Niente mense scolastiche prima di luned 21 settembre.
E' questa la data che i dirigenti hanno concordato per far partire il tempo pieno e tutti quei servizi legati all'orario prolungato nei plessi del primo ciclo dove la prima campanella suoner come negli altri ordini di scuola gioved 10 settembre.
Una decisione presa anche sulla scorta dello storico degli anni precedenti dal momento che alla riapertura dei cancelli non  detto che gli organici siano completi, sia per quanto riguarda i docenti che i collaboratori e gli amministrativi necessari per garantire rispettivamente vigilanza, orari di anticipo e posticipo e per far funzionare le segreterie.
Un problema trasversale alla maggior parte dei comprensivi che in questi giorni fanno i conti con uffici sguarniti, complici i trasferimenti del personale Ata, ma anche le rinunce di chi ha ottenuto l'incarico e nel frattempo ha magari optato per un'altra sede o ha deciso di non accettare.
Certo, i problemi non sono finiti qui; anzi ci sono come sempre questioni di carenze di organico che questa volta, per, finiscono per mettere in difficolt gli stessi presidi costretti agli straordinari.A meno di dieci giorni dall'inizio delle lezioni il puzzle  ancora da comporre, tanto che ieri mattina  saltato l'incontro che era stato fissato tra i presidi per discutere dell'avvio dell'anno scolastico ed eleggere il dirigente coordinatore degli istituti cittadini. "L'appuntamento  rimandato a fine mese - fa sapere Maria Chiara Porretti, dirigente del comprensivo 10 di via Colombo - il carico di lavoro in questo momento  tale che i capi d'istituto devono occuparsi di tutti quei passaggi normativi e burocratici, come le prese di servizio dei neo arrivati e la registrazione dei contratti, che normalmente sono di competenza delle segreterie.
Ma dal momento che negli uffici amministrativi manca personale siamo noi a dover svolgere queste pratiche.
Nella segreteria del mio istituto su cinque unit amministrative ne mancano tre, all'ufficio personale attualmente non c' nessuno". C' poi il problema del sostegno, ambito delicato con numeri di alunni certificati che nel Vicentino aumentano ogni anno e personale che nella maggior parte dei casi non  specializzato. "La motivazione del posticipo del tempo pieno  legata anche alla mancanza di docenti di sostegno - riprende la preside - attualmente nelle primarie del nostro istituto ce ne sono 15 ma ne mancano altrettanti nonostante l'Ufficio scolastico continui con le chiamate.
Alle medie va meglio, anche se sulle ultime sette nomine c' gi una rinuncia all'incarico".
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
