TV E SERIE. Sanremo 2027, cinque serate tutte musica: c' spazio per l'intrattenimento?

Fa discutere l'ipotesi della divisione delle cinque serate del Festival anticipata da LaPresse: se cos fosse, ci sarebbe ancora il respiro cui ci ha abituato Amadeus nel corso della sua gestione?

DI MARIO MANCA

Del Festival di Sanremo 2027 al momento sono certe soltanto le date: dal 16 al 20 febbraio. Il resto sono solo congetture, anche se  logico che offrano comunque degli spunti su cui riflettere. E cos, dopo l'ipotesi di una serata interamente dedicata alla selezione di quale canzone mandare a rappresentare l'Italia all'Eurovision Song Contest, arriva un'altra indiscrezione in merito alla possibile divisione delle cinque serate del Festival. Secondo quanto anticipa LaPresse si starebbe pensando, infatti, di dividere il prossimo Sanremo in questo modo: la prima e la seconda serata dedicata alle esibizioni di tutti i Big; la terza dedicata alle cover; la quarta all'Eurovision e la quinta, infine, a di nuovo tutti i Big per arrivare al nome del vincitore.

Non sappiamo se Stefano De Martino prender effettivamente questa strada ma, nel dubbio, avremmo un'obiezione: se sar cos, ci sar mai posto per l'intrattenimento? Perch, metti il caso che i Big fossero un numero inferiore rispetto a quello degli ultimi due anni, il rischio  che un'esibizione dopo l'altra per tutte e cinque le serate eliminerebbe quei momenti di spettacolo e variet che hanno reso grandi i Sanremo di Amadeus. Rincorrere il tempo come ha fatto Carlo Conti nel 2024 e nel 2025 rischierebbe di sacrificare tutte quelle trovate che aiuterebbero il pubblico a respirare tra una performance e un'altra - pensiamo, per esempio, alla formidabile esibizione di Checco Zalone nel 2022 sulle note di Poco ricco.

Ripetiamo: sono solo rumors che al momento non hanno nessun riscontro, ma sarebbe comunque opportuno chiedersi se non fosse il caso di dividere le esibizioni dei Big di Sanremo almeno per le prime due serate permettendo agli ospiti e ai possibili co-conduttori di turno di fare il proprio senza essere sacrificati - come, per esempio,  successo a Pilar Fogliati che ha avuto fin troppo poco tempo e poco spazio per dare vita a degli sketch e a dei siparietti che restassero nel cuore del pubblico. La speranza, insomma,  che Stefano De Martino riesca a bilanciare le parti, anche se dalla sua ha ancora tutto il tempo per capire cosa sia pi opportuno fare.