Piombino Un'attivit di ristorazione abusiva, allestita nel giardino dell'abitazione nella zona delle Fabbricciane del pescatore professionista Umberto Cassarri ,  stata scoperta durante un controllo congiunto della guardia di finanza di Livorno e dell'Ufficio circondariale Marittimo di Piombino, con il supporto del 2 Centro controllo area pesca della direzione marittima di Livorno e del personale sanitario della Azienda USL. Dalle verifiche  emerso che il proprietario dell'immobile, pescatore di professione, aveva avviato una attivit di somministrazione di alimenti e bevande senza alcuna autorizzazione amministrativa o sanitaria.AccertamentiI militari della Compagnia della Finanza di Piombino hanno constatato che l'attivit veniva svolta fuori da ogni circuito di regolarit amministrativa e fiscale: i militari fanno sapere come gli incassi non fossero certificati, mancava qualsiasi misuratore fiscale e all'interno della cucina  stato trovato un lavoratore impiegato in nero.Il sequestro del pesceGli ispettori della guardia costiera hanno inoltre rinvenuto circa 60 chilogrammi di prodotti ittici destinati alla somministrazione, privi della documentazione necessaria a garantirne la tracciabilit e quindi di dubbia provenienza.
Il pesce  stato sottoposto a sequestro amministrativo e successivamente destinato alla distruzione, non essendo riconducibile a una filiera regolare e controllata.Sanzioni e provvedimentiA carico del responsabile, riferiscono Finanza e guardia costiera, sono state elevate sanzioni amministrative per 5.000 euro.
In accordo con l'autorit sanitaria,  stato inoltre notificato il provvedimento di immediata sospensione dell'attivit.Il ruolo degli enti coinvoltiL'operazione, condotta grazie alle competenze specifiche dei diversi enti coinvolti, ha permesso di intervenire tempestivamente su un'attivit "totalmente irregolare, tutelando sicurezza alimentare, legalit economica e gli operatori che lavorano nel rispetto delle norme", si legge nella nota congiunta.Il pescatore si difende La notizia dell'operazione della Finanza e dell'Ufficio circondariale marittimo pubblicata sulla pagina web del Tirreno  stata commentata dal protagonista.
E' lo stesso Umberto Cassarri, pescatore di Piombino, a intervenire nel merito della vicenda. "Eccomi, sono io il grande evasore e avvelenatore - interviene il pescatore piombinese - da circa un anno e mezzo sto chiedendo tutte le varie autorizzazioni: chi mi segue ha la conferma anche dai social. In realt non ho mai aperto una vera attivit, erano solo cene a recupero spese.
Sono pescatore da anni, sono stanco di vedere il pescato pagato una miseria, per questo sto pensando di intraprendere un'attivit per dare a tutti la possibilit di gustare solo e esclusivamente il mio pescato.
Le cene sono iniziate con gli amici, poi gli stessi (si mangia da dio) hanno iniziato a chiedermi di fare venire anche i loro amici.
E io lo ho permesso, ma tutto questo  iniziato solo dai primi di luglio.
Evidentemente questo ha dato fastidio a molti". lLu.Ce. RIPRODUZIONE RISERVATA.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
