L'intelligenza delle piante: perdonare le aggressioni per sopravvivere, DI STEFANO MANCUSO.

In un saggio di cui vi proponiamo un estratto, Stefano Mancuso spiega la resilienza del mondo vegetale. Alberi, cespugli, fiori hanno un modo particolare di superare gli ostacoli e sopravvivere. Una forma di perdono che ingloba le minacce e permette loro di adattarsi all'ambiente.

DI STEFANO MANCUSO.

Nel progetto Il terzo paesaggio Nicola Bertellotti esplora la metamorfosi di spazi e oggetti abbandonati che vengono riaccolti e avvolti dalla vegetazione. Lassenza dellattivit umana cede il passo alle forze della natura, trasformando ci che  stato dimenticato in un rifugio di biodiversit e in un simbolo di spontanea rigenerazione ecologica..

Con larrivo del fuoco cambia tutto: luomo pu riscaldarsi, difendersi in modo pi efficace, costruire nuovi attrezzi, forgiare il metallo e, soprattutto, pu cucinare il suo cibo e, di conseguenza, ampliare notevolmente il numero e il tipo di nutrienti, specialmente di origine vegetale, con cui nutrirsi.

Il passaggio che lega il comportamento delle piante con la necessit ricorrente di cuocerle non  n lungo n complesso. Tutto nasce dal fatto che la nostra conoscenza delle piante  vaga e comunemente associata a una loro grossolana sottovalutazione. Le piante sono esseri sofisticati con caratteristiche e comportamenti a volte molto pi raffinati di quelli degli animali. Prendiamo, per esempio, la questione del movimento. Le piante, come tutti sanno, non possono muoversi  sarebbe pi corretto dire che non possono spostarsi dal luogo in cui sono nate, perch si muovono tanto in realt, ma lasciamo perdere questa finezza linguistica e procediamo. Non potendo scappare o spostarsi dove le probabilit di sopravvivenza sono migliori, come pu una pianta pensare di affrontare gli innumerevoli problemi posti da un ambiente ostile? Se non possono spostarsi in un luogo caldo quando fa freddo o allombra quando il sole brucia, se non sono in grado di scappare quando un erbivoro vuole mangiarle, perch le piante non si sono estinte? Com possibile che siano cos tante e ancora cos in buona salute? E che rappresentino la quasi totalit della vita di molti diversi ecosistemi terrestri? In breve, c qualcosa che non torna. Come possono esseri viventi cos insignificanti e privi di ogni capacit complessa essere in grado di diffondersi cos tanto? La realt  diversa e in conflitto con ci che appare a una prima osservazione superficiale. Proprio perch non possono scappare quando qualcosa va storto, le piante hanno sviluppato una superba capacit, rispetto agli animali, di percepire con grande anticipazione ogni minimo cambiamento dellambiente.

