La doggy bag, ovvero la vaschetta da portare a casa con quello che non si  mangiato al ristorante, potr essere presto un diritto dei consumatori.
La norma era gi stata inserita nel disegno di legge Concorrenza che avrebbe riconosciuto ai clienti questa possibilit, ma l'articolo di riferimento  stato sospeso con una decisione maturata a seguito della richiesta di confronto con le associazioni di categoria, ma se ne riparler presto, si pensa addirittura prima della fine dell'anno.
Una regola che  gi in vigore dal 2021 in Paesi come Francia e Spagna (dal 2022) che hanno reso l'asporto obbligatorio per legge nei locali di ristorazione se il cliente lo richiedde.Gianluca Baratto, Fipe. "Fipe Confcommercio  da sempre favorevole a questo tipo di intervento - ricorda Gianluca Baratto, presidente della sezione vicentina e patron con il fratello Alvin di Remo Villa Cariolato - tanto che anni addietro era gi stato promosso il progetto "Rimpiattino", la versione italiana della doggy bag, realizzato insieme a Comieco.
E anch'io sono pienamente favorevole ad iniziative di questo tipo, che limitano lo spreco e possono aiutare il consumatore ad acquisire una coscienza civica.
Una indicazione, quella del non spreco di cicbo che dovrebbe essere praticata anche a livello familiare, per consentire dei veri progressi in questa direzione".Il disegno di legge, che fa seguito ad un'analoga proposta del 2024, avr bisogno di aggiustamenti sul piano della modalit del servizio e degli aspetti legati all'igiene e alla sicurezza alimentare ma, secondo alcuni ristoratori il problema potrebbe non essere risolto grazie ad una norma.Alan Yu Zhang, Jin Gu.
Fra questi, il titolare del ristorante Jin Gu, Alan, figlio del fondatore Han Yu Zhang, arrivato in citt da una citt vicino a Shangai. "L'idea potrebbe essere anche valida - commenta - noi lavoriamo con menu alla carta e generalmente viene mangiato tutto quello che si trova nel piatto.
Sia da parte nostra che da parte del cliente c' molta attenzione a calibrare bene le scelte". Secondo un'indagine Fipe Comieco di due anni fa, risulta che soltanto il 15,5% degli italiani chiede di portare a casa il cibo avanzato e la percentuale scende all'11,8% quando si parla di vino.
Eppure il 74% dei consumatori si dichiara favorevole a questa possibilit e per il 22% la disponibilit della doggy bag rappresenta addirittura un elemento nella scelta del locale.Nicola Portinari, La Peca. "Secondo la nostra esperienza - dichiara Nicola Portinari de La Peca - i casi di richieste di doggy bag sono rari, probabilmente perch le nostre porzioni non sono esagerate e, a parte qualche raro caso di una degustazione non finita o di un desiderio di dolce con la piccola pasticceria.
Pi frequenti, invece, sono situazioni in cui i clienti chiedono la bottiglia di vino da terminare a casa".Alberto Quaresimin, Angolo Palladio. "Noi prepariamo le doggy bag da anni - ammette il titolare della pi bella pizzeria del centro storico, con vista mozzafiato sulla Basilica - se non lo facessimo avremmo perso tutti i clienti americani che considerano il servizio di portarsi gli avanzi a "casa" una normalit, anzi essendo abituati ad ordinare con generosit, capita spesso che non finiscano tutti i piatti e chiedano la doggy bag".Per promuovere la cultura del risparmio alimentare, il testo prevede anche che sia istituito un logo da utilizzare per la promozione e la comunicazione commerciale.Stefano Franzon, La Colombara. "Da noi la pratica  usata da sempre - dichiara Stefano Franzon de La Colombara - perch da sempre  inviso il concetto di spreco.
Diventa importante non solo per una questione di rispetto dell'ambiente ma anche nei confronti degli stessi ristoratori che vedrebbero avvilito il proprio lavoro.
Se qualcuno si porta a casa una pizza non finita, a me fa piacere, perch vuol dire che  stata apprezzata.
Un'idea che pu diventare esempio anti spreco anche per le famiglie dove sarebbe importante imparare a mangiare tutto quello che si prepara senza gettare gli avanzi nella spazzatura".Giannico Amabile, Amabile.
Manca per un apporto pi convinto dei clienti perch pu succedere che il gesto di chiedere induca in imbarazzo. "Le persone si vergognano a chiedere la doggy bag - commenta Giannico Amabile dell'omonima trattoria di Sovizzo - e, generalmente, sono le pi anziane che si spingono a fare la fatidica domanda: pochi i clienti pi giovani, anche se c' da dire che la maggior parte consuma tutto quello che ha ordinato: c' solo un 10% di rimanenze.
E comunque, noi offriamo sempre la vaschetta in accompagnamento.
Non tutti comunque l'accettano.
Probabilmente  una questione anche di abitudine".
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
