Orbetello "Il Consorzio di bonifica renda noti i cronoprogrammi e spieghi perch in certi punti non interviene". La richiesta arriva da Matteo Porta, segretario dei Giovani Dem della Costa d'Argento dopo aver letto sul Tirreno le lamentele dei residenti del Priorato. "L'ennesimo rogo divampato lungo gli argini del torrente Magione, nel tratto compreso tra il ponte del Priorato e Polverosa - dice Porta - ripropone con forza una ferita aperta sul fronte della cura e della tutela del nostro territorio.
Per domare le fiamme ed evitare che il fuoco raggiungesse campi e caseggiati  servito un massiccio dispiegamento di forze, con oltre dieci lanci d'acqua da parte dell'elicottero dei vigili del fuoco, a cui rivolgiamo il nostro pi sentito ringraziamento.
Non possiamo per accettare - aggiunge - che la normalit delle nostre estati sia scandita dal solito ritornello.
Non intendiamo rassegnarci all'idea che la sicurezza idrogeologica e la prevenzione degli incendi debbano dipendere dalla fortuna o dalla prontezza dei soccorsi d'emergenza". Il segretario dei Giovani Dem dice di condividere pienamente "la rabbia e la frustrazione dei residenti della zona.
Con la siccit estiva, l'argine del Magione si trasforma puntualmente in una miccia a cielo aperto per via di canne altissime e vegetazione incolta mai sfalciata nei punti pi critici.
La manutenzione ordinaria di questo corso d'acqua spetta al Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud. A fronte di un piano delle attivit che sulla carta dovrebbe coprire l'intero comprensorio, constatiamo come alcune aree restino sistematicamente scoperte". Porta non vuole fare polemiche demagogiche - come scrive lui stesso - ma pone domande al Consorzio di bonifica. "Cittadini e aziende agricole - continua - pagano regolarmente il contributo di bonifica, un tributo che pesa sulle tasche delle famiglie e che deve tradursi in interventi visibili, costanti e risolutivi.
Ci chiediamo con franchezza se la competenza e l'operato sul campo del Consorzio siano all'altezza dei bisogni reali del nostro territorio, oppure se ci troviamo davanti all'ennesimo carrozzone burocratico che impone costi a fronte di manutenzioni a singhiozzo e inefficaci.
La mancata pulizia degli argini oggi alimenta il rischio di roghi; domani, con l'arrivo delle prime precipitazioni intense, la vegetazione incolta e i detriti ostacoleranno il normale deflusso delle acque, moltiplicando il pericolo di esondazioni e allagamenti.
Non pretendiamo l'impossibile, ma esigiamo rispetto per la comunit, trasparenza e una revisione delle priorit". lI.A.
