Edi Rama, la nostra intervista esclusiva al primo ministro dell'Albania.

Vi racconto la verit sull'isola di Sazan e chi c' dietro alle proteste. Alle dimissioni ora non penso: forse quando il mio Paese entrer in Europa. Meloni? Secondo me non  l'erede di Mussolini.
Unisola dellAlbania fino a poco fa quasi sconosciuta ha fatto scendere in piazza migliaia di cittadini, e ha portato il primo ministro al centro dellattenzione internazionale. Siamo andati a Tirana e abbiamo incontrato Edi Rama nel suo ufficio per parlare delle proteste, di Giorgia Meloni, di papa Leone. E per scoprire chi , nel privato, l'uomo del momento.

DI NINA VERDELLI.

Classe 1964, di Tirana, figlio di uno scultore e di un medico, Edi Rama  stato un giocatore di basket e un artista riconosciuto a livello internazionale prima di entrare in politica come ministro della Cultura e sindaco della capitale. Dal 2013 guida lAlbania. Sposato con Linda Basha, Rama ha due figli, Gregor, 35 anni, nato da un precedente matrimonio, e Zaho, 12.


I muri di questufficio si muovono.
In che senso?
Quando ho vinto le elezioni la prima volta, nel 2013, ho chiesto un consiglio a Tony Blair. Lui mi ha risposto: Governare un Paese  come stare davanti a un affresco. Devi tenere la giusta distanza, se ti avvicini troppo perdi la visione dinsieme. Il problema  che, spesso,  laffresco che viene verso di te. Le pareti si stringono fino a farti sentire in una cella, da cui non puoi scappare.
A soffocare lo spazio vitale del primo ministro dellAlbania Edvin Rama, per tutti Edi, 62 anni il 4 luglio, due metri di statura, c la magistratura le cui indagini sulla corruzione sono arrivate fino alla sua vice Belinda Balluku; c lopposizione politica di Sali Berisha, leader della destra ed ex premier, che non perde occasione per accusarlo di aver trasformato il Paese in un narco-Stato; ci sono le deadline da rispettare per adeguarsi agli standard, nella speranza di unannessione alla Ue nel 2027, scopo principe di questo suo quarto mandato. E poi c la piazza.
Dal 23 maggio migliaia di persone si sono riversate nelle strade di Tirana per protestare contro la cessione dellisola di Sazan e della vicina costa di Valona a Jared Kushner e Ivanka Trump, intenzionati a costruire resort di lusso in zone incontaminate e popolate da pellicani e fenicotteri. Proprio i fenicotteri sono diventati il simbolo di un movimento, la flamingo revolution, che procede a colpi di slogan quali LAlbania non  in vendita e che ha presto trasformato i malumori per la questione ambientale in un pi generale malcontento verso lestablishment. Verso Rama in primis, di cui in tanti chiedono le dimissioni, in patria e allestero. Persino il senatore dem americano Bernie Sanders, in un post, si  espresso contro la genuflessione del governo albanese di fronte alloligarchia globale.
Accerchiato su pi fronti, lex cestista della Nazionale e istrionico artista, ex sindaco di Tirana e leader del Partito socialista, costruisce la sua difesa mettendo in discussione il punto di partenza: Se fosse vero che stiamo svendendo la nostra terra a oligarchi pronti a deturparla con ecomostri, sarei il primo a essere disgustato. Ma  vero?.

Ce lo dica lei.
 una narrazione costruita su mezze verit che, passando di bocca in bocca, di post in post, sono diventate una gigantesca bugia.

Partiamo dalle mezze verit.
Ci sono due siti: il primo, la costa di Valona era di propriet privata ed  stata venduta agli investitori.

C chi dice che la vendita non  stata legittima e che il genero di Donald Trump, Jared Kushner, ora  sotto inchiesta.
Lex proprietario era indagato per unaltra questione. Ora la transazione  sospesa finch non si accerta la legittima propriet delle terre, che in Albania resta una questione delicata dalla caduta del regime e dalla riassegnazione dei titoli di propriet. Chiarita lappartenenza, verr versata la somma a chi di dovere.


Il secondo sito?
 lisola di Sazan che appartiene allo Stato. E non c alcuna intenzione di venderla. Stiamo negoziando un partenariato. Dopodich partiranno le analisi ambientali per sincerarsi che la natura venga protetta.

