i Andrea CapelloL'Ue alza la voce nei confronti di Mosca.
La presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, mette in chiaro che quello avvenuto all'aeroporto di Lipsia  stato un "attacco con materiale di tipo militare, condotto da agenti russi sul suolo dell'Unione Europea.
Non lo tollereremo". E assicura che l'accaduto non far venire meno il sostegno all'Ucraina, tutt'altro.
Allo stesso tempo Von der Leyen parla di un'Europa che deve prendere atto della "dura realt" di questa "nuova normalit" e pertanto "deve fare un passo avanti" ed essere pronta a rispondere "all'imprudenza" di Mosca "in modo pi rapido ed efficace". Di una Russia "sempre pi sconsiderata" parla anche il segretario della Nato, Mark Rutte, ribadendo che l'unit dei Paesi dell'Alleanza  "incrollabile".Secondo i media tedeschi gli investigatori avrebbero identificato due dei presunti responsabili del fallito attacco con droni e ordigni esplosivi figlio di un'operazione di "guerra ibrida" da parte di Mosca.
Uno dei sospettati sarebbe un cittadino bielorusso, in possesso anche di passaporto russo, il cui Dna sarebbe stato rinvenuto.
Le autorit avrebbero ricostruito i suoi spostamenti, e il suo ingresso nello spazio Schengen sarebbe avvenuto utilizzando un visto turistico rilasciato dalle autorit italiane a Minsk a fine aprile.
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani dichiara che saranno effettuati "tutti i controlli necessari" fermo restando che "c' un processo per la concessione dei visti e se non c' nessun "alert" sulla singola persona il visto viene concesso". L'uomo in ogni caso non avrebbe mai messo piede in Italia.
Mentre l'alta rappresentante Ue per gli affari esteri Kaja Kallas spiega che  necessario "limitare i visti" ai cittadini russi auspicando che quanto accaduto possa "convincere" gli Stati restii all'introduzione di "restrizioni" sui visti.
Mosca non resta a guardare.
Il ministero degli Esteri convoca l'incaricato d'affari tedesco e respinge le accuse: "Le azioni delle autorit tedesche riceveranno una dura risposta". Ancor pi esplicito Dmitry Medvedev, che parla di politiche "neonaziste" e "ferocemente russofobe" da parte della leadership tedesca che - a suo dire - meriterebbe "un attacco diretto contro tutti gli impianti di produzione di equipaggiamento militare tedeschi per la cricca di Bandera (l'Ucraina, ndr)" e anche "ad altri luoghi di Berlino".l
