Benvenuti nella Civita arbresh, il borgo in Calabria dove anche le case sorridono.

Civita  uno dei borghi pi belli d'Italia, in posizione strategica fra mare e montagna, che vive di turismo tutto l'anno. Qui le tradizioni sono una cosa seria e sono soprattutto i giovani a portarle avanti con passione
DI DANIELA SOLITO.


Nel cuore del parco nazionale del Pollino c un borgo con le case che ridono e gli abitanti che sprigionano un senso di felicit costante. Mentre si passeggia fra le viuzze di Civita si ha la sensazione di essere osservati. Non dalle persone, ma dalle case. Due occhi profondi, una bocca grande che sorride e un naso importante. Non  unimpressione. Questo paese calabrese in provincia di Cosenza, fra i borghi pi belli dItalia,  famoso per le case Kodra, particolari per la loro struttura antropomorfa: le finestre fungono da occhi, il comignolo centrale da naso e la porta d'ingresso da bocca. Prendono il nome del pittore albanese Ibrahim Kodra, che per primo ne studi la forma. Spostando lo sguardo pi in su, si notano i comignoli: ognuno con la sua particolarit e un nome. Ci sono lAltissimo e il Cavaliere, ma anche lOrientale e lUrlo di Munch per il suo aspetto che ricorda il celebre quadro.

I cartelli stradali sono in doppia lingua e fra di loro gli abitanti mescolano allitaliano parole in albanese antico. Un po per abitudine, un po per la volont di non far scomparire il passato. Qui si trova una delle ultime comunit arbresh, una minoranza etnolinguistica albanese che si  insediata nel Sud Italia fra il 1448 e il 1534 in fuga dallavanzata ottomana. Ed  sorprendente come questo processo di conservazione della tradizione venga portato avanti grazie ai giovani, che tornano per le feste, hanno costituito gruppi folk per non spegnere la cultura arbresh, studiano fuori ma un giorno vorrebbero tornare a Civita.

La festa delle Vallje, musica e colori e la vestizione delle donne.
Per la festa delle Vallje io e le mie amiche torniamo qui a casa dei genitori: non vogliamo perderci questa tradizione, racconta Alessandra, 19 anni, che studia Scienze delleducazione allUniversit di Cosenza. Le Vallje sono una delle manifestazioni folkloristiche pi importanti nella zona e si tengono il marted dopo Pasqua: gruppi di ragazze e ragazzi si vestono con gli abiti tradizionali arbresh e intonano canti e danze in giro per il paese.

 un tripudio di musica e colori per celebrare le imprese delleroe albanese Giorgio Castriota Scanderbeg. Qui le tradizioni sono inscalfibili e la vestizione per le Vallje  un momento sacro: la signora Rachele, mani esperte e pazienza infinita, ha il compito di vestire Alessandra, orgogliosa di indossare labito della nonna.

Con loro c anche Tina, settantanni portati splendidamente, cugina di Rachele: Ho deciso allultimo di partecipare alla manifestazione perch mi hanno convita le mie amiche, ma ho lasciato il mio vestito a Lecce e indosser quello di mia cugina. La vestizione  un processo lento e armonioso: ogni indumento viene sovrapposto a strati e ogni accessorio ha il suo peso. Ogni sorriso  pura intesa fra donne.

Da un lato Alessandra  avvolta negli strati di azzurro e oro, bella come una principessa daltri tempi. Si arrabbia perch i capelli non restano in ordine come glieli ha sistemati la parrucchiera,  molto emozionata. Dallaltro Tina, che per tanti anni ha indossato quegli abiti e ha nel cuore una collezione di ricordi che la legano a Civita e alle sue usanze. Due generazioni a confronto accomunate dallo stesso entusiasmo sul viso e dallamore per questo borgo.

Sono le donne le protagoniste di questa festa. Sono loro le principali portartici dellidentit arbresh. Le donne che per le Vallje si vestono come regine ricoperte di ori dai mariti, le donne che fanno gruppo e si battono per portare avanti le tradizioni. Come le maestre della scuola primaria del paese che insegnano ai bambini anche larbresh, per conservare le origini: I bambini sono la nostra speranza di tenere viva la lingua.

Una di queste donne  Angela, nata in Puglia ma civitese dadozione, che ha comprato casa nel borgo assieme al marito Peppino e ha trovato la sua felicit: Qui ho trovato la mia dimensione e non vorrei mai andarmene. Vorrebbe anche lei, come la sua dirimpettaia Lenuccia, 87 anni, vivere tutta la vita a Civita senza doverla mai lasciare. Come sotto una sorta di incantesimo, stessa sorte  successa a un gruppo di brasiliani che ha comprato casa qui e si  trasferito definitivamente. Non solo, anche un volto noto della tv italiana, Giorgio Mastrota, ha scelto il borgo dove  nato il padre per comprare casa e lo promuove attraverso il programma "Casa Mastrota" su Food Network.

La sua posizione privilegiata  a mezzora dal mare e dalla montagna  la rende meta ideale per fare base e visitare la Calabria.

 un borgo che vive di turismo tutto lanno. E lo si nota dalla sproporzione fra il numero di b&b (37) e gli abitanti, poco pi di 800. Dalla piazza del paese partono i fuoristrada che portano i turisti sul Ponte del diavolo, sospeso sulle Gole del Raganello, un canyon lungo circa 17 chilometri che parte dalla sorgente della Lamia, da dove si possono intraprendere sentieri. Tutto intorno la natura  rigogliosa e invita a essere esplorata fra percorsi vicino al fiume e in montagna, come raggiungere colle Marcione, dove c' un allineamento delle creste del massiccio del Pollino, Timpa del Principe, Manfriana, Dolcedorme, serra delle Ciavole e serra di Crispo. Salendo al belvedere Zeuli, l'escursione pi facile, si pu vedere anche la cima tondeggiante del Pollino, mi spiega Angela, che si diletta a fare la guida turistica per passione.

Visitare Civita, vacanza nella bellezza.
Visitare Civita significa fare un salto in un mondo remoto e affascinante, in un luogo dove autenticit e bellezza convivono assieme senza bisogno di abbellimenti a misura di turista. Non c abbondanza di negozi di souvenir, n ristoranti patinati: qui il valore aggiunto  sentirsi accolti dalle persone e percepire limportanza del passato. Nella chiesa Santa Maria Assunta si celebra ancora il rito greco-bizantino e la storia si respira in ogni oggetto esposto al Museo etnico di Civita. Il paese conserva ancora le gjitonie, uno spazio in condivisione dove le persone del vicinato si riuniscono, retaggio del passato basato sulla solidariet fra famiglie. I ristoranti propongono ancora i piatti antichi come il dolce fritto krustul Arbresh, una sorta di morbida ciambellina profumata alla cannella, nel menu del ristorante tradizionale Kamastra, o i rrashkatjel (maccheroni al ferretto fatti a mano) con rag di cinghiale e la strangulra con ricotta stagionata di pecora del ristorante Agor.

