Milano Uno schiaffo durante l'ora d'aria, un passaggio in infermeria e nessuna relazione di servizio che documenti l'accaduto.
Resta avvolta nell'incertezza la presunta aggressione a Valter Lavitola, detenuto nel carcere romano di Rebibbia nell'ambito dell'inchiesta sull'attentato contro il giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci.
La notizia  circolata ieri, ma le verifiche interne non hanno finora restituito conferme.L'episodio sarebbe avvenuto marted, quando Lavitola sarebbe stato schiaffeggiato da altri detenuti.
Le prime informazioni, attribuite a fonti della polizia penitenziaria, escludevano conseguenze preoccupanti.
Dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria  per arrivata una ricostruzione differente: negli atti del carcere non risulterebbero segnalazioni o documenti relativi a violenze subite dall'ex editore.Il difensore Sergio Cola aveva sentito il proprio assistito marted alle 17 senza ricevere alcun accenno all'accaduto.
Solo alcune ore pi tardi, intorno alle 20, il legale aveva appreso informalmente dai giornalisti della possibile aggressione.
Ieri gli avvocati Sergio e Arturo Cola hanno parlato nuovamente con Lavitola: l'ex editore ha riferito di stare bene e di non presentare segni di percosse.
I difensori intendono ora chiedere alla Procura di conoscere l'eventuale esistenza e il contenuto di una nota della polizia penitenziaria.Il caso si intreccia con la battaglia sulla permanenza in carcere di Lavitola.
Secondo la difesa, sarebbero trascorsi pi di quindici giorni dalla presentazione della richiesta al Tribunale del Riesame senza che fosse celebrata l'udienza.
Il superamento del termine, sostiene Cola, renderebbe inefficace la misura cautelare e imporrebbe la scarcerazione dell'indagato.
La questione sar sollevata davanti ai giudici.
L'udienza del Riesame  fissata per luned 7 settembre.
Lavitola parteciper in videocollegamento e render dichiarazioni spontanee, mentre i suoi avvocati depositeranno una memoria.
L'ex editore  indagato come presunto mandante dell'attentato dell'ottobre scorso contro Ranucci insieme a Gomes Tavares.L'inchiesta prosegue anche sul contenuto dei dispositivi e delle conversazioni acquisite dagli investigatori.
I carabinieri del Nucleo investigativo stanno analizzando le chat tra Lavitola e il giornalista, alla ricerca di elementi utili per ricostruire i rapporti fra i due e il contesto precedente all'attentato.Dopo l'interrogatorio dell'ex editore, anche Sigfrido Ranucci dovrebbe essere ascoltato dai pubblici ministeri come persona informata sui fatti.l.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
