roma Salvini continua a vedere una sola Lega.
Da Roma, lontano da quel Nord dove il Carroccio torna a fare i conti con i suoi fantasmi, il segretario chiude a muso duro la porta agli ex che provano a scongelare la vecchia Lega Nord. "Non c' bisogno di partiti paralleli", taglia corto, rivendicando che la sua formazione " forte e governa quattordici Regioni su venti". Dentro casa, per, il terreno resta minato.
Il faccia a faccia con i governatori del Nord, che alcune indiscrezioni collocavano a venerd, slitta.
Si lavora a incrociare le agende per farlo avvenire comunque prima di Pontida, nel tentativo di arrivare all'appuntamento simbolo del Carroccio provando almeno a mettere la sordina allo scontro.
Salvini, intanto, ha gi messo in moto la macchina del pratone, riunendo nelle ultime ore il team social. L'assedio pi semplice da respingere per il leader leghista sembra quello dei ribelli decisi a riesumare la vecchia Lega Nord, guidati dall'ex deputato Gianluca Pini.
Salvini, secondo quanto filtra, vivrebbe l'offensiva anche come un attacco personale.
I governatori del Nord - da Fontana a Massimiliano Fedriga, Luca Zaia e Maurizio Fugatti - non cercano la vecchia Lega: vogliono cambiare quella di oggi.
Con loro si muove Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato e segretario della Lega Lombarda.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
