i Francesco Paletti L'apice  alla fine.
Il concerto  quasi ai titoli di coda quando Fiorella Mannoia prende il microfono e si lascia andare a un ruggito: "Solo ad agosto ne hanno uccise otto, vorrebbero farci tornare indietro ma non ci riusciranno, dovranno passare sui nostri corpi". Quasi lo urla l'artista romana e, per quanto non ne pronunci mai il nome, il riferimento  chiaro: il generale Vannacci, le dichiarazioni a favore "dell''inutilit del reato di femminicidio" e chi la pensa come lui.
Sotto al palco la gente  in piedi, assiepata, alle transenne: tutti la chiamano, quasi a voler prolungare ancora quelle due ore di poesia dense di significati.
Sono in pi di tre mila ed  come se avessero fame di quelle parole dure come il diamante e, subito dopo, tenere come una carezza.Perch poi la voce si fa dolce: "Mi rivolgo a chi ha figli e nipoti, per favore insegnategli che se una donna dice no, va sempre rispettata e non  assolutamente un oltraggio alla virilit di nessuno.
Questa  una sfida che dobbiamo vincere tutti insieme: uomini e donne". Poi intona "Quello che le donne non dicono", l'unico brano del suo repertorio cantato in tutta la serata.
Perch quello di marted sera a Pontasserchio, frazione di San Giuliano Terme (Pisa),  stato lo spettacolo in cui Fiorella Mannoia cantava Fabrizio e Ivano, ovvero De Andr e Fossati, a trent'anni di distanza dall'uscita di "Anime Salve", il capolavoro scritto a quattro mani dai due cantautori genovesi, che  anche l'ultimo album di Faber. E perch quello era "un concerto particolare" ha ripetuto pi volte la Mannoia dal palco.
Per mille ragioni, alcune fortemente volute, altre quasi casuali, ma ugualmente significative.
E' cos, con un concerto gratuito, che il consiglio regionale della Toscana ha scelto di aprire le celebrazioni per gli 80 anni dal riconoscimento del diritto di voto alle donne e il Comune di San Giuliano Terme i 250 dalla sua istituzione.
Volevano uno spettacolo che fosse non solo bello ma anche capace di lanciare dei messaggi.
Contava anche la toponomastica marted sera: il concerto  stato ospitato nel Parco della Pace di Pontasserchio intitolato a Tiziano Terzani, quasi all'incrocio fra le vie Che Guevara e Giuseppe Di Vittorio, fondatore della Cgil. In certe sere anche le coincidenze sembrano assumere un significato. "Qui, poco pi di un anno fa,  stato celebrato il funerale di Marah, la giovanissima ragazza palestinese, deceduta poco dopo essere arrivata a Pisa per curarsi - ha ricordato il sindaco di San Giuliano Terme Matteo Cecchelli -. Abbiamo voluto che la salma fosse custodita nel nostro comune come simbolo di tutte le vittime del genocidio palestinese". "Le celebrazioni per gli 80 anni del voto alle donne partono da un luogo simbolico a due passi da San Rossore - ha aggiunto la presidente del consiglio regionale Stefania Saccardi -, dunque  doveroso mandare un abbraccio anche alla senatrice Segre" e il riferimento  alle leggi razziali, firmate dal re Vittorio Emanuele III proprio nella tenuta fra Pisa e San Giuliano Terme.
Non  stato un semplice concerto quello di Fiorella Mannoia.
Ma nemmeno un comizio, come piacerebbe far credere a qualche hater. La chiave l'ha spiegata la stessa cantante con una sorta di dichiarazione d'intenti in apertura: "Penso che l'arte e la musica debbano stimolare, far riflettere e anche provocare" ha detto.
Subito dopo  partita "Princesa", "che prima si chiamava Fernandinho, una crisalide che si trasforma in una farfalla talmente bella da essere chiamata "Principessa", una storia che Fabrizio e Ivano hanno incontrato alla comunit di don Andrea Gallo - ha raccontato la Mannoia -. Ma lo fa dopo un lungo percorso di transizione molto difficile, fisico, psicologico e sociale perch pu capitare di non stare bene in luogo o in una citt e anche in un corpo: siamo in un periodo in cui tutti giudicano sui social senza sapere niente e, invece, bisogna stare attenti quando si parla di questi argomenti".Sono di nuovo applausi a scena aperta.
Come quando, poco dopo, canta "Smisurata Preghiera", che De Andr ha dedicato "a chi viaggia in direzione ostinata e contraria" "perch - ha spiegato la cantante romana - la maggioranza pu anche vincere, ma non  detto che abbia ragione". Stavolta sul palco arrivano addirittura dei cartelloni: uno recita "C' ancora un domani" come il titolo del film di Paola Cortellesi.
L'altro messaggio arriva prima de "La guerra di Piero": "Viviamo in un tempo di corsa al riarmo, ci stanno preparando alla guerra quasi che fosse inevitabile e alle porte dell'Europa si  tornati addirittura a combattere in trincea, con ragazzi giovanissimi usati come carne da macello". Scatta l'ennesima ovazione.
Sono argomenti divisivi, ma l'artista romana li affronta senza infingimenti, aiutata dai testi di De Andr e Fossati.
L al Parco della Pace, per, non si divide nessuno: stanno tutti da una parte ed  quella di Fiorella Mannoia.
L'ultima ovazione arriva proprio alla fine, un attimo che l'artista lasci il palco: dal pubblico una signora gli fa arrivare una piccola coccarda con la bandiera palestinese.
Lei se l'appende al petto, sorride, saluta e se ne va.
l.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
