"Trat come 'na pessa da pi", ovvero trattato come una pezza da piedi! Quante volte abbiamo sentito, o detto, questa lamentela a seguito di un maltrattamento, di umiliazione subiti.
Le pezze da piedi originariamente, ai tempi del Regio Esercito, erano delle strisce di stoffa facenti parte del "bottino", ovvero l'equipaggiamento completo e individuale assegnato a ciascun soldato all'atto dell'arruolamento al corpo militare di appartenenza, utilizzate in luogo delle calze per fasciarsi i piedi dentro gli scarponi pesanti.
Ancora nel 1935, l'Italia mand i suoi soldati a conquistare l'impero in Africa con le pezze da piedi, ritenute ideali per quel genere di ambiente.
Durante le marce o nella vita in trincea, sempre indossate, risultavano sporche di fango, sudore e unto.
Per questo considerate simbolo di sporcizia ma anche di cosa destinata agli umili servizi.
Trattare da "pessa da pi"  quindi un modo figurato ce indica il trattare male, con sufficienza, con poco valore.La "pessa da pi"  una persona trascurabile, di scarsa importanza che merita poca stima o scarso rispetto.
Si usa inoltre per definire chi si mette al servizio di un potente e si lascia maltrattare.
Ma non erano solo oggetti sudici, ma a volte indispensabili.
Scrive Primo Levi (1919-1987) in "Se questo  un uomo", celebre memoriale e resoconto lucido della sua prigionia nel campo di concentramento di Auschwitz "Abbiamo imparato che tutto serve, il filo di ferro per legarsi le scarpe; gli stracci per ricavarne preziosi pezzeda piedi ..."
