La legge sul fine vita passa a larga maggioranza trasversale: 32 voti a favore, 14 contrari e 5 astensioni.
Con il voto storico del Consiglio regionale, ieri, il Veneto diventa la prima Regione governata dal centrodestra ad approvare una legge sul suicidio medicalmente assistito che "recepisce" le sentenze della Corte costituzionale e istituisce un percorso uniforme in tutte le Ulss. Tutto nasce dal progetto di legge di iniziativa popolare dell'associazione Coscioni "Liberi Subito", presentato nel 2023, che puntava a stabilire tempi certi per la risposta alle richieste dei malati e che nel 2024 il Consiglio aveva riportato in Commissione per un solo voto.
Ora torna in Aula, ma dopo due giorni di lavoro al Ferro Fini il provvedimento ne esce profondamente modificato, nei contenuti e persino nel titolo.
Sul piano politico, poi, la maggioranza di centrodestra si spacca.
Il presidente del Veneto, Alberto Stefani, ha seguito da vicino i lavori, presentando dieci emendamenti, tutti approvati quasi all'unanimit. Luca Zaia, ex governatore e oggi presidente dell'Aula, da sempre si batte per "una legge di civilt". Eppure la Lega ha lasciato libert di coscienza.
E cos il capogruppo della Lista Stefani, Matteo Pressi, ha lavorato per arrivare a un testo il pi condivisibile possibile e ha votato a favore.
Il capogruppo della Lega, Riccardo Barbisan, invece, ha votato contro: "Il dibattito di questi giorni ha trasformato questo voto in un giudizio sulla sentenza della Consulta". Con lui Filippo Rigo.
Il presidente della commissione I e commissario della Lega del Veneto, Andrea Tomaello, si  invece astenuto, insieme a Rosanna Conte.
Anche il resto della maggioranza non segue Stefani e Zaia.
FdI, compatta, vota contro.
Il capogruppo Claudio Borgia, ha letto in aula alcuni passaggi dell'ultima lettera di Sammy Basso: "Bene alcune modifiche di Stefani, ma il nostro resta un no.
Noi difendiamo la vita e la libert di coscienza". FI si divide: Alberto Bozza e Mirko Patron si astengono, Jacopo Maltauro  a favore.
Eric Pasqualon, Udc, dichiara in aula che personalmente avrebbe votato a favore, ma, essendo l'unico rappresentante del partito, contrario a livello nazionale, sceglie l'astensione.
Stefano Valdegamberti, di Futuro nazionale,  contro.
Dall'altra parte, l'opposizione  determinante sia per il risultato finale sia per la scrittura delle modifiche.
Elena Ostanel di Avs e Giovanni Manildo del Pd hanno lavorato per mesi a stretto contatto con l'associazione Coscioni per depositare una trentina di emendamenti, poi in gran parte approvata.
Anche il fronte dell'opposizione, tuttavia, non  compatto: Resistere Veneto vota contro.E ora cosa cambier in Veneto? Un malato coi requisiti fissati dalla Corte costituzionale, cosa dovr fare per accedere al suicidio medicalmente assistito? Il procedimento, intanto,  garantito in Veneto dal 2019, quando la Corte costituzionale ha stabilito le condizioni. "Ora per si sapr chi si muove e come, anche se sulla tempistica la stessa Consulta, ha spiegato che non si possono imporre scadenze", precisa Pressi.
La novit principale  che in ogni Ulss del Veneto sar istituita una Commissione medica multidisciplinare.
A dettare i criteri sar il Comitato regionale di bioetica, cos da garantire che le commissioni lavorino secondo parametri uniformi.
La commissione sar composta da 9 figure: neurologo, bioeticista, psichiatra, medico legale, internista, psicologo, dirigente farmacista, infermiere e medico palliativista.
A quest'ultimo viene riconosciuto un peso maggiore: se il resto della commissione esprimer un parere divergente dal suo, dovr motivarlo. "Il Comitato analizzer se sussistono i requisiti e dovr informare il paziente sulle alternative: le cure palliative, come accedervi e, se lo far, avr una via prioritaria.
Se ha dubbi potr intraprendere un percorso psicologico o chiedere di essere informato sulle associazioni pro vita attive nel territorio". E' proprio quest'ultimo passaggio, contenuto in uno degli emendamenti di Stefani, a essere stato tra i pi contestati da Avs e Pd. Tra le novit c' anche l'attivit dei medici e dei sanitari su base volontaria.Dura la reazione della Chiesa.
Il patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, in una nota esprime "amarezza" per l'approvazione della legge sul fine vita: "Oggi non ha vinto o perso qualcuno, ma un modello di vicinanza umana  stato ferito".
