La cosmetoressia, o cosmetorexia,  il male culturale dei nostri tempi e colpisce sempre di pi bambini e pre-adolescenti.

La fissa irrefrenabile per una pelle perfetta, da ottenere a tutti i costi, fino a ricadere in eccessi di skincare,  un modo di approcciarsi alla bellezza poco sano e riguarda tutte le fasce d'et. Ma sempre di pi si manifesta come un disordine patologico che gli psicologi identificano tra i giovanissimi.

DI ALESSANDRA PAUDICE.

La cosmetorexia, detta anche dermorexia come la creatrice del neologismo, Jessica De Fino, beauty editor senza peli sulla lingua, l'ha descritta nella sua newsletter The Review of Beauty,  un atteggiamento disordinato, patologico nell'uso dei prodotti cosmetici. Inquadra una serie di comportamenti ossessivi abilitati e incoraggiati dall'industria della cura della pelle, di adolescenti che escogitano routine anti-et in pi fasi per paura di future rughe, adulti che si indebitano per sottoporsi a trattamenti iniettivi, uniti dalla preoccupazione frenetica e intergenerazionale per i retinoidi, gli acidi esfolianti e la ricerca di una luminosit irraggiungibile.

Un fenomeno non proprio nuovo, scoppiato gi ai tempi dei Sephora Kids, tra coloro con la fissa irrefrenabile per una pelle perfetta da ottenere attraverso skincare e make-up, che ormai  diventato un'esigenza non solo di una generazione, i pre-teen ovvero la gen alpha che attinge alle creme antiage delle mamma, ma  un modo di approcciarsi alla bellezza poco sano che riguarda tutte le fasce d'et.

Di recente, per, la cosmetorexia che induce a un uso compulsivo, inadeguato all'et, di prodotti e procedure cosmetiche  diventato il fenomeno che allarma la comunit degli psicologi. Se prima i dermatologi avevano avvertito sui danni che genera sulla pelle ora ci che preoccupa  la distorsione del concetto di bellezza e la pressione mentale che ne consegue. Sui social, infatti bambini e ragazzi, sono bombardati da immagini di perfezione che alimentano in loro il desiderio di raggiungere quell'ideale, al punto da portarli a considerare ogni seppur minimo cambiamento della pelle come un difetto da eliminare a tutti i costi.

Il fenomeno secondo uno studio dal titolo Cosmeticorexia: What It Is, Where It Comes from, and Why It Matters pubblicato da Alberto Stefana  intensificato a causa della medicalizzazione della bellezza, dalla crescita dei mercati "cosmeceutici" e dalle piattaforme dei social media che premiano i contenuti basati sulla routine e un'autopresentazione incentrata sull'aspetto.

Cosmetorexia: prima la preoccupazione erano le dermatiti, ora la salute mentale.
Secondo lo studio condotto dallo psicologo Alberto Stefana e il dermatologo Giovanni Damiani autori della ricerca, l'esposizione e l'utilizzo di cosmetici, avvenendo in et sempre pi giovani, da parte di bambine che mostrano sui social le loro beauty routine con il consenso dei genitori, solleva preoccupazioni riguardo a dermatiti da contatto irritative e allergiche, alterazioni della barriera cutanea, ma soprattutto il rafforzamento di comportamenti disadattivi di monitoraggio dell'aspetto e di cura compulsiva. Sebbene la cosmeticorexia non sia riconosciuta come diagnosi formale negli attuali sistemi di classificazione, potrebbe rappresentare un disturbo mentale clinicamente rilevante che merita di essere monitorato a livello clinico e valutato in modo standardizzato e monitorato epidemiologicamente.


Le origini della cosmetorexia.
La cosmetorexia  un problema culturale alimentato dall'esigenza di avere un aspetto giovanile, filtrato, che dimostri che ci si prende cura di s, del proprio benessere e della propria longevit.

Termini ormai dilaganti come glass skin (pelle riflettente come vetro), glow up (il ritocco non decifrabile), full face (l'insieme dei trattamenti estetici per armonizzare il volto), ma anche prejuvenation (il ricorso a botulino e filler preventivi per allontanare il pi possibile il momento in cui la vecchiaia incalza), sono tutti legati a questa ricerca di perfezione che porta all'uso smisurato di cosmetici e trattamenti estetici.

Come tutte le malattie, anche la cosmetorexia, ha un mezzo di contagio privilegiato, i social, dove le categorie pi deboli sono prese di mira. Parliamo dei pre-adolescenti, ma anche adolescenti, che sposando l'idea ansiogena e tossica che prima si inizia meglio , sono spinti a mostrare le loro routine di bellezza sui social, alcuni per gioco, altri no, utilizzando prodotti che, fino a poco tempo fa, erano riservati ai genitori e che acquistano con i soldi della paghetta. Stiamo parlando dei nuovi baby influencer.

