Grosseto In un anno, da giugno 2025 a giugno di quest'anno, le aziende iscritte al registro delle imprese della Camera di Commercio sono passate da 25.758 a 25.894, con un saldo positivo di 123 sedi d'impresa.
Si tratta del miglior risultato in Toscana.
Certo il numero assoluto non  particolarmente significativo; ma tenendo conto della generale dinamica recessiva, al massimo di stagnazione, ogni segno positivo merita d'essere apprezzato.
Cosa che consente di fare l'elaborazione dinamica dei dati Unioncamere di iscrizione al registro delle imprese, mese su mese, fatta dalla Camera di Commercio delle Marche attraverso il proprio "Open data explorer". Naturalmente i conti definitivi si fanno alla fine dell'anno sugli stock delle sedi d'impresa presenti in un singolo territorio calcolate al 31 dicembre, e confrontati con quelli dell'anno precedente.
Tuttavia, guardare al trend in corso d'opera durante l'anno pu essere utile a capire la tendenza in atto e a fornire qualche informazione sui singoli settori di appartenenza delle aziende (prese in considerazione a seconda del loro codice Ateco). Sul piano generale la Toscana evidenzia lo stesso andamento nazionale in termini relativi: a fronte di una perdita di 3.800 sedi in dodici mesi, tanto che il tessuto imprenditoriale regionale scende sotto la soglia delle 390 mila imprese.
Un andamento quasi tutto ascrivibile alla provincia di Firenze, che sconta una flessione marcata, pari al 3,2%. "Tra le variazioni delle altre province - spiega il Centro studi della Camera di commercio della Maremma e del Tirreno - spicca in negativo Massa Carrara (-1,1%) mentre in positivo si distinguono Grosseto e Prato (entrambe +0,4%). La provincia maremmana chiude il trimestre con un ottimo +123 sedi d'impresa rispetto ai dodici mesi precedenti.
Come spesso accade alla fine del secondo trimestre di ciascun anno, le variazioni congiunturali assumono segno positivo per tutti i livelli territoriali, in particolare per quello locale (Italia +0,2%, Toscana +0,3%, Grosseto +0,9%)".Anche se non si pu definire esaltante, l'andamento storico della provincia grossetana appare decisamente migliore rispetto a quanto accaduto ai territori di confronto. "Calcolando i numeri indice a base fissa (quarto trimestre 2020), l'indice maremmano si attesta sui 99,5 punti, contro i 94,9 del livello regionale ed i 95,8 di quello nazionale.
Questo significa che dalla fine del 2020 Grosseto ha perso solo lo 0,5% del proprio patrimonio imprenditoriale, contro oltre il 4-5% degli altri territori". Guardando alla situazione di fine luglio, il settore principale resta quello dell'agricoltura, silvicoltura e pesca: costituisce il 34% di tutte le attivit economiche in Maremma e che ha segnato l'aumento pi consistente da un anno a questa parte (+92 attivit). Di contro invece il mondo del commercio, che si tratti all'ingrosso o al dettaglio.
Pur restando la seconda voce in termini percentuali (15,3%), in un anno sono andate perse 125 aziende.
Segue poi il settore delle costruzioni (12,1%, con un +31), le attivit dei servizi di alloggio e ristorazione (8,9% +20). Pressoch statico il mondo della manifattura (+3 imprese), mentre salgono di 12 unit le imprese legate al settore immobiliare.Due, secondo il Centro studi di Cciaa, sono i fenomeni che hanno inciso su questo risultato. "Dal 2021 al 2023 le imprese artigiane locali hanno conosciuto un periodo di crescita, che si  affievolito nel biennio successivo.
Andamento che non  neanche stato avvicinato dalle aziende del settore regionali e nazionali, le cui file hanno continuato a ridursi.
D'altro canto, Grosseto partiva da una situazione per la quale l'incidenza delle artigiane sul totale delle imprese accusava un certo ritardo rispetto alla media regionale e tale ritardo si  solo ridotto: a fine 2025 la quota artigiana grossetana  pari al 20,5%, la percentuale pi bassa fra le province della regione, la cui media si attesta sul 24,9%. Decisamente pi contenuto il valore nazionale, che si attesta sul 21,1%". L'altro fenomeno riguarda l'analisi per natura giuridica.
Negli ultimi anni le societ di capitale sono state l'unica classe a mostrare una crescita forte e continua sia a livello locale, sia altrove.
Tutte le altre tipologie hanno accusato cali numerici, pi o meno rilevanti, fenomeno da cui si sono parzialmente "salvate" le imprese individuali nostrane. "In questo caso la differenza di andamento rispetto ai territori di confronto  dunque dovuta non tanto al maggior tasso di crescita delle societ di capitale, quanto piuttosto alla minor decrescita delle societ di persone e, soprattutto, delle imprese individuali.
Queste ultime rappresentano tuttora la forma ovunque pi utilizzata, che localmente incide per il 58,2%, pi che altrove.
Seguono le societ di capitale col 20,4% del totale, le societ di persone col 18,4%, e le "altre" forme giuridiche col 3%". In termini di settori economici, negli ultimi anni il terziario maremmano ha assistito alla crescita dei servizi ed alla diminuzione di commercio e logistica.
Anche le costruzioni sono risultate in crescita almeno fino al 2025, quando si sono esauriti i bonus edilizi.
Se il primario ha sostanzialmente tenuto, il manifatturiero appare numericamente in sofferenza, scivola su un piano inclinato per una perdita numerica blanda ma costante.l