Lei  accusato di aver cambiato la legge sulla protezione ambientale poco prima che le trattative con Kushner iniziassero, proprio per spianargli la strada.
Abbiamo adeguato la nostra normativa agli standard europei che prevedono diversi livelli di protezione. Ci sono zone intoccabili, come il delta del fiume Vjosa, e zone su cui si pu edificare, sempre rispettando i parametri dellUe.

La piazza per vorrebbe la totale rinuncia al progetto.
La cosa curiosa  che non c ancora nessun progetto concreto. C unidea, un sogno a cui stanno lavorando alcuni tra i migliori architetti e ingegneri ambientali del mondo. Parlo di persone del calibro di Kengo Kuma, Jean Nouvel, Dong Yugan. Quando il progetto sar pronto lo renderemo pubblico con orgoglio e apriremo alle discussioni con gli ambientalisti.

Resta il fatto che qualsiasi intervento incider sullambiente pi che nessun intervento.
In questo caso, per, il patto prevede che alla fine debbano esserci pi zone verdi che allinizio. Le perplessit nascono dal presupposto che sviluppo economico e protezione ambientale siano per forza nemici.  sbagliato. Solo un turismo di lusso pu salvare il Paese, e la sua natura, dallimpatto disastroso del turismo di massa. Ma molti non ascolteranno, perch sono concentrati su altro.

Su che cosa?
Sul nome dellinvestitore: Kushner, marito di Ivanka Trump. Peccato che, quando sono iniziati gli incontri, il presidente Usa era Biden e di Donald Trump non si sapeva se sarebbe finito alla Casa Bianca o in prigione. Credo che sia sbagliato usare lAlbania per condurre battaglie politiche altrui.

A chi si riferisce?
La lista  lunga. Tra i manifestanti c sicuramente una componente sobillata dallIran. Non  un mistero che lAlbania sia sotto tiro: Teheran aveva gi cercato di lanciare un cyberattacco contro i nostri sistemi di sicurezza anni fa. Non sono riusciti. E ora ci riprovano costruendo una narrativa anti-Israele secondo cui questo progetto sarebbe un favore a Netanyahu. Follia. Poi ci sono i competitor turistici, che ovviamente osteggiano una nostra fioritura. Non mancano i miei oppositori politici. Il resto sono brave persone che ci credono davvero. A loro dico: aspettate di vedere il progetto e poi giudicherete.

Loro invece le chiedono di andarsene. Ci pensa mai?
Finch sentir il fuoco della passione rester. Se lAlbania dovesse effettivamente essere ammessa nella Ue, la prima riunione come Stato membro sarebbe loccasione pi bella per dare le dimissioni.

 ancora disposto a rinunciare al diritto di veto?
Assolutamente. LEuropa devessere come un tavolo di famiglia, dove ci sono delle gerarchie. Non parlo di diverse categorie di cittadinanza, ma lUnione non pu funzionare con il consenso di tutti.

Quanto conviene allUe accogliervi?
Un recente studio del Parlamento europeo dice che, a livello finanziario, lasciare i Balcani occidentali fuori  pi costoso che portarli dentro.

C anche lopportunit politica di sottrarre quellarea allinfluenza di Mosca?
Non per lAlbania, che non ha rapporti ufficiali con il Cremlino dal 1960: mai una visita di Stato da allora. Qui da noi la popolarit di Putin non supera il 2,7 per cento. Lo stesso non si pu dire di Paesi come la Serbia, che vedono la Russia come un potenziale alleato.

Lei per pi volte ha sostenuto che con Putin si debba parlare per porre una fine alla guerra in Ucraina.
S, sarebbe opportuno aprire un tavolo di negoziati perch la Russia  l per restare. E poi lEuropa ha una funzione diplomatica, persino in conflitti viscerali come quello tra Israele e Hamas: c il sangue ma c anche il dialogo.

Ha sempre dichiarato che lAlbania  amica di Israele. Oggi come si pone nei confronti del governo di Netanyahu e del suo operato in Palestina? Gli ultimi dati parlano di oltre 20 mila bambini uccisi.
Dopo il crollo del regime, lAlbania era isolata, senza alleati a Est o a Ovest. Abbiamo sofferto molto e, ora che abbiamo buone relazioni con Israele, i Paesi del Golfo, la Turchia, non possiamo permetterci una politica barricadera. Considero Hamas il male assoluto. Sono daccordo con tutto quello che fa la destra israeliana? No. Sono nella posizione di poter fare la morale a qualcuno? No.

Vale la stessa logica per i Cpr, nonostante voi stessi veniate da una storia passata di emigrazione?
Penso questo: noi non dobbiamo porre domande quando il governo italiano ci chiede aiuto perch voi non avete posto domande quando il bisogno ce lavevamo noi.

