Pisa "Sono favorevole a inserire oltre a San Rossore il nome Torre di Pisa nella dizione della stazione.
E' un riferimento immediato per i turisti, valorizza il simbolo universale della nostra citt e rende immediatamente riconoscibile la destinazione". Cos l'ex consigliere comunale Giovanni Garzella sul dibattito aperto dal progetto di Ferrovie (Rfi) per modificare la denominazione della stazione di Pisa San Rossore dentro un piano di interventi di riqualificazione dello scalo. "Seppur da un punto di vista diverso - dice Garzella - condivido la posizione del presidente del Parco, Lorenzo Bani, sulla necessit di mantenere anche San Rossore.
E vorrei sottolineare una ragione che forse merita di essere maggiormente ricordata: quel nome custodisce una parte antichissima delle radici cristiane di Pisa.
San Rossore deriva infatti da San Lussorio, funzionario romano di Cagliari che si convert al cristianesimo e, durante le persecuzioni dell'imperatore Diocleziano, fu martirizzato e decapitato a Forum Traiani, l'attuale Fordongianus in Sardegna, il 21 agosto del 304 d.C. Secoli dopo, nell'XI secolo, le sue reliquie giunsero a Pisa, nel periodo della grande Repubblica Marinara.
Vicino all'Arno sorse un monastero dedicato al martire e, attraverso i secoli, il nome di San Lussorio si trasform fino a diventare quello che tutti conosciamo: San Rossore.
Non parliamo quindi semplicemente del nome di una localit. Parliamo di oltre mille anni di storia pisana e di una memoria cristiana ancora presente nella nostra citt"."Una testimonianza straordinaria di questo legame - prosegue -  conservata ancora oggi a Pisa: il cranio del Santo  custodito nel celebre reliquiario a busto di San Rossore realizzato da Donatello, oggi al Museo Nazionale di San Matteo.
Un'opera d'arte che unisce fede, storia e cultura e che dimostra quanto profondamente questo nome appartenga alla nostra identit. A questa storia religiosa si aggiunge poi quella civile e istituzionale: San Rossore divenne Tenuta granducale e successivamente Tenuta reale dei Savoia, e la stessa stazione  legata alla presenza della famiglia reale e al suo treno". "Per questo - conclude Garzella - credo che modernizzare e valorizzare non debba significare cancellare.
Una citt consapevole della propria identit pu guardare al futuro proprio perch conosce, custodisce e tramanda le proprie radici.
La soluzione che ritengo pi bella e completa  quindi Torre di Pisa-San Rossore".l RIPRODUZIONE RISERVATA
