i Stefano Bramanti San Piero "Le citt del futuro crescono nel verde". E' il concetto centrale emerso nel corso del recente incontro che si  tenuto a San Piero in Campo, che avrebbe dato l'impulso alla nascita di comitati spontanei sull'isola.
I temi in campo sono quelli dell'urgenza di interventi dedicati al cambiamento climatico e al rischio idrogeologico.
La riscossa green L'idea  dare vita a dei comitati verdi i quali, insieme ad associazioni ambientaliste esistenti e attive, potranno farsi sentire con le sette amministrazioni comunali isolane, proprio per applicare nuovi accorgimenti tecnici emersi nel corso dell'incontro, organizzato dall'associazione culturale Le Macinelle.
L'iniziativa che si  tenuta a San Piero ha visto impegnati due professionisti dello Studio Arpageo, vale a dire l'architetto Cristiana Rossetti e il geologo Alessandro Damiani, intenti ad affrontare il tema del verde come vera e propria infrastruttura di paesi e citt, in grado di non essere solo un elemento decorativo che rompe il grigiore del cemento, abbellendo ogni luogo, ma il verde offre anche chance di miglioramenti esistenziali.
Le misure I due tecnici hanno suggerito la necessit, non solo per le nuove e grandi aree urbane, ma pure per i semplici centri abitati isolani, di incrementare decisamente la presenza di alberi, giardini e superfici verdi, quindi ambienti vegetali che potranno svolgere pi funzioni per la qualit della vita di tutti.
Il geologo Damiani approfondisce il tema con Il Tirreno: "Gli alberi contribuiscono a ridurre il calore durante le giornate estive e a rendere pi vivibili gli spazi urbani.
Le aree verdi vanno anche associate a superfici permeabili, come i rain garden, cio spazi vegetali in grado di raccogliere, filtrare e assorbire l'acqua piovana, riducendo la quantit di acqua che scorre rapidamente nelle strade, e che potrebbe incrementare il rischio di allagamenti". Quindi il verde, ha specificato Damiani, non  soltanto una questione ornamentale.
E un giardino, come un parco, sono anche luoghi di incontro e di socialit, spazi nei quali bambini, anziani e famiglie possono stare insieme e vivere maggiormente gli ambienti pubblici, riparandosi anche dalla calura grazie alle chiome o altre occasioni di frescura offerte dal verde. "Durante la discussione che si  innescata a San Piero - prosegue l'architetto Rossetti -  stato messo in luce dai presenti anche un altro aspetto: il cambiamento pu e deve essere sollecitato anche dal basso.
Cittadini, associazioni ambientaliste e gruppi organizzati possono farsi promotori di una nuova attenzione verso il verde urbano, chiedendo alle Amministrazioni pubbliche locali di progettare e realizzare interventi capaci di rendere pi verdi, pi freschi e pi vivibili i nostri paesi". Nasce allora l'auspicio di veder nascere un vero e proprio movimento elbano nei sette territori comunali.
La serata ha quindi lanciato tale messaggio semplice e importante: il verde non deve essere considerato un elemento aggiuntivo quando un paese  gi stato progettato, ma una parte fondamentale della sua trasformazione.
Pressing sui sindaci Investire nel verde allora significa investire nella qualit della vita locale, offrendo maggiore sicurezza al territorio e, molto importante, pu consentire alle persone di vivere meglio. "Il futuro delle nostre citt - hanno concluso i due professionisti - e dei nostri paesi passa anche dalla capacit di tornare a far crescere il verde dentro gli spazi che abitiamo". Non resta che attendere e vedere se questa rivendicazione popolare green crescer nel cosiddetto Scoglio per riuscire a potenziare strumenti tecnicamente validi, in grado di godere del verde ma ottenere anche la riduzione di fenomeni alluvionali e combattere la calura estiva.
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