Ponte sullo Stretto di Messina,  arrivato anche lo scandalo,DI PINO CORRIAS. 
Questa inchiesta  il lampadario appeso anche se il tetto manca. Illumina il grande romanzo dellincompiuto.

La magistratura sta indagando sulle presunte ipotesi di corruzione dei funzionari. Dai Borbone a Mussolini, oggi il progetto  custodito da Matteo Salvini. Ed  un primato tutto italiano: la pi grande opera mai costruita senza che sia mai stata costruita.

DI PINO CORRIAS.

Finalmente un primato. Non nella ricerca scientifica, nei salari, nella puntualit dei treni. LItalia pu vantare la pi grande opera mai costruita senza che sia mai stata costruita: il Ponte sullo Stretto di Messina. Una tela di Penelope finanziata a rate. Un cantiere immaginario che va dai tempi dei Borbone alla nostra repubblica del TikTok.

Allenigma architettonico, al secolo di annunci, ai cento dubbi sulle faglie sismiche, sui rischi di inutilit dellopera, sui 13,5 miliardi di spesa prevista, mancava ancora la variabile dello scandalo.  arrivato or ora con linchiesta della magistratura aperta sulle presunte ipotesi di corruzione dei funzionari, le promesse di incarichi, le pressioni sulla Corte dei Conti, le intercettazioni. E intanto le prime dimissioni degli indagati in attesa dei prossimi sviluppi. Chi lavrebbe mai detto?

Il Ponte lo immaginavano gi i Savoia. Lo accarezzava Mussolini. Lo prometteva Berlusconi. Lo cancellava Prodi. Lo riesum Renzi. E oggi lo custodisce Matteo Salvini, ministro dei Trasporti, come suo cimelio personale che da tre anni annuncia con cadenza meteorologica: cantieri entro lestate, entro lautunno, entro dicembre, entro ieri, entro domani. Il plastico esibito a Porta a Porta. Una sequenza cos fitta di inaugurazioni preventive da far sembrare il ponte gi finito anche se fatto daria. E naturalmente di polemiche per colpa dei contestati controlli ambientali, delle scarse verifiche antimafia, dei progetti sempre pi vecchi e dei costi sempre maggiori.

A parte lidea lisergica del ministro degli Esteri Antonio Tajani  in caso di guerra servir allevacuazione dei siciliani dal Fronte Sud della Nato  nessun calcolo economico, ingegneristico, sociale, ne ha validato i vantaggi. Al punto che da gran tempo il Ponte ha smesso di sfidare la modernit, diventando il simbolo del nostro presente, dove la politica galleggia sulla eterna propaganda, e la Sicilia sprofonda nel passato che non passa: manca lacqua nelle sue citt, nei paesi, nei campi, la mafia governa le autobotti, scuole e sanit arrancano, i rifiuti sono unemergenza, le strade restano scassate, i treni ancora viaggiano in bianco e nero: 10 ore tra Trapani e Ragusa. E quanti tir, quanti turisti serviranno a dare un senso al calcestruzzo speso? E quanti vantaggi a noi, alla Calabria?

Linchiesta  il lampadario appeso anche se il tetto dellopera ancora manca. Illumina il grande romanzo dellincompiuto, quello che Stefano DArrigo, con il suo Horcynus Orca ha scritto fino allultimo, ambientato proprio tra Scilla e Cariddi, i pescatori, Ulisse, le correnti dacqua e i miti daria.

Ai quali s aggiunto Salvini, segretario di una Lega malamente appesa ai piloni della sua storia, che vuole tornare a guardare verso Nord, amministrare la cosa pubblica, maneggiare meno sogni, fidarsi di pi dei governatori padani, primo fra tutti dellex Luca Zaia, per contrastare lassedio della nuova destra che incalza, la sporca dozzina di Vannacci che i ponti non li disegna, li assalta.