Grazie a questa sensibilit superiore, la pianta pu adattarsi ai mutamenti trasformando sia la sua anatomia sia la sua fisiologia; anche per difendersi meglio. A prima vista non sembrerebbe che una pianta abbia molte possibilit di opporsi a un possibile predatore: costrette allimmobilit, incapaci di offendere, le piante sembrano fatte su misura per essere mangiate dagli animali. Niente di pi sbagliato: le capacit di difesa delle piante sono numerose e ingegnose. Si va dalle ovvie difese meccaniche, come spine affilate, tricomi spessi e cortecce robuste, a strategie che richiedono alleanze e relazioni raffinate con altri animali. Soprattutto, non potendo scappare, le piante hanno sviluppato un gran numero di sostanze chimiche che vengono prodotte, intenzionalmente, per respingere o scoraggiare luso della pianta da parte degli animali. Ce n per tutti i gusti: emetici, purganti, paralizzanti, irritanti, narcotici. Ecco un breve elenco di ci che le piante sono in grado di produrre a scopo difensivo. Si inizia con sostanze irritanti come le saponine che producono schiuma e sono presenti in un centinaio di famiglie di piante; le emoagglutinine che annichiliscono i globuli rossi; oli irritanti a base di composti cianogeni prodotti dalla famiglia dei cavoli o dalla manioca, o il cocktail a base di acetilcolina, istamina, leucotrieni e acido formico che  presente nei peli dellortica. E poi, gli inibitori enzimatici come gli inibitori della colinesterasi prodotti dalle piante della famiglia del pomodoro. Alcune famiglie di piante sono particolarmente esperte nella fabbricazione di sostanze tossiche.  il caso della famiglia delle Ranunculaceae, dove  praticamente impossibile trovare una sola specie incapace di produrre tossine pi o meno velenose per gli animali. Tra queste, il terribile aconito, letale in dosi infinitesimali (un milligrammo pu bastare a uccidere una persona). Anche specie molto pi vicine alla nostra cultura alimentare come le Solanacee sono ricche di alcaloidi letali. Cos la belladonna (Atropa belladonna) produce grandi quantit di atropina, scopolamina e nicotina, mentre il giusquiamo (Hyoscyamus niger) la iosciamina; anche le foglie della patata comune sono velenose. O famiglie apparentemente inoffensive, come quella delle Liliaceae, i cui membri includono specie come la cipolla (Allium cepa), laglio (Allium sativum), il porro (Allium ampeloprasum) o lerba cipollina (Allium schoenoprasum), ebbene anche in questa mite famiglia sono presenti numerose specie velenose. Il mughetto gentile (Convallaria majalis)  molto velenoso, contiene saponina e uno steroide chiamato convallarina con effetti tossici simili a quelli della digitale. Lo stesso vale per i tuberi di tulipano (Tulipa) o di giacinto (Hyacinthus). Insomma, la tossicit (diamole questo nome generico)  molto diffusa fra le piante e non  possibile sapere a priori se una specie, per intero o in qualche suo organo, non contenga delle sostanze velenose. Ovviamente, nel corso dellevoluzione le piante hanno sviluppato delle difese e gli animali hanno preso le loro contromisure. Cos, molti insetti sono in grado di metabolizzare i composti tossici presenti in alcune particolari piante di cui si nutrono, come la farfalla monarca che  in grado di sequestrare e rendere inattivi i cardenolidi, composti tossici prodotti dalle specie di Asclepias di cui si nutre, o tantissimi altri animali che hanno imparato come disinnescare la tossicit dei veleni vegetali, in un gioco di mosse e contromosse che non ha mai fine dallinizio della vita.


E luomo? Luomo ha sviluppato la cucina! Non  una risposta evolutiva, ma un magnifico tratto culturale.

Con il fuoco abbiamo migliorato la nostra alimentazione, il nostro modo di difenderci, di forgiare gli strumenti, di riscaldarci. Ma nessuno di questi  il progresso fondamentale.  Francesco che senza esitazione ce lo indica: il fuoco ennallumina la nocte.  la sua capacit di produrre la luce la prima qualit del fuoco; il regalo pi prezioso che frate focu porta con s. La cecit quasi totale, la tenebra che ormai da tempo lo avvolge e che negli ultimi mesi  quelli durante i quali scrive, o meglio probabilmente detta, il Cantico   diventata ancora pi profonda e impenetrabile, hanno un ruolo importante nella predilezione di Francesco per il dono della luce. Ricorda la magnificenza del sole e la luce del fuoco che rischiara il buio e loda frate sole perch  iorno e frate focu perch ennallumina la nocte. Il primo illumina di giorno, il secondo di notte. Oggi  difficile immaginare un mondo in cui la paura arrivava puntuale ogni giorno al calar del sole, compagna inseparabile del buio della notte. Allaperto, senza alcun riparo contro i predatori e gli altri pericoli che arrivano col buio, la nostra specie ha passato gran parte della sua storia alla ricerca di soluzioni che evitassero che col calare della notte arrivasse anche la paura. E non dovete immaginare la paura per gli spiriti, i fantasmi o per tutte quelle altre brutte cose che immaginiamo popolino la notte. No, si trattava di terrore per eventi reali, di cui ognuno aveva esperienza diretta. Paura che qualcosa in agguato l fuori, di notte, invisibile, ti mangiasse. Una paura che ci ha perseguitato cos a lungo e cos intensamente che ancora oggi, a migliaia di generazioni di distanza, ne sentiamo leco terribile nelle tante storie di spiriti e orrori che popolerebbero la notte. Provate a rimanere soli, al buio, in mezzo a un bosco e sentirete, ancora oggi, la stessa atavica paura, intatta come agli inizi della nostra storia. Il terrore totale e paralizzante verso un mondo ostile che non vedi e da cui non puoi in nessuna maniera difenderti. Il fuoco che ennallumina la nocte cancella per sempre questo incubo primigenio. Grazie a frate focu, la notte non sar pi buia e inospitale cambiando per sempre i comportamenti della nostra specie.

Non soltanto permettendoci di non tremare (metaforicamente e realmente) per met della nostra vita, ma rivoluzionando le strutture sociali e dando una direzione nuova alla storia.
