Ancora un'estate di diseguaglianze: centri estivi pi cari del 5%. Perch non cambia il calendario scolastico?

WeWorld e MammadiMerda rilanciano la petizione Ristudiamo il Calendario che  stata sottoscritta da oltre 75mila persone negli anni. I dati dell'Osservatorio Nazionale Federconsumatori sui costi dell'estate per le famiglie

DI CHIARA PIZZIMENTI.

L'Osservatorio Nazionale Federconsumatori, come lo scorso anno, ha effettuato il monitoraggio dei costi relativi ai centri estivi, la soluzione principale per chi ha figli da gestire durante i mesi in cui la scuola  chiusa. Questa  la prima settimana in cui tutti gli istituti sono chiusi, ma da mesi ormai i genitori hanno prenotato e pagato le settimane fra sport e parrocchie. Se non lo si fa in tempo il rischio  di restare e di dover trovare alternative ancora pi costose.

Dalla rilevazione, confrontata con il 2025, viene fuori un quadro in crescita: il costo settimanale della tariffa relativa al tempo pieno aumenta del +5,7%, mentre crescono in misura pi contenuta le tariffe relative alla mezza giornata (+3,3%) e quelle relative alla formula ridotta, senza il pranzo, (+2,2%). Il costo medio settimanale della formula a tempo pieno  di 186 euro per un centro estivo in una struttura privata, che diventano 124 se si sceglie la mezza giornata. Nelle strutture pubbliche, il costo si aggira intorno agli 80 euro per met giornata e sfiora i 100 per il tempo pieno.

Il costo varia in base all'Isee per i centri pubblici e anche in base alla tipologia delle attivit ludiche e socio-educative svolte. Aumentano mediamente del 2,3% i centri estivi tematici, che promuovono attivit specifiche come corsi di inglese, laboratori artistici, attivit sportive. Un intero mese in un centro privato costa in media 744 euro, 40 in pi dello scorso anno, si avvicina ai 500 in un centro pubblico.

La scelta del campo estivo
Questi i consigli di Federconsumatori:

Verificate laffidabilit del gestore. Preferite enti accreditati, associazioni con esperienza documentata o strutture convenzionate con Comuni o scuole. Controllate che il centro sia in regola con le normative locali e sanitarie.
Controllate le qualifiche dello staff. Assicuratevi che educatori e animatori abbiano formazione specifica (educazione, animazione, primo soccorso). Valutate il rapporto numerico tra operatori e bambini.
Non sottovalutate il programma delle attivit. Un buon centro estivo propone attivit equilibrate tra gioco, creativit, sport e momenti educativi. Attenzione, per, ai programmi troppo fitti e rigidi o, al contrario, eccessivamente vaghi e indefiniti.
Attenzione alla sicurezza. Gli ambienti devono essere puliti, accessibili e sicuri, sia allaperto che al chiuso. Chiedete informazioni su assicurazioni, uscite organizzate e protocolli di emergenza.
Trasparenza dei costi. Richiedete un prospetto chiaro di tutte le spese (iscrizione, pasti, trasporti, eventuali extra). Diffidate di offerte troppo basse o poco dettagliate, o di chi non espone i costi.
Inclusivit e attenzione ai bisogni speciali. Verificate se sono previsti supporti per bambini con disabilit o bisogni educativi speciali, prediligendo sempre i centri che favoriscono linclusione sociale e culturale.
Occhio alle recensioni. Le recensioni degli utenti sono un patrimonio importante da cui attingere, se valutate con il giusto equilibrio. Prima di iscrivere vostro figlio a un centro estivo passatele al vaglio, ma sempre con un occhio critico: diffidate di quelle che hanno solo valutazioni eccellenti (potrebbe trattarsi di recensioni poco veritiere).
Sfruttate bonus e convenzioni. Molti comuni ed enti mettono a disposizione bonus e convenzioni per iscrivere i propri figli ai centri estivi. Verificatene lesistenza per non perdere questa occasione di risparmio!

