Ha suscitato molte reazioni nazionali il voto di ieri a Venezia. "Fratelli d'Italia ha assunto fin dall'inizio una posizione chiara e coerente: una materia delicata come il fine vita non pu essere disciplinata in maniera differente da Regione a Regione.
Per questo riteniamo che la legge regionale approvata in Veneto non avrebbe dovuto essere presentata e abbiamo espresso la nostra contrariet", dice il senatore Matteo Gelmetti (FdI) che ribadisce che serve una legge nazionale.
Opposto il giudizio di Carlo Calenda leader di Azione: "Il Veneto ha approvato una legge sul fine vita.
E' la quarta Regione a farlo ed  la prima governata dal centrodestra.
Nel frattempo il Parlamento  fermo da 7 anni, nonostante la sentenza della Corte costituzionale.
E' una situazione assurda: le Regioni intervengono perch lo Stato non fa il suo lavoro.
E mentre la politica rinvia, ci sono malati e famiglie che aspettano". Molti esponenti nazionali del Pd, Avs, di Pi Europa e anche di Italia Viva partono dal plauso al voto veneto per reclamare l'esigenza di una legge nazionale.Per Forza Italia parla Paolo Russo, capogruppo in commissione Affari costituzionali della Camera: "La decisione del Veneto, terra di profonda tradizione cattolico-popolare, e il dibattito dimostrano con chiarezza che  possibile ampliare i diritti individuali senza togliere nulla a nessuno.
I diritti non sono una sfida ideologica, ma un gesto di rispetto per la dignit delle persone . Il centrodestra ha il dovere di guidare questa evoluzione della societ con visione liberale e garantista". E il senatore forzista Pierantonio Zanettin, che lavora alla proposta di norma da tempo: "Adesso  chiaro che se il Parlamento non legifera ogni Regione andr per conto suo.
Sarebbe bene che si arrivasse a fare una legge entro la fine della legislatura".Va invece all'attacco Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia: "E' stato consumato in Veneto un attacco alla vita e un vile tradimento dei cittadini da parte di alcuni consiglieri di centrodestra, i cui elettori oggi hanno scoperto di aver votato una maggioranza progressista e radicale.
Innanzitutto  una norma gi incostituzionale, come dimostrano le sentenze della Consulta che ha smantellato leggi simili di Toscana e Sardegna, perci chiediamo al Governo di impugnare anche questa legge". Opposto il commento dell'associazione Coscioni con Marco Cappato: "Mentre il Parlamento continua a non intervenire, sono le Regioni che possono garantire alle persone malate procedure certe e trasparenti per dare garanzie alle persone che soffrono e al personale sanitario.
La legge veneta garantisce l'applicazione della sentenza dell'Alta Corte con cui  stato reso legale il 'suicidio assistito' a specifiche condizioni.
Il nostro traguardo rimane l'estensione della legge a ogni Regione".
