitomeno siamo saliti in serie B. Quindi per lei contano altri fattori?Certo, non conta cosa si fa ma come lo si fa, il calcio ci ha insegnato che bisogna spendere con equilibrio, conta il campo e come si lavora.
I campionati sono pieni di squadre da extra budget che poi deludono.
Secondo me si sbaglia focus, i soldi sono importanti ma  pi importante l'organizzazione e il modo di lavorare, guardare solo al budget  un errore di principio.
Detto questo, la societ ha sempre investito in ogni campionato coinvolgendo i soci con l'obiettivo di spendere bene su un budget concordato.L'operazione Merkaj  stata onerosa, cosa vi ha spinto a investire cos tanto?Avevamo la necessit di portare a casa un attaccante, Merkaj  sempre stato un obiettivo ma serviva la volont di tutti, le caselle si dovevano incastrare e nell'ultimo giorno si  aperta l'opportunit giusta a partire dalla volont del Sdtirol. E' stato un mercato strano che ti spinge ad operare all'ultimo minuto, quello che prima rappresenta un ostacolo, poi diventa un'opportunit come nel caso di Merkaj. E poi a frenarci sono state le uscite, eravamo vincolati dalle cessioni necessarie che sono arrivate a fine mercato.A questo punto qual  l'obiettivo di classifica?Vogliamo salvarci il prima possibile e poi vedremo quello che verr. Ma dobbiamo restare uniti: societ, tifosi, ambiente devono essere compatti come lo siamo stati l'anno scorso.Perch  stato venduto Broggian, pu fare chiarezza su questa operazione?Prima di tutto va detto che noi non volevamo venderlo.
Il Como  tornato alla carica tre volte per portarlo a casa e di fronte all'aumento dell'offerta abbiamo valutato due cose.
Quel forte interessamento ci avrebbe aiutato a fare mercato, e poi abbiamo ragionato sul futuro del ragazzo.
Qui non avrebbe avuto spazio se non per qualche scampolo di partita, mentre adesso ha la possibilit di giocare in serie A o in Europa.
Era la cosa giusta per tutti, un'opportunit per lui e per noi.In molti si chiedono perch si  arrivati al gong di mercato per chiudere la campagna trasferimenti quando il Lane aveva mesi di tempo per programmare.Se guardiamo bene, siamo arrivati in ritiro a Bedollo con l'80% della rosa, quello che ci ha rallentato sono state le operazioni da fare in uscita e l'infortunio di Frank. Ripeto,  stato un mercato dormiente per un oltre un mese e si  acceso negli ultimi due giorni con tutti i club che dovevano far quadrare bilanci e rose.
Noi siamo stati compatti fin dal primo momento, il progetto Vicenza di quest'anno  nato con l'input dell'area tecnica, la propriet era tutta d'accordo.
Molti tifosi erano critici nei confronti della societ per l'andamento del mercato,  un problema di aspettative o del far west che si scatena sui social?Credo sia un mix di cose, in generale non ci si rende conto delle difficolt che si ha nel fare calcio e delle crisi economica che tocca l'Italia.
Mettere pressione sulla societ  l'ultima cosa da fare, dobbiamo tutti avere un approccio pi sereno, questa propriet ha sempre dimostrato di lavorare per il bene del Vicenza, abbiamo dato tanto alla citt e soprattutto abbiamo ridato dignit ai tifosi che dopo gli anni bui avevano smarrito la passione per il Lane.
In societ ci mettono tutti l'anima, ho passato mesi a non dormire per i risultati della squadra, come presidente mi sento il "primo" tifoso del Vicenza.
A volte penso che siccome il nostro cognome  Rosso, la gente pensa che i soldi piovono dal cielo.
Non  cos, l'impegno della mia famiglia e dei soci  quello di fare le cose per bene per rispetto della storia del Vicenza e dei tifosi.
Siamo qui per dare una mano ma non siamo "Paperon de paperoni", serve razionalit, calma, evitiamo inutili tensioni.
Dobbiamo essere compatti.
Presidente, il Vicenza  in vendita?Stiamo cercando persone che ci aiutino a portare avanti il progetto Vicenza.
Le porte sono aperte da sempre ma oggi siamo solo e solo noi, ma se vogliamo alzare il livello servono investitori perch da soli non ce la facciamo.
Il salto di categoria  legato anche al nuovo stadio ma servono investimenti veri.
Per dare un'idea lo studio di fattibilit del 2021 prevedeva tre scenari con investimenti che andavano dai 60 ai 100 milioni, sei anni dopo i costi sono esplosi.La solidit della societ  dunque il presupposto per tentare di andare in serie A S, ma con i passi giusti e senza frenesia.
In Italia meno del 40% dei club  longevo quanto noi, abbiamo un'idea chiara: crescere di anno in anno, dare continuit al progetto Vicenza, se c' continuit si pu progettare il futuro e noi siamo qui per questo.
I risultati sportivi sono la conseguenza della buona gestione.
Presto sar realizzato il centro sportivo a San Lazzaro dedicato alle Giovanili del Vicenza,  un altro mattone.Otto anni da presidente, a questo punto quali sono i personali obiettivi?Il primo l'ho raggiunto.
I tifosi hanno riconquistato dignit dopo gli anni bui, vengono allo stadio felici, vedere tanti bambini con la maglia del Lane  la cosa pi bella che abbiamo realizzato.
Poi mi piacerebbe essere il presidente che ha riportato il Vicenza in seri A e in ultima, il grande obiettivo  quello di regalare alla citt e ai tifosi lo stadio nuovo.
Voglio farlo per la gente, per tutto l'amore che hanno per questi colori.
Il Comune ha annunciato che tra un mese potrebbero iniziare i lavori in curva Nord per trovare duemila posti da destinare ai tifosi vicentini.
E' possibile che siano disponibili per il girone di ritorno?Me lo auguro davvero.
Noi abbiamo presentato il progetto qualche mese fa, per noi si tratta di un'urgenza ma lo stadio non  nostro.
In questo momento ci stiamo rimettendo noi e i tifosi.Torniamo al campo, come si spiega la prestazione di Avellino dopo la vittoria esaltante contro il Catanzaro?Ha fatto la differenza la qualit dell'avversario, ci stiamo ancora adattando alla categoria, forse ad Avellino c' stato un eccesso di zelo, quasi dovessimo dimostrare di dover fare di pi. Penso invece che in campo conta soprattutto l'equilibrio.
La nostra forza  sempre stata la compattezza in campo, l'atteggiamento, la mentalit, la fase difensiva e la concentrazione dei singoli.
Se sei lungo ti infilano come  successo.Conosce Gallo da vicino, un aggettivo per rappresentarlo?L'ho scelto io, mi ha convinto il suo carattere,  uomo onesto intellettualmente e senza compromessi, dice quello che pensa ma con grande equilibrio.
Sa perfettamente dove si trova, non ti chiede di pi di quello che pu ottenere.
E' un uomo e un allenatore molto determinato che sa dove vuole arrivare e con noi ha avuto un approccio ottimo, con la dirigenza, la propriet e staff. Ho sempre apprezzato la sua schiettezza.
La cosa importante  che tutto  condiviso nell'ambito delle diverse responsabilit.
