Firenze Ottocentoventotto fascicoli.
Adesso sono gi tutti negli uffici di Palazzo Vecchio, con planimetrie, misure, fotografie e richieste di occupazione del suolo pubblico.
La scadenza del 31 agosto  passata e il nuovo regolamento dei dehors entra nella fase che conta davvero: quella in cui si vedr quanti tavolini, pedane e coperture potranno restare per le strade di Firenze e quanti invece dovranno arretrare, cambiare forma o sparire.
Le domande arrivate al Comune sono appunto 828. Di queste, 576 riguardano l'area Unesco, il pezzo di citt dove da anni si concentra lo scontro fra residenti, ristoratori e Coomune.Il numero va letto bene.
Non si tratta di 828 nuovi dehors. Il regolamento obbligava a presentare una nuova istanza anche gli esercenti gi titolari di una concessione e consente loro di mantenere la struttura esistente fino al rilascio della nuova autorizzazione o al diniego.
Quattro pratiche hanno una dimensione diversa: sono i progetti unitari per piazza della Signoria, piazza Pitti, Santa Maria Novella e piazza della Repubblica.Ora comincia la selezione. "Gi entro la fine dell'anno saranno chiari gli effetti del nuovo regolamento", dice l'assessore allo Sviluppo economico Jacopo Vicini.
Il centro storico arrivava da sei anni di tavolini.
Nel maggio 2020, quando bar e ristoranti uscivano dalle chiusure della pandemia, Firenze aveva aperto gratuitamente pezzi di strada e stalli di sosta per consentire alle attivit di lavorare all'aperto.
Quella misura d'emergenza  stata prorogata e corretta pi volte.
Intanto sedie, ombrelloni e pedane sono entrati stabilmente nel paesaggio urbano.A gennaio il Comune ha provato a fissare il confine.
Nell'area Unesco la superficie complessiva autorizzabile non pu crescere rispetto a quella concessa al 15 novembre 2025. Il Comune ha indicato in circa il 10% la riduzione rispetto al dimensionamento massimo previsto dal vecchio regolamento.
Sessanta strade sono vietate ai dehors, in altre venti non si pu aumentare la superficie e in 73 sono ammesse soltanto determinate tipologie.
Tra gli altri paletti ci sono il limite generale del 50% della sala interna, il passaggio pedonale da garantire, la valutazione di impatto acustico per chi resta aperto oltre le 22, Durc e certificazione antimafia.Cinque i modelli ammessi, con colori e coperture uniformati, delimitazioni trasparenti, niente pubblicit e niente teli o chiusure di plastica.
Tavolini e sedie della tipologia pi leggera devono rientrare quando l'attivit chiude.
La planimetria con il numero massimo dei coperti deve essere visibile e ogni concessione finir nella mappa open data del Comune.Il punto pi politico resta la quantit di spazio pubblico consegnata alla ristorazione.
A gennaio i comitati di Oltrarno e centro avevano messo sul tavolo un numero: 12.600 metri quadrati di dehors nell'area Unesco. "Un'enormit", li avevano definiti, chiedendo che ogni metro non rinnovato venisse sottratto dal monte complessivo e che nel centro tutelato fossero vietate nuove concessioni.
Volevano anche regole identiche per vecchie e nuove autorizzazioni, concessioni non superiori a tre anni e multe fino a 5.000 euro.
Il Consiglio scelse un'altra strada: blocco della superficie complessiva, sanzioni fino a 500 euro, decadenza dopo due violazioni in 365 giorni e tre giorni di chiusura in caso di reiterate occupazioni abusive.
Confesercenti, dopo l'approvazione, parl invece di un testo sbilanciato verso le richieste dei comitati e temeva una riduzione degli spazi utilizzabili.
Sul lavoro sindacati e Confcommercio trovarono un punto comune: collegare la concessione al rispetto dei contratti collettivi rappresentativi e contrastare i contratti pirata.
Quel principio  entrato nel regolamento.La prima scadenza era fissata al 30 aprile.
In primavera ordini professionali e associazioni di categoria hanno chiesto pi tempo per preparare pratiche considerate complesse e il Consiglio, il 18 maggio, ha spostato il termine al 31 agosto.
Sinistra Progetto Comune contest la scelta perch, con le vecchie concessioni valide fino alla nuova decisione, l'alta stagione sarebbe trascorsa ancora sotto il regime precedente.Adesso sul tavolo non ci sono pi proroghe.
Ci sono 828 domande da aprire una per una, 576 delle quali dentro il perimetro Unesco.
In piazza Signoria, Pitti, Santa Maria Novella e Repubblica il lavoro seguir i quattro progetti unitari concordati con la Soprintendenza.
Negli altri fascicoli saranno centimetri, distanze, passaggi, coperture e precedenti violazioni a decidere quanto spazio rester occupato davanti a ogni locale.l
