Livorno "Ero molto piccola, ho iniziato subito a cantare perch babbo  sempre stato appassionato di musica soul e pop". Aurora Casotti, livornese, classe 2004, ha cominciato cos un percorso musicale iniziato prestissimo e che oggi la porta sul palco dell'Ariston per la finale di Sanremo Rock, in programma l'11 e il 12 settembre.
Conosciuta come Phera, il suo progetto  quello di trasformare una voce riconoscibile in una proposta musicale, capace di andare oltre i confini italiani.E pensare che tutto  cominciato quasi per caso, durante una crociera. "Il pianista di bordo stava suonando una canzone di James Blunt, che mi piaceva moltissimo e sentendomi cantare, disse a mio padre che ero forte e lo incoraggi nel farmi continuare", racconta.Quel commento, all'et di 6 anni,  diventato il suo trampolino di lancio. "Babbo mi iscrisse subito Chorus (scuola di musica) dove studiato canto e successivamente anche pianoforte e batteria". Poi arriva l'inglese, che diventa la sua lingua ufficiale: "Ho scoperto la passione per il canto in lingua inglese e non ho pi smesso".A nove anni arriva il primo traguardo sul palco di Sanremo Junior, dove conquista il primo posto nella finale dell'Ariston. Un'esperienza che lascia il segno e che, evidentemente, anticipava gi qualcosa di importante.Verso gli undici anni comincia anche a scrivere e comporre: "Il primo inedito l'ho scritto a 12 anni, il titolo Train in Progress", racconta.Da allora il cassetto musicale di Phera si riempie rapidamente con oltre cinquanta inediti, di cui circa venticinque gi prodotti e un'innata curiosit musicale che la porta a muoversi senza paura tra generi molto diversi.Il passaggio al liceo musicale apre infatti un altro capitolo della sua carriera.
Gli studi classici e jazz si affiancano alla sua esperienza: "Volevo scoprire tutto quello che c' nel mondo", afferma.
Una formazione che ha contribuito a costruire quella che  oggi la sua vocalit .Successivamente arriva l'esperienza in studio, al Kombo Studio, dove la cantante registra insieme a Davide Fedele, in arte Duam. "Dalla mia passione per il mondo old style, come Frank Sinatra e il rap, ne sono uscite cose interessanti", spiega.Nel suo percorso artistico trovano spazio vari generi, tra cui il new rock, che oggi la identifica interamente.
A gennaio nasce il suo primo gruppo Phera and the Gentlemen, composto da Giacomo Bernini alla chitarra, Fabio Giusti alla batteria e Mirco Luschi al basso.
Tre musicisti pi grandi di lei, da cui nasce anche il nome divertente della formazione.Il primo biglietto da visita lo raggiungono con il primo premio a Sanremo Rock, dove si esibiscono con Wild Woman. Questa tappa livornesel li catapulta direttamente alla finale, dove sfoggeranno un altro inedito, appena scritto Bons and Pans.E mentre Phera si prepara per il palco dell'Ariston, guarda gi molto pi lontano, cercando di farsi conoscere sui social. Ed  proprio con la sua pagina By_phera che arriva il contatto con Jeff Blue, produttore americano noto per aver scoperto i Linkin Park. "Mi ha detto che ho una bella voce, particolare e che mi tiene d'occhio". Una frase che per la cantante rappresenta una porta che aspetta solo di essere aperta.
E soprattutto  la conferma che quella voce, che attende il suo momento, pu trovare qualcosa di concreto fuori dall'Italia."La mia voce viene definita "black", mi hanno definito pi volte come Tina Turner. Sono la classica bianca con la voce da nera", aggiunge.
Una voce potente, graffiante e immediatamente riconoscibile, che difficilmente passa inosservata dopo il primo ascolto.
Un po come il suo nome d'arte: "E' elegante, ma dal significato forte", afferma, esattamente come la sua vocalit. In attesa della finale di Sanremo Rock, Phera ha gi molti progetti in cantiere per il futuro."Ho tanti inediti non ancora arrangiati - conclude - sto lavorando molto per la realizzazione di serate nei locali con il gruppo".l RIPRODUZIONE RISERVATA.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
