Dolcenera: A 16 anni una macchina mi invest e mi cambi la vita. Con Gigi Campanile abbiamo attraversato dolori, lutti e problemi di salute. I figli? Nella vita ho avuto altre priorit, e ne accetto le conseguenze.

La cantante racconta il grave incidente che da adolescente la riport alla musica, Epopea di oggi, il lungo amore con il compagno di una vita e la scelta di non diventare madre. A volte ho pensato di aver perso un'occasione, ma le priorit che ho dato alla mia vita sono state altre

DI MARIO MANCA.

Dolcenera, nome d'arte di Emanuela Trane, ha sempre vissuto di contrasti e, soprattutto, di un forte impegno sociale: Non ho mai scritto una canzone che fosse indipendente dal momento storico in cui  uscita.  successo anche recentemente con My love, che parla del cercare di aggrapparsi a una persona in una societ in cui sembra tutto un Truman Show, ma sta succedendo anche con Epopea, che esprime la voglia di un contatto vero tra le persone in un mondo in cui ormai si comunica solo attraverso uno schermo, i social e le mail, racconta Dolcenera che, con Epopea appunto, invoca un tentativo di connessione reale in un mondo sempre pi freddo e distaccato.

 ottimista su questo mondo iperconnesso?
Sono un'instancabile ottimista da sempre, anche se ho anche un lato dark che mi porta a scrivere di questa mia visione positiva dalle tenebre, guardando la realt da sotto.

Perch le tenebre?
Penso di voler scendere volontariamente per provare a vedere da gi un po' di luce. Come quando, da bambina, mi immergevo nelle profondit del mare e scendevo anche di 45 metri.

L'abisso per Dolcenera?
Se guardi troppo alla realt finisci con l'essere risucchiato: le cose diventano pi grandi di te e vedi pi da vicino tutte le ingiustizie del mondo che possono farti male. Io, poi, che non ho figli vengono ancora di pi inglobata in queste chiacchiere continue.

Mai avuto una pressione esterna per non essere diventata madre?
Anche se i miei genitori avrebbero desiderato tantissimo dei nipotini, non me l'hanno mai chiesto. C' stato un momento in cui ho pensato di aver perso una chance e che era troppo tardi, ma l'ho visto come il karma: alla fine le priorit che ho dato alla vita sono state altre e ne accetti le conseguenze. Mi dispiace, per, per il mio compagno Gigi Campanile, che di figli ne avrebbe voluti. Ma, come dicevo, tutto ci che ci accade  frutto delle nostre scelte, anche inconsce.

Con Gigi Campanile state insieme da 31 anni.
Mi vedo come il classico cane di famiglia che ha bisogno delle sue cure e delle sue attenzioni continue. Alla fine Dolcenera" l'abbiamo costruita insieme, e questo ci ha inevitabilmente unito. I nostri credo nella vita sono simili anche se all'inizio, quando ci siamo messi insieme, io ero la papera felice e Gigi il cane pensatore. Ormai ci conosciamo talmente bene che, quando litighiamo, sappiamo anche come farci del male, ma penso che sia normale: alla fine siamo dei miracolati.

Ha mai avuto paura che una relazione cos lunga si trasformasse in abitudine?
Il rischio c', ma la verit  che noi ci lanciamo ancora in tanti atti di bene che non possono essere confusi con l'abitudine. La canzone My Love, per dire, parla proprio di me e di Gigi: abbiamo trovato una sorta di solitudine insieme; abbiamo provato dolori, la perdita di persone care, problemi di salute e, sempre insieme, siamo passati dall'invincibilit alla consapevolezza. Nella vita, dopotutto, tutti cerchiamo qualcosa in cui avere fede. Anche se ogni cosa prova a metterci l'uno contro l'altro.

A cosa  sopravvissuta Dolcenera?
Agli ultimi anni in cui avevo perso un po' il sogno e cercavo di capire che valore potesse avere ancora il cantautorato nella musica italiana e come potesse essere il proseguo della mia vita. Penso di essere sopravvissuta a questo momento di dolore e di passaggio di vita. E poi ho capito una cosa.

Cosa?
Che, se non sono felice, non posso scrivere canzoni perch nelle canzoni cerco la massima positivit possibile. A ripensarci, credo di aver scelto di partecipare a Pechino Express proprio per questo: per ritrovare quel senso di invincibilit e di gioco che fa parte dell'adolescenza e che si stava spegnendo. Averlo fatto con Gigi, poi,  stato un ulteriore valore aggiunto perch quando chi ami va gi finisci con l'andare gi anche tu, ed entrambi avevamo bisogno di uscire da quella palude insieme.


Oggi che rapporto ha con la solitudine?
Bruttissimo perch  quando sono con gli altri che do il meglio di me: in gruppo divento una sorta di mamma aggregante, e la cosa mi piace. Quando sono da sola vengo percepita in modo diverso, probabilmente come una ragazzina pimpante ed eclettica.

L'anno prossimo quella ragazzina pimpante compir 50 anni.
Non me lo dica: come ho detto a Gigi, quest'anno compir 39 anni perch tutti quelli che mi incontrano mi dicono che dimostro molti meno anni di quelli che ho. Forse  vero che oggi sono pi giovanile rispetto a prima: ho sempre amato tenermi in attivit.

Si vuole bene?
S, anche se il mio lato rock'n'roll mi impedisce di volermene fino in fondo e non mi fa prendere cura del mio corpo come vorrei.

Cosa la spaventa?
Di non riuscire a godermi le vittorie e i momenti belli, ma ho anche paura che non riusciremo pi a tornare a utilizzare l'anima davvero, guardando tutto attraverso uno schermo.

La musica, in questo, aiuta?
S, ma la societ deve essere in grado di guardare e di abbracciare fino in fondo quel concetto.

Lei ha iniziato a fare musica giovanissima: l'ha mai fatta arrabbiare?
Solo in un momento di crisi adolescenziale dello studio dello strumento, una cosa che molto spesso accade nei ragazzini che studiano. A un certo punto stavo abbandonando tutto perch stavo preferendo il tennis al pianoforte ma, quando sono stata investita da una macchina, c' stato lo sliding door.

 stata investita da una macchina?
S, a 16 anni.  arrivata una macchina mentre stavo prendendo le racchette dal bagagliaio per giocare e mi ha presa in pieno: mi sono rotta la gamba ed ero incazzata nera perch, se mi fermi fisicamente, io vado gi. L sapevo che quello che mi era successo mi avrebbe condizionata, e questo mi ha portata a riavvicinarmi alla musica, anche se la mossa decisiva l'ha fatta Gigi facendomi arrivare la mia tastiera a Firenze dalla Puglia grazie a un mio zio che lavorava in Aeronautica: era evidentemente destino che dovessi continuare.  su quella tastiera che ho scritto canzoni come Siamo tutti l fuori e Com' straordinaria la vita, ma poi l'ho cambiata.

