L'ultimo regalo del giovane, il lavoro per la fidanzata.
Aurora Fiorenza.
Un'intera comunit ferita e devastata dal dolore.
Ciminna piange suo figlio, piange Salvatore Giglia, di soli 26 anni.
L'odore di bruciato ancora impregna le strade.
Sabato le fiamme hanno devastato non solo i terreni, ma il cuore di un intero paese.
Gli abitanti di Ciminna non si danno pace.
Tanta la rabbia: tutti ricordano Salvatore per la sua gentilezza e per la sua bont.
"Era un ragazzo d'oro - dice Maria Piera Cangelosi -. Non c' consolazione, non si pu fare altro che piangere.
Ciminna  affranta.
Purtroppo siamo circondati dalla violenza e mi auguro che molti giovani possano prendere esempio da Salvatore, per la sua nobilt d'animo". Salvatore Giglia era molto vicino alla chiesa e a don Mario Cassata, della parrocchia Santa Maria Maddalena. "Nel 2016 era entrato nella confraternita del Santissimo Viatico detta anche del Gioved - racconta il superiore Rosario Priolo - era maestro dei novizi.
Un ruolo importante che ho voluto assegnargli quando mi sono insediato lo scorso novembre.
Emanava luce, regalava un sorriso a tutti ed era disponibile.
Una tragedia che ci segner per sempre".
Salvatore aveva tanti sogni.
Cantava nel coro della parrocchia e insegnava italiano in una scuola privata di Villabate.
La stessa professione della sua fidanzata, che proprio l'altro ieri, il giorno della morte del ventiseienne, ha firmato un contratto di lavoro.
Notizia anticipata ieri dal nostro giornale e raccontata ancora dal superiore della confraternita: "E' successo mentre Salvatore ci lasciava per sempre - riprende Priolo - e ci ha fatto venire i brividi, come se fosse un ultimo regalo di Salvatore". Dovevano essere giorni di gioia a Ciminna e invece le lacrime hanno preso il posto dei sorrisi: il dolore della musica, le campane suonano a lutto e non a festa.
L'amministrazione comunale aveva gi annullato nell'immediato i festeggiamenti del Santo Patrono, San Vito, che dovevano iniziare venerd e concludersi luned prossimo. "Siamo distrutti dal dolore, non ci va di fare niente - dice Giacomo Alesi -. La festa  stata rimandata perch abbiamo il cuore distrutto in mille pezzi.
Come facciamo ad accettare la morte di un ragazzo bello, solare, pieno di energia.
Come facciamo?". Adesso la comunit confida nel lavoro degli inquirenti: "Salvatore - racconta l'amico Nicola Leto - metteva sempre una parola di pace, soprattutto quando tra noi amici nascevano incomprensioni.
Non riesco ancora a realizzare che non ci sia pi. Dieci giorni fa eravamo stati in vacanza insieme e trascorso giornate spensierate fra Taormina e Siracusa.
Chi ha fatto questo gesto, chi ha appiccato il fuoco deve pagare.
Sicuramente Salvatore non ce lo ridar indietro nessuno, per sapere che il colpevole sar assicurato alla giustizia, per noi sarebbe una piccola consolazione". (*AUF*)
