Pistoia L'opposizione di centrodestra in provincia insorge contro la clamorosa svolta in Provincia, che ha visto i consiglieri di area riformista rifiutare le deleghe offerte dal presidente Marmo per la mancata nomina di Bruno Leka alla vicepresidenza.
Con due comunicati distinti, il coordinamento provinciale di Fratelli d'Italia e il consigliere di Forza Italia Dario Baldassarri criticano fortemente l'accaduto. "Si apre una crisi istituzionale e di funzionamento dell'ente senza precedenti - recita la nota di Fratelli d'Italia - visto che alcuni consiglieri risultano hanno restituito le deleghe al presidente Marmo confermando una forte spaccatura all'interno della maggioranza.
Tale spaccatura all'interno va a danno dei pistoiesi e del territorio.
Se l'ente  cos diviso non pu amministrare con serenit e lucidit. La Provincia, provata dalla sciagurata riforma Del Rio, ha ancora deleghe importanti tra cui trasporto pubblico, l' edilizia scolastica delle scuole superiori.
Per gestirle occorre unit di intenti e lavoro collegiale, dietro ai quali invece resta un enorme problema politico: il Pd non  riuscito a trovare una sintesi ed il presidente Marmo, invece di assumersi il peso della scelta, ha preferito congelare la carica di vice presidente.
Noi come Fdi ci confronteremo sempre e comunque nel merito dei relativi provvedimenti indicando la nostra posizione, favorevole o contraria solo nell'interesse della nostra comunit, lasciando al Pd e al Campo largo le loro beghe di bottega". Estremamente caustico anche il giudizio del consigliere provinciale di Forza Italia Dario Baldassarri:"Non entro nelle discussioni interne a un partito che non  il mio.
Un dato per lo segnalo, perch riguarda il funzionamento dell'ente.
Sono serviti quaranta giorni per arrivare all'assegnazione delle deleghe.
Quaranta giorni d'estate, che sono poi le settimane in cui si programmano i lavori sulle strade e si preparano le scuole per settembre.
Alla fine la vicepresidenza  rimasta vuota.
Il giorno dopo la firma del decreto, quattro consiglieri di maggioranza hanno fatto sapere di voler restituire le deleghe appena ricevute: quaranta giorni per assegnarle, ventiquattr'ore per rifiutarle" .Il consigliere si sofferma poi sulla posizione dei quattro: "I rinunciatari sono stati eletti nella stessa lista che sostiene il presidente.
La delega l'hanno lasciata, ma il gruppo a cui hanno aderito  sempre il medesimo.
Come si comporteranno con la loro maggioranza quando arriveranno gli atti da votare? E' una domanda a cui possono rispondere solo loro.
Chiedo quindi che il presidente convochi il consiglio e spieghi in aula come intende andare avanti nei prossimi mesi.
Un ente non pu scoprire di volta in volta se una decisione ha la maggioranza per essere approvata o no".l RIPRODUZIONE RISERVATA.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
