Grosseto L'Asl Toscana sud est e i medici di medicina generale hanno firmato un nuovo accordo per la riorganizzazione dei servizi di prossimit. L'accordo  l'applicazione della riforma territoriale della sanit della Regione Toscana, del 2022. Il nuovo modello organizzativo, previsto dall'accordo, prevede che venga garantito, attraverso una rete di medici di medicina generale, un servizio continuativo per le cure primarie di 8 o 12 ore, dal luned al venerd. Nel fine settimana il servizio sar garantito dal numero unico 116117 della Continuit Assistenziale (ex guardia medica). L'altra importante novit  che il servizio sar garantito nella case di comunit, e (dove possibile) negli ambulatori.
Le case di comunit nella provincia grossetana sono sette: due a Grosseto e una ciascuna a Castel del Piano, Follonica, Orbetello, Porto Santo Stefano e Pitigliano.Il nuovo accordo entrer in vigore il prossimo primo ottobre.
Al Tirreno ha spiegato il nuovo accordo Paola Pasqualini, presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Grosseto. "Si tratta dell'applicazione della riforma territoriale applicata al nostro territorio - esordisce la presidente - Con questo accordo, prima di tutto, si spera che attraverso la riorganizzazione delle case di comunit e delle Aft (aggregazioni funzionali territoriali, ovvero gruppi di medici di medicina generale che lavorano insieme nello stesso territorio, ndr) si possa ottenere un'assistenza di prossimit migliore per i nostri cittadini". Nella pratica, dunque, i cittadini avranno a disposizione il medico di medicina generale dalle 8 alle 12 ore, nell'arco di una giornata, dal luned al venerd. "Il medico che i cittadini avranno a disposizione, sia nelle case di comunit che negli ambulatori, non sar per forza il medico di famiglia assegnato ai singoli pazienti - continua Pasqualini - Ci sar la disponibilit di diversi medici presenti nelle reti delle Aft. Medici che vedranno una diversa redistribuzione dell'orario, all'interno delle case di comunit, e rimanendo anche nel proprio ambulatorio". Recandosi nelle case di comunit, quindi, i pazienti anche se non troveranno il loro medico personale, potranno consultare un altro medico di base.
L'applicazione della riforma permette ai pazienti che ne abbiano bisogno di avere a disposizione un consulto medico, e ci che ne consegue, anche quando il loro medico non  in servizio.
Da precisare che con la riforma non cambieranno gli orari dei medici di base nei loro ambulatori. "Con questa applicazione l'assistenza al paziente aumenta, grazie alla rete dei medici, e alle case di comunit", prosegue la presidente.
Ma se l'intento della riforma  positivo, secondo Pasqualini, ancora persistono "dei problemi organizzativi - fa presente - L'Asl ha dato come tempistica per l'applicazione il primo ottobre.
Ma ci si augura che per questa data si riesca a trovare sia il personale di segreteria che il personale infermieristico". E non solo: si dovrebbe mettere in piedi, entro il primo ottobre, anche "un'organizzazione informatica adeguata, per permettere ai medici di lavorare in rete, e questo non  banale - sottolinea la presidente - Si devono affrontare i problemi relativi alla privacy, ci sono diversi aspetti che vanno tenuti in considerazione". Insomma, per poter completare la riforma, "mancano ancora degli elementi", chiosa la chirurga.
All'interno delle case di comunit, poi, si dovr vigilare anche sulle ore in servizio effettivamente svolte dai medici, i quali "oggi arrivano a lavorare anche dodici ore al giorno - conclude Pasqualini - Bisogna salvaguardare la sostenibilit del lavoro dei professionisti.
Il medico non pu superare una certa soglia di ore lavorate". l