Nonostante la loro pelle sia ancora fresca e giovane applicano tutto quello a cui riescono ad accedere. Questa moda pericolosa  nata negli Stati Uniti ed  approdata anche in Italia.

Alcune bambine, addirittura gi a otto anni, come riportato da Business of Beauty che fa riferimento a un report di Ulta Beauty, arrivano a chiedere alle mamme prodotti antiage, e da adolescenti passano ai trattamenti di medicina estetica come il filler alle labbra, talvolta anche al Botox, per somigliare alle influencer di riferimento, o mostrarsi al meglio suo social.


Kylie Jenner  una dei modelli di questa generazione, la star che ha confessato di aver fatto il primo filler per ingrandire le labbra troppo piccole a diciassette anni.

Non a caso una ricerca di Dove ha rivelato che la pressione nel realizzare la foto perfetta da postare sui social  in aumento, con 1 donna su 4 che scatta almeno 50 foto prima di sceglierne una da pubblicare.

Le conseguenze della cosmetorexia sull'autostima.
Sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica per migliorare il proprio aspetto, ma anche di medicina estetica, deve sempre partire dallaccettazione di se stessi e, questo a mio avviso  compito, fin dallinfanzia, dei genitori, degli insegnanti e di tutto ci che circonda i bambini. Dovere di ognuno di noi  inculcare laccettazione e la sicurezza individuale e personale a quelli che poi diventeranno giovani adulti e non trasmettere loro ci che avremmo voluto essere (anche esteticamente) e non siamo mai stati, ha commentato la dottoressa Alessia Glenda Buscarini, titolare di The Clinic, in San Babila a Milano.

Purtroppo ragazzine come Ellie-May, giovane influencer britannica popolare su TikTok per i suoi video Get Ready With Me(GRWM) sono sempre pi numerose. Di lei ha parlato la BBC raccontandone la storia, ha perto il suo canale a 8 anni e adesso a 13 anni attraverso @thesmfamilyelliemay gestito insieme alla sua famiglia ha superato i 340.000 follower e guadagna con la madre Sophie fino a 50 mila sterline all'anno. La responsabilit, dunque per questi comportamenti di giovanissime che hanno attirato l'attenzione dei media e degli esperti risiede prima di tutto di genitori, educatori e punto di riferimento per creare autostima dei figli anche di fronte allo specchio.


Linseguimento precoce di una perfezione estetica potrebbe sfociare in disturbi di dismorfismo corporeo o compromettere lautostima in unet in cui linsicurezza  fisiologica?
Nelladolescenza, proprio per il continuo confronto con gli altri, accentuato dai social network, linsicurezza  qualcosa che genitori e figli si trovano ad affrontare nel quotidiano. Purtroppo, diversi studi approfonditi nellambito della salute mentale indicano che il disturbo da dismorfismo corporeo pu avere effetti profondi su vari aspetti della vita di una persona, tra cui elevati livelli di ansia, depressione e bassa autostima, fino ai casi pi gravi, in cui pu portare a pensieri suicidi.  compito di genitori, insegnanti e medici prevenire tutto questo, continua Buscarini.


E forse anche dello stesso mondo cosmetico che deve cambiare paradigma e le parole che usa per il marketing dei suoi prodotti, a partire dal termine antiage, da sempre intesa come combattere l'et per avvicinarsi il pi possibile al mito dell'eterna giovinezza, fino alla definizione di bellezza, che non deve solo essere ridefinita, ma forse indefinita, affinch diventi pi inclusiva e non soggetta a standard restrittivi. Perch  con le parole che si pu cambiare la narrazione, smorzando la cultura dell'apparenza, che rinnega la vecchiaia e inneggia alla longevit, e alimenta la viralit di video su discutibili morning routine come quello dell'influencer Ashton Hall che si sveglia ogni mattina alle quattro, immerge il viso in acqua ghiacciata e strofina sulla pelle una buccia di banana.

Bisogna tornare a valorizzare il proprio tempo e l'et che si vive, senza cercare di portare avanti le lancette dell'orologio per sembrare pi grandi, o spostarle indietro per sembrare pi giovani, ma comprendendo esattamente quello di cui la propria pelle ha bisogno in un determinato istante della vita. Forse cos si pu curare la cosmetorexia che, volendo usare le parole della giornalista e scrittrice Valeria Arnaldi nel libro Psicologia della bellezza, pu essere intesa come bruttezza immaginaria, sindrome che colpisce in egual misura uomini e donne, e di cui sono affetti tre milioni di italiani, che porta a credere di avere il bicchiere sempre mezzo vuoto da colmare con filler, Botox e una skin routine aggressiva che promette luminosit.