Refrontolo.
Allarme truffe, a lanciarlo  il Comune di Refrontolo, che mette in guardia i cittadini dopo alcune segnalazioni arrivate in ultimi giorni.
Il copione  quello ormai tristemente noto.
Al telefono, anche ai numeri di cellulare, gli impostori si presentano come forze dell'ordine e raccontano di un presunto incidente stradale provocato da un familiare della vittima.
Poi scatta la richiesta: preparare denaro, gioielli o altri oggetti di valore. "Negli ultimi giorni, alcuni cittadini stanno ricevendo chiamate da persone che si spacciano per carabinieri, agenti di polizia o finanzieri.
Con la scusa, molto comune, di un presunto incidente stradale causato da un familiare, i malintenzionati chiedono di preparare denaro, gioielli o oggetti di valore, che un complice passer a ritirare direttamente a domicilio.
Le telefonate sono spesso accompagnate da toni minacciosi e intimidatori",  l'allert emesso ieri dal Comune di Refrontolo. "Si raccomanda la massima attenzione: si tratta di tentativi di truffa.
Occorre prestare particolare cautela anche davanti a messaggi o chiamate che sembrano provenire dalla banca o da altri enti, con i quali si invita a effettuare bonifici o trasferimenti di denaro con le scuse pi varie".
Un avvertimento che trova eco anche nella testimonianza di una residente nel vicino Comune di San Pietro di Feletto.
La donna ha raccontato di aver ricevuto ieri una telefonata che, a suo dire, sembrava provenire realmente dal comando provinciale dell'Arma. "Una chiamata con il logo della caserma dei carabinieri di Treviso e un numero di telefono vero.
Purtroppo ci ho creduto al momento", ha scritto.
Secondo quanto riferito dalla signora, dall'altra parte della cornetta ci sarebbe stato un presunto maresciallo che insisteva per sapere se in casa fosse presente una cassaforte.
A quel punto ha deciso di interrompere la conversazione. "Avevano pure geolocalizzato il mio cellulare", aggiunge nella sua testimonianza.
Ma pi probabilmente i truffatori avevano preso informazioni in precedenza su dove abitasse.
Il tema resta particolarmente caldo anche nel Coneglianese.
Nei giorni scorsi a San Vendemiano un anziano ha sventato la truffa dell'abbraccio.
Yna giovane aveva iniziato a conversare con lui, facendogli prima i complimenti per l'orto e poi chiedendogli un pomodoro.
La richiesta era servita come pretesto per avvicinarsi e tentare di sottrargli la catenina.
L'uomo, insospettito, non  caduto nel raggiro e la donna  fuggita su un'auto dove la attendeva un complice.
&#8212;DI.B.
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La sede municipale di Refrontolo
