Livorno "Finalmente siamo qua a fare questa inaugurazione della panchina della Fidapa, intitolata alle socie fondatrici". Con queste parole la presidente di Fidapa (Federazione italiana donne arti professioni affari), Daniela Armani, ha aperto la cerimonia inaugurale per la panchina dedicata alla memoria di Irene e Amelia (detta Uccia) Pallanca, fondatrici della sezione livornese nel 1967. "L'abbiamo intitolata a loro due, perch non potevamo mettere tutti i nomi - ha spiegato Armani -. E abbiamo chiesto a Cinzia se aveva voglia di fare qualcosa che non fosse la solita panchina rossa o colorata, ma un quadro". Un progetto in collaborazione con l'amministrazione comunale, che ha preso forma sul lungomare livornese, tra la Baracchina rossa e l'Ostricaio.
La panchina ha richiesto molto lavoro ma finalmente  terminata, in vista delle tanto attese celebrazioni per i 60 anni dell'associazione, che si terranno a gennaio dell'anno nuovo."Questa  una cerimonia molto semplice che in realt ha un alto valore simbolico - spiega la vicesindaca Libera Camici -. La panchina  stata adottata attraverso il patto di collaborazione con il Comune ed  dedicata a quelle donne che nel 1967, con coraggio, determinazione e lungimiranza, hanno aperto una strada". Da qui il valore della memoria e delle pari opportunit: "Auspico davvero che questa panchina possa diventare un luogo di ispirazione per tutte e tutti, ma immagino in modo particolare per le giovani donne", commenta la vicesindaca.Alla cerimonia ha portato il proprio contributo anche la rappresentante della Regione Toscana, Mia Bintou Diop, definendolo "un momento per la citt, per i livornesi e soprattutto anche per le nuove generazioni.
La panchina  un modo anche per ispirare le generazioni future". Questa panchina vuole significare anche: "Un modo per continuare a conquistare tutti quei diritti che le donne non hanno ancora acquisito - continua Diop - che hanno bisogno innanzitutto di memoria e di una comunit capace di preservarli". Armani definisce l'iniziativa "un segnale importante per una citt che porta avanti quei valori femministi di sorellanza".Arriva anche il saluto di Maria Cristina Salvini, presidente del Distretto Centro, di Arezzo: "Sono molto felice e anche molto onorata dell'invito e di essere qui con tutti voi". "La Fidapa non  un partito politico,  un movimento di pensiero - sottolinea Salvini -. Per si avvale delle istituzioni e collabora con le istituzioni per portare avanti quelli che sono i suoi valori fondanti". Un dialogo che sempre secondo Salvini rappresenta "un grande supporto e un grande riconoscimento anche dell'opera delle singole socie.
Questa panchina non  soltanto un luogo dove sedersi, ma un pezzo di memoria della citt e un invito a continuare a costruire il futuro".A spiegare infine il significato delle immagini  stata l'artista Cinzia Mazzoni: "Questa  in memoria delle socie fondatrici.
In particolare, questa  Amelia Pallanca, con i capelli biondi mossi dal vento, i gioielli e il rossetto", ha raccontato indicando la figura femminile rappresentata sull'opera. "Sulla seduta ho invece raffigurato, in chiave simbolica, le diverse professioni e gli ambiti rappresentati da Fidapa come la musica, lo spettacolo, la giustizia, la medicina, la danza, la pittura, l'istruzione, l'informatica, la chimica e l'agraria". Non manca il tema della pace, rappresentato da "due mani differenti l'una dall'altra che abbracciano il mondo e dalla colomba con il ramoscello d'ulivo", spiega la pittrice.
Inoltre, la panchina  stata dipinta di blu e giallo i colori della sezione livornese. "I colori diventano un velo che si trasforma nel mare, con riferimenti alla Meloria e al faro di Livorno" conclude Mazzoni.l RIPRODUZIONE RISERVATA.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
