Omicidio Chiara Guerra, recuperato nel fiume Lemene il corpo della professoressa uccisa dal nipote 17enne.

Solo dopo dieci ore di interrogatorio, il ragazzo ha ammesso le proprie responsabilit davanti agli investigatori. Ero andato da lei e abbiamo litigato.

DI MONICA COVIELLO.

I Vigili del fuoco hanno trovato il corpo di Chiara Guerra, la donna di 53 anni uccisa dal nipote 17enne a San Stino di Livenza, provincia di Venezia, nel terzo giorno consecutivo di ricerche, a chilometri di distanza dal punto in cui, secondo la confessione del ragazzo, il cadavere era stato gettato nelle acque del fiume Lemene, in localit Settesorelle.

Le ricerche erano ripartite questa mattina alle 8,30 lungo il canale Malgher. Oltre ai sommozzatori dei Vigili del fuoco, hanno operato anche i carabinieri del nucleo subacqueo di Genova. Il corpo dellinsegnante  stato individuato ore dopo in localit Sette Sorelle.  in corso una prima ispezione sul cadavere da parte del medico legale Antonello Cirnelli, che dovr stabilire quante coltellate siano state inferte e verificare la compatibilit con la ricostruzione fornita dal 17enne. Gli inquirenti stanno inoltre valutando la possibilit che il minorenne possa non aver agito da solo.
Solo dopo dieci ore di interrogatorio ha ammesso le proprie responsabilit davanti agli investigatori. Ero andato da lei e abbiamo litigato, ha raccontato, ricostruendo gli ultimi momenti trascorsi con la zia.
Secondo quanto emerso dalle indagini, Chiara Guerra sarebbe stata uccisa nella legnaia-laboratorio della propriet di famiglia. Le tracce degli schizzi di sangue rinvenute hanno spinto da subito gli investigatori a fare accertamenti ulteriori. Il ragazzo ha confermato di aver aggredito la zia: Lho colpita con un coltello. Poi ha spiegato agli inquirenti di aver nascosto il cadavere e di essersene liberato. Lho messa in un sacco, lho caricata sulla carriola e lho portata sullargine del canale Malgher, ha dichiarato.

Un tragitto lungo un chilometro, lungo le strade di San Stino di Livenza, compiuto in un orario in cui la zona era frequentata da residenti e automobilisti diretti anche all'ecocentro comunale. Forse proprio per questo il ragazzo non ha attirato l'attenzione di chi lha incrociato. Una telecamera di sorveglianza lo ha ripreso alle 14.06 mentre spingeva una carriola con sopra un sacco scuro.

Il ragazzo ha poi indicato agli investigatori il punto esatto in cui ha gettato il corpo nelle acque del Malgher.
Sul movente restano ancora molte ombre. La pista principale porta ai dissidi familiari legati alla gestione di alcuni beni ereditari (un podere da 5 mila metri quadrati e una grande casa colonica), che da tempo avrebbero alimentato discussioni tra la professoressa e il fratello, padre del ragazzo. Un'amica della docente ha ricordato che Chiara mi aveva parlato di questi dissapori. Gli investigatori stanno cercando di capire se proprio una discussione su queste questioni, oppure un rimprovero rivolto al nipote, abbia fatto precipitare la situazione.

Il diciassettenne, accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere,  stato trasferito in una comunit per minori nel Trevigiano.