Rossana Santolin.
La violenza.
Uno scambio d'insulti su Whatsapp, compresi riferimenti volgari rivolti alla madre dell'aggressore.
Sarebbe questo l'antefatto dell'appuntamento chiarificatore che marted pomeriggio in via Terraglio a San Zeno,  sfociato nell'accoltellamento di un diciottenne.
Il giovane, residente a Treviso,  stato operato e risulta fuori pericolo.
Se la caver con una prognosi di 45 giorni e con la consapevolezza di essere arrivato a tanto cos dalla tragedia.
Miracolato considerati i quattro fendenti che l'hanno raggiunto alle braccia e al torace sfiorando il fegato e un polmone.
Arrestato un sedicenne.
La polizia nel frattempo ha arrestato il presunto aggressore: si tratta del sedicenne fermato da una volante poco dopo il fatto.
La polizia  riuscita a intercettarlo in via Duca dell'Abruzzi mentre si allontanava con altri quattro coetanei i quali sono stati portati in questura e rilasciati.
Non hanno avuto un ruolo attivo nella colluttazione.
Il presunto autore materiale dell'accoltellamento al contrario  stato accompagnato in un Centro di prima accoglienza in attesa di comparire davanti al giudice del tribunale dei minori di Venezia.
Dovr rispondere di lesioni aggravate.
L'arma scomparsa.
Nel frattempo proseguono le indagini condotte dalla squadra mobile di Treviso.
La Scientifica ha cristallizzato la scena, all'incrocio tra via Terraglio e via Manzato, e rilevato elementi per ricostruire le varie fasi dell'aggressione.
Tra questi in particolare ci sono i cocci di una bottiglia di birra che la vittima avrebbe usato per difendersi quando il sedicenne ha estratto la lama.
Del coltello non c' traccia.
Gli investigatori ipotizzano che il giovane se ne sia sbarazzato subito dopo l'aggressione, forse con la complicit di terze persone.
Il ragazzo ferito sostiene si trattasse di un coltellino tascabile da escursione.
Il giovane arrestato ha raccontato di averlo nascosto di proposito in un angolo sotto al cavalcavia, nello stesso punto in cui i rivali si sono dati appuntamento per regolare un conto in sospeso.
L'appuntamento.
Dai primi accertamenti emerge che aggredito e aggressore si conoscono da tempo e che frequentano la stessa cerchia di amici.
Un gruppetto di giovani, perlopi minorenni, che bazzicano per il centro fra via Roma e via Zorzetto.
Una cerchia con delle dinamiche basate sui rapporti di forza, in cui il diciottenne, avvantaggiato della maggiore et, avrebbe assunto un ruolo predominante.
L'appuntamento sotto il cavalcavia  nato dopo uno scambio di insulti reciproco tra il ragazzo e il sedicenne su una chat Whatsapp. Irricevibile tra i vari, quello rivolto alla mamma del minore.
Un affronto da vendicare con il sangue.
Da qui la decisione di darsi appuntamento a San Zeno dove la soluzione del conflitto ha preso la piega peggiore.
Una piega violenta cercata o quanto meno messa in conto dal sedicenne che si  preparato al faccia a faccia armandosi di coltello.
Le urla e l'allarme.
Dopo insulti e minacce i due sono passati alle mani.
A quel punto il sedicenne avrebbe preso il coltello dal nascondiglio sferrandolo contro l'avversario che nel frattempo l'ha colpito con una bottigliata, ferendolo alla mano.
Incassati i quattro fendenti, il diciottenne si  trascinato fino all'inizio di via Manzato lasciando dietro di s due ampie chiazze di sangue.
Premendosi le ferite con la mano ha fermato una volante della polizia di passaggio sul Terraglio. "Mi hanno aggredito"  riuscito a dire prima di abbandonarsi a terra.
La via  stata blindata da entrambi i lati impedendo il transito ai residenti e turisti che alloggiavano nel B&B vicino.
Nel frattempo, grazie alle indicazioni fornite dal ferito, rimasto cosciente durante le operazioni di soccorso, gli agenti si sono messi sulle tracce del fuggitivo.
Fermato in centro.
Il sedicenne  stato rintracciato vicino all'Istituto Duca degli Abruzzi, dall'altra parte della citt. Era agitato e aveva le mani ancora insanguinate.
Riportato sul luogo dell'aggressione ha dato la propria ricostruzione dei fatti.
Una versione confrontata con quella delle due persone, un giovane e una donna che hanno assistito alla scena.
Le evidenze raccolte sono bastate per far scattare le manette ai polsi del sedicenne che dovr rispondere di lesioni gravi.
I genitori del giovane e degli altri quattro amici sono stati chiamati in questura e sentiti uno ad uno prima del rilascio, ad eccezione del presunto aggressore che resta in attesa dell'udienza di convalida.
Disagio giovanile.
L'episodio di mercoled sera restituisce un quadro inquietante di violenza tra giovani per cui la lama, pi che la parola, resta lo strumento pi semplice per dirimere i conflitti.
Un caso emblematico, come sottolineato ieri dal sindaco di Treviso Mario Conte, pi riconducibile al disagio adolescenziale che ad un problema di ordine pubblico e nel caso del quartiere di San Zeno, ad un tema di sicurezza riferito alla zona rossa.
Social, violenza e armi gli elementi che accomunano l'accoltellamento di mercoled a episodi analoghi che si registrano con sempre maggiore frequenza in tutta Italia.
&#169; RIPRODUZIONE RISERVATA.
I rilievi dopo l'aggressione tra via Terraglio e via Manzato, e uno dei giovani testimoni.
le armi.
Il coltello non  stato ritrovato, sulla scena presenti anche.
cocci di bottiglia.
I cocci di bottiglia raccolti sulla scena dell'aggressione.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
