Prato Tira e molla, ipotesi, controlli e supposizioni, ma alla fine lo stadio dell'acqua a Iolo si far. Lo vuole l'amministrazione comunale, lo vuole il sindaco Matteo Biffoni che aveva messo gi in programma la sua realizzazione nella campagna elettorale del 2019. Il fatto che pare emergere  che con il periodo della pandemia del 2020 e il successivo Pnrr i piani della vicenda si siano sovrapposti fino a rendersi intricati come un nodo che non si scioglie.
Ieri mattina la commissione consiliare controllo e garanzia presieduta dall'opposizione di centrodestra, in questo caso dal consigliere comunale e avvocato Aldo Godi di Fratelli d'Italia, ha avviato una sorta di "inchiesta" su tutti i passaggi di una vicenda che si  annodata fin all'inverosimile.
Tanto da arrivare a perdere i potenziali finanziamenti del Pnrr. Davanti ai commissari, i dirigenti e i funzionari dell'ufficio tecnico che negli anni hanno seguito tutte le procedure della progettazione, degli esami di fattibilit e di avvio dei cantieri.
Una commissione con i caratteri pi dell'inchiesta che del confronto.
E i tecnici hanno illustrato tutti passaggi, dai lavori del cosiddetto appalto integrato partendo dagli studi Settanta7 e Studio Perillo fino a tutte le procedure consegnate alle societ incaricata dal Comune di Prato come centrale di committenza ossia Sport e Salute Spa, controllata al 100% dal ministero dell'Economia e delle Finanze.
Il vulnus, secondo i tecnici, starebbe proprio qui.
Sport e Salute Spa, nata da una costola di Coni servizi spa, aveva incaricato a suo tempo la Ferraro Spa costruzioni di svolgere tutti i lavori, progettazione esecutiva e cantiere.
Cosa che sarebbe avvenuta, come dichiarato, con continui ritardi sul cronoprogramma stabilito fin dall'inizio per arrivare a chiudere i lavori entro lo scorso 30 giugno.
Ed  dal 2025, ossia praticamente all'ultimo momento possibile, che dati i continui ritardi della Ferraro spa il Comune decide di appoggiarsi ad altri progettisti.
Una corsa contro il tempo, per, che non  riuscita a raggiungere l'obiettivo.
Ma lo stadio dell'acqua si far; cosi ripetono in Comune che, vista la possibilit di 41milioni svincolati dalla spesa corrente, potr avere le risorse per arrivare a finanziare i 16milioni di euro necessari.
Spesa che comunque aumenter per due motivi; il primo  che la vecchia piscina di Iolo andr restaurata e resa agibile visto che risulta vincolata dalla Sovrintendenza ai beni architettonici, date le sue particolarit costruttive e architettoniche degli anni '70 del secolo scorso; il secondo  che lo stadio dell'acqua di Iolo per avere il benestare del Coni dovr essere corredato da opere di urbanizzazione come almeno ben 300 posti auto.
Il progetto esecutivo, adesso,  in mano al Comune.
E sembra non esser poca cosa. "Di fronte a una situazione complessa che vede il Comune di Prato come parte lesa per la perdita dei fondi Pnrr, va riconosciuto un dato oggettivo- ha affermato Simone Rizzuto, membro della commissione eletto nella lista civica "Biffoni" - Se oggi non siamo costretti a ripartire da zero lo dobbiamo al lavoro svolto dall'amministrazione e anche alla gestione della vicenda durante il periodo commissariale.
Questo ha permesso di salvaguardare il progetto esecutivo, finalmente approvato, rendendo l'opera formalmente cantierabile e consentendo lo sviluppo delle normali procedure previste per le opere pubbliche". In sintesi, se il Comune non avesse cambiato i progettisti nel 2025 anche il progetto esecutivo sarebbe rimasto in mano alla Ferraro Spa, seppur inadempiente.
Non sono dello stesso avviso i consiglieri comunali Jonathan Targetti, civico, e Cristina Attucci, Fdi. "Il sindaco ha parlato di un progetto "pronto per il cantiere", che sarebbe lo stesso progetto nato dopo il cambio dei progettisti - ha detto Attucci - A differenza delle rassicurazioni del sindaco l'apertura reale del cantiere  tutta da verificare anche perch nel frattempo  emersa la mancanza di qualsiasi previsione progettuale relativa ai parcheggi e un'incertezza di fondo sul fatto che  ancora pendente il contratto con l'impresa Ferraro.
A questo punto ci sar inoltre da accertare quali sono le spese sostenute finora dal Comune per un iter progettuale durano 4 anni e sfociato nella perdita dei fondi Pnrr". Aggiunge Targetti: "Dietro l'annuncio trionfale si nasconde un progetto incompleto e un conto che l'amministrazione si guarda bene dal dire ai cittadini.
Manca il parcheggio esterno.
Il progetto si ferma a un numero di posti auto del tutto insufficiente, quando per un impianto natatorio di questa portata ne servirebbero verosimilmente tra i 250 e i 300. Le norme Coni per l'impiantistica sportiva impongono di dimensionare le aree di sosta per spettatori, atleti e personale secondo parametri precisi.
Poi la una vergogna verso la memoria sportiva della citt: non c' un solo euro per la vecchia piscina da 25 metri, la parte storica del polo natatorio.
Si costruisce il nuovo e si lascia marcire lo storico". l RIPRODUZIONE RISERVATA
