Firenze Il Cubo nero torna a essere il punto nero sulla mappa di Palazzo Vecchio.
La procura di Firenze ha affidato a un architetto il ruolo di consulente tecnico per ricostruire l'iter che ha trasformato l'ex Teatro Comunale nel complesso scuro sorto tra corso Italia e via Solferino.
Un passaggio che porta l'inchiesta nella fase pi delicata, dopo gli avvisi a comparire notificati a quindici indagati.
Il consulente - come anticipato ieri da Repubbilica - dovr leggere atti, tavole, autorizzazioni, sopralluoghi.
Dovr capire se dentro quel procedimento si siano prodotte storture tali da sostenere le accuse di abuso edilizio, violazione del Testo unico sul paesaggio e falso.
I fari sono puntati sui volumi, sul colore, sulle altezze, sui presunti piani in pi rispetto al piano di recupero del 2018, ricostruzione contestata dalle difese.
Il nodo pi sensibile  quello delle campionature.
Il via libera prevedeva che "materiali, infissi e finiture esterne" fossero concordati in corso d'opera e valutati in cantiere.
Degli esiti scritti di quei passaggi, emersi attraverso gli accessi agli atti dell'opposizione, sarebbe mancata una traccia completa.
Ora la procura chiede a un tecnico di mettere ordine in una materia dove ogni centimetro e ogni verbale possono pesare.
Tra gli indagati figurano l'ex soprintendente Andrea Pessina, dirigenti comunali, professionisti legati al progetto, manager della propriet e componenti della commissione Paesaggio.
Sullo sfondo c' anche il fascicolo aperto dall'Unesco, che valuta se il progetto abbia inciso sugli attributi del centro storico entrato nel patrimonio mondiale nel 1982. La vicenda arriva mentre l'urbanistica fiorentina  tornata in cima all'agenda politica.
San Gallo, ex Ogr, studentati, social housing e beni pubblici hanno riaperto la domanda sul governo delle trasformazioni.
Alberto Di Cintio e il gruppo per una svolta urbanistica chiedono date e impegni per gli Stati generali annunciati dopo l'appello di padre Bernardo.
Ma il Cubo nero  il dossier che ha acceso tutto.l
