Francesca Barra: Io in amore non perdono. Se oggi scoprissi un tradimento non mi chiederei se sono in grado di perdonarlo, mi chiederei se quella relazione ha ancora un senso.

La scrittrice riflette sulla complessit delle emozioni e su cosa sia possibile accettare e cosa no. Per quanto sia difficile, in amore  meglio cercare la verit. Crisi, infedelt e separazioni spesso non trasformano le persone, ma dimostrano ci che sono.

DI FRANCESCA BARRA

Non sono sicura di credere nel perdono. Forse perch sono un essere umano pieno di contraddizioni, forse perch il perdono mi  sempre sembrato appartenere pi alla sfera spirituale che a quella terrena. Contiene qualcosa di sacro, quasi di sovrumano. E io, nelle relazioni, ho sempre cercato qualcosa di molto complesso ma anche pratico: la verit.

Non sono sicura di credere nemmeno alla versione romantica del perdono che ci viene raccontata. Quella secondo cui quando qualcuno ci ferisce, noi rintracciamo una forza morale superiore, assolviamo chi ci ha fatto male e finalmente ritroviamo la pace.  come se presupponesse una gerarchia implicita. Tempo fa, preparando un esame universitario, studiai le dinamiche del conflitto e i modi per affrontarlo. Ricordo che si parlava di negoziazione, mediazione, elaborazione, risoluzione. Non ricordo che si parlasse di perdono. Risolvere un conflitto migliora sempre lo stato di partenza.
Nelle mie relazioni non ho mai praticato il perdono e non lho mai chiesto. Quando qualcosa si rompeva, non mi domandavo come perdonare.
Mi domandavo se ci che era accaduto mi permettesse ancora di riconoscere laltro e di riconoscermi accanto a lui perch considero le persone responsabili delle proprie scelte.

Se mi tradisci, se menti, se mi ferisci deliberatamente, non credo che le scuse, le lacrime o la redenzione possano cancellare ci che  stato. Posso comprendere, posso persino smettere di essere arrabbiata, ma quel fatto resta. Tu sei la somma delle tue azioni, chi sono io per cancellarle? Ho chiesto scusa nella mia vita, ma non perdono perch percepisco una differenza.

Le scuse appartengono alletica, il perdono appartiene a una dimensione pi sfuggente. Quando chiedi scusa, resti lucida, nel mondo degli esseri umani: lerrore, la consapevolezza, la responsabilit, il tentativo di riparare ci che si  rotto. Comprendi che una tua azione ha prodotto una reazione che spesso si sottovaluta e in quella scusa c la consapevolezza di aver provocato una crepa, di averla vista, di non volere che si faccia finta di niente. Perch c.
Quando perdoni entri in un territorio diverso, quasi sacro. Perdonare significa rinunciare a una parte del proprio diritto alla crepa. Mi sembra da pavidi nasconderla, fingere che si possa riparare.
Forse  per questo che il perdono viene considerato un atto straordinario e raramente porta davvero alla pace. Chiede di andare oltre la giustizia.
Ed  qui che nasce il mio disagio: a chi serve davvero il perdono?
Il perdono non riguarda laltro, ma un mio bisogno. Si perdona perch si spera che laltro cambi. Io, invece, ho sempre pensato che le persone cambino molto meno di quanto ci piaccia credere. Pi che cambiare, si rivelano. Le crisi, i tradimenti, le separazioni spesso non trasformano gli esseri umani: li mostrano per ci che sono e che desiderano.
Nella mia esperienza, le relazioni finite non hanno avuto bisogno di perdono, ma hanno avuto bisogno di lucidit.
Con il padre dei miei figli non ci siamo lasciati dopo una guerra che richiedesse assoluzioni reciproche. Ci siamo trovati davanti a una verit che, per quanto facesse male, non si poteva perdonare, ma accettare.
Di che cosa avremmo dovuto perdonarci? Non eravamo colpevoli, ma dovevamo essere responsabili nei confronti dei bambini.
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Se c stato un perdono, forse  stato verso noi stessi.
Io mi sono perdonata invece e mi sono liberata dal ruolo di imputata.
Mi sono fatta molto male negli anni, mi sono disprezzata con benevolenza. Ogni tanto mi giravo e rigiravo nel letto chiedendomi il perch di ogni mia scelta, non quella degli altri. Poi  arrivata la risposta: mi mancava lamore. Essere amata e corrispondere cos come io sentivo di potere e volere.
E cos mi sono assolta, quando  arrivato lamore.
Se oggi scoprissi un tradimento non mi chiederei se sono in grado di perdonarlo. Mi chiederei altro. Mi chiederei se quella relazione ha ancora un senso. Se mi rende felice. Se esiste ancora uno spazio comune in cui costruire qualcosa.
Perch il perdono viene spesso descritto come un gesto altruistico, da buoni. Ma nelle relazioni si deve essere giusti non virtuosi.
Perch la forma pi alta dellamore deve coincidere con la sopportazione di una ferita? Non  forse vero, invece, che la forma pi alta dellamore dovrebbe essere il non ferire?
Non voglio che tu cambi. Io ti voglio amare cos come sei, volo ut sis  una frase attribuita a SantAgostino.
Se mi rende felice, se mi va bene, finch sarai felice con me. Senza perdono.

Francesca Barra