Le dichiarazioni dell'assessore Raspanti sul carcere delle Sughere lasciano francamente perplessi.
Non perch le criticit del carcere di Livorno non esistano: esistono, sono serie e nessuno le ha mai negate.
Ma perch trasformare in un atto d'accusa contro questo Governo problemi che arrivano da molto lontano significa capovolgere la realt.I padiglioni delle Sughere non sono nati ieri e nemmeno con il Governo Meloni.
Parliamo di una vicenda che si trascina da oltre dieci anni, tra ritardi, errori progettuali, problemi realizzativi, strutture rimaste inutilizzabili e successivi interventi correttivi resisi necessari proprio per poterle finalmente utilizzare.
Quando il viceministro Francesco Paolo Sisto venne a Livorno gi lo scorso anno, lo fece perch quei problemi c'erano e andavano affrontati.
Si prese un impegno preciso: intervenire per sbloccare una situazione ferma da anni.Oggi il padiglione C  aperto e il padiglione D, come confermato dal viceministro Sisto, sar aperto entro la fine del 2026. Non  propaganda, ma il risultato concreto di un lavoro che sta consentendo finalmente di rendere utilizzabili strutture rimaste per anni ferme.Le irregolarit che hanno richiesto interventi correttivi non sono nate con questo Governo, che se le  trovate sul tavolo e sta lavorando per superarle.
Attribuire a chi sta risolvendo il problema la responsabilit di averlo creato  una ricostruzione che semplicemente non regge.
Lo stesso vale per il personale della Polizia penitenziaria.La carenza di organico  reale.
Ma  sbagliato tacere ci che questo Governo sta facendo per colmare un vuoto accumulato nel tempo.
In pochi anni  stata avviata una politica di assunzioni straordinarie di dimensioni che non si vedevano da molto tempo, con migliaia di nuovi agenti destinati a rafforzare gli istituti penitenziari.
Nessuno sostiene che sia gi sufficiente.
Anche a Livorno l'organico avrebbe bisogno di incrementare la dotazione prevista, a seguito dell'aumento del numero di detenuti, e proprio per questo il viceministro Sisto ha assunto un ulteriore impegno sul rafforzamento del personale.E in vista dell'apertura del padiglione D  evidente che l'aumento della capacit detentiva dovr procedere insieme al rafforzamento degli organici.
Su questo le osservazioni delle rappresentanze sindacali sono serie e meritano attenzione.
Aprire nuovi spazi, accogliere nuovi detenuti (per es. il caso Sollicciano) deve significare anche mettere chi vi lavora nelle condizioni di farlo in sicurezza e con personale adeguato.C' poi un altro fronte che non pu pi essere lasciato sullo sfondo: quello del personale sanitario e, in particolare, infermieristico.
La situazione alle Sughere richiede un intervento urgente.
La carenza di infermieri e di personale medico specialistico ha conseguenze dirette sull'assistenza ai detenuti, sull'organizzazione dell'istituto e anche sul lavoro della Polizia penitenziaria.E su questo le competenze sono chiare: la sanit penitenziaria fa capo al Servizio sanitario regionale e all'Asl competente.
Per questo Forza Italia predisporr un atto da presentare in Regione Toscana affinch venga fatta piena luce sulle carenze di personale sanitario alle Sughere e vengano assunti impegni precisi per rafforzare il servizio.Se Raspanti ha scritto quattro lettere a Roma, pu scriverne anche una quinta.
Ma questa volta l'indirizzo giusto  quello della Regione Toscana.*segretario provincialee segretario comunaleForza Italia.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