E se la soluzione fosse un'altra? Cambiare il calendario scolastico?
Proprio in questi giorni WeWorld e MammediMerda rilanciano la loro storica petizione che  arrivata a 75mila firme. Fatta eccezione per l'Emilia-Romagna, che ha una sperimentazione in alcuni istituti con rientro e attivit dal 31 agosto, nella maggior parte del Paese le lezioni riprenderanno tra la prima e la seconda met di settembre. La pausa scolastica  di 12-14 settimane, tra le pi lunghe dEuropa, che mette in grande difficolt le famiglie da una parte per la difficile conciliazione tra lavoro e cura, dall'altra toglie opportunit educative, relazionali e di crescita fondamentali soprattutto ai pi fragili.

WeWorld  organizzazione umanitaria attiva in oltre 20 Paesi  e MammadiMerda  progetto di divulgazione dissacrante e ironico sulla maternit  rilanciano la petizione Ristudiamo il calendario per chiedere un ripensamento dell'organizzazione del tempo scolastico e garantire i diritti di bambini e bambine contrastando le disuguaglianze educative che la lunga pausa estiva continua ad alimentare.

La pausa estiva  un tempo vuoto che ricade quasi interamente sulle famiglie, trasformandosi in un esercizio quotidiano di equilibrismo tra costi, ferie e lavoro. Ma non si tratta solo di una questione organizzativa: i centri estivi rappresentano unopzione troppo costosa per molte famiglie, e le alternative accessibili sono poche. Durante lestate gli alunni rischiano il cosiddetto summer learning loss, ovvero la perdita di competenze e abilit acquisite durante lanno scolastico, e i pi colpiti sono i giovani provenienti da famiglie e contesti svantaggiati.

Attraverso la petizione, WeWorld e Mamma di merda hanno chiesto ufficialmente alle istituzioni lapertura delle scuole anche a giugno e luglio con attivit extrascolastiche e lintroduzione obbligatoria del tempo pieno fino a 14 anni per tutte le scuole.

In un sondaggio fatto lo scorso anno 1 famiglia su 2 segnalava difficolt di figli e figlie nella ripresa della scuola a settembre, mentre 1 genitore su 20 dichiarava di aver rinunciato a opportunit lavorative o di aver lasciato il lavoro per gestire la lunga pausa estiva.

La fine della scuola non pu coincidere con la fine delle opportunit educative, dichiara Greta Nicolini di WeWorld. Ogni estate rischia di ampliare le disuguaglianze esistenti: chi ha maggiori risorse continua ad accedere a esperienze formative, culturali e relazionali, mentre chi ne ha meno vede restringersi le proprie opportunit.  fondamentale che le istituzioni sostengano concretamente le famiglie, anche in coerenza con lobiettivo di favorire la natalit e promuovere loccupazione femminile, garantendo servizi e tempi scolastici adeguati alla conciliazione tra vita privata e lavoro, senza scaricare sulle donne e in particolare sulle madri il peso della cura nei mesi estivi. Per questo continuiamo a chiedere che il tema del calendario scolastico venga affrontato con coraggio, mettendo al centro il benessere e i diritti delle nuove generazioni.

Francesca Fiore, fondatrice di MammadiMerda: Ogni anno affrontiamo il tema come se fosse un problema privato delle famiglie, ma non lo .  una questione che riguarda il lavoro, l'educazione, la natalit e il futuro del Paese. Oggi il prezzo di questi quasi tre mesi di chiusura lo pagano soprattutto bambini, bambine e adolescenti: chi pu permetterselo continua ad avere accesso a viaggi, attivit e opportunit educative, chi non pu rischia di restare indietro. Noi non chiediamo pi giorni di scuola, chiediamo di distribuire meglio il tempo scolastico durante l'anno e di garantire attivit accessibili quando la didattica si interrompe. La vera domanda non  se possiamo permetterci di cambiare il calendario scolastico, ma se possiamo permetterci di non farlo pi