Con Giorgia Meloni, per, venite da due universi ideologici molto distanti.
Non mi sembra che lei sia lerede di Mussolini. Mi sembra pi unerede del Pentapartito. E non credo che ideologie diverse possano pregiudicare una collaborazione.

C stato un tempo in cui lideologia era tutto per lei?
Le dico solo che io ho imparato litaliano da mia nonna, che era originaria di Venezia. Poi ho smesso di parlarlo quando sono diventato marxista e consideravo la vostra una lingua di fascisti. Mi sono riavvicinato tempo dopo, capendo che non potevo essere pi stupido di cos.

Di che anni stiamo parlando?
La mia adolescenza. Ero un ragazzo ribelle, non nel senso che scappavo di casa. Ero ribelle di testa. Mia madre mi diceva: Quella lingua ti mander allinferno.

Aveva ragione?
Per poco non mi ha mandato allobitorio. Durante un periodo prima del crollo delle finanziarie, qualcuno mi ha teso un agguato. Avevano il volto coperto e la spranga di ferro in mano. Mi hanno lasciato per strada, quasi morto. Quellepisodio poteva cambiare la mia vita.

Cio?
Avevo deciso di rimanere a Parigi, dove mi ero trasferito con una borsa di studio come pittore. Dipingevo, esponevo, credevo nei nuovi filosofi francesi. Mi comportavo come un intellettuale impegnato.

Poi?
 morto mio padre, a cui ero legatissimo. Sono tornato in Albania e, lo stesso giorno del funerale, il primo ministro di allora, Fatos Nano, mi offre il ministero della Cultura. Avevo gi rifiutato in precedenza, ma in quel momento mi sentivo in colpa perch vivevo allestero senza poter fare niente per il mio Paese. Cos ho accettato. Poco dopo mi raggiunge a casa il suo addetto stampa e mi dice: Mi serve un tuo curriculum. Prendo un pezzo di carta e scrivo: Sono Edi Rama, nato il 4 luglio, e questo deve bastare.

Si  mai pentito di essere tornato indietro?
Quando sono rientrato a Parigi per prendere le mie cose ho pianto durante tutto il tragitto. Dopodich mai pi. Ho avuto momenti difficili, ma ho vissuto intensamente. La mia vita  come un film. Non ho altro da chiedere a Dio.

 credente?
Sono cattolico, ma non frequento la Chiesa. Ero molto legato a papa Francesco: lui mi diceva spesso che pregava per me e per lAlbania. E poi ha fatto un gesto straordinario: in uno degli incontri ero con mia moglie, Linda, e nostro figlio, Zaho, appena nato. Noi siamo una famiglia multireligiosa perch lei  musulmana, i figli dei nostri primi matrimoni entrambi ortodossi. Quindi ho chiesto al Papa: E il mio ultimo, che cosa dovr essere?. Lui ha risposto: Decider lui.

Anche papa Leone le piace?
Lho incontrato una volta.  diverso dal suo predecessore: molto meno estroverso. Per mi sembra che abbia un carattere solido e una buona volont.

Secondo lei sar in grado di porre un argine ai conflitti?
Non credo che fermare le guerre rientri nelle possibilit di un Papa. La sua voce serve per indicare alle persone un giardino diverso da guardare. Come la cultura o larte.

Che spazio ha oggi larte nella sua vita?
Disegno appena posso, anche in ufficio.

Di fronte alla sua scrivania, per, non ha appeso un quadro suo, ma un disegno di Zaho. Con una scritta: Pap sono orgoglioso di te.
Non ha conosciuto di meglio. Non sono il padre che avrei voluto essere: il lavoro non me lo permette.

 il marito che vorrebbe essere?
La gente dice che vinco le elezioni perch non ho unopposizione credibile. Non sanno che lopposizione pi testarda ce lho in casa. Linda mi sfida sempre a pensare in un modo diverso, moralmente pi giusto. Lei  uneconomista e unattivista per i diritti umani. Non deve scendere a quei compromessi che ti fanno perdere il sonno.

Per che cosa perde il sonno ultimamente?
Lo perdo spesso perch non riesco a tenere la giusta distanza, come mi suggeriva Tony Blair. A volte mi sento soffocare. Altre mi sento solo. So di avere accanto persone fedeli, so di avere la mia famiglia, ma quando devo prendere determinate decisioni non ho nessuno. Perch, comunque vada, sei tu che le prendi. E sei tu che le paghi.


